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Dall’automa pararigori alla Robot band, 10 cose indimenticabili della Maker Faire Rome

Aspettando la Fiera degli Innovatori 2016, una carrellata di progetti, invenzioni, discorsi e idee dalle tre edizioni precedenti

Giornalista, fotografo, blogger, romano, classe 1975. Redattore in cronaca, ma scrivo anche di musica, teatro. E di cucina. L'innovazione? Accorcia le distanze e mescola le carte, per questo mi piace. Intanto corro e bevo caffè, senza zucchero grazie

Stampanti 3D, robot, razzi, circuiti elettronici, luci led, fili elettrici, giochi, strumenti di lavoro, suoni e rumori. L’avventura della Maker Faire Rome è iniziata così, nel 2013 al Palazzo dei Congressi il 4 ottobre. In un Palazzone squadrato e serioso, anche grigio, che per tre giorni si è riempito di colore e bambini. Un’invasione. Sono dovuti intervenire i Pompieri. Troppa gente. Ma non starò qui a raccontare le tre edizioni della Maker Faire a Roma, piuttosto mi è stato chiesto di mettere accanto, una a una, le 10 cose viste più interessanti. Tre edizioni: solo nella prima ci sono stati 35.000 visitatori, 250 progetti, 6 mila studenti (quest’anno se ne sono già prenotati 16 mila) 200 performance live e decine di workshop educativi. Nella seconda, all’Auditorium – Parco della Musica, 600 invenzioni, 90 mila visitatori. Ed è stato un crescendo di numeri, fino al 2015. Peggio che complicato. Siete mai stati in una fiera? Vi ricordate di tutti gli stand di utensileria per la casa, vestiti, gastronomia varia che avete incontrato? Di una fiera ti resta addosso un’atmosfera, un mood, sensazioni, al massimo qualche istantanea. Però le 10 cose top della Maker Faire le devo scrivere. Ecco quindi un elenco parziale, parzialissimo e partigiano, che pesca qui e là nei ricordi, invenzioni sì, ma non solo.

1. Io ballo con la Robot Band

Sulla spianata del Palazzo dei Congressi nel 2013 spiazzò tutti: una band di robot (la One Love Machine Band) che suona heavy metal. Più precisamente a conquistare (e far ballare) grandi e piccoli l’esibizione del robot bassista di Kolja Kugler, artista di Berlino. Nel 2014, all’Auditorium ha fatto il bis. Protagonista anche all’Università La Sapienza nel 2015.

2. Cesare, Jack e Joey

Nessuno può sapere se saranno mai veramente i Leonardo da Vinci del XXI Secolo, ma le premesse ci sono. Portatori sani di innovazione. Giovanissimi. Alla Maker Faire Rome 2013 i protagonisti sono stati anche loro: Cesare Cacitti, (nel 2013 aveva 14 anni) e creatore di una stampante 3D, Jack Andraka, ideatore di un test non invasivo per la diagnosi di tumori al pancreas, Joey Hudy, inventore che, neanche sedicenne, ha già all’attivo brevetti e una presenza alla White House Science Fair. Jack Andraka continua a lavorare alla sperimentazione del suo test, nonostante i dubbi sollevati dalla comunità scientifica. Cesare Cacitti è stato anche protagonista dell’Opening Conference della Maker Faire Rome 2015 all’Università La Sapienza.

3. Emilia 2, il bolide che va con il sole

Alla Maker Faire Rome 2013 anche Emilia 2, la vettura alimentata a pannelli fotovoltaici sviluppata dal team Onda Solare in collaborazione con l’università di Bologna e la Scuola di Maranello. La Ferrari solare ha il corpo in carbonio e un’armatura di 6 metri quadrati di celle fotovoltaiche al silicio. Nel 2011 ha partecipato al World Solar Challenge, la gara internazionale riservata alle automobili elettriche e prototipi a celle fotovoltaiche da tutto il mondo.

4. Il concerto a pedali dei Tetes De Bois

Dovevano suonare sul tetto del Palazzo dei Congressi, ma prometteva pioggia. Alla fine il concerto a pedali (in omaggio a Margherita Hack) i Tetes De Bois lo hanno fatto all’interno. Fra mille difficoltà e qualche ritardo, per evitare che il pubblico si spazientisse, a organizzare un live, o meglio un instant live, ci hanno pensato i ragazzi del FabLab Roma Makers. Vedere per credere.

