Menu
+
Chiudi

Columbro: “Metti un Fablab nel deserto: in Burkina Faso è già terza rivoluzione industriale”

A noi di CheFuturo! piacciono le storie. Ecco perché in questo spazio trovate i racconti di innovazione che ci sono arrivati direttamente dalla rete. Per raccontarci le vostre idee e progetti potete utilizzare la pagina "Raccontaci la tua Storia". Vi aspettiamo.

Dimenticate i garage della Silicon Valley. I nuovi protagonisti di quella rivoluzione tecnologica che è la fabbricazione digitale si ritrovano sotto il sole, a sud del Sahara.

Gildas Guiella (@gilckris) è uno di loro. Della generazione di Mark Zuckerberg (30 anni, come il fondatore di Facebook), appassionato di informatica, ma soprattutto di tutto ciò che è open source e utile alla comunità, è il fondatore del primo fablab dell’Africa francofona, avviato dopo la sua partecipazione alla manifestazione InnovAfrica nel 2011, in Burkina Faso. ouagalab

Lo incontro a Ouagadougou, la capitale, in un giorno di febbraio in cui il termometro segna 38 gradi. Dopo aver attraversato la città in motorino, arriviamo nel quartiere periferico di Kalgondin, dove Gildas mi mostra un cortile deserto, pecore e tanta sabbia: “Ecco dove sorgerà la sede del nostro OuagaLab”. E quando comincia a raccontarmi dei suoi progetti è un fiume in piena. Gildas è entusiasta di sapere che chi lo sta intervistando arriva proprio dalla regione d’Italia, il Piemonte, dove è nato quella che lui definisce “la migliore invenzione del secolo”: Arduino. Che Gildas vorrebbe utilizzare per un impianto di monitoraggio della qualità dell’aria della capitale: sensori di Co2 collegati con led rossi e verdi per segnalare i luoghi e le ore in cui l’inquinamento è al massimo oppure al minimo. “L’amministrazione potrà usare questi dati e migliorare la viabilità”, spiega Gildas, sicuro di ottenere l’approvazione delle autorità cittadine.

bootcamp a dakar pour la rÇalisation d'une CNC  (1) copia (1)

In dotazione del OuagaLab c’è una fresatrice a controllo numerico, costruita durante un workshop di quattro giorni a Innovafrica, e una pala a motore eolico, destinata a diventare la fonte di energia sostenibile del nuovo OuagaLab. Ancora nessuna stampante 3d, ma “sarà portatile, grazie al motore eolico, e con plastica riciclata produrremo l’inchiostro”.

La costruzione del OuagaLab ora dipende da una raccolta di crowdfunding avviata ad aprile sulla piattaforma KissKissBankBank, con il sostegno di Fabrique Citoyenne” , associazione francese che come obiettivo quello di aiutare l’emergere di progetti di innovazione sociale, in Francia e nel mondo.

Per ora i donatori sono solo 39, per un totale di 1900€ euro sui 7070 necessari alla realizzazione del progetto, ma “più di mille persone hanno visitato la pagina e speriamo in un loro sostegno”, dice Bernard Brunet di Fabrique Citoyenne.

gildas3

In Burkina Faso solo 16 milioni di abitanti solo il 3% ha accesso a internet e meno della metà è alfabetizzato. Ma Gildas è un sognatore che non si ferma davanti alle statistiche:  “Un fablab è esperienza pura di apprendimento e condivisione, quello che ci vuole in un contesto come quello dell’Africa subsahariana”.

2 giugno 2014
Donata Columbro

Una replica a “Columbro: “Metti un Fablab nel deserto: in Burkina Faso è già terza rivoluzione industriale””

  1. Lorenzo Isotti scrive:

    Complimenti a Gildas e complimenti anche alla redazione di chefuturo.it capace di scovare notizie così entusiasmanti che danno un segno concreto di come si può cambiare il mondo con idee e competenze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli di: Storie

Storie
Tutto su Storie

Potrebbero interessarti anche

in by Storie
+
+
Impostazioni Articolo
Dimensione dei caratteri
aA
aA
aA
Sfondo:
Giorno
Notte
Testo:
Moderno
Classico
Alta leggibilità
ok