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Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)

Sono un blogger, consulente Web, imprenditore e anche giornalista per non farci mancare niente. Racconto storie in digitale, faccio quello che va tanto di moda chiamare "storytelling" su ogni cosa che abbia un valore da raccontare. Campo insegnando social media marketing presso master universitari e aziende e sono il socio fondatore di NetPropaganda s.r.l, un'agenzia che si occupa di accompagnare aziende e privati a creare la propria identità nel mondo digitale e a fare business, ovviamente. Sono anche l'autore del libro "Rischi e opportunità del Web 3.0" nel quale analizzo gli scenari futuri in ambito digitale, Web e comunicazione, ovvero un libro che mi appioppa la definizione di "futurologo". Sono ferrarese da sempre, nel tempo libero leggo molto, non mi muovo per niente e mi nutro di grassi saturi.

Partiamo da un assioma che è difficile mettere in discussione: lasciando da parte i fanboy, le passioni e le opinioni personali (che in quanto opinioni al momento non ci interessano) ci sono sostanzialmente 5 aziende (che io chiamo le 5 Sorelle) che stanno costruendo tecnologicamente il nostro presente e gettando i ponti per il nostro futuro e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft.

Credits: fastcompany.com

Credits: fastcompany.com

La seguente digressione marchettosa è utile ai fini del post, e quindi mi verrà concessa: scrivevo nel mio libro sul Web 3.0 e sulle tecnologie di domani: “Ci sono delle realtà nel nostro mondo che sono in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non solo delle realtà, anche delle persone.

Persone come Bill Gates (Microsoft) o Steve Jobs (Apple), hanno cambiato le nostre vite. Per sempre.

Questi imprenditori, anche se chiamarli imprenditori mi sembra riduttivo visto l’influenza che hanno avuto sulla vita della comunità, insieme a gente come Sergey Brin e Larry Page (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook) hanno modificato non solo la nostra quotidianità, ma anche i nostri modi di pensare e di approcciarci al resto del mondo”.

Amazon – Jeff Bezos
Amazon ha del tutto cambiato il modo di concepire lo shopping, l’acquisto, il mercato e tutto quello che è “comprare”. In pochi anni è diventato di fatto il più grande negozio del pianeta, il servizio di logistica più importante di sempre (e qua sta la sua vera forza) e un servizio di cloud e di hosting senza precedenti.

Microsoft – Bill Gates
Microsot, l’eterna “data per morta”. Microsoft, l’odiata progenitrice di Windows che gira su tutto. Microsoft, l’azienda che per tutti si sarebbe dovuta estinguere presto. Microsoft, la “madre delle schermate blu”.
Microsoft… l’azienda tecnologica che l’8 aprile ha compiuto 40 anni. Da 40 anni leader del mercato dell’innovazione. Ho detto tutto.

Apple – Steve Jobs
Il Sogno. Apple è il sogno.
“Il Macintosh è più di un computer: è uno stile di vita”. Steve Wozniak.

Apple crea una tecnologia che ha una caratteristica mai avuta prima: è bella, talmente bella da diventare di moda. Apple non solo produce hardware ottimo ma lo rende di moda. E vince. Tutto.

Ok, la doverosa digressione era d’obbligo ma adesso passiamo ai veri protagonisti di questo post, ovvero Google e Facebook.

Brin e Page hanno messo insieme due cose assolutamente geniali con Google, ovvero un indice di tutti i siti presenti in rete ordinato, completamente automatizzato e un modello di business perfetto.

Google nasce come “banale” motore di ricerca e diventa una galassia di servizi: innovazione dopo innovazione Big G cambia il nostro modo di vivere giorno dopo giorno.

Mappatura
Google sponsorizza dei satelliti geostazionari, come GeoEye 1 che gira sopra alle nostre teste a 680 Km di altezza. Attraverso questo tipo di controllo globale ha mappato la Terra (Maps), il cielo (Sky), i mari (Oceans), la Luna (Moon) e addirittura Marte (Mars).

Ricerca
Ognuno di noi fa decine di query su Google ogni giorno, chi più chi meno superiamo mediamente le dieci.

Quando abbiamo bisogno di qualcosa lo cerchiamo su Google, sempre che non sia qualcosa di verticale come ad esempio alberghi, oggetti da acquistare o ristoranti… li entrano altri fattori e Google lo sa bene.

