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Museomix, ovvero se 4 musei prendono la strada dell’innovazione culturale, tecnologica e sociale

Un lavoro di squadra tra comunicatori, designer, maker, informatici, mediatori culturali. Un Museomix negli spazi dei musei per trovare nuove esperienze di fruizione culturale

Eclettico, ho alternato la gestione commerciale con quella tecnica per conto di Telecom Italia Impresa Semplice, Alcatel TLC, CISCO Networks, Samsung Networks. Da alcuni anni mi occupo prevalentemente di sviluppo applicazioni iOS, Android ed ora su API Telegram. Dal 2013 mi occupo della gestione e della promozione della candidatura di Matera a Capitale della Cultura 2019 attraverso il portale della Community e promuovo sui social networks il processo di candidatura. Ho curato il progetto OpenData del Comune di Matera e curo il processo partecipativo per la crescita e diffusione di OpenStreetMap nella città dei Sassi. Nel 2013 il Comune di Matera ha vinto il primo premio openGeoData d'Italia. Nel 2014 ho fatto parte della Task Force per l'Agenda Digitale della Regione Basilicata ed ho partecipato all'organizzazione del Go on Basilicata. Seguo attualmente il Comune di Lecce per il processo OpenData e OpenGov. Nel 2015 il Comune ha vinto il premio E-Gov come miglior Comune d'Italia per gli openData partecipativi e collaborativi. Sono membro attivo dei club CoderDojo di Puglia e Basilicata insegno Coding per il PON Indire [email protected] alle insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Inoltre sono fieramente membro del direttivo di Wikitalia. Tutti mi chiamano Piersoft

Dall’11 al 13 novembre in 17 luoghi del mondo ci sarà Museomix. Una makeathon creativa, 3 giorni di lavoro di squadra, durante la quale comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali, riuniti in équipe da 6 persone, con competenze diverse, lavoreranno insieme nel museo con l’obiettivo di trasformarlo in un’officina in cui si progettano e realizzano strumenti innovativi di mediazione, utili a migliorare la fruizione e coinvolgere nuovi pubblici.

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4 MUSEI PER MUSEOMIX

4 i musei che hanno voluto essere pionieri e testare questo format che, in Francia e in altri paesi esiste già da oltre 5 anni e coinvolge, in ogni edizione, molte persone cariche di entusiasmo: il Museo Tolomeo di Bologna, il Museo Carlo Zauli di Faenza, il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara e il CAOS – centro arti opificio Siri – di Terni. Sta per avere luogo un evento di un weekend che conclude un lavoro durato oltre 6 mesi, comportando, in ognuna di queste realtà, cambiamenti profondi che avranno una eco sul loro futuro. Com’è andata? BAM! Strategie Culturali, audience development agency di Bologna, da oltre un anno, sta mettendo molte energie nell’avvio di una community italiana di Museomix e ha seguito i 4 musei supportandoli, affiancata da IBC Emilia-Romagna, dalla scrittura delle candidature fino alla conferenza stampa di lancio a Bologna. In questi mesi lo staff di BAM! ha potuto osservare da vicino questo processo – che si spera non si esaurisca in questo fine settimana e, soprattutto veda il coinvolgimento di nuovi musei nella seconda edizione – e può già tirare qualche somma.

COME PENSARE IL MUSEO

Museomix cambia il modo di vivere e pensare il museo, invertendo la logica che porta l’ente a dotarsi di nuovi dispositivi e nuove tecnologie. Mentre in un normale rapporto cliente – fornitore il museo individua un bisogno e chiede a un professionista la soluzione migliore ed economicamente più vantaggiosa per soddisfarlo, attraverso Museomix il museo si apre a un gruppo di professionisti, si lascia esplorare e dà loro ampio margine d’azione, accetta i loro sguardi strabici, le critiche e le idee che dalle mancanze o dalle ricchezze individuate nella collezione possono scaturire. Dà loro 3 giorni e tanti strumenti per realizzarle, senza porre vincoli o influenze di sorta.

