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OpenStreetMap, così dati e mappe possono aiutare chi soccorre dopo il terremoto

La comunità di OpenStreetMap si è messa subito al lavoro, dopo il sisma che ha distrutto Amatrice. Serve aggiornare le mappe, con l'aiuto di tutti

Da piccolo avevo due passioni: l'informatica e la pallavolo. Ma all'università ho studiato sociologia nella mia città, Trento. Nonostante tutto, le due passioni non mi hanno mai abbandonato. Oggi sono diventate due mestieri: l'allenatore di pallavolo professionista (serie A austriaca) e il ricercatore in informatica. Dovendo scegliere tra i due, ho deciso di tenere il primo come una passione (allenando a Trento) e di fare del secondo la mia attuale professione. Sono ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, dove coordino il Digital Commons Lab. Qui ci occupiamo di software libero e open source, beni comuni digitali, open data, reti sociali, OpenStreetMap e collaboriamo con organizzazioni internazionali come Open Knowledge, GovLab e Open Data Institute. Fra le altre cose sono portavoce per l'italia di Open Knowledge, open data trainer dell'Open Data Institute e membro del comitato scientifico dell'agenda digitale dell'Emilia Romagna

E’ successo ancora, la terra si è mossa, molte persone hanno perso la vita e diversi centri abitati sono praticamente scomparsi. Questa volta è successo in Italia, tra Amatrice e Accumoli. Gli aiuti umanitari sono partiti e chiunque è pronto a collaborare. In queste situazioni la necessità di mappe, sia del prima che del dopo terremoto, sono necessarie. Serve avere presto dati e già data provider come DigitalGlobe e il gruppo Copernicus Emergency Management System si sono messi al lavoro per offrire immagini e rielaborazioni da quello che i satelliti hanno visto.

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TERREMOTO, IL LAVORO DI OPENSTREETMAP

Sono in tanti che stanno raccogliendo dati e molti che ne stanno facendo uso. La comunità di OpenStreetMap è fra queste. Da subito, alcuni mappers italiani, si sono accorti che i luoghi colpiti erano carenti di informazioni. La mappa di OpenStreetMap in quella zona non mostrava strade, edifici ed altro ancora. Si è subito così partiti a disegnare quello che veniva messo a disposizione dalle foto aeree di Microsoft Bing (di cui è stato dato il permesso) e dei servizi di distribuzione di immagini satellitari di cui la Regione Lazio dispone. In breve tempo i centri abitati hanno preso forma. Certo, è la situazione pre-evento, ma rimane un dato importante perché permette di capire cosa è stato colpito.

Il risultato è nella mappa ma anche nei dati che possono poi essere scaricati ed usati sul posto all’interno dei navigatori GPS

In breve tempo poi, Wikimedia Italia – l’ente che rappresenta in Italia non sono Wikimedia Foundation ma anche la fondazione OpenStreetMap – si è adoperata per creare una istanza del OSM Tasking Manager, il software che il gruppo HOT – Humanitarian OpenStreetMap Team ha creato per il coordinamento della mappatura. Nel momento in cui sto scrivendo sono oltre 50 le persone che stanno dedicando il loro tempo ad aggiornare la mappa. L’aggiornamento avviene osservando le foto aeree rese disponibili dall’alto e tracciando strade ed edifici e quant’altro è possibile capire dentro OpenStreetMap. Il risultato è nella mappa, ma anche nei dati che possono poi essere scaricati ed usati sul posto all’interno dei navigatori GPS.

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FONTE DATI PER SOCCORRITORI

Altri dati vengono integrati raccogliendo le informazioni che la Protezione Civile fornisce e dai data provider che stanno aprendo dati. Abbiamo, in questo momento, una fonte dati importantissima di supporto ai soccorritori che si stanno muovendo in quelle zone. Sto scrivendo perché è importante che lo sappiano.

Innumerevoli sono i modi per contribuire ed anche per riusare i dati. Lascio qualche link.

Per imparare a contribuire a OpenStreetMap

Dove trovare delle video guide tradotte in italiano che spiegano come usare i vari strumenti

Il servizio di Wikimedia Italia che permette di scaricare i dati inseriti in OpenStreetMap il giorno prima attraverso vari formati usati dalla maggior parte dei software cartografici

Uno strumento per interrogare in tempo reale i dati da OpenStreetMap.

Un utilissimo strumento per creare PDF pronti per la stampa di una area selezionata e anche per raccogliere note su carta da poter trascrivere – in digitale – dentro OpenStreetMap

Un navigatore offline che fa uso dei dati di OpenStreetMap

La lista può allungarsi e l’invito è a commentare ed anche a chi, padroneggiando l’argomento, possa organizzare momenti di formazione nei loro luoghi in modo da avere mappe aggiornate usando OpenStreetMap.

Un grazie di cuore a tutti.

MAURIZIO NAPOLITANO

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