Acquisizioni
Google ha comprato colossi incredibili che gli permettono di tenere un piede dentro alle principali innovazioni oggi presenti sul pianeta. Ha comprato Motorola (per poi rivenderla svuotata dei brevetti) e ha comprato nel 2013 Boston Dynamics ovvero una delle più evolute realtà robotiche presenti al mondo.
E non ci dimentichiamo che ha comprato e reso planetario il successo di YouTube quando nessuno, nessuno, cedeva nei video come settore di mercato concorrenziale e tremendamente penetrante.
Ricordo che ai tempi sentivo gente dire “i video sono morti”. Seeee, morti.

Android
Google è proprietaria di Android, il sistema operativo che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili presenti oggi sul mercato. Non va solo sui cellulari ma anche su orologi e su ogni dispositivo possa portare dentro un processore.
Android è stato fondato da una compagnia di sviluppatori capitanata da Andy Rubin che oggi, guarda caso, è a capo della divisione robotica di Google, ovvero di Boston Dynamics.

In questo scenario che ha del fantascientifico Google si pone come leader innovatore praticamente incontrastato di fronte a una Apple che dalla scomparsa di Steve Jobs è diventata muscolare ma poco innovativa (più ram e processori più veloci non sono innovazione) e alle altre che per quanto leader nei loro settori non brillano per innovazione pura. Tranne… tranne Facebook.

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

L’UNIVERSO DI ZUCKERBERG

Facebook nasce quasi per caso dal gioco, brutale e del tutto fuori luogo, di un ragazzino di Harvard che decide di costruire un sito per mettere a confronto musi di animali con volti di donne: il ragazzino di chiama Mark Zuckerberg e si appresta a cambiare il mondo indossando delle ciabatte Adidas.
Facebook cresce, supera il miliardo di utenti, viene quotato in borsa, passa il miliardo e 500 milioni di utenti superando il numero di abitanti dell’India e piazzandosi dietro solo alla Cina. Facebook non è più un gioco ma un sistema complesso di “controllo delle masse” dove controllo sta per misurazione delle attività delle persone e gusti delle stesse.

FB sa tutto, di tutti: sa con chi parliamo, cosa diciamo, quando, cosa ci piace, di cosa parliamo e con chi, da cosa siamo influenzati. Facebook sa tutto ma non gli basta.

Nel 2013 compra Instagram (qualche filtro fotografico senza un modello di business per la cifra di un miliardo di dollari circa) e un annetto dopo sconcerta il mondo comprando Whatsapp per qualcosa come 19 miliardi di dollari, soldi sufficienti a comprare la portaerei Ronald Regan.

Abbiamo capito, il valore per Facebook sono le persone, il numero enorme di persone, di fatto tutte le persone. Ma per farci cosa?
Il valore sono gli esseri umani, tipo Matrix, i dati che le persone generano e continueranno a generare sempre di più. Il valore sono i gusti degli individui e le loro relazioni, Facebook l’ha capito prima degli altri e lo sfrutta come nessun altro.

Mentre Google fatica a mantenere in crescita il proprio modello di business a causa dell’idiosincrasia che le persone mostrano verso ogni forma di pubblicità (anche se il fatturato di Big G rimane enormemente superiore a quello di FB) Facebook si proietta nel futuro, passando anche dall’Internet delle cose.

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

Cosa vuol dire Internet delle cose?
E’ un’evoluzione di Internet in cui le cose, gli oggetti anche di uso comune, sono in grado di interagire tra loro ed accedere alla Rete e a tutti i dati in essa contenuti, per poter acquisire “l’intelligenza” necessaria a svolgere compiti complessi.

Anche qua, come avrete capito, è tutta questione di protocolli e di linguaggi: se le cose saranno in grado di parlarsi e di sentirsi tra loro lo dovranno fare nella stessa lingua, ma una volta raggiunto un accordo (e qua si parla più di politica economica che non di tecnologie), il pianeta sarà una vera e propria selva di sensori e dispositivi che parleranno tra loro.

Da questo universo tracciato, mappato tecnologicamente, potremo estrapolare ogni forma di informazione, di scienza e di applicativo.

