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Innovazione, passato e futuro, robotica e ricerca: TedxSiena l’occasione per tenere insieme la città

Il sesto dito robotico, la mescolanza tra passato e futuro, la tecnologia in aiuto dell'uomo, il tempo "liberato". Cosa ci ha portato TedxSiena

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

Il mio TedxSiena è stata occasione molto forte di riscoperta di cosa tenga insieme una città, anche quando c’è una crisi, anzi anche di più. La città di Siena negli anni scorsi è stata fortemente colpita dalle inchieste che hanno interessato il più importante player finanziario, ma in questi anni l’intera comunità fatta di istanze diverse si è messa insieme per la ripresa e ha lavorato a testa bassa, ma con una visione chiara: il buon Governo. L’iniziativa TedxSiena è stata promossa da Smart city lab un incubatore di innovazione, un hub di competenze e conoscenze in cui far nascere e sviluppare idee innovative. Tema chiave del mio e di tanti interventi, il Buon Governo inteso come vivere la propria individualità al meglio in armonia in relazione agli altri.

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EVOLUZIONE ROBOTICA

Il tema del fare le cose con passione e in armonia è ricorrente anche tra gli altri relatori e in particolare nella storia di successo del Tandem di ricerca di Domenico Prattichizzo e il suo più grande sostenitore Alessandro Bondi che sta testando e perfezionando l’invenzione di Prattichizzo: il sesto dito, che consente chi è stato colpito da ictus di recuperare una buona parte della funzionalità delle mani a partire dalla capacità prensile. Il sesto dito è la prima protesi robotica sviluppata come strumento di compensazione delle funzionalità della mano per pazienti colpiti da ictus. Negli ultimi anni si è assistito a un’estensione del classico dominio di applicazione della robotica, dall’ambiente di tipo industriale, dove viene richiesta precisione, potenza, ripetibilità, a quello incentrato sull’uomo; in quest’ultimo caso si parla di Human Centered Robotics (HCR). Gradualmente l’utilizzo di robot si è diffuso anche in ambienti domestici e nella vita di tutti i giorni, anche fuori casa, nasce il concetto di robotica indossabile “weareable technology”.

Il sesto dito robotico, inizialmente concepito come estensione della mano umana per incrementarne le capacità di presa è stato studiato ed impiegato nella compensazione delle funzionalità della mano per pazienti colpiti da ictus

Nel laboratorio di Robotica e Automazione del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Università degli Studi di Siena, nasce il Soft-SixthFinger. Il sesto dito robotico, inizialmente concepito come estensione della mano umana per incrementarne le capacità di presa è stato studiato ed impiegato nella compensazione delle funzionalità della mano per pazienti colpiti da ictus in stato cronico che spesso soffrono disturbi motori (più di sei mesi). L’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno. In Italia l’ictus è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus). Il sesto dito robotico ha una struttura flessibile, che in accordo con il paradigma della Soft Robotics, garantisce intrinsecamente l’adattamento alla forma degli oggetti durante la presa. Il dispositivo è dotato di un meccanismo sulla base che permette all’utilizzatore di ruotarlo e riporlo come un bracciale attorno al polso, per poi poterlo facilmente riutilizzare all’occorrenza. Il dispositivo viene indossato sull’avambraccio tramite una fascia elastica che permette di posizionarlo a secondo delle esigenze del paziente. Il sesto dito e la mano paretica lavorano insieme per afferrare un oggetto, come se fossero le due parti di una pinza. Il dispositivo utilizza un solo attuatore che possiede la coppia necessaria per riuscire ad avvolgere, attraverso una puleggia, un tendine che attraversa tutti i moduli che costituiscono il sesto dito. Tirando questo tendine, i moduli del sesto dito seguono una predeterminata traiettoria di presa. Cambiando la rigidezza dei giunti flessibili, attraverso differenti processi di stampa 3D, è possibile tarare la traiettoria di chiusura fino ad ottenere quella desiderata.

Il dispositivo risulta facile da indossare, da controllare e da utilizzare

Test eseguiti con pazienti affetti da ictus in stato cronico hanno mostrato come l’utente riesce a compiere dei task senza aver bisogno di alcun tipo di supporto da parte del personale tecnico, ed è emerso che il dispositivo risulta facile da indossare, da controllare e da utilizzare anche in alcune attività di vita di tutti i giorni grazie alla portabilità dell’intero sistema.

