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Ecco il codice dei samurai che può migliorare la nostra reputazione digitale

Ho fondato The Fool e da anni mi occupo di Reputation, Innovazione, Forensics e Sicurezza. Guardo, osservo, analizzo e (a volte) comprendo la rete delle reti, cercando l'essenza della realtà nascosta nel rumore dell'iper-informazione.Perso nel Dharma e nel LifeHacking.

Succede sempre più spesso, quando mi muovo per parlare di Reputazione Personale e di Personal Branding, che le domande si concentrino non tanto su quello di cui dovrei discutere (teoria della comunicazione e mezzi per ottenere la massima visibilità) quanto sull’argomento dell’etica comportamentale da tenersi nel pubblicare o non pubblicare contenuti i nelle risposte da dare sui social network ed online in generale.
Le domande vertono, cioè, non sulla tecnica propriamente detta per crearsi una Reputazione Online (o una Identità Digitale, per essere più precisi), ma su quali principi etici e morali operare online nella gestione delle comunicazioni sui vari canali social.

Credits: businessbanter.com

Credits: businessbanter.com

Questo mi porta spesso, durante gli incontri, a trovarmi in grandissimo imbarazzo verso le persone che ho di fronte: anche perché so bene che in verità, le regole del comportamento online non sono per nulla difformi dalle regole e comportamenti della vita di tutti i giorni, che vogliate chiamarla offline o IRL (In Real Life) come si diceva agli albori quando ci si incontrava dal vero dopo lunghe chattate.

La rete non rappresenta un mondo scollato dalla realtà di tutti i giorni o ancora peggio, come qualcuno propone, un reame di finzione in cui ciascuno di noi è semplicemente un attore! Questo non significa che non possa diventarlo, e moltissimi “personaggi della rete” lo dimostrano, come non significa che non possa tenere un atteggiamento differente online rispetto a quello che tengo offline, ad esempio essendo un più schivo o parlando di cose un filo differenti dalle chiacchiere del bar: sono ambedue atteggiamenti normali che possono succedere quando si vira di poco un contesto di riferimento, come ad esempio i discorsi che fate in pausa caffè probabilmente differiscono da quelli di una cena di lavoro o che fate a casa di amici di vecchia data.

Ma il punto rimane che se vogliamo costruirci una forte Identità Digitale e di conseguenza una Reputazione forte, i nostri comportamenti debbono in ogni caso essere coerenti tra online ed offline, e non devono essere altro che una estensione della nostra etica e dei nostri valori in ambedue i contesti. Questo non significa dire le stesse cose e con gli stessi linguaggi all’interno di tutti i Social, visto che certamente esistono sotto-codici particolari per (quasi) ciascuno dei canali, e non significa nemmeno che non esistano “scorciatoie” per ciascuno di questi e piccole regole di etichetta per ciascuno, ma significa molto in modo un po’ più ampio che alla base di ogni comportamento e scelta di comunicazione nella vita digitale o analogica (ma ha davvero senso distinguerle?) ci deve essere un senso comune fondante, un senso profondo che ha meno a che fare con la vostra Identità Digitale e ha davvero molto più a che spartire con la vostra Identità.

Le regole online non sono difformi da quelle del comportamento offline.

