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11 passi fondamentali per capire perché una carota non può curare il cancro

24 anni, biotecnologo e blogger con la passione per la fotografia. E’ laureato in Scienze e Tecnologie Biomolecolari e Cellular and Molecular Biotechnology all'Università di Trento. Lavora nel campo della vita artificiale. Insieme ad altri cinque colleghi nel 2012 ha creato un batterio per la pulizia del marmo dai residui dello smog. Ha fondato Open Wet Lab, la prima associazione di biohacker in Italia.

Marzo 2013, Italia 1. E’ in onda l’ultimo servizio delle Iene. 
Questa volta parlano di dieta alcalina come cura per il cancro: mangiando verdurine non ci si ammala; anzi, si previene una di quelle malattie che proprio non riusciamo a sconfiggere.
Una terapia “alimentare” che potrebbe essere usata anche al posto di quelle convenzionali. Sono quei momenti in cui ti sale la rabbia. Ti chiedi come possa essere permesso parlare di temi cruciali per la salute della cittadinanza, così, senza il minimo scrupolo.

Anche perché di questi tempi basta voltare lo sguardo per trovare un vegano. Apri Facebook e trovi Tizio Veg Caio. Scopri che alcune persone ti rimuovono dai propri contatti dopo aver letto il tuo articolo sulla sperimentazione animale: sono vegane. Ci sono incontri sui benefici della dieta vegana tutte le settimane. E’ il pieno boom di un movimento che, nato negli anni ’40 dallo scisma con i vegetariani, trova sempre più seguito grazie ai nuovi mezzi d’informazione.

Oggi, come avrete capito, parliamo di verdurine.

Benvenuti nel fantastico mondo dei vegani.

Ognuno è libero di scegliere la propria dieta, sia chiaro. E la dieta vegetariana, di per sè, non è niente male, anzi. Il problema è quando si arriva all’estremismo (nella diete come in ogni cosa). Quando per giustificare le proprie scelte si chiamano in causa le branche più estreme della pseudoscienza e del complottismo cominciano i problemi —e lo abbiamo già visto. E’ facile cadere nella trappola. Le teorie complottiste di frontiera sono affascinanti. Comode, quasi. E i rischi non sono pochi.

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1. DEI VEGETARIANI “BUONI”
Si parte dai vegetariani.
 Come saprete, alla base della dieta vegetariana c’è la totale eliminazione della carne. Chi la sceglie lo fa per ragioni di tipo morale o dietetiche. Nel primo caso non c’è molto da dire: si tratta di una scelta più che rispettabile —e non facile— che, lo ammetto, non saprei onorare: non si vuole recare danno ad esseri viventi senzienti. Nel secondo si ritiene che la carne sia un alimento poco salutare.

I “mangiacarne” —così li chiamano alcuni vegani— già si scandalizzeranno, ma che la carne sia un alimento poco salutare è in parte vero. Non si può negarlo.
E’ la principale fonte di proteine all’interno di una dieta equilibrata. Perchè dovrebbe interessarci? Perché sono le proteine che “fanno funzionare” le nostre cellule.

Senza proteine, non saremmo qui —letteralmente.

2. LA CARNE FA DAVVERO MALE?
Cos’ha di male ‘sta carne, allora? Contiene anche grassi, che non sono notoriamente ben visti all’interno della dieta —basta vedere come i reparti di marketing ne evidenziano la mancanza. Il colesterolo, tra tutti i grassi, è il bersaglio preferito della propaganda anti-onnivora, non con tutti i torti. Ma non tutti sanno che anche i grassi (tra cui il colesterolo) sono importanti all’interno del nostro organismo:

  • regolano la sensazione di sazietà —così non vi viene fame un’ora dopo aver mangiato;
  • servono per solubilizzare o produrre alcune vitamine (come A, D, E, K) e ormoni sessuali; sono necessari per le funzioni neuronali;
  • compongono le membrane delle nostre cellule.

Chiaramente, nemmeno i grassi sono da evitare totalmente. Ma troppi grassi non sono salutari: è dimostrato che diete ad alto contenuto di grassi sono causa di molte patologie croniche gravi, come obesità e aterosclerosi (in cui il colesterolo va a depositarsi all’interno dei vasi sanguigni, formando le famose placche).

Guarda caso, essendo l’eccesso del nostro amico colesterolo così pericoloso, la ricerca si è focalizzata proprio su questo. Abbiamo scoperto che il nostro corpo è estremamente (molto di più di quanto ci aspettassimo) capace di regolarsi in base alla quantità di colesterolo che assumiamo: si comporta di conseguenza. Sappiamo ora che più del 70% della popolazione reagisce poco al colesterolo: per queste persone, assumerlo ha un effetto minimo sui livelli di colesterolo nel sangue. I grassi cattivi sembrano essere più che altro quelli saturi (che troviamo per esempio negli olii, frutta secca, burro e carne processata).

Altri problemi della carne: se cotta troppo “ai ferri” (bruciata) contiene benzopireni, sostanze di per sé cancerogene (ma tranquilli, non allarmatevi: dovreste mangiarne in quantità industriali). Pensando agli ormoni assunti dal bestiame, può solo andar peggio. Lo stesso vale per gli antibiotici (è questo uno dei motivi per cui gli antibiotici ci stanno fallendo; sull’argomento vi consiglio questo ottimo articolo).

3. MENO CARNE MA…
Vogliamo estremizzare? Meglio una dieta molto povera di carne che una troppo ricca di carne. Sono gli stessi dietologi a dirci che una dieta vegetariana —controllata e bilanciata— favorisce la nostra salute, al contrario di una dieta troppo ricca di proteine e grassi (la nostra dieta onnivora spesso lo è). Ma bisogna stare attenti, studiare bene la propria dieta (meglio se affiancati da una figura professionale) e supplementarla con quello a cui, nella maggior parte, i vegetali non possono contribuire: si parla del Ferro (le piante non contengono il Ferro complessato al gruppo heme, che viene utilizzato dai globuli rossi per trasportare l’ossigeno nel sangue), dei cofattori enzimatici come lo Zinco, dei grassi “buoni” (i famosi Omega-3), del Calcio (alcuni vegetali contengono inibitori del suo assorbimento), della vitamina B12 (che è disponibile in forma utilizzabile dal nostro organismo solo da fonti animali).

