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La mia emozione di ricercatore italiano premiato dalla NASA (con dedica a Piero Angela)

Il racconto della gioia dello scienziato che ha scoperto l'Attila dei buchi neri

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

Il 22 Marzo 2016 mi è stato conferito il “Robert H. Goddard Honor Award” 2015 per “Exceptional Achievement for Science”, cioè un “Risultato Eccezionale nella Scienza” (per la scoperta di un buco nero supermassiccio che distrugge tutto quello che trova nel suo cammino al centro della galassia, ndr.)

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Questo è il premio scientifico piu’ importante che ogni anno viene dato dal centro NASA – Goddard Space Flight Center dove lavoro. La motivazione è stata la ricerca che era apparsa anche sulla copertina della rivista Nature nel Marzo dell’anno scorso ed il testo sulla targa è “For establishing the physical connection between inner winds and molecular outflows in active galactic nuclei.” (“Per aver stabilito la connessione fisica tra i venti interni e quelli molecolari nei nuclei galattici attivi”).

La cerimonia di premiazione si è tenuta nell’Auditorium del centro NASA – Goddard Space Flight Center, appena fuori Washington, DC, il 22 Marzo 2016. La sala era gremita di spettatori e dei vincitori di altri premi, riguardanti altri temi, come l’ingegneria, lo sviluppo di missioni spaziali, la divulgazione. Con mia sorpresa, all’interno della sala siamo stati accolti dalla banda dei Marines, che stava intonando delle canzoni e poi l’inno americano, durante il quale si sono tutti alzati in piedi. Poi, sul palco, è addirittura arrivato un plotone della US Army che ha effettuato delle evoluzioni coreografiche molto pericolose e ardue con le loro baionette. Un po’ strano come inizio, ma siamo in America!

Sentirsi parte di una grande comunità di scienziati che guardano al futuro

Quando è arrivato il mio turno, dal palco il vice-direttore del centro NASA ha chiamato il mio nome ed ha letto la motivazione del premio. Sono salito sul palco (un po’ preoccupato al fatto di poter inciampare sugli scalini per l’emozione).

Il direttore del NASA Goddard Space Flight Center mi ha accolto con un sorriso, mi ha stretto la mano e conferito la targa con il premio.Quasi esattamente sei anni fa avevo fatto il mio ingresso alla NASA e questa giornata è stata veramente eccezionale. Vedendo anche le altre persone che sono state premiate e ascoltando le motivazioni, capito qualcosa d’importante.

Mi hanno mostrato in un modo ancora più vero e intenso come i risultati otenuti dalla NASA siano frutto della collaborazione e dell’impegno di tutti.

Un impegno che puoi toccare ad ogni livello di carriera, uniti insieme dalla passione per lo spazio e per l’esplorazione. Questo è stato più volte ribadito anche dal direttore del centro NASA/Goddard, che conta più di quindicimila lavoratori.

Ripensando alla percorso che mi ha portato fino a questa premiazione, da un paesino delle Marche fino al Washington e alla NASA, vorrei dedicare questo premio della NASA a Piero e Alberto Angela. Grazie al loro lavoro di divulgazione scientifica in TV e sui giornali, come Superquark, Viaggio nel Cosmo e Ulisse, mi hanno fatto appassionare alla scienza, all’esplorazione e allo spazio.

 

FRANCESCO TOMBESI*
Washington 22 Marzo 2016

* Ricercatore alla NASA e associato INAF

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