Ho raggiunto forse l’illuminazione (su questo particolare argomento) qualche giorno fa quando, passando qualche ora con un personaggio molto noto e condividendo con lui in modo molto aperto cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva nella sua strategia. Siamo partiti dai metodi e canali di comunicazione per arrivare a cercare in che modo gestiva eticamente le comunicazioni online, di quali erano i pilastri fondanti nei rapporti con le altre persone e con il mondo: ebbene, personalmente sono rimasto di sasso quando ho scoperto che questa persona colta e preparata semplicemente non possedeva alcun punto fisso etico da cui partire per gestire non solamente i comportamenti che caratterizzavano la sua vita online, ma anche e soprattutto non aveva mai teorizzato e razionalizzato i principi etici e morali per definire un approccio strutturato nemmeno nella vita offline.
Non sto assolutamente dicendo che si trattasse di una persona amorale o non etica (tutt’altro), ma semplicemente che nella sua vita non si era mai soffermato a razionalizzare una sorta di codice comportamentale che guidasse quello che stava facendo, appoggiandosi semplicemente all’istintività innata e ad una sorta di “senso comune” del giusto e del pudore. Una persona senza un codice di comportamento preciso, che valutava di volta in volta come porsi a seconda della situazione e che, ovviamente, era intimorito se non paralizzato dalla vastità di dover soppesare ogni volta ogni affermazione in qualunque contesto, soprattutto ora che l’online ha tanta parte delle nostre strategie di comunicazione e ci obbliga a comunicare molto più spesso, e con molto meno tempo per soffermarci a valutare criticamente ogni messaggio.

Le persone non creano un proprio codice comportamentale che le aiuti a prendere le decisioni più importanti.

Sarà che sono di estrazione un informatico (anche prima di studiare “i computer”), sarà che sono nato ossessivo compulsivo, ma ho spiegato che fin da ragazzino mi sono sempre appassionato con vigore ai codici di comportamento, tentando forse di proceduralizzare quella parte della mia vita che non riuscivo a gestire con un algoritmo: le relazioni con quelle cose strane lì fuori che si chiamano esseri umani.

Mi sono sempre appassionato con vigore ai codici di comportamento, tentando forse di procedularizzare quella parte della mia vita che non riuscivo a gestire con un algoritmo: le relazioni con quelle cose strane lì fuori che si chiamano esseri umani.
Ed è proprio così che nasce, da ragazzino, il mio amore viscerale per i Codici Cavallereschi e per i Cavalieri, quella parte del mondo razionale che si comportava secondo una rigida scaletta di comandamenti, creando un ordine assoluto nel caos dei sentimenti e degli accadimenti quotidiani. Sia chiaro, non che i codici funzionino sempre: quelli cavallereschi, ad esempio, soffrono pesantemente di un retaggio religioso e di una sorta di obsolescenza programmata che li rendono oggi pittorescamente inutili per quanto sublimamente meravigliosi.
Il mio ricercare codici, quindi, è rimasto per lungo tempo orfano di un codice che trovasse reale applicazione, per lo meno sino all’inizio dello studio delle filosofie orientali.

bushido

Il Bushidō (武士道) è “la via del guerriero”.

Proprio ad oriente infatti, dove si trova il Buddhismo, la religione senza necessità di un Dio, si ritrova anche il Codice senza necessità di un Dio: il Bushido. Secondo la grafia corretta dovrebbe scriversi Bushidō (武士道), con un significato quasi-letterale di “la via del guerriero”, anche se il termine può tranquillamente essere tradotto anche con “la morale del guerriero”. È un codice di condotta e un modello di vita solo ad un primo livello molto simile al concetto europeo di cavalleria (o se preferite a quello romano di mos maiorum), che regolava la vita dei samurai, la casta guerriera in Giappone.
Tutt’altro che un mero codice militare, a differenza di moltissimi codici similari nel resto del mondo raccoglie norme di disciplina non solamente militari, ma anche e soprattutto morali.

Si fonda su sette concetti fondamentali che il samurai deve seguire scrupolosamente:

  • 義, Gi: Onestà e Giustizia
  • 勇, Yu: Eroico Coraggio
  • 仁, Jin: Compassione
  • 礼, Rei: Gentile Cortesia
  • 誠, Makoto: Completa Sincerità
  • 名誉, Meiyo: Onore
  • 忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Ma cosa c’entra questo codice vecchio di mezzo millennio con la vita di tutti i giorni e, soprattutto, con una cosa modernissima come i Social media? Come vi può aiutare (o per lo meno come ha aiutato me) a gestire le relazioni interpersonali un codice cavalleresco di quattro guerrieri contati spersi in una remota isola di un arcipelago lontano?
Beh, molto ma molto più di quanto pensiate (o pensavo): il Bushidō raccoglie infatti una morale non basata su un giudizio divino, non basata su forze ultraterrene, ma completamente basata sul controllo delle proprie pulsioni al fine di ottenere un uomo migliore, un uomo retto e giusto ma, soprattutto, un artefice completo del proprio destino.

