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Su Twitter e Telegram i dati (più Open e popolari) degli albi liberati dagli hacker civici

Dalla Bassa Romagna al progetto AlboPop, fino ad Alghero: breve storia di un'azione di civic hacking “siculo-emiliana”

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

Sono i cittadini di Alghero i primi sardi ad avere accesso al proprio albo pretorio on line via Twitter e Telegram. C’era una volta una sarda, un emiliano, un siciliano e… un “romanista”. Questa è la storia a lieto fine di una azione di civic hacking “siculo-emiliana” in cui il sindaco di una nota cittadina sarda ringrazia per l’azione innovativa “senza permesso” svolta. Una favola? No, “fatti e zero storie” direbbe quel “romanista” che ha fatto conoscere a chi scrive i protagonisti di quest’azione.

Quando viene data notizia di una violazione di un sistema informatico che mette a soqquadro la vita e le notti di chi custodisce “segreti” irrivelabili. Quando “gli informatici” sono quei nerd cattivi che forzando lucchetti di porte chiuse accedono e rendono pubbliche informazioni riservate, in tutte quelle storie il digitale è il mostro cattivo e il racconto è un film dell’orrore i cui protagonisti hanno un solo nome, si chiamano hackers.

hacker civici

Ma questa è tutta un’altra storia…

Nella seconda metà degli anni Settanta un hacker era un membro di una élite. Computer hacker era qualcuno abile nella programmazione. Al pari del termine artista, definire hacker un collega programmatore era un segno di rispetto poiché per potersi definire hacker era necessario compiere qualcosa di più che scrivere programmi interessanti, era necessario far parte dell’omonima cultura e onorarne le tradizioni. Gli hacker di istituzioni  come il MIT, Stanford e Carnegie Mellon iniziarono a parlare apertamente di etica hacker e di norme non ancora scritte che governavano il comportamento quotidiano dell’hacker.
I protagonisti di questa storia sono proprio quegli hacker buoni, non uomini che seminano cyber-terrore ma hacker con la “H” maiuscola e la tuta da Robin Hood, persone che migliorano la vita di altre persone. Li chiamano innovatori “senza permesso”, di quelli che “fanno cose/vedono gente” senza avere nulla indietro, lo fanno solo perché credono fermamente nella filosofia dell’Open Government.

Gli hacker civici sono gli hacker buoni della democrazia che utilizzano ciò che già viene messo a disposizione dalle pubbliche amministrazioni e forniscono a cittadini e imprese nuovi servizi.

L’hacker civico che vi presento, si chiama Matteo Fortini, è emiliano e ha utilizzato le applicazioni mobile Twitter e Telegram per dare accesso più immediato agli atti già inseriti nell’Albo Pretorio online del Comune di Alghero.

Cos’è l’Albo Pretorio di un Comune?

“L’albo pretorio –  scrive Matteo Fortini – è una risorsa inestimabile, un diario, una sorta di giornale di bordo di tutto quello che succede in un Comune: poter offrire accessibilità immediata a quelle informazioni in modo semplice diventa utilissimo per chi è interessato ad informarsi su decisioni prese dagli organi di quella amministrazione”.
L’albo pretorio aiuta ad esercitare i propri diritti di cittadinanza attiva, aiuta a poter essere più consapevolmente coinvolti potendo controllare in maniera più agevole l’operato di chi ci governa che in questo modo eserciterebbe con più trasparenza la propria azione amministrativa. La pubblicazione all’Albo è un obbligo di legge per dare pubblicità agli atti di un’Amministrazione. Spesso ci si limita ad assolverlo secondo la norma, senza preoccuparsi della reale diffusione di queste notizie: ecco che le sezioni apposite sui siti dedicati alla trasparenza sono spesso realizzate in modo complesso, con tecnologie superate, fornendo documenti PDF spesso ottenuti da scansioni (e quindi non ricercabili) e soprattutto non rendono facile avere notifica degli aggiornamenti, per esempio fornendo un “feed” RSS standard.

Il primo albo su Twitter

Il primo albo che è stato portato su Twitter, come ha ricordato Matteo Fortini, è stato quello della Bassa Romagna grazie a Franco Morelli 3 anni fa. L’anno scorso, poi, Andrea Borruso ha lanciato il progetto più importante, si chiama AlboPOP  per liberare più albi pretori possibile. Dei 29 albi liberati, Piersoft si è occupato di 11.

L’albo di Alghero

Perché ho scelto di lavorare sui dati di Alghero? Il mio Comune, Cento (FE), ha di recente cambiato il software con il quale fornisce i dati dell’albo pretorio online utilizzando una piattaforma che si chiama J-City Gov. L’albo fornito ha un bel tasto “Esporta in open format“, la piattaforma che è stata utilizzata per gestire i dati dell’Albo di Alghero è la stessa usata dai Comuni di Cento e Pisa che conosco bene. Ecco perché, dopo aver realizzato il software che scaricava i dati per il Comune di Cento, ho potuto in poco tempo aggiungere anche Pisa e Alghero.
Il risultato è che su Twitter e Telegram leggo in tempo reale gli atti dell’albo pretorio anche di Alghero.

E la Privacy?

Nessun rischio per la privacy: sono dati già pubblici: non vengono citati i contenuti degli atti, ma soltanto la notizia e il link ai contenuti. Cosa devono quindi fare i cittadini di Alghero per leggere gratuitamente e in tempo reale sul proprio smartphone le notizie pubblicate sull’albo pretorio comunale? Da un account Twitter possono cercare e seguire AlboPopAlghero. Da un canale Telegram cercano e seguono alboPOPAlghero. Possono poi iscriversi a un feed RSS. La pagina ufficiale dell’albo pretorio del Comune di Alghero che tutti conoscono è sempre QUESTA. “Il web –  dice Gianluigi Cogo, autore de La cittadinanza digitale – è già disseminato di dati trattati e formattati pur sempre disponibili […], basta hackerarli. Ecco che il Civic Hacking diventa una vera e propria operazione di spionaggio pubblico. I dati ci sono, serve il permesso per usarli? Credo di no». Grazie a Matteo Fortini @matt_fortini e Andrea Borruso @aborruso per aver regalato ai cittadini di Alghero un prezioso servizio che sorpreso, il Sindaco per primo, ha saputo apprezzare e grazie a quel “romanista” di Riccardo Luna per averci fatto incontrare.

ANTONELLA FANCELLO

Una replica a “Su Twitter e Telegram i dati (più Open e popolari) degli albi liberati dagli hacker civici”

  1. robin scrive:

    Telegram l’app del futuro ….
    Ps. hanno inserito questo articolo sul canale @progresstelegram

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