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Il razzo di CheFuturo! torna a casa. Ma l’innovazione è qui fra noi e non se ne andrà

Giornalista, sono stato il primo direttore dell'edizione italiana di Wired e promotore della candidatura di Internet al Nobel per la Pace. Sono appassionato di "storie idee e persone che cambiano il mondo" e in particolare l'Italia. Dal settembre 2011 scrivo di innovazione su La Repubblica. Ho rubriche anche su Wired, Vanity Fair e Traveller. Il mio blog è su Il Post. Dal gennaio 2012 sono presidente di wikitalia, associazione che si propone di diffondere trasparenza, open data e partecipazione nella politica italiana usando la rete. Sono coordinatore dell'Innovation Advisory Board di Expo2015 e membro del board di Oxfam e di Building Green Futures. Di CheFuturo! sono il direttore responsabile.

Oggi il razzo di CheFuturo! torna a casa. Missione compiuta si sarebbe detto. L’innovazione è qui fra noi e non se ne andrà, si potrebbe dire parafrasando una vecchia canzone americana dedicata all’amore. E in un certo senso anche viaggio di CheFuturo! è stato una storia d’amore. E’ iniziato nel marzo del 2012. Avevo lasciato Wired da nove mesi. Non si può dire che fossimo i primi a volerci occupare di innovazione l’ennesimo blog. C’era ovviamente Wired. C’era, e per fortuna c’è ancora Nova del Sole24Ore guidata da Luca De Biase; Emil Abirascid aveva intuito prima di tutti gli altri l’importanza di parlare di startup e fare una informazione puntuale su un settore allora davvero emergente (StartupBusiness). Ma CheFuturo! è stato in fondo un’altra cosa. E’ nato su richiesta di CheBanca!, una startup fra le banche, con una vocazione nativa al digitale e una forte propensione all’innovazione. Che possiamo fare sul web per farci notare?, mi chiesero, qualcosa di utile per davvero. La mia proposta fu CheFuturo!, non solo una piattaforma blog ma un lunario dell’innovazione, un luogo dove ogni giorno gli innovatori potessero raccontarsi: storie, idee e persone (che cambiano il mondo), per citare il titolo con cui avevo lanciato Wired in Italia nel 2009. Mi hanno dato fiducia e il razzo è partito. Al mio fianco dal primo giorno David Casalini, il progetto grafico di Francesco Canovaro, i primi 30 autori, che nel frattempo sono diventati più di 300. E siamo partiti. E’ stato un viaggio bellissimo: per cinque anni i nostri post hanno scandito alcuni dei momenti più importanti dell’innovazione in Italia. Abbiamo portato alla luce talenti sconosciuti, e raccontato storie che solo a leggerle ti veniva voglia di cambiare tutto (scusate per l’ennesima citazione).

Oggi CheFuturo! chiude i battenti. Missione compiuta dicevo. L’innovazione, almeno nel discorso pubblico, è ovunque. Questo blog vanta decine di tentativi di imitazione, alcuni anche molto ben riusciti. Chebanca! non è più una startup ma ogni anno accumula premi per la sua capacità di innovare. E a volte innovare vuol dire anche capire quando una cosa va chiusa. Vorrei ringraziare tutti gli autori che ci hanno prestato il loro talento e che hanno condiviso le loro storie e i loro sogni con noi. E poi naturalmente le persone che in Chebanca! Hanno creduto nel progetto: Christian Miccoli, Luca Prina, Paola Salvatori, Roberto Ferrari. Checoraggio! avete avuto a scommettere su un blog dedicato all’innovazione, grazie!

Ma più di tutti vorrei ringraziare quelli che in questi anni mi hanno aiutato a realizzare ogni giorno questo piccolo, bellissimo, prodotto. Li cito in ordine cronologico: Lorenzo Mannella, Ilaria Orfino, Giampaolo Colletti, Martina Pennisi, Michele Caropreso, Arcangelo Rociola, Aldo Pecora, Arturo Di Corinto, Stefano Pacifici e Alessio Nisi. Dietro le quinte Andrea Delli Colli e Gabriella Spaziani. E naturalmente David Casalini, con il quale tutto è iniziato ed è poi proseguito con la creazione di StartupItalia! e di un team di grande valore.

Grazie ragazzi, è stato bello condividere questo viaggio con voi. Ci vediamo presto. Buon anno di cuore a tutti.

4 risposte a “Il razzo di CheFuturo! torna a casa. Ma l’innovazione è qui fra noi e non se ne andrà”

  1. Alberto Cottica scrive:

    Addio, CheFuturo! È stato un piacere leggerti, e un onore contribuire al tuo percorso. Un grande abbraccio a tutti quelli che hanno contribuito all’avventura di questi anni, ci vediamo nelle avventure che verranno.

  2. Ciao CheFuturo!
    Ti ringrazio per tutte le opportunità che mi hai dato nell’amplificare i miei pensieri, le mie idee, le mie storie e con tutte le conseguenze che ne sono accadute.
    Ma ti ringrazio ancora di più per tutte le magnifiche persone con cui mi hai messo in contatto che hanno lavorato nel dietro le quinte dei miei articoli.
    Grazie davvero! Buon volo nello spazio!

  3. Saverio Massaro scrive:

    Grazie a titolo personale e a nome del gruppo nITro. CheFuturo è stato fonte di ispirazione, curiosità e riflessione da lettore. Mai mi sarei aspettato di poterne diventare autore. È stato un piacere ed un orgoglio far parte di un parco autori con personalità per le quali nutro grande stima. Una gran bella avventura che ha lasciato tracce importanti.
    Lunga vita al razzo degli innovatori!

  4. Grazie di cuore. Siete stati una fortissima fonte di ispirazione.

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