Il Bushido raccoglie una morale non basata su un giudizio divino ma basata sul controllo delle proprie pulsioni per ottenere un uomo artefice completo del proprio destino.

Un codice di comportamento sui social è per me fondamentale, perché ti consente di focalizzare tutta la tua attenzione sul miglior modo di diffondere un messaggio, e non sulla opportunità e sulla selezione del messaggio stesso: ti consente di focalizzarti in modo preciso e puntuale sulla migliore rappresentazione, sulle migliori parole, sul migliore contenuto accompagnatorio, sul migliore momento, sul migliore linguaggio.
Ti risolve a priori alcune parti del processo creativo che impiegano spesso più tempo e che sono maggiormente foriere di errori e di #fail: parlare dell’argomento sbagliato, scegliere il punti di vista sbagliato, essere non pertinenti o non precisi, essere fuori contesto o non legati alla Identità Digitale. Tutte cose complesse da inserire in un palinsesto di pubblicazioni e/o molto complesse da gestire in un piano editoriale se le se guarda come scelte editoriali, ma semplicissime da valutare alla luce di un codice etico.

Un codice di comportamento sui social è fondamentale, perché ti consente di focalizzare tutta la tua attenzione messaggio.

E per spiegare come il Bushido Digitale sia la via per semplificare i Social Media e molto di ciò che compone la vostra identità digitale (e la vostra Personal Reputation) basta prendere ciascuno dei punti singolarmente e sviscerarne il significato digitale.

Vi lascio la guida che mi scrissi qualche tempo fa (con un paio di correzioni ed integrazioni, quando scrive per me stesso sono molto meno aulico) per quelle volte in cui non sapete davvero:

Cosa rispondere
Se rispondere o meno
Se scrivere qualcosa o no
Come scrivere quella cosa
Che punto di vista scegliere
Che contenuti pubblicare
Che contenuti tacere
Come rispondere
Se rispondere

A me è questa guida è servita davvero molto e, spero sia utile anche a voi.

PILASTRO N.1: Gi (義), l’Onestà e la Giustizia

“Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”.

Il primo dei principi fondanti del Bushido Digitale ha come pietre miliari l’onestà e la giustizia, intese come il perseguire senza alcun fraintendimento una strada di correttezza, senza mezzi termini.

Se nel business possono (ma sarà vero?) esserci spazi per una zona grigia posta tra business ed etica, questi spazi non ci sono nella vostra Identità Digitale.

Il Brand di voi stessi che state costruendo deve essere basato su una strategia a lungo termine, e questo vi obbliga ad essere dal primo momento onesti e giusti nei confronti degli altri ma soprattutto nei confronti di voi stessi e della immagine di Reputazione Digitale che volete che caratterizzi la vostra Identità Digitale.

In questo pilastro stanno concetti di base come il non mentire (sul proprio lavoro, sulle proprie conquiste, sulle proprie opinioni) e sul mostrare sempre un atteggiamento autentico. Si può trovare il modo di individuare lati da elogiare anche in cose che non ci piacciono, se proprio dobbiamo esprimerci positivamente su qualcosa magari di afferente alla nostra sfera lavorativa, ma non si potrà mai mentire a 360°, poiché nel nostro futuro ogni menzogna passerà al pettine e la nostra Immagine Digitale attentamente costruita crollerà in modo totale e completo qualora venisse a mancare la credibilità in quello che raccontiamo.

Niente menzogne, niente mezze verità, niente zone grigie che non possiamo gestire: silenzio o onestà e ricordatevi che spesso il silenzio, sopratutto se incalzati o su domande dirette, non è una delle opzioni praticabili.