PASSATO, PRESENTE, FUTURO

Un secondo tema molto ricorrente negli interventi è stato quello della crossfertilization ossia mescolanza tra saperi e tra epoche diverse. A Siena c’era tutto: passato, presente e futuro insieme si sono mescolati e le mani sono state il mezzo dominante: tramite per la connessione nel tempo come nel caso del sassofonista Stefano Cocco Cantini che ha riportato alla luce la melodia degli strumenti etruschi ritrovati all’Isola del Giglio in un relitto nel 1980 dall’archeologo Menson Bound. Dopo 4 anni di studio, è riuscito a riprodurre, per la prima volta al mondo, quel suono che accompagnava le attività religiose e sportive dei nostri antenati. Come nel progetto di didattica innovativa inventato dal Maestro Alessio Nacuzi basato sulla comunicazione e le tecniche alternative e sperimentato proprio dal piccolo figlio musicista di Anna Spertini, che ne ha testimoniato la magia.

TEDXSIENA E LA RICERCA

A Siena si fa ricerca con grande umiltà ma anche visione a lungo termine e i risultati del lavoro del professor Luciano Fadiga potrebbero essere sorprendenti: dall’osservazione puntuale del funzionamento dei neuroni specchio molto probabilmente riusciremo a ricavare migliori forme di riabilitazione delle funzionalità articolari, basate proprio sugli stimoli visivi, che attivano stimoli motori sullo spettatore attraverso i comandi dei neuroni specchio. Tenere allenati i neuroni specchio quindi simula un allenamento fisico vero e proprio e riducono i tempi di ripresa motilità di chi ha subito incidenti o malattie che immobilizzano gli arti. Un viaggio da ritorno al futuro è quello poi del progetto di ricerca Archeodromo di Poggibonsi, dove gli studiosi guidati dal professor Marco Valenti, che insegna Archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena ricostruiscono oggetti e luoghi così come si facevano un tempo, a partire dagli strumenti di lavoro del passato. Siena riparte con un motore nuovo e lavora sulle nuove professioni quelle che il World Economic Forum stima ammonteranno a 2 milioni di posti di lavoro in più, a fronte dei 5 milioni di posti di lavoro delle professioni tradizionali che verranno distrutte.

Mi piace pensare a un mondo in cui le tecnologie aiuteranno l’uomo

“Un vecchio mondo sta finendo”,  qualcosa di quel vecchio mondo ce la teniamo “e un nuovo mondo deve ancora venire” a noi il compito di migliorarlo o cambiarlo. Mi piace pensare a un mondo in cui le tecnologie aiuteranno l’uomo come nel caso illustrato dal volto noto di CheFuturo Maurizio Napolitano di Fbk che nel suo intervento ha spiegato come la community di Openstreetmap abbia messo a servizio le informazioni geografiche per supportare gli aiuti ai terremotati di Amatrice. Saranno più rispettose dell’uomo cogliendo lo stimolo della speaker Patrizia Marti, soprattutto mi piace pensare che il contributo delle donne alla progettazione del futuro sarà maggiormente incisivo, perché solo così sarà più naturale e più inclusivo anche verso chi soffre di disabilità.

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IL TEMPO LIBERATO

In questo nuovo mondo molto tempo si libererà e cosa faremo di quello che Gorz chiama “tempo liberato”? Lo dedicheremo alla nostra città, ai quartieri, agli anziani che vivono soli e alle persone disagiate. Fate dei vostri sogni il vostro lavoro, è stata questa la conclusione del mio intervento al TedxSiena, un frase che diceva sempre il medico Urbani morto per salvare migliaia di persone dalla Sars. Quell0 che mi rimane impresso è quindi un grande senso di dignità, è l’immagine di una città antica mortificata dagli scandali, ma che si rinnova, che si perdona e perdona, che si rialza e va avanti con dignità. Simbolo di questa città è più di tutti lo speaker Giuseppe A., un detenuto della Casa Circondariale di Siena che sta attraversando la fase rieducativa in vista del reinserimento in società impegnandosi nella cultura e nel sociale. Del resto se vogliamo crescere dobbiamo aprirci agli altri, accettare chi è diverso da noi e anche perdonare il prossimo, ma non possiamo perdonare gli errori degli altri se non prima perdoniamo i nostri.

La contaminazione come sempre fa la differenza

Mentre si scaldano i motori del TedxLecce frutto crescente di un lavoro instancabile sulla città dell’assessore Alessandro Delli Noci e di Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala, anche la città di Siena fa un bilancio sul Ted, questo è quello che ne pensa il vicesindaco Fulvio Mancuso che ha seguito il Ted dall’inizio alla fine: “Siamo già al lavoro con il gruppo che ha animato l’organizzazione del Ted. Clima splendido, grandi e nuove motivazioni. Abbiamo condiviso l’idea di trasformare alcune delle storie raccontate in ulteriori progetti concreti. Così come siamo determinati a riportare e magari a sviluppare ulteriormente il Ted a Siena per il prossimo anno. Il vero valore aggiunto riconosciuto da tutti sono le teste e le proposte che vengono anche da fuori e che possono aiutarci a vedere la Siena di oggi e di domani con occhi diversi. La contaminazione come sempre fa la differenza, insomma!”.

FILOMENA TUCCI

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