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Dai dinosauri a Chelyabinsk (passando per Asterix): quanta paura ci mette ancora quell’asteroide

Nel giorno di Tunguska l'Asteroid Day sensibilizza su cosa si sta facendo e il pericolo che rappresentano. Potenzialmente. Anche perché se diamo un occhio alle probabilità...

Direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica dell'INAF a Milano; tiene il corso di "Introduzione all'Astronomia" all'Università di Pavia. E' affascinata dalle stelle di neutroni che non smettono mai di stupirla. Per la scoperta di Geminga e le implicazioni per la comprensione dell’emissione di alta energia delle stelle di neutroni, nel 2009 è stata insignita del Premio Nazionale Presidente della Repubblica.

Nella saga di Asterix, i galli hanno paura di una sola cosa: che il cielo gli possa cadere sulla testa. Così almeno dice il capo del villaggio Abraracourcix che poi saggiamente aggiunge: “Che cada è certo, ma domani no di sicuro”. Lo Asteroid Day (http://asteroidday.org/) è un evento che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno asteroidi e sul pericolo che, potenzialmente, rappresentano. Il giorno non è scelto a caso: il 30 giugno 1908 l’esplosione a mezz’aria di un corpo celeste di modeste dimensioni (diametro circa 40 metri) ha abbattuto milioni di alberi annientando 2000 kilometri quadrati di foresta Siberiana. Sarebbe stato un evento disastroso se avesse interessato un’area abitata, ma, nel profondo della Siberia di oltre un secolo fa, passò inosservato. Solo i sismografi di tutta Europa registrarono le onde generate dall’esplosione, che assimilarono ad un terremoto. I racconti della palla di fuoco nel cielo, delle ripetute esplosioni, del fumo degli incendi, dei guardiani di renne scaraventati per aria, arrivarono al direttore dell’osservatorio di Irkutsk che li tenne nel cassetto per 17 anni. La prima spedizione nella regione colpita è del 1922 ma la zona dell’esplosione venne raggiunta solo nel 1927, quando vennero scattate le prime foto.

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LO YUCATAN E I DINOSAURI

L’evento di Tunguska è però poca cosa rispetto ad altri cataclismi che hanno avuto ripercussioni a livello planetario. Ne sanno qualcosa i dinosauri che, 60 milioni di anni fa, vennero cancellati dalla faccia della Terra dall’impatto di un grosso meteorite (questa volta parliamo di una decina di km), il cui cratere si trova al largo dello Yucatan. In verità quello che annientò i dinosauri furono, molto probabilmente, le alterazioni del clima causate dal massiccio rilascio di polveri nell’atmosfera terrestre. Mentre i grandi rettili soccombevano, i piccoli e più adattabili mammiferi sono sopravvissuti e hanno prosperato. Senza l’evento che ha tolto di mezzo gli ingombranti dinosauri, probabilmente noi non ci saremmo.

Ma quanto sono pericolosi questi asteroidi?

Tuttavia, proprio perché noi siamo qui, vorremmo capire meglio l’entità del problema. Quanto sono pericolosi gli asteroidi? Il sistema solare ospita miliardi di asteroidi, dai più grandi come Vesta e Cerere (che sono assimilati a minipianeti), a oggetti (più o meno compatti) di pochi metri. La grandissima maggioranza orbita tra Marte e Giove in quella che si chiama la fascia degli asteroidi. Sono interessanti dal punto di vista astrofisico, perché conservano informazioni sulla nascita e sull’evoluzione del sistema solare, ma non sono loro i membri pericolosi della numerosa famiglia. I pericoli potenziali vengono dagli asteroidi che hanno orbite che intersecano quella della Terra, sono noti come NEO (per Near Earth Objects) e sono loro i protagonisti dello Asteroid Day.

