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Invecchiamento attivo: ecco l’innovazione che fa vivere meglio i nonni. Un bando per le migliori idee

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

E’ difficile identificare con esattezza il momento nel quale l’individuo inizia a percepire le esigenze e i bisogni di ciascuna fascia di età. La nostra cultura sociale spesso si forma su criteri di prossimità, volgendo lo sguardo intorno alla propria persona, sviluppando legami e relazioni con gli individui più vicini: genitori, fratelli, nonni, famigliari, compagni si scuola, colleghi.

Molti di noi hanno vissuto in prima persona l’arrivo di un neonato o la vicinanza di un parente malato, disabile o molto anziano, acquisendo in questi casi – quasi per osmosi – conoscenze e sensibilità rispetto alle richieste di un soggetto non autosufficiente.

A fianco della famiglia, è però indispensabile una rete di assistenza forte e articolata capace di affrontare la complessità in tutte le sue forme e di offrire soluzioni personalizzate in funzione dell’evoluzione dei bisogni espressi dall’individuo

La maturità dell’individuo, l’età avanzata, la vecchiaia sono nomi diversi che identificano una condizione psicofisica sempre più dilatata grazie ai progressi scientifici e all’aumento delle aspettative di vita.

Un’ampia parte della vita di tutti noi che inspiegabilmente non gode della stessa attenzione sociale riservata alle cosiddette persone giovani. In Europa stiamo parlando di circa 150 milioni di persone che rappresentano il 20% della popolazione, con una curva di crescita annua intorno all’1%. L’ONU ha stimato che nel 2050 gli anziani raggiungeranno il 30% della popolazione, in Italia saranno addirittura il 38%.

I dati parlano quindi di una fetta rilevante di cittadini over 65, attori consapevoli del processo di invecchiamento con esigenze e stili di vita eterogenei e una comune attenzione verso gli aspetti sanitari che inesorabilmente accompagnano l’età avanzata.

Analizzare i bisogni, individuare le risposte, reperire risorse economiche e rendere sostenibili gli interventi è la sfida di tutti i sistemi di welfare nazionali.

Nel caso del nostro Paese gran parte della programmazione è poi delegata alle Regioni e questo contribuisce ad aumentare la complessità di relazione e gestione degli interventi dedicati ai senior.

In questo contesto sta acquisendo sempre maggiore importanza l’innovazione, intesa come bundle di servizi e tecnologia sviluppati per fornire una risposta diffusa ed accessibile alle esigenze della popolazione anziana, partendo dai primi inizi di fragilità e da necessità di prevenzione. Stiamo assistendo alla nascita di importanti programmi di ricerca che propongono soluzioni a sostegno della fase di invecchiamento: contrasto alle malattie degenerative come l’Alzheimer, sviluppo della robotica e degli esoscheletri per agevolare il movimento, dispositivi di monitoraggio e misurazione dei parametri vitali in remoto, fino ad arrivare a proposte “futuristiche” come nel caso di Robear, l’“orsacchiotto robotico” nato in Giappone in grado di assistere i malati e gli anziani non autosufficienti.

La tecnologia rappresenta una risorsa preziosa e insostituibile per affrontare l’inesorabile invecchiamento della popolazione mondiale.

Partendo da queste riflessioni, la nostra cooperativa nostra cooperativa (che da oltre 25 anni eroga servizi socioassistenziali) ha deciso di presidiare e monitorare in modo strutturato questa fasce di evoluzione con un area dedicata di R&D.

FAVORIRE L’INVECCHIAMENTO “ATTIVO”

Dal 2014, insieme ai miei collaboratori, proponiamo e testiamo soluzioni specifiche per agevolare l’invecchiamento attivo: corsi di tablet dedicati ai senior, dispositivi di monitoraggio dei paramenti vitali da remoto, piattaforme allenati per la prevenzione delle cadute e software ideati specificamente per rallentare il decadimento cognitivo.

E’ cosi abbiamo deciso di proporre ai nostri ospiti e al territorio un’offerta di attività che supportino l’invecchiamento, rallentando di fatto il decadimento funzionale e cognitivo. Da gennaio 2015, a d esempi, è disponibile a Milano la prima palestra italiana dedicata alla riabilitazione e al fitness nella terza età. Dopo una fase di scouting a libello modiale, abbiamo siglato un accordo di collaborazione con l’azienda finlandese HUR, che da oltre dieci anni sviluppa sistemi allenanti di alta gamma utilizzando una tecnologia ad aria compressa. In questo modo, i macchinari permettono di modulare con estrema precisione i carichi di lavoro, a partire dai 100 grammi. La palestra dispone inoltre di una piattaforma software in grado di suggerire il percorso di allenamento non solo nell’ottica del miglioramento funzionale ma funzionale alla prevenzione delle cadute che rappresentano un elemento di rischio rilevante in questa fascia di età.

Foto: puntoservice.org

Foto: puntoservice.org

Parallelamente alla cura del corpo stiamo lanciando un interessante strumento di sostegno cognitivo: un software dedicato alle persone over 55 che attraverso la proposta di semplici test erogati da un computer definisce il profilo dei diversi soggetti e identifica percorsi di attività personalizzati. Allo strumento digitale si associa l’indispensabile supporto del personale medico e del caregiver, ovvero chi si prende cura dell’anziano e lo assiste sia al proprio domicilio sia presso strutture dedicate.

Le nostre esperienze ci hanno permesso di mettere a fuoco l’importanza di introdurre la tecnologia a supporto delle fragilità e al tempo stesso tutte le attività in corso dimostrano quanto sia importante il contributo del medico e degli operatori sanitari.

L’innovazione sarà sempre più uno strumento qualificante e decisivo per produrre interventi su larga scala e offrire servizi di maggior valore a tutta la popolazione senior.

IL CONCORSO: 15 MILA EURO PER CHI FA INNOVAZIONE NEL CAMPO DELL’INVECCHIAMENTO ATTIVO

A tutto questo si aggiungono azioni di promozione e sostegno a progetti di ricerca e iniziativa di impresa, con l’obiettivo di raggiungere sinergie con partner tecnologici atte a valorizzare il patrimonio di esperienza di Punto Service nel campo dei servizi alla persona. In questi giorni, ad esempio, è in corso il contest InnovAgeing Solutions, finalizzato a valorizzare tecnologie, prodotti e servizi innovativi attraverso il supporto finanziario e operativo al progetto più eccellente, negli ambiti: Digital Health, Invecchiamento Attivo, Riabilitazione, Servizi alla Persona e Ambient Assisted Living.

Fondazione Filarete

L’iniziativa, nata in collaborazione con Fondazione Filarete, mette in palio un premio di 15.000 Euro e l’accompagnamento da parte di Punto Service verso il mercato per la progettazione ed il lancio di nuove soluzioni orientate a soddisfare le necessità di assistenza espresse da utenti e caregiver. L’opportunità è rivolta a startup e PMI con sede operativa e legale in Italia e con progetti imprenditoriali ad un buon livello di sviluppo.

Per le idee di soggetti che non sono già costituiti come imprese, c’è la possibilità di partecipare in ogni caso al contest nella sezione dedicata: InnovAgeing Ideas.

I migliori 10 progetti selezionati come Solutions o Ideas seguiranno inoltre due giorni di pitch training, riceveranno servizi di mentoring dedicato da parte di Fondazione Filarete e la possibilità di entrare nel programma Microsoft Bizspark attraverso il progetto YouthSpark Startup Revolutionary Road.

GIULIA ARPINATI*
Milano, 9 aprile 2015

(*Giulia Arpinati è Head of Business Developement di Punto Service)

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