La dieta vegetariana, quindi, non è assolutamente da demonizzare. Ci tengo a sottolinearlo.

Vi sorgerà quindi la domanda: e noi onnivori? Possiamo mangiare la nostra bistecca e dormire la notte senza la paura di andare incontro a morte inesorabile? Il servizio delle Iene ci spiegava come con la dieta alcalina (ovvero vegana) si può prevenire il cancro. E’ proprio questo che certe frange estremiste vegane sosteƒngono.

4. IL VEGANESIMO E IL COMPLOTTO GLOBALE
Finché le persone scelgono la propria dieta in base alla propria sensibilità, possiamo essere tutti d’accordo. E’ quello che succede nel caso del veganesimo di tipo “etico”. Viene “considerato la prassi della teoria antispecista e, nella pratica quotidiana, si traduce nel rifiuto di acquistare, usare e consumare, prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali, e di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano un uso dell’animale o la sua uccisione” (Wikipedia). Questi sono i vegani “buoni”—niente contro di loro. Benissimo.

E’ il veganesimo “salutistico” —quello dei cosiddetti vegani “militanti” o “estremisti”— che va spesso oltre: la dieta diventa ossessione, culto e ragione di vita. Non voglio generalizzare, ma guardatevi attorno! Il rischio sociale, neanche a dirlo, è elevato. Dopo tutto, c’è di mezzo la salute delle persone.

Quando ho avuto a che fare con esponenti del veganesimo salutistico, hanno sempre giustificato le proprie scelte nascondendosi nel beneamato complottismo: qualcuno sta cercando di fregarli, ma loro sono più furbi. Non riesco a spiegarmi certi ragionamenti, certi modi di essere e di interpretare quello che ci succede attorno.

Voglio capirne di più.

Decido di incontrare un mio compaesano. E’ vegano militante da sempre. Partecipa spesso a incontri sul veganesimo ed è considerato un esperto in materia. Lo incontro una sera in un bar, è la mia prima intervista. I presupposti per il disastro ci sono tutti: siamo menti diametralmente opposte. Sono un po’ nervoso, ma ho fatto i compiti a casa: mi sono preparato.

Lui al veganesimo ci crede veramente, mi dice, quando gli chiedo cosa ne pensa della moda veg. Troppi ora lo seguono per essere alternativi, e troppi sono veg perchè provano compassione per gli animali. Nulla di più sbagliato.
Ammetto che mi trova un po’ scioccato. Non era il motivo principe per la dieta a base di vegetali? Si mette a ridere. L’unico motivo per cui lui non consuma cibi di origine animale (ci tiene a precisare che, a differenza dei vegetariani, per i vegani non sono accettati prodotti come il latte o le uova) è che questi sono l’unico motivo per cui ci ammaliamo, escludendo virus e batteri —su cui comunque avrebbe da ridire.

5. COS’E’ IL PH? A COSA SERVE? 
Mi spiega: “Le proteine animali sono acide, quelle vegetali sono alcaline (ovvero basiche). E’ una questione di pH: il nostro sangue ha un pH leggermente alcalino”.
Usa termini tecnici, ma non sono sicuro che conosca appieno il significato delle parole che usa, ed è proprio così. Lo introduco velocemente alle basi del pH: la misura dell’acidità di una soluzione. Gli spiego come la sua importanza sia fondamentale per la vita. Il sangue, confermo, ha un pH attorno a 7.4, dunque proprio leggermente basico.

Riprende, forte della conferma scientifica di quanto sostiene. Incalza spiegandomi che mangiando proteine animali il pH del proprio corpo scende verso valori acidi; e cos’è che ama il pH acido? Il cancro, ovviamente. Questo è il motivo per cui il metodo Gerson (http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Gerson) funziona, mentre i farmaci sarebbero da buttare, checchè ne dica la scienza ufficiale. Anzi, la scienza non bisognerebbe proprio ascoltarla: si inventa le malattie più gravi, con il solo scopo di venderci i farmaci con cui “ci guarisce” —ma, sottolinea— “non ci cura (?!). Dov’è la cura per il cancro?

Le alternative sono due: la scienza è inutile o non ce la mostrano per continuare a venderci i chemioterapici.

Gli mostro dei grafici che mi ero preparato. Sono dati ISTAT che mostrano come la speranza di vita alla nascita sia aumentata notevolmente negli ultimi 50 anni (viviamo circa 20 anni in più): l’aumentare della vita media va di pari passo con l’aumento dei casi di cancro, malattie cardiovascolari e neurodegenerative, proprio per la natura intrinseca di queste malattie. Il cancro è determinato da eventi casuali e dall’esposizione a sostanze mutagene: la sua insorgenza è destinata ad aumentare con l’età. Lo stesso vale per le malattie neurodegenerative. Interessante invece il caso di quelle cardiovascolari: qui la carne potrebbe essere proprio un fattore determinante (parlavamo prima di grassi e colesterolo), insieme al tempo, se assunta in maniera eccessiva. Scoppia di nuovo a ridere. Mi dice che mi affido troppo ai dati, che non vogliono dire niente. Lui sta bene e non mangia carne, è questo l’importante.dieta-mediterranea

Aneddotistica a parte, provo a spiegargli che nonostante il suo discorso riguardo al pH fosse in parte corretto, stava commettendo un errore di fondo. Lo stesso che commetteva il servizio delle Iene di cui parlavo all’inizio. Non ci sono proteine animali o vegetali. Ci sono proteine di origine animale e di origine vegetale. Di per sè sono esattamente analoghe. Sono composte dagli stessi 20 amminoacidi. Anzi, volendo essere precisi, nei vegetali spesso mancano (o scarseggiano) alcuni degli amminoacidi essenziali —quelli che il nostro organismo non produce. Cibi come carne e pesce, invece, non hanno questo problema: coprono l’intero spettro amminoacidico —non per questo una dieta a base vegetale manca necessariamente di alcuni amminoacidi, è sufficiente studiare le giuste combinazioni da assumere.