La tua Identità Digitale si poggia su quello che dici e che hai detto. Costruisci delle basi solide non mentendo.

In un solo concetto: non mentire a chi ti sta leggendo e non mostrare come giusta una ingiustizia.

PILASTRO N.2: Yu (勇), l’Eroico Coraggio

“Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L’eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte”.

Alle volte è necessario prendere una posizione decisa.

Lo sa bene il mondo dei Social Media, che la stragrande maggioranza degli studi denota come estremamente polarizzato (e polarizzante). Una posizione “diplomatica”, come spesso siamo abituati a tenere per quieto vivere all’interno della sfera lavorativa o in quella familiare è spesso (se non sempre) totalmente incompatibile con la nostra Identità Digitale: le persone infatti non ci conoscono così bene e non ci frequentano come come familiari o colleghi e non possono quindi comprendere che il nostro temporeggiare o mediare posizioni rappresenta semplicemente una non volontà di sconvolgere equilibri.

I tempi ed i linguaggi dei Social Media sono incompatibili con posizioni “di comodo” e temporeggiatrici, soprattutto in contesti fortemente polarizzati di questioni sentite come cardini da parte del nostro uditorio. È necessario essere precisi e puntuali nel prendere una posizione, senza nascondersi dentro al proprio “guscio” e mostrando invece il coraggio di esprimere le proprie opinioni in modo deciso, per determinare in modo ancora più deciso la propria Identità Digitale.

Attenzione che, però, questo non significa in alcun modo un atteggiamento sguaiato o offensivo o ancora peggio oltranzista: è sempre possibile cercare di mediare con il dialogo, è sempre possibile cercare in ogni modo di evitare un inutile conflitto, ma dobbiamo ricordarci che chi ci ascolta deve essere in ogni momento in grado di capire facilmente da quale parte della barricata stiamo.
E, lo so bene, alcune volte per prendere una posizione è necessario molto, molto coraggio. E, alle volte, la posizione che bisogna prendere è quella di ammettere di non saperne abbastanza per prenderne una e chiedere una mano per meglio comprendere un fenomeno.

Le tue opinioni potrebbero diventare quelle di chi ti segue, sii adamantino e trasparente nel mostrare le tue ragioni e le tue posizioni.

In un solo concetto: prendere posizioni nette e decise, o chiedi aiuto per scegliere la tua.

PILASTRO N.3: Jin (仁), la Compassione

“L’intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d’aiuto ai propri simili e se l’opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli”.

Avere la possibilità di contattare un vasto numero di persone è sicuramente un vantaggio, ma anche un fardello: perché le stesse persone che mi seguono e che mi spronano ed incitano si aspettano da me contenuti e spunti di riflessione. E questi spunti possono essere sicuramente le mie visioni sul mondo, sul business, sulla politica o anche solamente sulla mia azienda, ma spesso non basta.

E’ ovviamente molto facile essere accattivanti e seguiti ricorrendo ai sensazionalismi e ai gattini, ma usare in modo così limitativo i miei mezzi di comunicazione non mi renderebbe altro che frivolo agli occhi dei miei destinatari.

E se essere frivoli è sicuramente un ottimo modo per diventare delle Web Star, questo non aggiunge nulla ad una Identità Digitale di cui andare orgogliosi.

Per creare una Reputazione Digitale meritoria è spesso necessario utilizzare il canale di comunicazione di cui dispongo per veicolare contenuti che davvero facciano il cambiamento nel mondo che mi circonda: sponsorizzare una iniziativa meritoria, fornire spunti di crescita per chi mi segue, raccontare i mie insuccessi per evitare ad altri gli stessi errori oppure raccontare le strategie che mi hanno portato al successo. Quello che faccio online deve, quindi, divenire a vario tutolo utile per chi mi segue: solo in questo modo otterrò una stima ed un seguito duraturo per la mia Identità Digitale.
E sia chiaro, non significa solamente discorsi complessi da tromboni della “mindfulness”, ma anche spunti utili, articoli che arricchiscano o che spieghino, piccoli consigli e piccole epifanie di ogni giorno e che portino i miei lettori a reputarmi una fonte utile per il loro miglioramento e per quello di tutti, arrivando anche a segnalare i miei contenuti partecipando alla costruzione di questo bene comune collettivo e digitale. Significa aderire ad una causa anche se questo non mi da in cambio nulla se non la consapevolezza di aver fatto una cosa meritoria. Con un occhio di riguardo soprattutto per l’aiuto delle fasce più deboli.