Tra gli strumenti che il gruppo organizzativo che si crea attorno al museo mette a disposizione delle squadre al lavoro nei tre giorni di maratona: un fablab, una rete wifi (che alcuni musei prima di Museomix non avevano e forse mai avrebbero avuto), un techshop in cui trovare tutti i materiali elettronici e tecnici per costruire un prototipo, una mixroom – il luogo della comunicazione, con uno staff dedicato a produrre contenuti da divulgare in realtime sul web – e degli esperti di contenuti, enciclopedie viventi da interrogare sui contenuti del museo, 3 pasti al giorno e tanto caffè.

Potranno nascere dei prototipi che il museo o altri musei decideranno di finanziare e installare

Cosa ci si aspetta? Con tutte queste risorse e competenze che arrivano da ogni parte d’Italia, nella migliore delle ipotesi potranno nascere dei prototipi che il museo o altri musei decideranno di finanziare e installare (alla fine di Museomix tutti i progetti vengono caricati e messi a disposizione in formato open sul sito www.museomix.org), in ogni caso, ci si sarà impegnati in un processo creativo a partire dal basso, coinvolgendo nuovi professionisti, nuove competenze, imprese e partner provenienti dal tessuto locale o da molto lontano, dimostrando che un museo sa essere davvero un luogo aperto alla collettività e allo scambio di idee e competenze.

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QUALCHE ESEMPIO

Un finale davvero apertissimo, ma un percorso già ricco di soddisfazioni che possiamo enumerare in qualche esempio molto pratico:

Museomix ha permesso al Museo Tolomeo, poco più un anno di vita, di costruire una grande rete territoriale di partner che vanno dal Fablab di Bologna a CNA Bologna, passando per CNR, fino ad Alce Nero. Dentro l’Istituto dei ciechi Cavazza che ospita il museo, nuovi spazi sono stati ristrutturati per accogliere l’evento e potranno diventare qualcos’altro al termine della 3 giorni

Il Museo Zauli ha potuto allargare il suo piccolo staff a un gruppo di lavoro operativo allargato e ha trovato una nuova missione, strettamente collegata alla ceramica, per il fablab Faenza che da tempo è già attivo all’interno del museo ma, mai prima d’ora, aveva avuto un ruolo così centrale in rapporto alla collezione. I museomixer allo Zauli avranno inoltre l’opportunità di utilizzare, per i propri prototipi anche i materiali Freitag, messi a disposizione dall’azienda svizzera che ha un temporary shop aperto nel museo.

Il Museo del Risorgimento e della Resistenza si è dotato di wifi e ospiterà al suo interno le macchine e la professionalità di Tryeco, guru dell’innovazione 3D applicata al patrimonio storico-artistico. Per non parlare del sostentamento delle équipe: ristoratori ed esercenti di via Carlo Mayr (personaggio chiave del Risorgimento ferrarese) si sono mobilitati per riempire la pancia dei museomixer durante la maratona creativa.

Il CAOS di Terni – dall’identità già fortemente dinamica e contemporanea, essendo uno spazio dedicato a fruizione e produzione culturale dentro a un’ex fabbrica riconvertita – avrà, tra i suoi museomixer professionalità provenienti da Roma Maker Faire, MeltingPro fino all’Officina delle idee di Follonica. Il Fablab Hacklab Terni, installato nel museo in occasione di Museomix, ha trovato nel CAOS, grazie a questa occasione, la sua sede fissa.

GLI ESPERTI E IL PUBBLICO

E il pubblico? Museomix non è solo un evento per gli addetti ai lavori: durante l’evento, gli spazi delle collezioni restano normalmente aperti al pubblico, che potrà così partecipare a questa nuova esperienza. L’ultimo giorno (domenica 13 dalle 16:00) i musei aprono le porte gratuitamente ai visitatori, chiamati a sperimentare i prototipi creati durante la maratona. Ogni giorno dalle ore 18 saranno disponibili sui canali YouTube Museomix Italia e Mixroom museomix brevi video da tutti i musei partecipanti a livello internazionale, che raccontano la giornata appena trascorsa. Inoltre, seguendo i canali social di Museomix Italia, gestiti da BAM! – Facebook, Twitter e Instagram e gli hashtag #museomix, #museomixIT16, #museomixBO, #museomixMCZ, #museomixFE, #museomixCAOS, sarà possibile essere sempre aggiornati sui remix in corso.

FRANCESCO PIERO PAOLICELLI

ELENA BERTELLI

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