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e-Health: la salute diventa digitale. Presto gli smartphone sapranno tutto di noi e ci aiuteranno a curarci (prevenendo le malattie gravi)

Giornalista freelance, scrivo di nuove tecnologie, IT Governance, open source, Web 2.0 e digital divide. Sono responsabile, per la rivista Data Manager, della rubrica “CIO Evolution”. Sono anche segretario del Comitato Tecnico Scientifico di Technologybiz.

Presto potremo ingoiare una pillola intelligente che interagisce con orologio e smartphone e ci dice se stiamo per ammalarci. Non è fantascienza, un progetto di Google. La pillola conterrà nanoparticelle magnetizzate in grado di “contrassegnare” diverse molecole-precursori di disturbi e malattie, che una volta ingerite viaggeranno nel nostro flusso sanguigno alla ricerca di eventuali segnali del sopraggiungere di problemi di salute. Poi un  piccolo apparecchio che assomiglia ad un fitness tracker o a uno smartwatch  trasmetterà energia nel corpo tramite l’apparecchio in modo da veicolare alcune celle nel sangue come quelle che sarebbero state “marcate” dalla pillola.

Così potremo trattare il cancro e, soprattutto, altre malattie come il morbo di Parkinson. E la cosa più entusiasmante è che tutto avverrà nel giro di pochi mesi.

La tecnologia e l’innovazione sono entrati nella vita di tutti i giorni in modo pervasivo ed a volte anche invasivo, ciò ha determinato uno spostamento degli investimenti verso aree tradizionali che sono ormai mature per innovare i propri processi ed i propri prodotti.

Credits: 24hourhealthstore.com

Credits: 24hourhealthstore.com

Tutti gli analisti puntano sulla sanità che potrebbe essere the next “gallina dalle uova d’oro”,  i dati e le proiezioni di mercato non lasciano dubbi.

La dimensione del mercato dell’eHealth globale varia ampiamente a seconda della metodologia e definizione di ciò che può essere classificato come e-Health. Le stime di una recente ricerca di mercato vanno da 96 a 160 miliardi di dollari, con un tasso di crescita negli ultimi 5 anni del 12% -16%.

Cerchiamo di capire qualcosa in più di questo settore che tocca da vicino ognuno di noi.

COS’E’ L’E-HEALTH?

La prima cosa su cui riflettere è la definizione di e-Health che sinteticamente si riferisce all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel settore sanitario. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce e-Health “… L’uso efficiente e sicuro delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a sostegno dei settori della sanità e relativi alla salute, tra cui l’assistenza sanitaria, la sorveglianza sanitaria e l’educazione alla salute, la conoscenza e la ricerca.”

The Journal of Medical Internet Research la definisce invece così: “..In un senso più ampio, il termine caratterizza non solo lo sviluppo tecnico, ma anche una mente state-of-, un modo di pensare, un atteggiamento, e un impegno per la rete, il pensiero globale, per migliorare l’assistenza sanitaria a livello locale, regionale, e tutto il mondo da utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. “

LE TRE AREE PRINCIPALI DELLA SANITA’ ELETTRONICA

Il trasferimento di risorse sanitarie e l’assistenza sanitaria per via elettronica  comprende tre aree principali:

  • La gestione e la fornitura di informazioni sulla salute,  agli operatori sanitari ed ai pazienti, attraverso Internet e telecomunicazioni.
  • L’utilizzo della potenza dell’IT e l’e-commerce per migliorare i servizi di sanità pubblica, ad esempio, attraverso l’istruzione e la formazione degli operatori sanitari.
  • L’utilizzo di e-commerce e best practices di e-business nella gestione dei sistemi sanitari.

Il mobile health (m-healt) invece è definito come il sottoinsieme di “sanità elettronica (e-Health) ed è la fornitura di servizi sanitari e informazioni attraverso le tecnologie mobili come telefoni cellulari e PDA (Personal Digital Assistant) “.

I promotori del Mobile World Congress prevedono che il mercato mobile health (m-health) genererà negli Usa ricavi globali pari a 25 miliardi di dollari entro il 2017.

mhealth

La fornitura di servizi di sanitari in mobilità sarà pervasiva con applicazioni in tutto il mondo che potrebbero  fornire agli operatori di telefonia mobile un fatturato del valore di circa 11,5 miliardi di dollari entro il 2017.

I  fornitori di dispositivi  potrebbero beneficiare di una opportunità di guadagno pari a 6,6 miliardi di dollari, i fornitori di contenuti ed applicazioni 2,6 miliardi di dollari, e gli operatori sanitari 2,4 miliardi di dollari entro il 2017.

I servizi di monitoraggio, come ad esempio quelli per la gestione delle malattie croniche, rappresenteranno il 65% del mercato (15 miliardi di dollari) entro il 2017. La diagnosi sarà il secondo segmento di mercato  più grande; questo include telemedicina e centri mobili che permetteranno a chi vive in aree isolate di connettersi con gli operatori sanitari.

