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Meno tutele per l’ambiente e i consumatori ecco i rischi che l’Europa corre col Trattato Transatlantico TTIP

Oggi parte il nuovo round negoziale tra USA e UE per il trattato commerciale che scavalca i diritti europei

Dalla facoltà di Lettere Moderne della Statale di Milano alla creazione nel 1983 de “I Verdi in Italia” Federazione delle Liste Verdi. Nel 1992/94 Assessore Regione Lombardia Parchi e Territorio. Senatore della repubblica dal 1996 al 2006 è stato Vicepres. della Comm. Agricoltura al Senato e poi Presidente intergruppo Innovazione tecnologica e democrazia telematica. Rappresentante del Senato al World Summit on Information Society ONU, membro del Internet Governance Forum. Con Rodotà, Gil, Lessig, Stallman è stato il promotore dell'appello "Internet Bill of Rights". Goodwill Ambassador OLPC.

Il 12° incontro per il TTIP-Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti tra USA e UE è previsto a Bruxelles dal 22 al 26 Febbraio. Il TTIP riguarda i 50 stati USA e i 28  dell’UE: 820 milioni di persone. Secondo il Fondo Monetario Internazionale il Prodotto Interno Lordo USA e quello UE insieme sono il 40% di quello mondiale.

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In estrema sintesi il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, che ha l’intento dichiarato di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano.

Il TTIP però non è un semplice trattato commerciale.

Rappresenta un’operazione di “snellimento” per due mercati importanti, certo, ma è sopratutto un’operazione di geopolitica nella ridefinizione di un assetto globale non più bilaterale. In luogo dello scudo nucleare, sarà lo scudo daziale a definire il polo occidentale per un nuovo ordine del mondo, un blocco per fronteggiare le economie emergenti.

Il punto è che con l’adozione del trattato regole, caratteristiche e priorità di questo enorme mercato non verranno più determinate dai nostri Governi secondo meccanismi democratici, ma saranno modellate da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze dei grandi gruppi transnazionali.

In una partita di questa portata né i parlamentari europei né i parlamenti nazionali hanno avuto accesso o mandato per il negoziato.

Vi è insomma una sostanziale esternalizzazione delle decisioni agli organismi e alle associazioni delle imprese multinazionali della negoziazione del TTIP, che rivela in maniera drammatica l’assenza di una piena soggettività politica europea.

E addirittura si prefigura un paradosso laddove il Trattato Costituzionale Europeo afferma che “La Costituzione e il diritto adottato dalle istituzioni dell’Unione nell’esercizio delle competenze a questa attribuite prevalgono sul diritto degli Stati membri”, a quanto pare però non prevale sugli interessi delle Corporation.

Ma che cos’è e a che serve il TTIP?

Il TTIP si prefigge di «aumentare gli scambi e gli investimenti tra l’UE e gli Stati Uniti realizzando il potenziale inutilizzato di un mercato veramente transatlantico (…) mediante un maggiore accesso al mercato e una migliore compatibilità normativa e ponendo le basi per norme globali». A differenza dei precedenti mandati negoziali il negoziato include impegni superiori di quelli assunti in sede di WTO.

Il TTIP ha tre principali indirizzi:

1. una zona di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, il 40% degli scambi mondiali;

2. l’abbattimento dei dazi doganali, nell’UE un tasso del 5,2% rispetto al 3,5% degli States, con l’euro più forte del dollaro;

3. l’adattamento delle normative. Cioè il trattato ha l’obiettivo di uniformare e semplificare le normative tra le due parti abbattendo le differenze non legate ai dazi, le  Non-Tariff Barriers-NTB.

Le NTB sono misure adottate per limitare la circolazione di merci senza l’uso di tariffe o dazi. Sono limiti che contingentano determinati beni con barriere tecniche e di standard.

Che cosa comporta l’adozione del trattato

La convergenza regolamentare dovrà avvenire al “più alto livello di liberalizzazione esistente”. Ciò significa che sarà l’Europa a dover ridurre e rinunciare, a regole e principi del Trattato Costituzionale Europeo, che definiscono l’European way of life e qui le preoccupazioni aumentano

I negoziatori  intendono collegare le questioni sanitarie riguardanti i prodotti agricoli USA attualmente vietati in Europa, alla “accettazione di norme scientificamente fondate” e alla “armonizzazione di norme e regolamenti che possono ostacolare gli scambi e gli investimenti transatlantici”. Ua fraseologia complicata che investe cose molto concrete come il mercato farmaceutico e la distribuzione dei farmaci generici, il patrimonio culturale e le garanzie di gestione della privacy, dell’identità digitale e neutralità della rete.

