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don Danilo Magni. Foto: La Stampa

Don Danilo, il prete startupper che finanzia l’innovazione sociale

Giornalista per passione, maestro per caso e con amore, scrittore. La mia università sono state le strade del mondo: i vicoli di Palermo, le vie polverose del Mozambico, del Senegal, della Siria, della Giordania; le baraccopoli di Nairobi; i grattacieli di Shanghai e le lezioni di resistenza degli zapatisti nella Selva Lacandona. Ho operato per dieci anni in carcere fondando il giornale “Uomini Liberi”. Scrivo per “Il Fatto Quotidiano” dove tengo anche un blog e “Altreconomia”. Curo inoltre la rubrica “L’Intervallo” su Radio Popolare. In classe cerco di far lezione con innovazione che è anche rivoluzione per la scuola italiana.

Danilo Magni è uno startupper con la tonaca. Quando è entrato in seminario non avrebbe mai immaginato di celebrare la Santa Messa e occuparsi di neo imprese. Oggi è la sua vocazione: da anni è tra i più attivi consulenti e realizzatori di start-up nel Nord Italia. E dalla scorsa settimana, alla presenza del primo cittadino di Torino Piero Fassino e dell’Arcivescovo Cesare Nosiglia, ha dato vita a “Colliders” , il primo acceleratore italiano partecipato da una congregazione religiosa, i Giuseppini del Murialdo.

Un tempo si chiamavano “Artigianelli” ed erano nati per esercitare i ragazzi nel mestiere di fabbro, falegname, tipografo, legatore. Erano il prototipo delle starttup, si occupavano già allora dei giovani mettendo al centro il lavoro.

Centocinquant’anni dopo la missione dei Giuseppini non è cambiata. Anzi è stata capace di innovarsi grazie ad un prete che è uscito dalla sagrestia e dal confessionale, per creare occupazione. Don Magni lo fa con una convinzione: fare impresa sociale, reinvestire i guadagni nel progetto stesso, tolti ovviamente i compensi per i lavoratori.

“SOCIAL FARE”, IL PRIMO CENTRO IN ITALIA PER L’INNOVAZIONE SOCIALE

Il prete startupper, è presidente della Social Fare srl di Torino, che ha come mission catalizzare, generare ed innovare soluzioni per il bene comune: ricerca, design di prodotto/servizi e modelli di imprenditorialità per promuovere e sostenere il cambiamento e generare valore economico dal valore sociale. “SocialFare – spiegano gli ideatori – sviluppa ideazione e progettazione sulle cosiddette sfide sociali, integrando l’esperienza delle persone, la conoscenza delle comunità di pratica, la tecnologia esperta e l’azione sociale per portare sul territorio sperimentazioni di soluzioni smart che colgano nuovi bisogni e sviluppino servizi di comunità, imprenditorialità sociale, sostenibilità e reti”.

Oggi lo storico collegio “Artiginelli” accoglie gli spazi di sperimentazione e condivisione di Social Fare, offrendo una struttura flessibile e dinamica adattabile a diverse esigenze: spazi di progettazione, sala coworking, sale riunioni, sala conferenze, una mensa, un teatro, un caffè, aule di formazione.

don Danilo Magni. Foto: La Stampa

don Danilo Magni. Foto: La Stampa

Ora il don con la passione per l’economia ha dato vita da qualche giorno ad un ultimo progetto: in via Maria Vittoria, sotto la Mole, è nato un luogo aperto per accelerare conoscenza, innovazione e imprenditorialità ad impatto sociale. Uno spazio per immaginare e dare forma a nuovi modelli di welfare e di ingaggio tra decisori pubblici e privati, nei campi della finanza, del terzo settore e della nuova imprenditorialità sociale. L’iniziativa intende sviluppare la propria attività lungo tre aree di azione verticali: coinvolgere, formare, accelerare, attraverso tre strumenti trasversali, la tecnologia, la finanza e l’internazionalizzazione.

Una nuova sfida che vede in prima fila don Danilo che in questi anni ha già dato vita a diverse startup, interpretando in maniera attuale il messaggio evangelico.

La Chiesa del prete startupper non è solo quella delle veglie e dei campi scuola ma è calata nella realtà, pronta a dare risposte alla crisi economica e alle difficoltà dei giovani.

Sua l’idea di far nascere il Gruppo Spes che nel 2013 ha acquisito la licenza esclusiva per la produzione e commercializzazione di prodotti di cioccolato a marchio “La Venaria Reale”: una nuova veste e una nuova linea di prodotti progettati ad hoc che rievocano il brand museale.

Credits: socialfare.org

Credits: socialfare.org

Social Fare ha sviluppato anche il business plan strategico di Villa Rizzi nata come centro di socializzazione al lavoro e fattoria didattica specializzato nella produzione e confezionamento di erbe officinali biologiche, situato nel comune di Sardagna. E ancora la startupDinamoCoop”, impresa sociale di tipo B, nata nel 2013 con lo scopo di aggregare abilità artigianali e capacità tecniche a sostegno di servizi per aziende e privati. Il valore sociale d’impresa si riflette nel ruolo centrale delle persone: esperti maestri e tecnici accompagnano giovani e adulti verso nuovi lavori e nuove manualità, dando vita all’offerta multi servizi di “DinamoCoop”.

Quando di dice che le vie del Signore sono infinite.

ALEX CORLAZZOLI
17 marzo 2015

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