Il pH degli alimenti, preciso, non dipende assolutamente dall’origine animale o vegetale delle proteine al suo interno (avete mai provato il succo di limone?). Se per qualche motivo il pH del nostro sangue varia, l’organismo è in grado di regolarlo (con una serie di processi conosciuti come omeostasi): il pH viene mantenuto grazie all’attività respiratoria (con cui viene regolata la concentrazione della CO2, la cui eliminazione alza il pH) e all’attività escretoria dei reni. Se così non fosse e il nostro pH arrivasse a valori diversi da 7.4, si entrerebbe in una condizione di cosiddetta acidosi o alcalosi metabolica (che oltretutto è molto più grave della prima): si avrebbero pesanti conseguenze sull’intero organismo. Per valori inferiori a 6.8 e superiori a 7.8, la morte è quasi inevitabile. Alla regolazione assistiamo tutti i giorni: possiamo berlo, il succo di limone. Acidi più forti come l’acido cloridrico, invece, sono estremamente pericolosi, danneggiano le strutture organiche. Nessun alimento, per fortuna, ha pH così estremi. Per rendere meglio l’idea, gli passo il mio iPad. Ho pronto un articolo del sempre puntale Salvo Di Grazia, che su MedBunker scrive.

6. SMONTIAMO LA DIETA ALCALINA

Esistono almeno tre motivi per i quali nutrirsi di alimenti “alcalini” non serve a nulla in termini di salute:

  • Un alimento alcalino, subito dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono fortemente acidi. Questo “incontro” neutralizza l’alcalinità dell’alimento che al momento di venire assimilato è praticamente neutro (o addirittura acidificato).
  • Anche se esistesse un alimento che riuscisse a mantenere la sua basicità dopo il passaggio dallo stomaco, fino a riuscire a far variare il pH del sangue, si metterebbero in moto tutti i meccanismi spiegati prima che rimedierebbero come abbiamo visto, riportando immediatamente il pH ai valori consueti.
  •  Anche se esistesse (ma non esiste) un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l’acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riesca a rendere “basico” il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica. Se esistesse questo tipo di alimento, sarebbe un veleno e mangiarlo significherebbe morire, altro che salute. Naturalmente questo accade anche in caso di alimentazione “acida”: normalmente assimilare sostanze acide non cambia in maniera rilevante il pH del nostro sangue ma anche se lo facesse interverrebbero meccanismi specifici a correggere la situazione, che sarebbe patologica.

Lo vedo perplesso. Comincia a parlare di vaccini e autismo, complotti delle multipharma e del suo cane. Dice che ci sono studi che legano l’assunzione di latte all’osteoporosi (in realtà ce ne sono che affermano che il latte non sia protettivo nei suoi confronti, che non è la stessa cosa). Mi dice che l’uomo non è onnivoro, bensì fruttariano: secondo natura dovrebbe cibarsi di sola frutta “molti” la pensano diversamente.

Mi fa notare che lui sta bene. Non mangia carne e va a correre tutti i giorni. Non ha problemi di nutrienti e non si è mai ammalato.
Gli chiedo come viene gestita l’alimentazione della sua famiglia. Sono tutti vegani, mi dice. Nessuno è vaccinato, nessuno usa farmaci.

7. GLI STUDI CONTROVERSI ALLA BASE DELL’IDEOLOGIA VEGAN
Provo a dirgli che non ci sono studi che dimostrano che sia la carne la causa delle malattie.

Arriva il momento che attendevo, quello in cui nomina T. Colin Campbell, l’autore del best seller da più di 1 milione di copie, The China Study, pubblicato nel 2005.

Salutiamo il mio vicino vegano, con cui ogni tipo di discussione costruttiva è stata impossibile a questo punto. Dall’intervista, sinceramente, mi aspettavo di più. Posso dire di aver fallito. Speravo in una discussione più profonda, non una lista della spesa dei luoghi comuni del cadetto vegano.

Approfittiamone allora per parlare della ricerca di Campbell, decisamente più interessante.

T. Colin Campbell: qualcuno lo conoscerà per il suo controverso studio svolto in Cina. Dopo aver conseguito un PhD in biochimica, nutrizione e microbiologia alla Cornell University, Campbell si occupa di migliorare la situazione alimentare dei bambini malnutriti nelle Filippine. E’ qui che arriva la sua epifania: nota che sono i bambini delle famiglie più ricche —quelli che assumevano più cibo di origine animale— ad essere più suscettibili al cancro al fegato.

Scopre uno studio indiano dove veniva testato l’effetto della caseina (la principale proteina del latte) sulla comparsa del cancro al fegato. I topi a cui venivano somministrate dosi più alte (20% della dieta) erano più suscettibili al cancro al fegato; quelli che assumevano dosi più basse (5% della dieta), non lo erano. E’ da questi dati che Campbell giunge alla sua ipotesi fondamentale: sono le proteine animali a causare il cancro.

Quello che non ci dice, però, è che quei topi che sembravano “protetti” dal cancro, lo erano perché il cancro non lo avrebbero mai potuto sviluppare… da morti: le cellule del fegato di questi ratti morivano rapidamente a causa della dieta low-protein.
In un paper successivo, il gruppo indiano dimostra che nonostante la non insorgenza del cancro, la salute generale di questi topi era nettamente inferiore.

Potremmo aggiungere che la caseina —pur essendo una proteina di origine animale— è solo una delle tante proteine “animali”. Campbell considera “proteine animali” e “caseina” sinonimi.

8. QUELL’INFIDO NEMICO CHIAMATO LATTE
Almeno il latte, direte, è cancerogeno, allora. Ci viene detto che l’altra proteina abbondante nel latte (il siero di latte) risulta anti-cancerogena (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2025891)? Ah, e si dimentica di spiegarci che le proprietà cancerogene di una specifica proteina dipendono anche dai grassi e carboidrati con cui viene accoppiata (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0304383583901477). Insomma, la situazione è molto più complessa di quella illustrata da Campbell.