Il sistema dell’e-Health inizia con il benessere, che si riferisce alle attività che ognuno di noi dovrebbe fare per mantenere la forma fisica generale e la salute, seguita dalla prevenzione delle malattie specifiche, per poi evolversi dove necessario in sistemi per  la diagnosi e cura delle malattie, ed infine, per il monitoraggio e la gestione di tali patologie dopo il regime di trattamento acuto.

Healt Pathway

I 9 PASSI DELLA SALUTE DIGITALE

L’universo delle potenziali applicazioni per e-Health è infinito, ecco alcuni utilizzi che oramai sono entrati nella nostra quotidianità:

  • Electronic Health Records (EHR) ed Electronic Medical Records (EMR), che includono i dati dei pazienti, e prescrizione, sistemi di gestione clinica, di e-booking e sistemi di imaging e archiviazione digitale;
  • Sistemi di telemedicina che trasmettono informazioni mediche per la diagnosi, con conseguente riduzione dei costi, un maggiore accesso del paziente e l’uso ottimale di tali risorse digitali;
  • Applicazioni che includono migliaia di siti web orientati alla salute e centinaia di migliaia di applicazioni sanitarie mobili che stanno diventando sempre più popolari;
  • Sistemi health clinici IT based quali la radiologia, la diagnostica assistita dai computer, l’imaging medico, e la formazione in chirurgia, tutti  sistemi che aiutano i medici fornendo diagnosi più accurate;
  • Reti regionali, nazionali e internazionali integrate che permettono di  distribuire servizi sanitari nelle zone remote e rurali;
  • Sistemi online – come i portali della salute – che sono ampiamente utilizzati per diffondere informazioni sulla salute per promuovere comportamenti sani nei pazienti e consumatori;
  • Sistemi e-Health specializzati utilizzati dai ricercatori per la raccolta dei dati di salute pubblica e di analisi – come ad esempio i programmi statistici per le malattie infettive, sviluppo di farmaci e analisi dei risultati;
  • Strumenti di sanità elettronica  come la gestione della supply chain farmaceutica, sistemi di pianificazione, sistemi di fatturazione, sistemi amministrativi e di gestione ospedaliera, e altri processi di supporto alle decisioni cliniche;
  • E poi i Big Data

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Una bella storia, questa del Dr. Data!

Jeffrey Hammerbacher è un divoratore di numeri – un matematico laureatosi ad  Harvard che è passato da un lavoro come analista quantitativo a Wall Street ad un ruolo chiave in Facebook come capo del Data Team fino ad essere poi uno dei  fondatori di Cloudera.

Cinque anni fa, ha ricevuto  una diagnosi di disturbo bipolare, che ha dato seguito ad una crisi che ha alimentato in lui una feroce curiosità nella medicina.

Più leggeva e parlava agli esperti,  più si convinceva che in medicina fosse  necessaria gente come lui: professionisti esperti della scienza dei dati, capaci di guidare la scoperta scientifica ed il processo decisionale.

Ora Hammerbacher, 32 anni lavora alla facoltà della Icahn School of Medicine at Mount Sinai e nonostante non abbia una formazione accademica in medicina o biologia ora guida un team che utilizza competenze quantitative per migliorare i trattamenti medici.

Eric Schadt, il biologo computazionale che ha reclutato il signor Hammerbacher dice che l’obiettivo è quello di trasformare la medicina in una scienza dell’informazione, dove i dati e l’informatica sono combinati per fornire innovazioni nel trattamento del cancro, l’Alzheimer, il diabete e altre malattie croniche. La medicina è matura per una rivoluzione data-driven.

Le malattie croniche, ha spiegato il dottor Schadt, non sono causate da singoli geni, ma sono “disturbi complessi in rete” che coinvolgono la genetica, ma anche le caratteristiche del paziente come il peso, età, sesso, segni vitali, l’uso del tabacco, l’esposizione tossica e routine di esercizi – tutto ciò può essere catturato in forma di dati e modellato.

I BIG E LE STARTUP DELLA SALUTE DIGITALE

In questo mercato crescente non potevano mancare i Big Player del settore IT e le startup.

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Apple lo scorso anno è stata tra i primi ad annunciare lo sviluppo di un orologio (l’Apple Watch) che aveva anche funzioni di medical device.

Non è un caso: quello del mobile Health è un settore di 3.000 miliardi di dollari di assistenza sanitaria, quindi l’industria della tecnologia vede la medicina come la prossima frontiera per la crescita esponenziale.

Il recente annuncio di Apple relativamente al ResearchKit mostra che ha un’ambizione anche maggiore: si vuole trasformare anche l’industria farmaceutica cambiando il modo in cui gli studi clinici sono fatti. ResearchKit è una piattaforma per i costruttori di app per catturare e caricare i dati di pazienti che hanno una particolare malattia.

Il keynote di presentazione del ResearchKit di Apple. Foto: pensaremac.it

Il keynote di presentazione del ResearchKit di Apple. Foto: pensaremac.it

I nostri smartphone già monitorano i nostri livelli di attività, stili di vita e le abitudini. Sanno dove andiamo, quanto velocemente ci muoviamo, e quando e quanto dormiamo. Alcune applicazioni per smartphone già cercano di giudicare le nostre emozioni e la salute sulla base di tali informazioni. Le Apps ResearchKit permetteranno un monitoraggio costante dei sintomi e delle reazioni ai farmaci.