Quello che pubblichi può cambiare una fetta di mondo, fai che lo cambi per in meglio e non in peggio.

In un solo concetto: pubblica per il bene degli altri (di tutti), non per il tuo bene.

PILASTRO N.4: Rei (礼), la Gentile Cortesia

“I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini”.

Questo pilastro si più scomporre in due differenti parti: non ha senso infierire e non ha senso attaccare.
La prima parte, importantissima, mi ricorda che non ha senso infierire, che sia contro un episodio, una persona, un #fail, una sentenza o altro.

Non ha senso essere parte di una mandria agguerrita contro chi ha già perso, incattivita contro chi già è stato sconfitto.

Non ha senso vituperare qualcuno che ha già detto di aver sbagliato, non ha senso insultare qualcuno che si è già scusato. Ha molto senso, invece, spiegare per quali motivi si è contro questo qualcuno o qualcosa, quale sia il proprio ragionamento e magari offrire il proprio punto di vista su quali siano le alternative possibili. Raccontare il proprio modo di vedere il mondo è una maniera ideale per costruire una propria Identità Digitale, fornendo preziose indicazioni sul nostro modo di vedere, al di là del singolo episodio. Questo non si applica, ovviamente, alle cause che abbracciamo mentre tentiamo di fare cambiare idea a qualcuno o qualcosa, oppure quando denunciamo una ingiustizia, sia contro di noi sia sociale.

Nello stesso modo non ha senso attaccare violentemente qualcuno che non la pensa come noi o, ancora peggio, un competitor di business o ridicolizzare qualcuno che si trova in posizione di inferiorità per il solo gusto di farlo. C’è sempre un modo per mostrare la propria forza con la calma e con la gentilezza, invece che con la crudeltà.

Oggi puoi scegliere se pubblicare qualcosa che migliori il mondo o che dia una nuova manata di fango: a te la scelta e sii saggio.

In un solo concetto: evita la violenza e l’infierire contro chiunque.

PILASTRO N.5: Makoto (誠) o Shin (信), la Completa Sincerità

“Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa”.

Chi ti segue ha imparato o sta imparando a conoscerti, e ti seguirà con estrema probabilità per un periodo molto lungo. Questo crea una sorta di aspettativa non scritta su dove condurrai le persone che ti stanno seguendo e su quali emozioni porterai loro. Non tradire le aspettative che si sono fatte di te cambiando continuamente direzione, argomenti, visione, opinioni e stili. Scegli uno stile ed un ristretto numero di contenuti da trattare con solerzia e costanza, con un approfondimento adeguato e con nuovi stimoli all’interno della stessa ( o delle stesse) verticalità. Questo non ti impedisce, ovviamente, di parlare a volte di qualcos’altro o di virare  totalmente verso nuovi argomenti, ma in questo caso sii adamantino nell’esternare le tue intenzioni e nel rinnovare un nuovo patto con chi ti segue. La tua Identità Digitale può essere anche molto sfaccettata, ma deve essere coerente con quella immagine che nel tempo hai dato e che ti ha fatto seguire da un numero sempre più ampio di persone. Non tradire questo “patto implicito” ti pone come persona di valore agli occhi di chi ti segue e costruisce una solida Reputazione. In un solo concetto: non disattendere l’immagine che hai voluto dare di te.

Credits: devianart.com

Credits: devianart.com

PILASTRO N.6: Meiyo (名誉), l’Onore

“Vi è un solo giudice dell’onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso”.