Non è finita qui. Potreste chiedervi quale sia il “potere” esclusivo della caseina, quello che le fa causare il cancro. Campbell, in realtà, l’avrebbe scoperto http://jnci.oxfordjournals.org/content/81/16/1241.short)—già nel 1989 (ricordate che il libro è stato pubblicato nel 2005)— in uno studio che valutava la dipendenza del tumore al fegato dalla qualità delle proteine (che dipende dalla loro composizione in amminoacidi essenziali). Le proteine del grano risultavano meno cancerogene rispetto alla caseina. Aggiungendovi lisina (l’amminoacido di cui il grano è scarso) la cancerogenicità diventava equivalente: significa che ogni proteina completa di tutti gli amminoacidi —indipendentemente dall’origine— risulterà ugualmente cancerogena (ricordiamoci che le proteine non vengono assunte da sole, quindi questo non significa che dobbiamo smettere di assumere proteine). Ancora, gli studi di Campbell misuravano l’insorgenza di tumori quando i topi venivano trattati con aflatossina —un potente cancerogeno. Le proteine (la caseina) sembrano quindi agire come promotore del cancro, piuttosto che iniziatore dello stesso —che ha anche senso, volendo essere riduttivi: il cancro è composto da cellule in rapida divisione, che hanno bisogno di molta energia.
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In un altro studio indiano, vediamo che primati trattati con dosi più basse di aflatossina mostrano risultato diametralmente opposti a quelli di Campbell: il cancro insorgeva solo negli animali che assumevano basse dosi di caseina.

Questa è disinformazione.

E’ la base —infondata— degli studi che Campbell ha replicato egli stesso, prima di passare agli studi sull’uomo, quando nei primi anni ’80 Junshi Chen si aggiunge al suo gruppo. Chen aveva diretto il Chinese Cancer Atlas, uno studio che negli anni ’70 mappava dati provenienti da 880 milioni di cittadini cinesi: aveva trovato che alcuni tipi di cancro erano più o meno rappresentati in diverse aree geografiche della Cina.

E’ proprio la collaborazione con Chen che porta Campbell a condurre il più grande studio sulla relazione tra dieta, stile di vita e cancro fino ad allora realizzato —sponsorizzato dalle università di Cornell ed Oxford ed approvato dai governi statunitensi e cinesi.

I risultati, spiega Campbell, sono incredibili: dai dati raccolti spuntano fino a 9000 correlazioni statisticamente significative. “19 dati su 20 puntano nella stessa direzione”, ovvero nel confermare che le diete a base vegetale sono sempre associate con una minor mortalità per cancro, infarto e malattie cardiovascolari.

9. LEZIONE: CORRELAZIONE NON E’ CAUSALITA’
In molti considerano il lavoro di Campbell come la dimostrazione scientifica della bontà del veganesimo. Denise Minger (), che non è certo contro la dieta vegetariana, non è affatto d’accordo. Ha analizzato a fondo i dati prodotti dallo studio di Campbell. Molti degli spunti di cui sopra sono proposti proprio da lei.

C’è innanzitutto un errore fondamentale —che è quello che troviamo spesso in molti studi (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11787986) relativi alla dieta alcalina; lo stesso che faceva il mio vicino vegano. Non possiamo confondere la correlazione con la causa.

Correlation is not causation, direbbero i nostri amici anglosassoni.

C’è un esempio famoso in merito. Se guardiamo l’aumento della temperatura globale del pianeta (il Global Warming), questo è perfettamente correlato con la scomparsa della pirateria. I Pastafariani concluderebbero () che questa è inequivocabilmente la causa del surriscaldamento globale. Il concetto è esattamente lo stesso: non basta una correlazione. Serve un nesso logico, causale. Serve quel “passo in più” — il lavoro di Campbell riesce solo a fare il “passo più lungo della gamba”.

Di critiche ce ne sono altre. La Minger ne avanza anche sui dati stessi e sulla loro interpretazione. Gli studi come questo confrontano i risultati di individui vegani con quelli relativi a tutta la popolazione —non con un “controllo” adeguato. Dobbiamo considerare che i vegani (in generale) seguono una vita più “sicura e controllata”, rispetto all’”onnivoro medio”: non fumano, sono attenti all’alimentazione, non bevono; questo potrebbe risultare fuorviante.
Diciamo che le conclusioni non sono affatto così ovvie.

Ai più audaci di voi, consiglio di addentrarsi nell’altra “Bibbia” vegana, il documentario Fork Over Knives (http://www.forksoverknives.com). Per l’analisi critica vi rimando ad un altro articolo della Minger (http://rawfoodsos.com/2011/09/22/forks-over-knives-is-the-science-legit-a-review-and-critique/)—che riassume anche il documentario. Scoprirete molti altri esperti del veganesimo. Tra l’altro è una lettura più che piacevole: si parla di nazismo, Norvegia e visualizzazione dei dati. Non aggiungo altro, non voglio rovinarvelo.


10. LA BISTECCA NON UCCIDE
Non tutto è da buttare, comunque.
 Il mio è stato un riassunto —anche duro— delle critiche più fondate nei confronti del veganesimo e i suoi esponenti illustri.

Troppa carne fa male, punto. La dieta vegetariana può essere salutare, con gli appropriati accorgimenti. Ma non è la carne la causa di tutte le malattie.

Mangiarsi la bistecca non significa essere condannati al cancro (1 persona su 3, nell’arco della propria vita, lo è). Non bisogna dimenticare che una dieta sana, e l’attenzione alla dieta —propria dei vegani, spesso carente negli onnivori— è fondamentale. E qui i numeri parlano. Con l’alimentazione riusciamo ad influenzare il nostro ambiente interno, che può essere un fattore importante per la nostra salute —e lo stiamo studiando.

Una frase della Minger racchiude il succo del discorso meglio di qualunque altra:

“But I also believe this type of diet achieves some of its success by accident, and that the perks of eliminating processed junk are inaccurately attributed to eliminating all animal foods.”

Spesso si confondono i benefici dovuti alla dieta vegetariana con quelli dovuti all’assenza di junk food, all’evitare l’eccesso di carne e ad uno stile di vita più sano.