E chi fornisce la piattaforma per fare si che tutto si parli e tutto comunichi formando la più grande intelligenza artificiale collettiva? Ma guarda un po’, Facebook.

“Durante la conferenza di apertura dell’F8, l’evento dedicato agli sviluppatori in corso a Fort Mason, Ilya Sukhar ha annunciato il rilascio di Parse per l’Internet of Things. Parse è la piattaforma mobile di Facebook dedicata a chi vuole sviluppare app senza curarsi degli aspetti più tecnici come storage, backend, server, cloud, analytics e dopo smartphone e tablet è già aperta da tempo ad accessori come Arduino. Il passo alla domotica, quindi, è più breve di quanto si possa pensare.”
(fonte)

Quindi FB non si limita a far parlare zii e cucini ma fa parlare ogni oggetto presente su questo pianeta con tutti gli alri e se pensate che questo pianeta conta circa 8 miliardi di device connessi a Internet allora beh, il chiacchiericcio delle cose diventa Big Data.

Nel mentre succede anche che il social blu pensa di uscire dai proprio confini, quei enormi confini da un miliardo e mezzo di utenti, con una piattaforma chiamata Atlas che serve a fare pubblicità sugli utenti Facebook fuori da Facebook, ovvero stai sul social blu che sa tutto di te, esci e vai su siti affiliati i quali sanno tutto di te, grazie a quello che gli dice FB.

Forte, eh?

facebook_vs_google_robots.top

FACEBOOK È “IL NUOVO GOOGLE”

Qualcuno mi ha detto che sì, tutto questo è vero, ma oggi Google grazie ad Android sa dove siamo tutti noi in ogni momento. Verissimo, ma lo saprà anche FB quanto tutti i dispositivi parleranno e comunicheranno attraverso di esso.

Qualcuno mi ha detto che Google ha un piede in tutte le tecnologie più impattanti del prossimo futuro. Vero, ma FB sta lavorando esattamente in questa direzione e questa, quindi, è innovazione.

Qualcuno mi ha detto che su Google Plus le community hanno altri gradi di interazione. Probabilmente è vero, ma alla casalinga di Voghera (che è la discriminante per il successo di una piattaforma rispetto a un’altra) non interessa molto Google Plus.

Qualcuno mi ha detto che le persone sono su Facebook solo per cazzeggiare mentre su Google ci sono servizi utili. Si, vero, ma FB è stata la prima azienda a trasformare il cazzeggio in una fonte di business.

Qualcuno mi ha detto che le 5 Sorelle si spartiranno il mondo tecnologico da brave appartenenti a un cartello con Google=Hub, Facebook=Piazza, Amazon=Market place, Apple=Piattaforma Microsoft=Office e SO.
Probabilmente anche questo è vero ma mi pare che la battaglia per la conquista del mondo digitale sia decisamente aperta e aspra e che specialmente penda sempre da qualche parte, non sia mai bilanciata.

Facebook ha miliardi di conversazioni al giorno da leggere, guardare, monitorare, misurare. Facebook ha monetizzato il cazzeggio. Facebook è nei tuoi messaggi privati, qualunque cosa usi.

Facebook permetterà il passaggio di danaro attraverso Messenger (l’avevo dimenticata, ma Mark no…. ecco cosa se ne fa di Messenger oltre che Whatsapp).

Facebook permetterà alle cose di comunicare tra loro attraverso di lui, divenendo di fatto un Hub come non si è mai visto prima.
Facebook permetterà ai siti partner di guadagnare sulla sua stessa mole di dati e sulla conoscenza degli utenti.

Non lo so cosa accadrà tra 5 anni, giuro che non lo so come non lo sa nessuno, ma quello che so è che in questo momento, nel preciso momento in cui scrivo, Facebook è certamente la piattaforma e l’azienda che maggiormente sta correndo per innovare, in alcuni casi inseguendo gli altri ma pur sempre correndo più veloce.

Direi che ‘sti ragazzi ci sanno fare, no?

RUDY BANDIERA
Ferrara, 13 aprile 2015

41 risposte a “Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)”

  1. Enzo Barone scrive:

    Più chiaro di così!

  2. Fulvio scrive:

    ciao Rudy, articolo interessantissimo, che quoto appieno.
    un solo appunto Amazon non è il più grosso negozio del pianeta. Pur essendo un marketplace il più grosso in assoluto è Aliexpress .. con oltre il doppio del fatturato di amazon ..