Con questa formulazione è in gioco il principio della “eccezione culturale” UE, che riconosce all’opera audiovisiva una valenza culturale, con effetti occupazionali e nel broadcasting,  per le quote imposte di opere europee o nazionali,  il criterio della nazionalità europea per l’accesso ai fondi riservati a produzione e coproduzione, distribuzione, programmazione in sala e promozione di opere cinematografiche e audiovisive.

Con la firma del trattato è prevedibile la concentrazione in  poche Majors del controllo del mercato cinematografico e televisivo.

Ma anche degli operatori Over-the-top  basati sui settori hardware, software e e-commerce.

E non è un fatto di poco conto se Cisco prevede che dal 2017 il 56% del traffico sull’Internet sarà di contenuti video.

I consumatori UE troverebbero sugli scaffali  gli OGM perché

il TTIP potrà revocare il “principio di precauzione” fondamento della legislazione europea sugli alimenti e dei diritti dei consumatori.

Il TTIP può avere un impatto sull’agricoltura e sulle sue filiere dai campi al piatto, con una concorrenza squilibrata con i gruppi USA. Con la progressiva concentrazione nei grandi complessi agroalimentari a spese dei consumatori e degli agricoltori, sarà a rischio il modello europeo della filiera agroalimentare che non prevede additivi tossici, pesticidi, animali nutriti con farine animali, carne di manzo agli ormoni, trattamenti delle carni con acido lattico, clorina, eccetera.

Anche i regolamenti relativi al mercato del lavoro saranno rispettati “purché, facendo ciò, non annullino o compromettano i vantaggi derivanti dall’accordo”.

A dispetto della COP 21 sul clima, col TTIP è a rischio il quadro normativo per l’ambiente, la direttiva UE sulla promozione delle energie rinnovabili, il pacchetto clima per il raggiungimento del 20% di energia da fonti rinnovabili e una quota minima del 10% di biocarburanti nel consumo per il trasporto entro il 2020 in tutti gli Stati membri. Questa direttiva oggi ostacola l’estrazione dello Shale Gas, il gas di scisto, ricavato con la fratturazione idraulica con problemi ambientali derivanti dall’estrazione. Cosa accadrà nel futuro?

Lo stato non comanda più, decidono le corporations

Inoltre, se le  50000 controllate europee delle Corporations, ritenessero lesa la loro libertà commerciale da leggi e regolamentazioni, potranno citare in giudizio i governi e ricorrere all’ISDS – Investor State Dispute Settlements, l’arbitrato per la risoluzione delle controversie, esterno agli organi giurisdizionali pubblici:

le vertenze non verrebbero giudicate da tribunali ordinari, ma da un consesso riservato di avvocati commerciali che giudicherebbero il caso sulla base del trattato stesso.

L’uniformazione del diritto europeo al liberismo mercantile  riguarda la sostanziale esautorazione della democrazia rappresentativa partecipata, come fondamento di una politica pubblica che risponde agli interessi generali di queste e delle future generazioni.

L’articolo 80 della nostra Costituzione recita: “Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali [cfr. art. 87 c. 8] che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.”

Col TTIP lo stato nazionale non governa più.

La preoccupazione non attraversa solo l’Europa, negli States la Bertelsmann Foundation e il McCain Institute for International Leadership ha lanciato una piattaforma interattiva che simula l’impatto del TTIP negli USA. Guardatela.

 

2 risposte a “Meno tutele per l’ambiente e i consumatori ecco i rischi che l’Europa corre col Trattato Transatlantico TTIP”

  1. Claud Bohm scrive:

    Dov’è la piattaforma interattiva che simula l’impatto del TTIP? Il link porta solo a un comunicato stampa

  2. Måtteø D. Caputo scrive:

    Questa però è una contraddizione: se si dovrà convergere agli standard commerciali migliori (cioè quelli europei) vuol dire che noi non ci perderemo nulla, mentre gli americani vedranno i loro standard migliorare.

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