Oggi gli studi clinici sono fatti su un numero relativamente piccolo di pazienti, e le aziende farmaceutiche a volte scelgono di ignorare le informazioni che non li soddisfano. I dati che i nostri dispositivi raccoglieranno verranno utilizzati per analizzare accuratamente i farmaci  che i pazienti hanno preso, al fine di determinare quale di essi ha veramente avuto un effetto positivo o di monitorare le eventuali reazioni avverse.

Apple ha già messo a punto cinque applicazioni che prendono di mira i problemi di salute più diffusi: diabete, asma, malattia di Parkinson, malattie cardiovascolari, e il cancro al seno. La app relativa al Morbo di Parkinson può, ad esempio, misurare tremori alle mani, attraverso un touchscreen iPhone; tremore vocale, usando il microfono; e l’andatura, quando si cammina con il dispositivo.

Apple non è sola, aziende come Google, Microsoft e Samsung e centinaia di nuove imprese hanno grandi progetti in cantiere. Stanno per rivoluzionare l’assistenza sanitaria nello stesso modo in cui Netflix ha decimato il settore del video-noleggio o Uber sta cambiando il trasporto.

Presto avremo sensori che controllano quasi ogni aspetto del funzionamento del nostro corpo, dentro e fuori.

Essi saranno confezionati in orologi, lenti, abbigliamento. Saranno nei nostri spazzolini da denti, saranno inserite in pillole intelligenti che dovremo inghiottire. I dati provenienti da questi verranno caricati in piattaforme cloud-based, come HealthKit di Apple.

Ma la salute digitale non è solo una prerorativa della Silicon Valley, anche l’Italia ha le sue eccellenze.

ABBASSARE LA PRESSIONE CON LO SMARTPHONE

Come Amicomed, un servizio di telemedicina per il monitoraggio della pressione lanciato nel 2012 da Alessio Ascari, in precedenza Senior Partner di McKInsey con responsabilità globale sul tema mHealth, Giangiacomo Rocco di Torrepadula, imprenditore che ha lanciato un’azienda nella distribuzione farmaceutica nel 2000 portandola nel 2012 a fatturare oltre 160 milioni di Euro, e Domenico Cianflone, primario di cardiologia del San Raffaele di Milano.

amicomed

In occasione del prossimo congresso europeo della European Society of Hypertension (ESH), Amicomed presenterà in anteprima i primi risultati del suo innovativo programma per la riduzione della pressione arteriosa basato solo sulla modifica delle abitudini di vita.
“Il nostro Programma  – spiega il prof. Cianflone – offre ai pazienti ipertesi la possibilità di ridurre la pressione arteriosa agendo solo sulle modifiche degli stili di vita, senza modifiche della terapia farmacologica (né assunzione di ulteriori farmaci), peraltro in accordo con tutte le principali linee guida. Il Programma è il risultato di un lavoro molto approfondito di una nostra equipe formata da cardiologi e ingegneri biomedici. Lo abbiamo lanciato sul mercato la scorsa estate. Abbiamo ora analizzato i primi risultati che ci hanno spinto ad inviare un abstract che è stato accettato al congresso europeo della European Society of Hypertension il prossimo 12 giugno proprio a Milano, ove presenteremo in anteprima i risultati. Questo è il primo passo verso un ormai imminente scale-up europeo del nostro servizio.”

IL TEAM NAPOLETANO PREFERITO DALLE GRANDI INDUSTRIE FARMACEUTICHE

E poi c’è Kelyon, impresa innovativa partenopea specializzata nello sviluppo di applicazioni web e mobile open source per il mercato della sanità digitale. Ha realizzato diverse applicazioni in campo e-Health, tra le quali il dispositivo medico web-based “iMonitor“, sviluppato per Pfizer per la gestione di artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiloartriti.

Oggi Kelyon è market leader in Italia nel settore dei software a supporto dei test di biologia molecolare per alcuni tumori e sta continuando a  svilupparsi all’estero infatti nel 2014 più della metà del suo fatturato è stato fatto fuori dell’Italia, tra Europa e Medio-Oriente. In particolare ha potuto affermarsi come fornitore di successo per alcune top pharma company quali Pfizer, AstraZeneca, Roche e Merck Serono. Le applicazioni sono rivolte ed usate da Health Care Professional (HCP) e pazienti ed utilizzate da migliaia di utenti  in centinaia di Strutture Ospedaliere in Italia e all’estero.

Insomma, il settore della salute digitale e molto ampio e in continua evoluzione. Fino a poco tempo fa i progressi della medicina si muovevano molto lentamente a causa, forse, della natura del sistema sanitario stesso.

La buona notizia è che la tecnologia sta per cambiare tutto, anche qui.

ANTONIO SAVARESE
Napoli, 15 aprile 2015

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