TRAIETTORIE CHE SI INCROCIANO

L’idea di base è molto semplice, dati due corpi celesti che si muovono su orbite diverse ma che si incrociano, è possibile che i due si trovino nello stesso posto esattamente nello stesso momento e collidano. La Terra viene continuamente colpita da sassi celesti, sono ben 40.000 tonnellate all’anno, ma si tratta di oggetti piccoli che bruciano nell’atmosfera. Ogni tanto, qualcosa arriva a terra, allora le chiamiamo meteoriti: le dimensioni variano dai sassolini ai massi. Si ha notizia di meteoriti che hanno perforato tetti di fabbricati, anche arrivando a sfiorare persone, ma nessuno è mai morto colpito da un sasso celeste. Anche nell’evento di Chelyabinsk, nel febbraio 2013, nessuno è stato colpito dai frammenti del corpo celeste che è esploso con grande fragore in una gelida mattina siberiana. Tutti i feriti sono riconducibili ai vetri rotti dall’onda d’urto dell’esplosione. Un’esperienza che tutti avrebbero evitato volentieri e che non ricorderanno con piacere, ma che tutti sono in grado di raccontare. Qualcuno ci ha anche realizzato qualche guadagno. Non parlo dei vetrai, ma piuttosto di chi ha raccolto e venduto a caro prezzo i frammenti arrivati a terra. Il pezzo più grosso è finito in un lago, bucando lo strato di ghiaccio che lo ricopriva, ed è stato recuperato l’estate successiva.

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la mappa degli eventi

Naturale che la straordinaria copertura mediatica dell’evento russo abbia fatto crescere la paura dell’impatto celeste che è anche un classico del filone catastrofista hollywoodiano. Prima di spaventarci, guardiamo i fatti. Questo planisfero ci dà una visione globale di tutti gli eventi registrati nell’atmosfera tra il 1994 e il 2013. La dimensione del cerchietto è proporzionale all’intensità dell’evento che produce un lampo di luce mentre il corpo alieno brucia nell’atmosfera. In blu sono gli eventi registrati di notte, in giallo quelli diurni. L’evento di Chelyabinsk (dovuto ad un sasso di circa 15 m di diametro) è sicuramente quello con la dimensione maggiore ma ce ne sono molti altri di poco meno intensi, avvenuti per lo più sul mare, e rivelati dalla rete automatica che misura le onde d’urto soniche che vengono generate.

RETI DI OSSERVAZIONE

Il conteggio dei bolidi celesti ci dà un’idea del numero di visite che riceviamo ma non ci dice se ci siano asteroidi in rotta di collisione con la Terra. Visto che è sgradevole essere sotto una minaccia sconosciuta, sono stati organizzate reti di osservatori automatici (e non) per censire i NEO ed identificare gli asteroidi con orbite pericolosamente vicine a quella delle Terra. La NASA (e non solo) ha investito molto nella ricerca. Infatti, mentre è facile beccare gli asteroidi di grandi dimensioni (quelli dei dinosauri, per intenderci), per vedere e classificare quelli più piccoli occorrono telescopi e programmi dedicati. Mentre all’inizio del millennio gli asteroidi catalogati erano meno di 1000, oggi abbiamo superato i 12.000 e nessuno di questi è in rotta di collisione con la Terra. Ovviamente è sempre l’asteroide che è sfuggito al censimento che può creare problemi. Per questo il programma di ricerca continua spingendosi a contare oggetti sempre più piccoli. Tuttavia voglio sottolineare che i risultati sono confortanti, non sembrano esserci rischi di eventi devastanti nel prossimo secolo. Non sarà un evento celeste a mettere a rischio l’umanità.

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LE PROBABILITA’ DI MORIRE

Mentre mi rallegro di sapere che (a livello mondiale) la probabilità di morire per l’impatto di un asteroide sia simile a quella di soccombere all’attacco di un pescecane, non posso assicurare i lettori che un evento tipo quello di Chelyabinsk non si possa ripetere. Forse non sarà domani, ma presto o tardi si ripresenterà. Mettendo da parte le paure dell’ignoto, i danni da meteoriti devono essere considerati alla stregua degli altri disastri naturali, come i terremoti, le alluvioni o le eruzioni vulcaniche. Sono eventi poco probabili, ma sappiamo che avvengono. Se siete veramente preoccupati per la vostra incolumità, cominciate a non andare in macchina, quello sì che è pericoloso.

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