Il cyberbullismo è una piaga da debellare, qualcosa che si è evoluto attraverso il nostro concetto di cyberspazio e di web e che ci siamo portati dietro dal “mondo reale”. Purtroppo, dobbiamo dire, l’essere umano non è sempre capace di sfruttare a pieno le potenzialità delle cose, degli oggetti e delle idee che lui stesso costruisce e definisce. Il bullismo cibernetico ne è una prova:
- Attacchi personali;
- Pagine social infamanti;
- Siti web.
E molto altro ancora, e viene così da pensare: “possibile che abbiamo creato internet e non siamo in grado di superare una cosa così infantile come il bullismo?!”
Cos’è il cyberbullismo e come riconoscerlo

Il cyberbullismo non è altro che puro e semplice bullismo, ma manifestato attraverso gli strumenti digitali come:
- Chat;
- E-mail;
- Social network;
- Altre piattaforme di messagistica;
- Web.
Come nel bullismo ci sono atti prevaricatori e offensivi che possono arrivare anche alla diffusione di immagini o informazioni personali senza consenso.
Una realtà che spesso crea danni psicologici alla persona e che richiede tanta forza di volontà per capire come andare avanti e come richiedere la cancellazione delle informazioni diffuse.
A differenza del classico bullismo il cyberbullismo ha termini di diffusione e propagazione molto maggiori, vediamo allora come riconoscerne i primi segnali.
Spesso un minore sotto attacco dimostra ansia, irritabilità o nervosismo improvvisi e inaspettati, questo oltre alla perdita di interesse per attività che prima erano gradite e spontanee può essere un campanello di allarme. Ulteriore campanello di allarme è l’isolamento sociale che il minore sceglie di percorrere e il suo rifiuto di parlare delle proprie esperienze fuori casa o online.
Una scarsa voglia di condivisione della propria sfera emotiva e digitale è spesso un segnale che il minore è sotto attacco e che il cyberbullismo sta erodendo i suoi comportamenti creandogli ansia sociale, nervosismo e senso di inadeguatezza
Questi e altri segnali, se combinati tra di loro possono essere una concreta avvisaglia che qualcosa non sta andando per il verso giusto.
Differenze con il bullismo tradizionale
Quali sono le differenze con il bullismo tradizionale? Vediamole insieme così da avere un quadro chiaro e preciso.
| ASPETTI | BULLISMO | CYBERBULLISMO |
| Contesto | Ambiente sociale, spesso ristretto | Ovunque |
| Pubblico | Limitato a chi è presente, si diffonde lievemente con il passaparola | Potenzialmente illimitato |
| Visibilità del bullo | Il bullo o i bulli sono noti | Il cyberbullismo può avere una parvenza di anonimato |
| Ruolo degli altri | Il pubblico di un bullo, nel mondo reale è spesso passivo | Il pubblico del cyberbullismo è attivo, può diffondere, condividere e creare ulteriori danni |
| Impatto sulla vittima | Potenzialmente finisce in un “luogo sicuro” | Come il web segue la vittima ovunque. |
Forme più comuni: minacce, esclusione, diffusione di contenuti
Le forme più comuni di cyberbullismo sono le minacce, l’esclusione sociale e la diffusione di contenuti. Chi agisce in questo modo non solo minaccia “fisicamente” la persona, ma fa in modo che la vittima si senta sempre sotto attacco grazie alla diffusione di immagini, contenuti, video, offese.
Un comportamento del genere comporta l’esclusione dell’individuo dal branco e lo trasforma in una specie di paria da cui prendere le distanze. Ecco che l’isolazione sociale e l’autoesclusione diventano un peso per chi ne è colpito, soprattutto per un minore che non ha ancora gli strumenti emotivi e psicologici per uscire fuori dalle dinamiche di gruppo.
Infine, la diffusione dei contenuti è un tema molto importante poiché qui hanno parte attiva non solo coloro che generano la violenza, ma anche il pubblico inconsapevole che per divertimento (e spesso senza una vera cognizione di causa-effetto) condivide, commenta e manda virale.
Cosa dice la legge italiana sul cyberbullismo
La legge italiana contro il cyberbullismo è stata recentemente rafforzata grazie all’approvazione della legge 17 maggio 2024, n.70 e al successivo DL n.99 nel 2025. La normativa aggiornata amplia la definizione di tutela e include e riconosce esplicitamente il cyberbullismo, con l’obiettivo di contrastare ogni forma di violenza online e offline.
Ad oggi poi le scuole hanno obblighi specifici in fatto di educazione digitale e formazione del personale e si intensifica la collaborazione con le autorità e le istituzioni sociali al fine di prevenire, rilevare e gestire i casi di cyberbullismo agendo in modo tempestivo.
Anche il servizio del 114 collegato all’infanzia come servizio di emergenza è stato potenziato ed è capace di fornire risposte immediate per chi chiede aiuto contro il cyberbullismo. È importante ricordare che questo numero risponde sempre e sempre vuol dire 24/H, 7 giorni su 7 ed è capace di:
- Offrire assistenza psicologica e psicopedagogica;
- Fornire assistenza giuridica e di informare la polizia.
Un dato che però si può ritenere non ancora del tutto efficace sono le rilevazioni biennali dell’ISTAT su cyberbullismo e bullismo: uno spettro così ampio di monitoraggio del fenomeno non è forse il modo migliore per migliorare le strategie di intervento di un fenomeno che muta velocemente e si adegua alle nuove forme del web.
La Legge 71/2017 e i diritti dei minori

La legge 71/2017 o “Disposizioni a tutela del minore per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” è stato il primo testo organico che ha riconosciuto e messo in luce il fenomeno.
Questa legge definisce il cyberbullismo, concetto ombrello, come qualsiasi tipo di aggressione, molestia o ingiuria che mina a ledere un individuo online e sancisce come bullismo anche il furto di identità online o la manipolazione e il trattamento dei dati della vittima.
Un fatto molto importante è che con questa legge si sancisce il diritto di genitori, tutori e minori sopra i 14 anni di richiedere ai siti web o social la rimozione, il blocco e l’oscuramento dei contenuti lesivi e prevede anche un tempo di risposta massimo di 48 ore, oltre il quale è possibile rivolgersi al Garante della Privacy.
Si prevedono anche normativamente le pene, le sanzioni e gli ammonimenti per gli atti di cyberbullismo che non sfociano direttamente nel penale.
Come denunciare e quali strumenti di tutela esistono
Per il minore, il tutore o il genitore che vuole denunciare un caso di bullismo digitale, il percorso può iniziare direttamente con:
- La segnalazione alla scuola;
- La segnalazione al Garante;
- La segnalazione diretta ai siti web e social incriminati.
Come abbiamo visto è poi possibile richiedere la immediata e forzata rimozione dei contenuti lesivi, direttamente alle piattaforme, di cui si consiglia di mantenere prove visive e fattuali. Diventa anche possibile denunciare alle forze dell’ordine non solo i reati di inerenti al bullismo sul web, ma anche quelli correlati come:
- Cyberstalking;
- Furto di identità;
- Violazione dei dati privati;
- Diffusione di contenuti personali;
- Sexting.
Ecco ciò che può essere fatto per sporgere denuncia e ottenere la propria tutela. Per avere supporto esistono diversi organi competenti ai quali rivolgersi come:
- Helpline 114;
- Linea di ascolto 1.96.96;
- Il Centro Nazionale Anti Cyberbullismo o CNAC.
Tutti organi capaci di fornire supporto psicologico, legale e pratico per prevenire e contrastare i casi di cyberbullismo.