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Alla fine degli anni 70, capimmo per primi che dovevamo collegarci alla rete che si stava affermando negli USA

1986-2016: Trent'anni fa in Italia un pugno di pionieri collega l'Italia a Internet via satellite, per fare la storia

Classe 1945; ingegnere. Ha curato la introduzione di Internet in Italia (1986) come direttore (1983-1996) dell'Istituto CNUCE del CNR di Pisa che ospitò il primo link permanente alla rete ARPANET. Primo direttore del Registro dei nomi a dominio di Internet per l'Italia - ccTLD ".it" (1987-1999). Rappresentante italiano nel Governmental Advisory Committee (GAC) di ICANN (1999-2014) e membro del Security and Stability Committee. Promotore dell'adesione del CNR tra i fondatori della Internet Society (1992). Presidente della Internet Society Italia, dalla fondazione (2000) . Attivo nelle azioni di sviluppo del processo del UN Internet Governance Forum a livello locale e globale. Svolge intensa attività di conferenziere e pubblicista; autore di un centinaio tra articoli scientifici, relazioni a convegni.

Nel campo delle reti informatiche l’Italia ha storicamente giocato un ruolo da protagonista a livello internazionale.Siamo un popolo di innovatori e non deve stupire sapere che siamo stati fra i primi paesi europei, nel 1986, a collegarci alla futura Internet, grazie al lavoro e alla passione di persone straordinarie al CNUCE di Pisa, l’istituto del CNR che avevo a quel tempo l’onore di dirigere.

Internet nacque in Italia il 30 aprile del 1986.

Quel giorno dal CNUCE di Pisa fu inviato un pacchetto IP di dati al centro di Telespazio a qualche centinaio di km nella piana del Fucino, vicino all’Aquila, la cui antenna a sua volta lo sparò via satellite INTELSAT V in Pennsylvania. Dagli USA rispose un computer. La prima connessione era stabilita.

satnet-cnuce

Per arrivare a quel risultato vi era stato un lavoro di preparazione durato poco più di un quinquennio. Il vecchio Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (C.N.U.C.E.) dell’Università di Pisa, costituito nel 1965, era conosciuto per i soli aspetti legati alla sua vocazione originaria di centro erogatore di risorse e competenze per il calcolo scientifico.

Quando nel novembre del 1973 divenne un Istituto del CNR ampliando i propri campi di ricerca, il CNUCE era già impegnato nello sviluppo di tecnologie relative alla trasmissione dati e teneva rapporti con le case costruttrici di elaboratori e con le compagnie telefoniche. Reti e spazio stavano allora sulla frontiera: Luciano Lenzini fu impegnato fin dal ’73 al Centro Scientifico di Cambridge (Massachussets) per seguire e collaborare ai primi sviluppi delle reti di calcolatori americane mentre io, dal ’75  andai alla NASA (Goddard Space Flight Center- Maryland) a imparare i segreti della propagazione accurata di orbite di satelliti, che portò nel ‘77 al lancio del SIRIO, il primo satellite geostazionario per telecomunicazioni italiano.

Quelle missioni fecero si che al CNUCE, alla fine degli anni 70, capimmo per primi che dovevamo collegarci alla rete che si stava affermando negli USA.

Furono fondamentali i rapporti scientifici poi consolidatisi in una vera amicizia con Robert “Bob” Khan e Vinton Cerf, riconosciuti  “padri fondatori” della rete. Ci volle un tempo abbastanza lungo per realizzare il progetto, trovare i finanziamenti, ottenere il via libera da parte del governo americano all’uso del satellite INTELSAT V, sistemare le questioni burocratiche, allestire il laboratorio e acquisire le competenze necessarie.

Per finalizzare tutto il processo  passarono circa sei anni, nei quali ebbe un ruolo determinante Giuseppe Biorci, presidente della Commissione Generale dell’Informatica del CNR, che assicurò la necessaria copertura finanziaria. Quel giorno del fatidico primo collegamento nella sala macchine del CNUCE  c’era Antonio Blasco Bonito, solo, emozionato; non si rese conto di essere attore in quell’istante di un collegamento che avrebbe cambiato il mondo. Fu preparato anche un comunicato stampa, che però il giorno dopo non fu ripreso da nessun giornale, forse perché nelle redazioni non capirono proprio che cosa era accaduto.

Per diversi anni l’Internet fu d’uso quasi esclusivo di ricercatori universitari ed enti pubblici di ricerca che cominciavano ad aprirsi anche a collaborazioni col settore privato. Poi intorno alla metà degli anni ‘90 tutto cambiò con la nascita del Web.

Nel 1993 gli utenti di Internet nel mondo erano stimati in 15 milioni, nel 1995 in 44 milioni e oggi sono oltre quasi 3 miliardi e mezzo, la metà della popolazione globale.

L’Internet divenne col tempo un insieme di reti cooperative, interconnesse, multi-protocollo, per promuovere la collaborazione internazionale tra migliaia di organizzazioni. Con il suo rapido tasso di crescita ebbe bisogno di una solida struttura organizzativa per sostenere i suoi obiettivi.

Così nel 1992 nacque a Kobe in Giappone  la Internet Society.

Per l’Italia il CNR e lo INFN parteciparono alla sua fondazione. Il motto era “The Internet is for everyone“, uno slogan che implica l’impegno costante contro ogni esclusione, o anche solo limitazione, allo sviluppo e all’accesso della rete.

 

STEFANO TRUMPY
Internet Society – Italy Chapter – Presidente

Una replica a “Alla fine degli anni 70, capimmo per primi che dovevamo collegarci alla rete che si stava affermando negli USA”

  1. MrEHQE scrive:

    Ricordo ancora la caccia al numero verde, o alle linee universitarie di metà anni 90 – vendendo dalla tecnologia Fidonet, internet era veramente complessa, almeno su amiga, prima di #miami

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