Quante volte avete detto o pubblicato qualcosa solamente perché sapevate che avrebbe suscitato un giudizio (positivo) su di voi? Quante volte avete scritto qualcosa perché “è una cosa che piace” o perché sapevate che vi avrebbe fatto apparire più intelligente, colto, compassionevole, smart, alla moda, elegante, invidiato, etc… O anche, solamente, per mostrare il tuo dolore ed ottenere la compassione di qualcuno.
La via del Bushidō alla vostra Identità Digitale ed alla vostra Reputazione si muove in un binario non compatibile con questa tipologia di contenuti: non esiste altra fonte di giudizio per voi stessi, infatti, che non quella del giudizio che voi stessi avete di quello che fate e siete. Condividete per condividere una emozione che provate, non per innalzarvi agli occhi di chi vi segue, o per il giudizio di chi vi legge o per la pena delle persone a cui avete rapito l’attenzione.
Vi è una differenza abissale tra il vantarsi ed il condividere una gioia, tra il condividere la tristezza e il generare pena, tra il condividere un successo ed il pavoneggiarsi, tra il riflettere su un errore e cercare la compassione. Ed è una differenza di cui in cuor nostro tutti abbiamo coscienza e a cui non dobbiamo in alcun modo abbandonarci se vogliamo creare una Identità Digitale che valga la pena di essere d’esempio.
In un solo concetto: non pubblicare per ottenere il giudizio, l’ammirazione, la pena della gente.

PILASTRO N.7: Chugi (忠義), il Dovere e la Lealtà

“Per il Samurai compiere un’azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile”.

Il concetto di Chugi è forse il più importante nella creazione di una Identità Digitale: è necessario comprendere la grandissima responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro uditorio, una responsabilità immensa fatta di scarsità di risorse: il tempo che abbiamo a disposizione è, infatti, un elemento scarso, che termina presto e che porta inesorabilmente alla morte. Sprecare il tempo di qualcuno, un tempo che ha deciso di dedicare a me e non a chiunque altro, è il più grave dei peccati ed è un peccato che cresce esponenzialmente con il crescere del mio uditorio perché il tempo si moltiplica per il numero dei lettori.

Posso decidere di creare la Reputazione della mia Identità Digitale proponendo contenuti che facciano divertire, commuovere, crescere, che insegnino, che facciano pensare il mio pubblico digitale, ma devo sempre pubblicare ricordandomi che il motivo principale deve essere quello di arricchire chi mi ascolta e non me che pubblico.
Anche in questo caso si tratta più di un modello di pensiero che non di una precisa azione, ma un modello di pensiero che, applicato da un numero sufficientemente ampio di persone, può arrivare a cambiare il mondo.

In un solo concetto: fai di tutto per fare migliorare la vita di chi ti legge, e per migliorare il mondo in cui vivi.

MATTEO FLORA
Milano, 22 settembre 2015

5 risposte a “Ecco il codice dei samurai che può migliorare la nostra reputazione digitale”

  1. Rita La Marca scrive:

    Zone grigie non devono essercene, sebbene bisogna sempre riconoscere i nemici ed i falsi amici che incombono su chi vuole operare bene, essere vili torna sempre indietro moltiplicato, presto o tardi.

  2. Mi sembra di aver già sentito questi discorsi nel lontano 2006 quando fu fondata un’agenzia di nome Hagakure… ;-D

  3. Massy Biagio scrive:

    Il Bushido dovrebbe essere il codice di vita di ogni persona degna di definirsi tale

  4. Rosi scrive:

    Che bello leggere quanto scritto da una persona che non ha la
    presunzione di sapere tutto ma vuole condividere un suo percorso,
    grazie!

  5. Giuseppe Di Fabio scrive:

    Grazie di questo scritto, è di altissimo valore.
    Già da tempo mi sono avvicinato alla Filosofia Buddista, e devo dire che questo codice, così come descritto, può essere considerato una sorta di Bignami che racchiude tutto quello che serve.
    Grazie ancora.

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