• http://italianindie.com Samuele

    Il problema qua a casa nostra è che lo Stato e i vari rappresentanti invece di fermarsi a pensare a cosa è meglio per gli Italiani si preoccupa di una corporazione.
    Cioè perché io cittadino non posso scegliere qual è la soluzione più adeguata alle mie esigenze?
    Perché i tassisti hanno pagato una licenza cara e così se la vedrebbero deprezzata? Capisco il problema, ma invece di far pesare questo intoppo sui cittadini e sul sistema (già rallentato di suo) perché non cogliere l’opportunità di semplificare.
    Magari che ne so i tassisti che hanno pagato la licenza potrebbero avere delle detrazioni fiscali in modo da andare a pari.

    La competizione non solo migliora il servizio, ma anche il mercato.
    Se ci sono solo i tassisti la qualità peggiora, se c’è solo Uber, idem. Se ci sono entrambi non solo daranno il meglio, ma anche i clienti finiranno per essere più informati e più propensi a investire in un servizio di cui comprendono l’utilità.

  • matteo

    Gentile Roberto,
    trovo questo intervento molto interessante perché mette in evidenza un passaggio significativo, che potrebbe essere reso meno traumatico da un intervento forte delle istituzioni.

    Premesso che non ho alcun interesse di parte (non sono tassista e non sono mai stato utente di Uber), considero la questione corporativa uno scoglio superabile.

    Se il timore dei tassisti è legato all’investimento per la licenza, questo
    timore potrebbe essere lenito applicando delle agevolazioni fiscali che in modo scalare permettano di ammortizzare la spesa nel corso degli anni.

    Se, invece, la tensione è dovuta alla perdita di una rendita di posizione e alla paura per la concorrenza emergente, allora quello che i tassisti possono fare è dare un maggiore valore aggiunto al proprio servizio. Per esempio offrendo consulenza sulla città, offrendo musica selezionata, mostrando riservatezza o consiglia sul territorio a richiesta.

    Perché in effetti, per le poche volte che ho preso il taxi, la mia impressione non è stata quella di usufruire di un servizio pubblico, ma quella di entrare in uno spazio privato che mi venga concesso gentilmente e a caro prezzo.

    Detto questo, le generalizzazioni sono odiose. Tuttavia pensare a strategie che possano integrare molteplici servizi di trasporto per i cittadini e per i turisti è una necessità che offre immediati vantaggi agli utenti e forse futuri ricavi a chi si sappia adattare.

    Oltretutto la protesta dei tassisti ha avuto la paradossale conseguenza di dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica su un servizio ancora poco conosciuto, offrendo così pubblicità gratuita e grande visibilità.

  • Guest

    Gentile Roberto,
    trovo questo intervento molto interessante perché mette in evidenza un passaggio significativo, che potrebbe essere reso meno traumatico da un intervento forte delle istituzioni.

    Premesso che non ho alcun interesse di parte (non sono tassista e non sono mai stato utente di Uber), considero la questione corporativa uno scoglio superabile.

    Se il timore dei tassisti è legato all’investimento per la licenza, questo
    timore potrebbe essere lenito applicando delle agevolazioni fiscali che in modo scalare permettano di ammortizzare la spesa nel corso degli anni.

    Se, invece, la tensione è dovuta alla perdita di una rendita di posizione e alla paura per la concorrenza emergente, allora quello che i tassisti
    possono fare è dare un maggiore valore aggiunto al proprio servizio. Per esempio offrendo consulenza sulla città, offrendo musica selezionata, mostrando riservatezza o consiglia sul territorio a richiesta.

    Perché in effetti, per le poche volte che ho preso il taxi, la mia impressione non è stata quella di usufruire di un servizio pubblico, ma quella di entrare in uno spazio privato che mi venga concesso gentilmente e a caro prezzo.

    Detto questo, le generalizzazioni sono fastidiose. Tuttavia pensare a strategie che possano integrare molteplici servizi di trasporto per i cittadini e per i turisti è una necessità che offre immediati vantaggi agli utenti e forse futuri ricavi a chi si sappia adattare.

    Oltretutto la protesta dei tassisti ha avuto la paradossale conseguenza di dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica su un servizio ancora poco conosciuto, offrendo così pubblicità gratuita e grande visibilità.

  • adrianop

    Solidarietà per la persona aggredita a parte,non condivido.Se ci sono leggi che impongono modalità precise di prenotazione non si può aggirarle in nome di un progresso inevitabile.Prima bisogna modificarle tenendo conto degli interessi di tutti,poi si applicano le nuove tecnologie conformemente a quanto stabilito.Altrimenti si codifica il principio secondo cui “il mio è mio.Sul tuo possiamo sempre discutere.”