Menu
+
Chiudi
Wikipedia_screen

Wikipedia bene comune trova casa in biblioteca

Nuovi progetti portanto l'enciclopedia libera Wikipedia tra gli scaffali, per condividere la conoscenza di tutti

Da piccolo avevo due passioni: l'informatica e la pallavolo. Ma all'università ho studiato sociologia nella mia città, Trento. Nonostante tutto, le due passioni non mi hanno mai abbandonato. Oggi sono diventate due mestieri: l'allenatore di pallavolo professionista (serie A austriaca) e il ricercatore in informatica. Dovendo scegliere tra i due, ho deciso di tenere il primo come una passione (allenando a Trento) e di fare del secondo la mia attuale professione. Sono ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, dove coordino il Digital Commons Lab. Qui ci occupiamo di software libero e open source, beni comuni digitali, open data, reti sociali, OpenStreetMap e collaboriamo con organizzazioni internazionali come Open Knowledge, GovLab e Open Data Institute. Fra le altre cose sono portavoce per l'italia di Open Knowledge, open data trainer dell'Open Data Institute e membro del comitato scientifico dell'agenda digitale dell'Emilia Romagna

Ogni volta che entro in una biblioteca rimango affascinato dalle persone che ci lavorano.

Sarò forse fortunato, ma, nella maggior parte dei casi incontro bibliotecari gentili e appassionati del proprio lavoro, con la consapevolezza del ruolo sociale del luogo che loro presidiano.

Sala degli affreschi

Eusebia Parrotto, la responsabile dei servizi per il pubblico della Biblioteca comunale di Trento, è una di queste persone. Ogni volta che mi confronto con lei è molto piacevole. Il suo impegno è proprio quello di valorizzare il ruolo della biblioteca, delle sue raccolte e delle professionalità delle persone che vi lavorano alla conservazione e diffusione della conoscenza.
Un argomento che diventa il canale di comunicazione in grado di far avvicinare gli umanisti al mondo dell’informatica e luogo di incontro per chiunque vuole acquisire conoscenza. Wikipedia e tutti i progetti ad esso collegati sono uno degli esempi più concreti di come questo si realizza.

L’entusiasmo di Eusebia per realizzare qualcosa di concreto su questo è travolgente e così ha lavorato insieme al suo staff per offrire una posizione di Servizio Civile presso la Biblioteca comunale di Trento per il progetto “Creare e diffondere conoscenza con strumenti digitali collaborativi: la biblioteca e Wikipedia”.

Ad occuparsen è Eleonora Mich, che nella sua pagina utente su Wikipedia si presenta con queste parole “Sono una novellina del mondo Wiki, cui contribuirò per l’anno a venire come volontaria del Servizio Civile Universale Provinciale, ospite della Biblioteca Comunale di Trento.”

Per quello che mi risulta questa è la prima esperienza in Italia in cui si fa uso della preziosa risorsa del Servizio Civile per svolgere un lavoro di espansione della condivisione della conoscenza attraverso un bene comune come è Wikipedia.
La ritengo un’idea geniale, un piccolo passo per sfruttare al meglio la freschezza e l’entusiasmo dei giovani nell’apprendere le nuove tecnologie, della la volontà di non subirle ma usarle al meglio al fine di migliorare la società attraverso quello che è il ruolo classico delle biblioteche.

Il progetto nasce sulla falsa riga del progetto “Wikipediano in Residenza”.

Il wikipediano in residenza è un contributore volontario di Wikipedia che collabora con un’istituzione culturale per facilitare la redazione di voci dell’enciclopedia relative a tale istituzione.

Con la differenza però che Eleonora non è mai stata un contributore di Wikipedia prima, pertanto si disegna come una esperienza ancora più affascinante vista la necessità di apprendere diversi nuovi skill.
La contaminazione verso l’idea di wikipediano in residenza è stata anche data dalla vicinanza territoriale ad una delle prime esperienze in Italia: nel 2014, il MART – Museo di Arte Moderna di Rovereto e Trento, grazie all’impegno di Luca Melchionna, ospitò Daniele Metilli
A contribuire però ad alimentare l’entusiasmo sia di Eusebia che di Luca, fu l’idea di organizzare a Trento la “BiblioHackathon”.

Galeotto fu il BiblioHackathon di Trento

Un “BiblioHackathon” è un evento di formazione rivolto a bibliotecari, operatori museali ed editori con il fine di avvicinare agli strumenti offerti dal mondo Wikipedia come Wikidata – usato per centralizzare i dati delle pagine dell’enciclopedia, Commons – usato per archiviare e distribuire fotografie, Wikisource – strumento utilissimo per trascrivere documenti digitalizzati con lo scanner in testi utili per creare ebook, ed altro ancora. Un’iniziativa che attraverso l’apprendimento informale e condiviso permette anche ai meno esperti di entrare nello “spirito” e nelle tecniche di questi progetti, minimizzando gli ostacoli più frequenti per chi voglia avvicinarsene – per esempio, una scarsa confidenza con il linguaggio informatico- e facendo subito toccare con mano l’esempio di una comunità, come quella che si era riunita in quella due giorni, con competenze ed esperienze diverse, ma con pari visione ed entusiasmo, e lavorare insieme per il bene comune.
A trascinarci in questo ci pensò Cristian Consonni – attivissimo da sempre in Wikimedia Italia – che al tempo era un mio collaboratore (ora un brillante studente della Scuola di dottorato in informatica all’Università di Trento).

Si trattò di una due giorni che raccolse il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche, al punto da essere riconosciuto come credito formativo.
Parteciparono parecchie persone. Fra i docenti di spicco Andrea Zanni – attuale presidente di Wikimedia Italia.

Wikimedia (la fondazione) e Wikipedia (l’enciclopedia)

È proprio Wikimedia Italia che va ringraziata per il suo impegno e generosità nell’aiutare a divulgare e a sostenere Wikipedia e, più in generale, la conoscenza libera.
Non è un caso che sia riconosciuta come chapter da Wikimedia Foundation:

Wikimedia è la fondazione che si occupa di raccogliere fondi per garantire la sostenibilità e lo sviluppo dell’ínfrastruttura di Wikipedia e dei suoi progetti collegati.

E ci riesce per la maggiore attraverso donazioni.

Le esperienze di Eusebia ed Eleonora e di Luca e Daniele insegnano come entusiasmo, forza di volontà e la consapevolezza di lavorare per il bene comune, di cui la condivisione della conoscenza è uno degli elementi, aiutano a prendere il digitale dalla propria parte e usarlo per amplificare questi concetti.

Si tratta di un lavoro di squadra, ma che ci aiuta ad andare lontano proseguendo su quella esigenza di condivisione del sapere attraverso cui l’umanità si è evoluta.

Grazie Eusebia e Luca per il vostro entusiasmo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli di: Maurizio Napolitano

Maurizio Napolitano
Tutto su Maurizio

Potrebbero interessarti anche

in by Maurizio
+
+
Impostazioni Articolo
Dimensione dei caratteri
aA
aA
aA
Sfondo:
Giorno
Notte
Testo:
Moderno
Classico
Alta leggibilità
ok