5. Il robot para-rigori

Alla fine che fai, non li tiri due calci ad un pallone? Anche alla Maker Faire. Peccato che in porta c’era un robot che nel 2013 ha fatto fare una pessima figura pure a Vincent Candela (in gol dopo 11 tentativi). E non se l’era cavata benissimo neanche Pancaro. Una consolazione? L’automa, nato in Giappone, aveva messo in difficoltà pure Messi.

6. In mostra mezzo secolo di invenzioni

A 50 anni dall’invenzione del primo personal computer della storia, la Programma 101 di Olivetti, la Fondazione Make in Italy ha allestito una mostra-installazione ospitata nel Foyer della Sala Sinopoli dell’Auditorium – Parco della Musica per celebrare mezzo secolo di invenzioni. E’ il 2014, seconda edizione della Maker Faire Rome.

Dale Dougherty

Dale Dougherty all’Auditorium Parco della Musica – Maker Faire Rome 2015

7. Dale Dougherty

Ok, ok, lo conoscete tutti e lo incontrate tutti i giorni. Voi. Io, confesso, pur accanito lettore di Make Magazine, l’ho incrociato dal vivo, per la prima volta, nei corridoi dell’Auditorium – Parco della Musica, mentre girava tra gli stand come un curioso qualunque. Sto parlando di Dale Doughertyfondatore, president e CEO di Maker Media, l’editore di Make Magazine, lanciato nel 2005. Il papà delle Maker Faire (la prima si è tenuta nell’area di San Francisco nel 2006). Non esattamente una persona qualunque. L’anno dopo l’ho rivisto sul palco insieme a Riccardo Luna e Massimo Banzi, all’Università La Sapienza nel corso degli ultimi momenti della terza edizione. Incontri felici?

Big Delta Wasp

BigDelta Wasp – Maker Faire Rome 2015

8. La BigDelta di WASP

12 metri. Era talmente alta che per fotografarla tutta dovevi sdraiarti in terra. Però che effetto che faceva. La BigDelta di WASP (che sta per World Advanced Saving Project), la mega stampante 3D di Massimo Moretti, un giorno stamperà case a basso costo. Dai blocchi di argilla usciranno abitazioni per chi non se le può permettere. Addio bidonville e baracche. In attesa che tutto questo avvenga, la BigDelta svettava dietro gli archi dell’Università La Sapienza di Roma, edizione numero tre della Maker Faire. Il gruppo di Massa Carrara era a Roma nel 2013, nel 2014 e ci sarà anche quest’anno. Ne abbiamo parlato anche QUI con Alessandro Frau.

Maker Faire Rome

House of Drones – Maker Faire Rome 2015

9. House of Drones

300 metri quadrati protetti da una rete di 22 metri. Uno spazio solo per i droni. Una voliera? Più o meno. Il sogno di Paolo Mirabelli, founder di DroniLab e vero riferimento in materia. La casa dei droni ha debuttato nel 2015 alla Maker Faire Rome alla Sapienza e quest’anno alla Nuova Fiera di Roma promette di raddoppiare gli spazi. Che si fa nella voliera? Nel rispetto delle norme di sicurezza, si fanno volare i droni, si prendono lezioni di volo, si fanno gare di droni.

Maker Faire Rome

Valeria Cagnina e Riccardo Luna – Maker Faire Rome 2015 opening conference

10. Il discorso di Valeria

Alla fine, l’ultimo slot me lo prendo come concessione. Nessuna invenzione, niente robot che fanno cose o stampanti 3D, né soluzioni che cambiano il mondo, ma parole. Mi vengono in mente due discorsi. Riccardo Luna, 6 ottobre 2014, all’Auditorium: la cavea di una delle opere contemporanee più belle di Roma, l’agorà dei nostri tempi, in tripudio. Il sole di Roma, i bambini sulle spalle, i cappellini rossi. «Questo è l’ultimo giorno della Maker Faire, da qui si riparte per un’altra nuova stagione». Una festa. Però c’è anche Valeria Cagnina all’Opening Conference alla Sapienza alla Maker Faire Rome 2015. «La Rete crea legami e non si fa mai la guerra quando ci sono legami» disse la super maker il 16 ottobre sul palco (QUI il discorso integrale). Da qui si riparte.

ALESSIO NISI

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