Menu
+
Chiudi
scuola_app_pri

Lo smartphone in classe serve eccome. Perché con i libri sta arrivando anche la realtà aumentata

Il primo manuale scolastico "a realtà aumentata" è già sui banchi (creato da De Agostini). E coniuga carta e digitale. Lo abbiamo provato, ecco come funziona

Giornalista per passione, maestro per caso e con amore, scrittore. La mia università sono state le strade del mondo: i vicoli di Palermo, le vie polverose del Mozambico, del Senegal, della Siria, della Giordania; le baraccopoli di Nairobi; i grattacieli di Shanghai e le lezioni di resistenza degli zapatisti nella Selva Lacandona. Ho operato per dieci anni in carcere fondando il giornale “Uomini Liberi”. Scrivo per “Il Fatto Quotidiano” dove tengo anche un blog e “Altreconomia”. Curo inoltre la rubrica “L’Intervallo” su Radio Popolare. In classe cerco di far lezione con innovazione che è anche rivoluzione per la scuola italiana.

Lo smartphone è necessario in classe. Chi insiste nel vietare il cellulare a scuola convinto che serva solo per distarsi e nient’altro potrebbe presto doversi rassegnare a vedere su ogni banco un telefonino dell’ultima generazione. Qualche genitore ma anche qualche dirigente scolastico che fino a ieri ha scritto circolari contro l’uso dello smartphone ci rimarrà male ma deve sapere che una delle più importanti casi editrici italiane, la De Agostini Scuola, ha realizzato il primo manuale scolastico “aumentato” mettendo in atto una rivoluzione decisamente storica: un passaggio dalla carta al digitale senza abbandonare il libro ma rinnovandolo, rendendolo veramente interattivo grazie al cellulare.

scuola_app_dea

LO SCHERMO DELLO SMARTPHONE

La mia anziana maestra mai avrebbe potuto credere che puntando lo schermo di un telefono sulla pagina del sussidiario di religione sarebbero partiti video, audio, gallery fotografiche ma grazie all’applicazione DeA Link oggi questo è possibile. Il progetto è stato presentato nelle scorse settimane dal digital director di De Agostini Libri, Karen Nahum. Noi siamo tra i primi ad averlo provato prendendo in mano “All’ombra del Sicomoro”, un manuale per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria di secondo grado scritto da Alberto Pisci e Michele Bennardo. Un vero gioco da ragazzi che permette allo studente di rendere “vivo” il libro.

Una volta scaricata la app, basta inquadrare con il device le parti attive delle pagine segnalate dalle icone video, audio o link per accedere alla risorsa digitale

La prima caratteristica è la semplicità: basta scaricare la app disponibile gratuitamente per Ios e Android su App Store e Google Play. In pochissimi secondi con smartphone e tablet è possibile accedere ai contenuti multimediali del manuale.

La seconda caratteristica è l’immediatezza dei contenuti: una volta scaricata la app è sufficiente inquadrare con il device le parti attive delle pagine segnalate dalle icone video, audio o link per accedere alla risorsa digitale.

Proviamolo insieme.

A pagina 236 del testo che ho citato si parla del male e del bene. Sulla carta gli autori affrontano il tema andando a vedere il male nell’Antico Testamento, approfondendo l’origine del termine “Satana”, scrivendo del ruolo di Cristo ma anche della fragilità di Giobbe. E’ in quel momento che lo studente alza la mano e chiede: “Chi è Giobbe?”.

La risposta è nell’angolo sinistro del libro, in quell’icona video.

Fuori i cellulari: basta puntarli sul simbolo verde ed ecco partire sullo schermo due minuti e mezzo di video che spiegano la figura di Giobbe attraverso i testi, la musica e le immagini sacre degli artisti, dal “Giobbe deriso” di Simone Brentana al Giobbe di Leon Bonnat. Un viaggio nell’arte che viene fatto in un touch. E se durante la discussione sul male e il bene, magari, si parla di quando il piccolo Albert Einstein contraddice il suo insegnante ateo, ecco il video.

COLLEGAMENTI AL MULTIMEDIALE

Ma c’è di più: l’applicazione consente di salvare i collegamenti ai contributi che interessano per visualizzarli quando non si ha il libro a portata di mano, magari in viaggio sul treno, all’intervallo o in qualsiasi altro momento possa essere utile. Un testo che non si può chiamare solo così, che diventa molto di più, che aiuta a riflettere su come il sistema educativo sta cambiando grazie alla tecnologia.

Grazie a questo progetto la realtà aumentata finisce in un manuale scolastico coniugando la solidità e la tradizione dello studio sulla carta con la possibilità di approfondire e interagire con contenuti multimediali.

Un aiuto notevole anche a quei professori che non riescono a fare pace con l’innovazione: in questo modo possono continuare ad usare il testo ma con facilità hanno la possibilità di fare una lezione all’avanguardia, capace di non annoiare i ragazzi.

Finora nel campo scolastico avevamo visto “solo” i libri digitali con risorse già pronte per gli insegnanti, sincronizzabili e aggiornabili sulle lavagne multimediali. Ora DeAScuola ha fatto un passo in più. Una vittoria editoriale ma anche educativa riuscendo a dimostrare che persino il cellulare può essere utile. Sembrano ormai lontani i tempi in cui il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni scriveva in una circolare che “l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente”.

ALEX CORLAZZOLI

4 risposte a “Lo smartphone in classe serve eccome. Perché con i libri sta arrivando anche la realtà aumentata”

  1. luigialombardi scrive:

    Bellissimo!! Come posso provarlo anch’io??

  2. Aldo Bertinelli scrive:

    Buongiorno,
    sono un consulente Editoriale di Pearson Italia e volevo avvisarla che tutto ciò che ha narrato con enfasi nel suo articolo, Pearson Italia, con le sue apps e le versioni digitali dei suoi libri, permette di farlo già da 1 anno.
    Grazie dell’attenzione e buona giornata.
    Aldo Bertinelli

  3. Flavio Pessina scrive:

    Caro Maestro Alex,
    grazie per questo articolo!
    La vera novità tuttavia è che ormai anche ragazzin* della secondaria 1° grado sono capaci di maneggiare Aurasma per trasformare un libro cartaceo in un manuale a realtà aumentata, basta solo trovare qualche docente ben disposto verso le flipped classes, non credi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli di: Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli
Tutto su Alex Corlazzoli

Potrebbero interessarti anche

in by Alex Corlazzoli
+
+
Impostazioni Articolo
Dimensione dei caratteri
aA
aA
aA
Sfondo:
Giorno
Notte
Testo:
Moderno
Classico
Alta leggibilità
ok