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La sopravvivenza del Pianeta è una priorità, in cui possono convivere agricoltura e biodiversità

Direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica dell'INAF a Milano; tiene il corso di "Introduzione all'Astronomia" all'Università di Pavia. E' affascinata dalle stelle di neutroni che non smettono mai di stupirla. Per la scoperta di Geminga e le implicazioni per la comprensione dell’emissione di alta energia delle stelle di neutroni, nel 2009 è stata insignita del Premio Nazionale Presidente della Repubblica.

Il cambiamento climatico in atto sul nostro pianeta ci ha insegnato a riflettere sulle conseguenze dei nostri comportamenti. Le scelte di ognuno di noi, presto o tardi, si riflettono sul nostro habitat planetario. Oltre alle scelte energetiche, abbiamo capito che sono molto importanti quelle alimentari. La carne è costosa per l’ambiente perché richiede molto spazio e molta acqua, inoltre gli allevamenti, e i bovini in modo particolare, producono metano che è un potente gas serra e deve essere gestito. Una dieta vegetariana, oltre a eliminare le violenze sugli animali d’allevamento, è quindi considerata più sostenibile dal punto di vista ambientale. Non tutti i vegetali sono ugualmente graditi al pubblico. Vi ricordate le campagne per convincere gli americani a mangiare i broccoli? Il Presidente Bush confessò che, nonostante facessero benissimo, lui li detestava. L’avocado non sembra avere questi problemi. Difficile da classificare come frutta o come verdura, è tra i vegetali più gettonati ed è sempre più presente nelle nostre tavole.

avocado

UN FRUTTO ANTICO

Anche se noi lo conosciamo da poco, l’avocado è un frutto antico, coltivato dagli aztechi e subito apprezzato dai conquistadores spagnoli e poi via via da tutti quelli che l’hanno assaggiato.  Oggi sappiamo che l’avocado è indicato per tutti, contiene un impressionante campionario di vitamine, sali minerali e antiossidanti ed è in grado di contrastare il colesterolo con i suoi grassi insaturi omega 3. Dal momento che è buono e fa bene non c’è da stupirsi che il consumo del frutto sia in crescita costante. Nelle insalate o trasformato nella deliziosa salsa guacamole o in molte altre preparazioni (per esempio, questa è una top ten dell’uso dell’avocado), l’avocado è molto richiesto negli USA che hanno incrementato il consumo in modo strabiliante facendo la fortuna dei coltivatori di avocado della regione Michoacan nel Messico. Si tratta di una regione montagnosa e i terreni migliori sono a circa 2.000 m di altezza, coperti da lussureggianti foreste.

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E’ da qui che viene l’80% del prodotto consumato negli Stati Uniti perché oltre a godere di condizioni climatiche perfette, terreno vulcanico adatto, disponibilità di acqua, la regione ha il bollino di qualità del dipartimento dell’agricoltura americano, cosa che apre la porta ai mercati USA notoriamente difficili da penetrare proprio per le regole ferree che impongono per l’importazione di frutta e verdura (se volete leggere le regole per l’importazione le trovate QUI).
Avete presente il formulario che vi fanno riempire quando viaggiate verso gli USA? Quello che chiede se siete stati in una fattoria nelle ultime settimane o se avete visitato allevamenti? E’ anche così che si vigila per evitare l’importazione (inconsapevole, nel caso dei viaggiatori) di veicoli di infezioni o parassiti che potrebbero poi diffondersi negli States. 

L’ORO VERDE DEL MESSICO

Con la richiesta in continuo aumento, i prezzi lievitano e, al momento, la coltivazione degli avocado è più redditizia di quella della marijuana. Non per niente l’avocado è diventato l’oro verde del Messico. Naturale che i coltivatori della regione Michoacan vogliano espandere le loro piantagioni a scapito delle foreste che coprivano le pendici degli antichi vulcani della montuosa regione.

Avocado

Esempio di recente deforestazione per estendere una piantagione di avocado

Foreste, che oltre a essere un bellissimo esempio di biodiversità, hanno una valenza unica perché rappresentano l’unico rifugio invernale delle farfalle Monarca, le protagoniste di una delle migrazioni più spettacolari che si conoscano. Ogni anno queste incredibili farfalle, passando attraverso diverse generazioni, partono dalle foreste del Messico attraversano tutti gli Stati Uniti ed approdano in Canada, giusto in tempo per tornare indietro. Le farfalle hanno gusti molto precisi e questo rende estremamente complicata la loro interazione con la civiltà che erode il loro spazio vitale.

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Farfalle in ibernazione invernale

Passano l’inverno solo in quelle determinate foreste, poi, una volta in viaggio, vogliono trovare distese di una determinata erba selvatica per deporre le uova e riprodursi per poi continuare il viaggio. L’agricoltura USA ha già notevolmente intaccato i loro spazi di riproduzione, se adesso si abbattono anche le foreste messicane, le povere farfalle si troveranno molto a mal partito. Per fortuna, le farfalle hanno molti sostenitori che spingono per la conservazione delle foreste e il Messico ha effettivamente un piano di protezione della zone dove svernano le Monarca. Esiste una Monarch Butterfly Biosphere Reserve, ma i suoi confini sono assediati dagli alberi di avocado piantati in barba alle regole.

Purtroppo, quando il guadagno è così allettante, la malavita entra prepotentemente in gioco e con lei arriva la corruzione, che fa aggirare le leggi, e tutto il peggio della società.

E’ una crisi che abbiamo già visto succedere con l’olio di palma che non è buono o cattivo di per sé, ma può avere un impatto catastrofico sulla sopravvivenza degli orangotanghi nel Borneo  e a Sumatra dove le foreste vengono abbattute senza ritegno per fare posto alle redditizie coltivazioni. 

La lotta tra agricoltura e biodiversità è iniziata quando homo sapiens ha imparato a coltivare la terra. L’impatto delle coltivazioni non è stato chiaro da subito, ma la globalizzazione ci ha reso più consapevoli, facendoci capire che ogni nostra scelta ha conseguenze, più o meno grandi, più o meno vicine a noi. Tuttavia sappiamo che

quasi tutti i problemi possono essere risolti, a patto che si investano abbastanza attenzione e risorse mettendo la sopravvivenza del pianeta (e di tutte le specie che lo abitano) al primo posto nella scala di priorità.

Vorremmo non dovere scegliere tra avocadi e farfalle.

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