• adrianop

    I ragazzi hanno bisogno di essere educati all’uso della vita.Se non vengono forniti gli strumenti di difesa dagli attacchi maligni generici ci sarà sempre qualcuno dalle minori risorse protettive autonome che sarà vulnerabile ai pericoli della rete come da quelli tradizionali.Internet non è portatrice di insidie nuove ma ha reso più immediate,sofisticate e semplici quelle vecchie.Cercare di risolvere il problema limitandone l’uso o cercando di costruire barriere oggettive non credo che serva.Serve far crescere i ragazzi e far loro capire,ad esempio, che gli insulti virtuali sono solo messaggi di un cretino da prendere per quello che valgono.Nulla.

  • Alessio Moiso

    Non posso che trovarmi in disaccordo: se un genitore compra un cellulare con accesso ad Internet (o un computer, o un tablet) deve conoscerne i rischi. Se un genitore comprasse un giocattolo con degli spuntoni, o sprovvisto del marchio CE, tutti gli darebbero la colpa: perché i dispositivi elettronici dovrebbero avere un trattamento diverso?

    Non si può pretendere di vivere nel 2014 senza conoscere Internet, con tutti i suoi vantaggi ed i suoi rischi, sia che tu sia un genitore, sia che tu sia un insegnante.

  • Mauro Boccuni

    Sono anche io insegnante e anche formatore multimediale. Sono totalmente d’accordo con quanto sostiene rispetto alle finalità formative per le coscienze familiari e dei docenti di ogni ordine e grado. Purtroppo, le famiglie o ignorano o sottovalutano le conseguenze del rapporto che si viene instaurando tra i dispositivi mobili/pc e i giovani utenti. Dispositivi di cui, tra l’altro gli stessi giovani, ignorano la potenzialità effettiva, ma che frequentano con una forma di ossessività onanistica, se mi consente :) , osservando questi apparecchi e il loro mondo luccicante prevalentemente dal punto di vista di due social: FB e YT.
    Io non accetto la loro amicizia e loro sanno anche perché.
    A scuola, io uso il mio tablet per ragioni didattiche così come la LIM.
    Abbiamo un gruppo aperto da un altro docente che mi ha preceduto.
    Uso molto i social per motivi didattici, ma loro non lo usano nonostante le mie “istruzioni” alla partecipazione.
    Spiano, spettegolano, si lanciano invettive, insulti, appunto sfiorano o sfondano il confine del cyberbullismo. Puro istinto tribale, alla Golding :)