Poi, come sempre, c’è il problema etico. E come sempre, preferisco non dare troppi giudizi. Posso darvi la mia, modestissima, opinione. Credo che i valori morali che spingono ad essere vegetariani o vegani —che condivido quando si tengono in mente le condizioni animali negli allevamenti intensivi— dovrebbero passare in secondo piano quando si tratta di salute. Chi è abbastanza forte da riuscire a far conciliare le due cose è sicuramente da rispettare. Ma cerchiamo di evitare gli eccessi; magari evitiamo di ascoltare le cavolate sparate dai vegani integralisti (ergo buona parte dei loro discorsi).

11. IN SINTESI: CAROTE E SEDANO OGGI NON CURANO I TUMORI
Tornando al servizio passato dalle Iene sulla dieta alcalina, è notizia di qualche giorno che l’Ospedale San Raffaele ha deciso di non rinnovare la collaborazione con la Dott.ssa De Petris, una consulente della struttura (https://www.facebook.com/Pallequadre/photos/a.394683490579901.83174.392875340760716/653815748000006/?type=1&theater). Era stata intervistata per illustrare gli effetti della dieta alcalina come terapia contro il cancro.

Aggiornamento:
Nel nuovo servizio passato da Le Iene (http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/448125/viviani-alimentazione-e-tumori.html), mi è piaciuto l’intervento del Dott. Viviani, interpellato sul “cibo non più in senso preventivo, ma in senso terapeutico”: “bisogna stare molto attenti nel messaggio —quando le chemioterapie sono indicate, sono indicate. Ci sono indizi importantissimi che con l’alimentazione si può aiutare la guarigione del tumore, ma sono indizi, non sono prove solide. Non ci sono prove che si possa sostituirle.”

Speriamo in futuro di trovarle, sarebbe una grande notizia per tutti.

Disclaimer: il mio vicino vegano è una figura fittizia, che raccoglie le esperienze di tre esponenti del veganesimo che ho avuto il piacere (e non sono ironico, è stato molto interessante) di incontrare durante la mia intervista; mi hanno chiesto di mantenere l’anonimato. Ogni riferimento a persone realmente esistenti è, forse, puramente casuale.

TRENTO, 2 aprile 2014
JASON FONTANA

50 risposte a “11 passi fondamentali per capire perché una carota non può curare il cancro”

  1. Mirko Ferrari scrive:

    Tante cose giuste nell’articolo, ma altrettante stupidaggini. Se si vuole fare informazione bisogna essere informati. Si fa continuo riferimento alla dieta vegetariana e vegana come se fossero sinonimi, nel punto 3 in particolare si dice che un vegetariano non saprebbe da dove prendere il calcio -.-
    E si potrebbe continuare per molto. Ripeto, alcune cose giuste sono state dette, ma se l’obiettivo era quello di combattere la disinformazione direi che l’autore ne ha solo fatta di più.

    • jasonfweb scrive:

      Rispondo: non sono usati come sinonimi, anzi. Quando è scritto vegetariani intendo vegetariani, non vegani, e viceversa. Prima si parla di vegetariani, poi si passa ai vegani. Entrambi si basano sulla dieta vegetale, ma sui vegani contesto le credenze scientifiche.

      Al punto 3 si dice di stare attenti, e sono sicuri che molti vegetariani lo siano.

  2. Sei un ragazzo in gamba Jason.

    La mia personalissima opinione è che finché non cominceremo a insegnare epistemologia alle superiori – ovunque – continueremo a “partorire” adulti incapaci di filtrare l’informazione scientifica da quella pseudo-scintifica.

    Tu hai avuto la fortuna di studiare in modo approfondito gli argomenti che tratti e anche di comprendere i limiti della scienza. Per una persona con scarse conoscenze scientifiche è estremamente difficile capire i limiti della scienza nell’affrontare la complessità, succede un po’ in tutti i campi. Anche solo affermare che la relatività generale esclude il modello standard della meccanica quantistica (e viceversa) eppur entrambe ci hanno dato notevoli avanzamenti tecnologici manda nel pallone chiunque non abbia dimestichezza con la materia. Una cosa è giusta o è sbagliata, in verità nulla è realmente giusto né sbagliato.

    Più è grande il muro d’incertezza e più assistiamo a scontri fortemente polarizzati. Io ho studiato economia e vedere ancora oggi Krugman – premio Nobel oramai editor a tempo pieno del NYT – massacrarsi con i neoliberisti è un colpo al cuore. Una lotta fra galli che ben poco ha a che fare con la scienza e autorizza chiunque a sentirsi padrone della materia.

    Posso dire che non mi piace troppo l’etichettare i vegani come degli estremisti. La mia compagna è vegana da alcuni anni, sta bene ed è attenta alla dieta. Non pensa di essere invulnerabile o di non avere bisogno delle medicine ed è naturalmente scettica di coloro che promettono salute e “invincibilità”. Si può essere vegani e amare la scienza perché la questione etica è di tutt’altro tipo.

    I vegani causano molto meno inquinamento con l’alimentazione e ci tengono particolarmente a ridurre al minimo la sofferenza animale.

    Personalmente non sono vegano, mangio tutto perché credo che non sia la morte la cosa più brutta che fa parte della vita ma oramai è molto raro che compri carne o derivati che vengono da allevamenti intensivi che per molte – alcune ovvie – ragioni non mi piacciono.

    E ti dirò di più, ho apprezzato la tua campagna di informazione sulla sperimentazione animale. E’ una pratica da un certo punto di vista orribile che però c’ha dato molto. Io ho aiutato la mia compagna a piazzare i banchetti stop vivisection per raccogliere le firme, ma non ho firmato. Perché so che da un certo punto di vista ne abbiamo bisogno, anche se è doloroso e non rispettoso degli animali.

    Ma posso accettare di morire per un progresso scientifico più lento ma più etico, la questione non va banalizzata in confronti polarizzati. Anche perché poniamo notevoli limiti a sperimentare sugli uomini anche se da un punto di vista pratico avrebbe innegabili vantaggi sulla ricerca medica, alla fine la logica è la medesima solo estesa a specie diverse dalla nostra.