  3. Carlo Ferrieri scrive:

    questo articolo dice che facebook ci ha in pugno e che sta innovando per risultare ancora più presente nelle nostre vite…dovremmo evitarlo,io non sono su facebook,ne su instagram ma quanto meno whatsapp lo uso…

  4. Fabio Sestu scrive:

    Interessante articolo!

  5. Francesco Prato scrive:

    Direi che un Attimo è Esattamente l’inverso,nel senso che quello che Tu
    Rudy Bandiera scrivi,secondo Me,non è proprio vero,perchè con molta
    Educazione,ti debbo Confutare le tue tesi,in quanto,e faccio solo il Riassunto,i giovani di oggi,e in generale la gente più comune del Nostro Tempo,non sa usare il computer e le tecnologie informatiche tutte in genere,poichè le usano tutti quanti solo per giocare e per divertirsi,non per Lavorare,e di conseguenza Mangiarci,Guadagnarci e Togliersi Soddisfazioni,e Desideri,e quindi non Maturano Mai,e servono solo con quel tipo di lavaggio del Cervello,a spendere soldi sulle Aziende Produttrici.Sono Tutti e Tutte Frustate/i,in quanto poi,Io ho un Eccellente Curriculum,le Aziende,al momento in cui Richiedi l’Assunzione,Vogliono,se non addirittura Pretendono,programmi informatici anche assurdi,tipo per esempio,Sap,Zucchetti,As 400,ed esperienza,e i professori nelle scuole,con tutto ciò che si parla di Informatica e Lavoro da una Vita,non so perchè non Educano,non Smuovono le Menti e le Coscienze,e quindi promuovono molto semplicemente,fino al punto che spesso per strada,oltre che incontrare tanta maleducazione e scortesia,trovo gente,ragazzi,che non sanno che la Toscana è un Continente o una Provincia,oppure se Cisterna di Latina,si trova in Provincia di Roma o di Rieti!E’ tutto diventato un Esamificio.Ma ho notato,che quando Insegni,Educhi.come educo Io,i Ragazzi,la Gente,si Appassiona,e mi Segue e Impara a furor di Popolo.E’ ovvio che se Pensiamo sempre gli Stessi,e mangi giocando con il computer,con lo smartphone ecc,le cose non Cambieranno Mai.Con la Grave Crisi che c’è,non arrivi alla seconda settimana del mese,si suicidano,chiudono aziende in continuazione,vai quasi solo ai concerti musicali quando esci,se tu spendi soldi solo in quel modo,è chiaro che secondo le Aziende non torna nulla,perchè fin da piccolo non mi hai voluto seguire,non hai studiato,se non addirittura stimolato a fare l’inverso,e di conseguenza non Assumono.Se tutti ci Univamo,e facevamo Pressioni,e Spingevamo verso l’Alto,le Cose Cambiavano,e le Aziende in quel Numero,si Adeguavano.

  6. Vero! Le due aziende che si contendono il futuro sono google e facebook.fanno continuamente acquisizioni. Noi siamo il parco buoi o meglio, gli spettatori 🙂

  7. SAG scrive:

    1. se non sistemi i typo ti banno.
    2. non concordo con quello che dici. Google è molto più avanti sull’innovazione in generale, considerati tutti gli investimenti che stanno facendo in ambito medico (tecnologia dedicata alla chirurgia), culturale (digitalizzazione di migliaia di libri) e nella mobilità (Car Driveless).
    Facebook potrà rielaborare quanto vuole a livello di mkt i big data che sta raccogliendo da interessi e conversazioni, ma l’impatto di Google nel passato e nel futuro e in campi così differenti difficilmente potrà essere minimamente raggiunto. IMHO ha superato anche l’impatto di Apple degli ultimi 10 anni.

    • Rudy Bandiera scrive:

      si diceva lo stesso di MySpace, in effetti…

    • Ulderico Liberatore scrive:

      Concordo, Facebook senza Google non esisterebbe. E di tutte le innovazioni è la più blanda, inconsistente. Andiamo su facebook perchè google con i suoi algoritmi ci fa risparmiare tempo che poi butteremo, CAZZEGGIANDO, su FB. La vera battaglia è tra Google e Apple e sarà incentrata tutta sulla robotica e intelligena artificiale.

