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Perché per riqualificare sono importanti le persone e non solo le idee

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

Qualche anno fa ero a Maratea, ospite come relatore a un convegno. La cornice era splendida: una villa a picco su un Tirreno capriccioso, all’inizio della primavera. Ero lì a raccontare l’esperienza di Co/Auletta, un progetto di riqualificazione che avevo seguito, nei mesi precedenti, con snark e grazie all’impegno e alla capacità di generazione di cambiamento di Rena. Un progetto importante che oggi mi permette di parlare con maggiore cognizione di causa di Next Snia Viscosa, call per progettisti, ricercatori e professionisti interessati a partecipare alla costruzione di una visione di cambiamento per l’ex stabilimento Snia Viscosa di Rieti. Un concorso organizzato insieme al Comune di Rieti e a Monte dei Paschi di Siena, proprietaria di buona parte dell’area interessata dal processo di rigenerazione.

UN NUOVO MODO DI INTENDERE GLI APPALTI PUBBLICI

Oggi si parla di rivoluzionare la gestione degli appalti pubblici, allora si facevano piccoli passi nella direzione di un cambio di paradigma. A partire da un concorso di idee, Co/Auletta per l’appunto, in cui si cercavano dei contributi per cambiare la sorte di un borgo in provincia di Salerno rimasto distrutto dal terremoto del 1980. Un “parco a ruderi” era la suggestione di partenza. Per dettagliare la proposta, cercavamo figure professionali in grado di coprire tutta la filiera della progettazione e della gestione di un asset turistico riqualificato. Dall’architetto alla struttura ricettiva. Per farlo, abbiamo tolto qualsiasi vincolo di riservatezza.

I partecipanti al bando non solo erano tenuti a dichiarare la propria identità, ma anche a contribuire a una mappatura condivisa di casi studio, benchmark e buone pratiche in tutto il mondo.

Tutto questo non a porte chiuse, senza sigle su buste sigillate, ma online, su una mappa aperta, durante il periodo di apertura della call.

Credits: ws.taylorprotocols.com

Credits: ws.taylorprotocols.com

IL METODO DEL CONFLITTO

Torniamo a Maratea. La giornata fu burrascosa come il mare che si agitava cento metri sotto i nostri piedi. Il direttore della scuola che ci ospitava ci chiese di raccontare il percorso di Auletta. Una manciata di minuti dopo aver iniziato la nostra relazione, ci iniziò a interrompere con (poco argomentate) perplessità e gesti di fastidio. Più tardi ci spiegarono il trick: è il suo metodo di gestione della multidisciplinarità e della co-progettazione, ci dissero gli alunni della scuola, attraverso il conflitto. Il conflitto che genera guizzo creativo.

Noi contro voi. Il nostro approccio contro il vostro. Così siamo spinti a dare il meglio.

Ci misi un po’ ad accettare che davvero non si trattasse semplicemente di antipatia.

A ripensarci oggi, al netto del prurito, mi sembra ci siano indicazioni interessanti dietro quella storia, così come dietro il modo in cui abbiamo gestito Auletta. Un paio di cose non le abbiamo molto azzeccate. Per esempio, abbiamo chiesto delle bozze di progetto come materiale da presentare per un concorso di idee. È una cosa abbastanza normale, penserete voi.

Eppure, se ci pensiamo, abbiamo buttato via delle idee, praticamente tutte.

Il gruppo di lavoro selezionato si è trovato ad Auletta e ha lavorato su un “terreno comune” stravolgendo i propri propositi di partenza. Detto questo, quei propositi – quelli delle cinque application selezionate e quelli delle altre cinquanta abbondanti – sono stati prodotti – con sforzo di lavoro e di intelligenza – e poi cestinati. Se lavoriamo sull’intelligenza collettiva non possiamo fare così.

A RIETI UN ESPERIMENTO DI RIGENERAZIONE URBANA

Per questo adesso, a Rieti, abbiamo impostato un bando particolare. Next Snia Viscosa è un esperimento di rigenerazione urbana, la cui prima fase è una open call – aperta fino al 31 marzo 2015 – che non cerca idee ma persone. L’obiettivo è costruire un gruppo di lavoro interdisciplinare che definisca e promuova una visione di sviluppo innovativa e sostenibile, internazionale e radicata nel territorio per riqualificare il complesso dell’ex Snia Viscosa, a Rieti, un’area fortemente identitaria per la città.

Credits: nextrieti.it

Credits: nextrieti.it

Cosa succede a queste persone? I candidati selezionati verranno invitati a partecipare a un periodo di residenza, a Rieti, nel maggio di quest’anno, per progettare insieme il futuro della Snia Viscosa e della città. Qui veniamo al punto, anzi torniamo con il pensiero a Maratea e ad Auletta. I progettisti del parco a ruderi furono accompagnati durante un weekend di workshop intensivi dove si annusarono e iniziarono a lavorare insieme. Una volta costruito un “terreno comune” di progettazione, non furono più assistiti da noi. E quello fu un problema.

Lo diceva anche Peter Galison, in Image and Logic, quando si è trovato a capire il caso della Room 4-133, una stanza del Red Lab dell’MIT creata nel 1940 dove per la prima volta si trovarono insieme la comunità scientifica di fisica sperimentale e quella di fisica teorica. Non esiste, secondo Galison, una “soglia” di traduzione tra le prime due comunità, ma un “territorio di attrito”, una Trading Zone, in cui la compresenza, la prossimità spaziale, le pratiche implicate consentono la nascita di una zona neutra, di una comunità “creola”, di un “pidgin”. “I fisici e gli ingegneri della Room 4-133, quando montano insieme un nuovo circuito, non sono impegnati in processi di traduzione, né producono commenti “neutrali”: stanno semplicemente lavorando a un nuovo, potente linguaggio, valido localmente, che possa coordinare le loro azioni.” – dice Galison.

È la potenza di un luogo. Di uno spazio da pensare insieme come luogo.

Altro che conflitto: lì c’è un terreno dove smaterializzare e riterritorializzare la propria disciplina, per il bene comune di un territorio.

Ci auguriamo che Rieti sia quella “trading zone” che alimenti cambiamento, sostenibilità, e che soprattutto dia il la a nuove visioni di sviluppo per i nostri territori de-qualificati.

GASPARE CALIRI*
26 marzo 2015

(*Gaspare Caliri è Designer dei servizi e Community manager)

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