    P.S.: la mia compagna prende come unico integratore la B12, per il resto le analisi sono ottime, anche il ferro è ai livelli ottimi.

    • jasonfweb scrive:

      Ciao Davide, bel commento. Molto profondo.
      Credo che non si possa pretendere che tutti abbiano le conoscenze per capire al meglio le cose, è questo il motivo per cui (soprattutto nell’ultimo anno) in molti ci stiamo sforzando, nel nostro piccolo, di fare chiarezza su certi temi.
      Come ho detto altre volte credo che da parte della scienza ci sia una certa tendenza a rinchiudersi in sè stessa, a lasciare la divulgazione ai divulgatori. Questo è sbagliato.

      Si sono visti i risultati, purtroppo. C’è stata molta informazione “alternativa”, che ha fatto presa.

      Certo che una propensione a farsi delle domande ce la si aspetta, conoscere entrambe le opinioni è importante per questo.

    • E.B. scrive:

      Per quanto possibile, mi rifiuto di acquistare i prodotti di origine animale. Si tratta di un atto di disobbedienza civile verso una nostra pratica culturale. È sostanzialmente la stessa ragione per cui non imbraccerei mai un’arma e diserterei se il nostro paese dovesse entrare in guerra.

      Per queste mie posizioni, spesso capita che molti mi chiedano: (a) “E se tu fossi su un’isola deserta con una capra?!” e (b) “E se stessero per uccidere tuo figlio e l’unico modo per uscirne sarebbe sparare a qualcuno?!”

      Semplice: (a) mangerei la capra e (b) sparerei a quel qualcuno. Presumo, in condizioni simili, di essere in grado di valutare eventuali alternative.

      Confesso inoltre che amo il junk food – hamburger vegetali e patatine sono junk food – e sono sovrappeso perché l’età e l’incoscenza alimentare mi permettono di fregarmene allegramente.

      Per queste ragioni, sono perfettamente d’accordo su quanto hai espresso nell’articolo e considero il fanatismo vegano del “ti dico cosa devi fare altrimenti muori” equiparabile all’odio religioso. Tra questi, c’è sempre qualcuno disposto a ispezionarti il frigo o a dirti come ti devi comportare.

      Da qualche anno a questa parte però centinaia di persone “contrarie ai vegani” vanno in giro a fornire un’evangelizzazione eguale e contraria al veganismo religioso. In decine di blog, persone, come me, che per scelte morali intendono vivere non consumando prodotti di origine animale vengono scherzate e insultate da gente che pretende di “confutare” le tue posizioni etiche. Tentativi che definirei francamente piuttosto comici.

      Ora, ho sufficiente senso critico per non pormi minimamente il problema e considerare le opinioni di personaggioni vegani e non come puro rumore. Ma ritengo che ci sia qualcosa di idiota nel definirsi culturalmente “onnivori” allo stesso modo in cui ci si considera “vegani”.

      Tutto qui.

      Confesso che l’intervento di Davide Costantini è quanto di più limpido ed equilibrato mi sia capitato di leggere in questi mesi sul tema. Soprattutto come testimonianza personale.

      Pertanto, ringrazio sia Jason che ha avuto l’ottima idea di scrivere sull’argomento che Davide per aver ampliato la mia collezione di punti di vista possibili su cui riflettere.

    • Roberta Sebastio scrive:

      E tu sei “il compare prezzolato” ovvio che dà una risposta a confermare che è un blogger preparato… vi conosciamo a memoria …stampati tutti uguali

  3. Stefano scrive:

    Ciao Jason,
    è bello avere modo di confrontarsi con persone che scelgono di informarsi in modo diretto e profondo. Non sono un vegano, non sono un vegetariano e non sono un mangiacarne. Mi ritengo un consumatore critico e consapevole come sembri essere tu, che non vuole essere etichettato sotto una banale categoria che genera sicuri pregiudizi. Non sono neanche uno scienziato, quindi non ho le competenze tecniche e teoriche che tu esprimi nel tuo articolo. Quindi scelgo una linea da seguire in base alle teorie che trovo più vere per me e più vicine alla mia natura. Concordo con the che la carne non è la fonte di tutti i mali e l’alimentazione vegetale non possa risolvere tutti i problemi del mondo. Siamo però in un periodo storico dove lo stile di vita dell’uomo non è più sostenibile per il pianeta su cui viviamo. Penso che per nessuno sia accettabile che vengano uccisi ogni anno 60.000.000.000 (sessanta miliardi) di animali per nutrirci. Penso comunque che oggi ci siano sufficienti studi per aprire un dibattito su quanto l’alimentazione sia importante. Su quanti benefici si traggono da una dieta con il giusto bilanciamento di sostanze nutritive ed un minor apporto di proteine animali. Da Veronesi all’OMS si aprono studi che esaminano l’incidenza che l’alimentazione ha sullo sviluppo dei tumori. Ho letto articoli di come molti elementi vegetali possano essere utilizzati come prevenzione antitumorale. Al contrario, non mi sono mai imbattuto in articoli che parlano di antitumorali di origine animale (escludiamo gli Omega3 che comunque si trovano facilmente nel mondo vegetale). Siamo sicuramente in un campo nuovo dove ci sono ancora molti punti da chiarire e da analizzare. Penso però che se negli anni ’50 ci fossero stati i blog avrei trovato articoli come “perchè il fumo non provoca tumori” o “gli 11 benefici indiscutibili dell’amianto”. Oggi nessuno può garantire che tra qualche anno, su quelle confezioni di polistirolo con dentro un bel filetto, non ci sarà la scritta “la carne uccide”.
    Se qualcuno poi ha la voglia di documentarsi per capire da dove e come arriva la carne che oggi mangiamo questo sito può essere un inizio http://www.earthlings.com.
    Grazie per il tuo articolo.
    Ciao

  4. URCA scrive:

    Ottimo articolo.
    Un unico sostegno ai vegetariani (i vegani non mi interessano affatto) da chi come me mangia carne: l’allevamento utilizza molte più risorse “globali” rispetto alla coltivazione di vegetali. Basterebbe ridurre il consumo di carne (non eliminare) per aumentare le calorie disponibili per la popolazione mondiale (quindi meno fame) con una riduzione delle emissioni di CO2.
    Vado a pranzo a farmi una fiorentina (intesa come carne).