  8. Gabriele Marazzi scrive:

    Si bell’articolo pero in parte atlas è un tentativo di facebook di coprire il gap nei confronti di AdWords e Parse serve come tentativo di coprire il gap che facebook ha verso la google cloud platform che di per se è già una piattaforma dove passano tantissimi dati dell’IoT essendo la più scalabile e performante attualmente sul mercato.

  9. mvenier scrive:

    Diciamoci la verità: lei non solo non so cosa accadrà tra cinque anni, ma non sa neanche cosa è accaduto due o cinque anni fa.
    Amazon, Facebook o Microsoft – al di là del successo commerciale, che ha solo a che che fare col passato e col presente… nessuna azienda al mondo ha mai avuto successo commerciale col futuro – sono definitivamente il passato. Sopravviveranno, come sopravvive una Siemens, una General Motors o una Hitachi. Ma niente più di quello. Non indicheranno mai più una strada. Sono passato.
    Apple e Google hanno qualche carta in più da giocare… ma bisogna vedere come giocheranno queste carte.

  10. Vincenzo Santamaria scrive:

    Ho smesso di leggere l’articolo quando Arduino è stato chiamato “accessorio”..

    • Rudy Bandiera scrive:

      hai fatto bene, questo è l’approccio corretto alle cose. Grazie mille.

      • Vincenzo Santamaria scrive:

        Quindi secondo te Arduino e i microcontrollori in generale sono degli accessori e non i protagonisti dell’internet of the things?

        • Rudy Bandiera scrive:

          sono protagonisti eccome. Non è che tutto quello che no scrivo come vuoi t è per forza il contrario di quello che penso io. E’ un post “divulgativo” e come tale ho scritto per divulgare, non ai tecnici. Spero ti basti come risposta. E grazie mille per il commento, se vuoi adesso puoi continuare a leggere 🙂

  11. Francesco Vernelli scrive:

    Scusa se mi permetto ma le argomentazioni e i contenuti di questo articolo mi sembrano davvero deboli, a tratti banali. Forse non rientro nel target di riferimento, ma mi pare una trattazione superficiale e con poche vere informazioni che non mi sarei aspettato di vedere su CheFuturo!.

    • Utonta Niubba scrive:

      Sono favorevole al gonbroddoh ebraico.
      Ma non all’ipotesi di un gonbroddoh;
      proprio al dominio ebraico sul Mondo, magari attraverso le scie chimiche.
      Tanto l’alternativa quale sarebbe?
      Se comandano loro su di noi e non viceversa ci sarà pure qualche motivo, se l’umanità comanda sui maiali e non viceversa ci sarà pure qualche motivo.

  12. Quant’è bella giovinezza,
    Che si fugge tuttavia!
    Chi vuol esser lieto, sia:
    di doman non c’è certezza.

    di Lorenzo de’ Medici

    Bello l’articolo, anche interessante e non del tutto banale, ma predire il futuro in un mondo così veloce mi sembra arduo, forse nell’immediato ci si becca ma sulla lunga distanza l’attendibilità diventa molto scarsa, è come fare le previsioni del tempo oltre le due settimane.

    C’è una osservazione che però mi è venuta in mente da alcuni commenti: Siamo sempre meno lupi e sempre più cani.
    Tento di spiegarla velocemente:
    Agli albori dell’informatica, del web e di tutto ciò che vi compete c’erano pochi ma agguerriti esploratori, c’era una lotta per la supremazia di quel mondo, per la sopravvivenza, c’era passione, curiosità, c’erano un sacco di errori e di brutture ingenue, c’era la voglia di fare e poco altro.
    Adesso sono tutti nei Social; hanno riempito questo mondo, millioni, miliardi, che stanno li a perdere tempo, come il cane che tanto la pappa pronta ce l’ha e perciò non ha nessuna intenzione di andare a caccia. Sono lì e non si accorgono che la pappa è sempre più avariata, che la rivoluzione non è altro che una semplificazione, che gli hanno reso la vita più facile togliendogli però qualcosa (a voi la libertà di definire quel qualcosa).
    Continuiamo a fare i cucciolotti affettuosi e giocherelloni, ma dall’altra parte chi c’è?

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