  5. Matteo scrive:

    il limite di questo ragionamento sta nella sua specificità. Se la domanda è “è la scelta “giusta” mangiare carne?” allora questo discorso non basta. Sono generalmente d’accordo con quello che scrivi, ok le proteine e gli amminoacidi, tuttavia questo è l’1% di tutto il discorso legato alla carne. Per poter prendere una decisione, senza abbandonare il piano scientifico, non puoi non considerare tutto il danno che l’industria legata alla produzione della carne causa al nostro pianeta e quindi al nostro organismo. Non solo ormoni, metalli, antibiotici, ma anche inquinamento chimico e ambientale dei terreni e del pianeta, consumo di ossigeno, acqua e risorse. Nell’allevamento come nella pesca, ormai insostenibile. Detto questo, gli amminoacidi essenziali si recuperano da altri prodotti, così come le proteine. La scelta alternativa non solo è possibile ma è in questo senso anche quella “giusta”, nel contesto in cui viviamo. Se la situazione fosse diversa, probabilmente lo sarebbe anche la risposta. Oggi però, esserne complici ha un prezzo, che va ben oltre l’apporto proteico o etico. Ne va della sopravvivenza della biodiversità e la sostenibilità complessiva della vita.

  6. Annaleelou scrive:

    Io non accetto che un biologo scriva queste cose, Jason. Ma lo sai, ad esempio, che i più grandi animali al mondo sono vegetariani e quindi non assumono le proteine? Come fanno secondo te le loro cellule a sopravvivere? E lo sai che di proteine sono pieni tanti alimentali vegetali e che le proteine vegetali, a differenza di quelle animali, non creano danni ai reni? E che l’OMS ha stimato che entro 20 anni il 25% della popolazione sarà in dialisi per il consumo spropositato di proteine animali esploso dagli anni ’60? Come non accetto che un oncologo mi dica (esperienza personale) che il cibo non ha nulla a che vedere con le malattie, con i tumori, con la loro cura, perchè si è laureato 20 anni fa e da allora hanno imparato bene a dosare farmaci senza porsi nessun dubbio. Che chiunque possa scrivere un articolo simile, dando visioni parziali, errate e fuorvianti in questo modo su un famoso portale per me è davvero al limite dell’accettabile, oltre al tono di arroganza, supponenza e superiorità che traspare in tutte le tue espressioni: sembri quelli che ridevano di Pasteur quando parlava dell’esistenza dei germi…va bene l’opinione personale solo se supportata dai fatti (e non dal racconto dei tuoi amici) e dal rispetto per chi la pensa diversamente (anche perchè forse ha letto e studiato più di te l’argomento).

    Ma questa secondo voi davvero è informazione scientifica?!

    • Giovanni scrive:

      I più grandi animali al mondo di cui parli tu non sono vegetariani ma erbivori. Ruminanti, poligastrici o monogastrici che siano hanno evoluto strategie di fermentazione della fibra e di recupero delle proteine microbiche che noi non abbiamo. Oltra al fatto che hanno una soglia dell’urea nel sangue per il recupero dell’azoto a livello renale molto più alta della nostra! Loro sono fisiologicamente ERBIVORI da milioni di anni. Noi NO!
      Lui ha detto queste cose perché di biologia ne ha studiata…….

      • domenico scrive:

        infatti non siamo erbivori ne tanto meno carnivori ma fruttariani ed è la biologia a dirlo in quanto abbiamo un corpo disegnato per mangiare la frutta e pure la verdura e la frutta secca ma non di certo i cadaveri e tutta la spazzatura che abilmente riescono a rifilare alle masse

    • Guest scrive:

      Non è vero che non assumono le proteine, le assumono in maniera minore. Che il consumo di carne sia spropositato è vero, mi sembra di dirlo anche nell’articolo. Mi sembra anche di non criticare l’essere vegetariani, ma di criticare invece alcune teorie portate dai vegani (che vogliono far passare come verità ovvie e assolute, ma invece non lo sono).

      Che il cibo non abbia a che vedere con le malattie non l’ho mai detto (e nessun biologo te lo dirà). Che la carne sia LA CAUSA invece non è dimostrato. La relazione tra alimentazione e salute è sicuramente un campo interessante su cui concentrare la ricerca.

      • domenico scrive:

        che la carne sia parte in causa è dimostrato e come! ma non mi aspetto che vada a scavare a fondo per cercare la verità che multinazionali e case farmaceutiche ci occultano

    • domenico scrive:

      brava pienamente d’accordo,ma purtroppo siamo nel periodo piu tragico della disinformazione e la gente rimane succube di questa falsa scienza dato che questi camici bianchi dicono la maggior parte tutto il contrario di tutto

  7. Mauro Delrio scrive:

    Ciao Jason,
    personalmente vorrei parlare di salute e non di “etica” e credo che nel breve periodo ognuno dovrebbe essere in grado di scegliare il proprio cibo senza etichettarsi vegano, vegetariano o carnivoro.

    Volevo costruire il mio discorso partendo da uno studio che aveva fatto anni fa la National Geographic (http://ngm.nationalgeographic.com/ngm/0511/feature1/) in cui si identificavano come comunità più longeve al mondo una comunità Sarda, una di Okinawa e una americana. Realtà completamente differenti in cui c’è chi mangia carne, pesce e formaggio, e nessuno di questi è vegano. Il punto in comune che hanno queste comunità è il cibo sano, l’aria pulita, vita senza stress. Secondo me il punto di forza sta nella bontà dei cibi e non nella suddivisione sistematica dell’alimentazione.

    Per quanto riguarda il discorso alimentazione e cancrro, personalmente ho letto il libro ANTI CANCRO (http://it.wikipedia.org/wiki/Anticancro) in cui sono presenti centinaia di studi scentifici reali in cui vengno illustrati alcuni risultati ottenuti in relazione a esperimenti condotti su moltissimi cibi. Consiglio di non sofermarci sul titolo ma di leggere e comprendere sino in fondo gli argomneti tarttati. Premetto che non ho una formazione accademica medica o biochimica, sono una normale persona che studia fai da te questi argomenti anche a livello biologico e chimico, ma credo che ogni essere umano è fatto di sostanze chimiche e che l’interazione con cibi “buoni” o “spazzatura” abbia effetti positivi e negativi sulla salute e sul cancro. Inoltre avrebbe senso trattare le sinergie tra alimenti bevande fattori ambientali ecc e non considerare il cibo songolamente.

    Ho tantissimi amici biologi impegnati nel campo della ricerca e nella sperimentazione e quando si parla di queste cose spesso sono prevenuti e contro a prescindere. Sinceramente credo che essere contro o a favore a prescindere non porti a niente, ma sarebbe bello avere una mentalità aperta discutere le teorie su dati scientifici e casi di studio reali.

    • jasonfweb scrive:

      Leggerò con interesse. Non si è contro a priori, sarebbe sbagliato. L’importante è rendersi conto che quelle che qualcuno vuole fare passare come verità (per qualche motivo), ora non lo sono, purtroppo.

  8. Morlock scrive:

    Finalmente leggo un’articolo degno di nota…….e dei vegani che ho conosciuto e/o letto su FB mi hanno dato tutti la stessa impressione…..gente piena di soldi legata a letamai sociali e alternativi del sabato sera che parlano per frasi fatte spacciandosi per intellettuali avendo magari la terza media notturna,attaccando chiunque come se fossero i testimoni di geova di nuova generazione 😉

  9. Fabio Cavallotti scrive:

    Premetto che mangio poca carne, soprattutto per motivi etici e perché ciò garantisce una tendenziale sostenibilità ambientale al crescere della popolazione terrestre. Che possa aiutare nella prevenzione lo dicono le statistiche. Sicuramente non elimina il rischio di malattie e neppure le guarisce. Se non sbaglio Steve Jobs era vegano, no?

  10. Roman scrive:

    mah…il cancro è in forte aumento da 50 anni a questa parte. ogni 4 persona sviluppa un cancro nel corso della sua vita, il che significa che, uno la prevenzione e cura scientifica non hanno purtroppo le risposte adeguate per affrontare questa situazione, e due che la chemio terapia non da i risultati necessari. Questi sono fatti. Detto questo, è palese che il livello di consumo di carne dei giorni nostri è esagerato e che l’alimentazione in genere sia completamente lasciato in mano ai prodotti di produzione industriale. Uno degli oncologi più competenti a livello internazionale consiglia da 20 anni di togliere le mani dalla carne o comunque di non mangiarla più di 2-3 volte (!!!) alla settimana. Consiglio un filmato molto illuminante intitolato ‘un equilibrio delicato’ che senza forzature mette a punto una serie di cose che alla maggior parte della gente non piace sapere e capire.

  11. albero scrive:

    Articolo pessimo e apparentemente rigoroso solo per chi non sa niente di questi temi. Oltre ad aver fatto intendere che il corpo avrebbe bisogno di ferro eme per utilizzarlo così com’è, con l’intera molecola dell’animale da attaccare direttamente ai globuli rossi (!!), ha completamente stravolto il contenuto del libro di Campbell, che comunque ha un’importanza molto limitata, dato che gli studi condotti su vegetariani e vegani SONO ALTRI.

    L’alimentazione vegetariana è protettiva soprattutto per le cardiopatie e per il diabete, parlando del cancro gli studi più grossi sono questi:
    1) Cancer Incidence in British Vegetarians, che somma i dati di due grossi studi condotti in Inghilterra dall’università di Oxford http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19536095
    2) Vegetarian diets and the incidence of cancer in a low-risk population, condotto tra gli avventisti del settimo giorno, la popolazione più longeva del mondo http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23169929
    Comunque non si parla di cura, ma di prevenzione.

    Oltre a questi, ci sono altri studi che mettono in relazione il consumo di di carne, di latte, di uova, di ferro eme, di colesterolo, di IGF e di altre sostanze animali all’insorgenza di tumori ed altre malattie, come per esempio il China Study, che però non è l’unico http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/progetto_cina.html

    Trovate un riassunto dei dati più importanti in questo video della dottoressa Luciana Baroni: “Dati affidabili, come riconoscerli?”
    https://www.youtube.com/watch?v=A5qF61zEJow

    I presunti rischi dell’alimentazione vegana potrebbero essere 2, o meglio 1 e mezzo:
    1) carenza di vitamina B12, che si trova anche in latticini e uova, per cui la maggior parte dei vegetariani non ne ha carenza, ai vegani si consiglia un integratore
    2) (forse) possibile bassa assunzione di calcio, nonostante le migliori fonti di calcio sono i vegetali e nonostante è facile assumerne coi soli vegetali quantità adeguate, purtroppo spesso anche i vegani mangiano poca frutta e poca verdura, che in mancanza di latte sono le principali fonti di calcio

    Infine, per essere vegetariani non è assolutamente necessario né studiare bene la propria dieta, né farsi aiutare da una figura professionale, né supplementare altro se non la vitamina B12 nel caso si limitino anche i latticini, né fare combinazioni. In effetti le regole dell’alimentazione sono le stesse per vegetariani ed onnivori: mangiare frutta, verdura, cereali, legumi e noci, la carne è in più, non è una cosa da sostituire.

  12. Ma nessuno parla dei danni che provoca lo zucchero ( che è il maggior responsabile della produzione di colesterolo estrogeno che va ad aggiungersi a quello endogeno che non può essere modificato )? Nessuno ha mai sentito parlare di Yukon o di Linus Pauling?

  13. Elio scrive:

    Ciao,

    io sono “Tizio Veg Caio”. Quello che “di questi tempi basta voltare lo sguardo” e te lo trovi davanti.

    Ti chiedo scusa se la mia esistenza ti disturba.

    Ti chiedo scusa anche se ora dico qualcosa sull’argomento visto che mi pare ti disturbi il fatto che la gente lo faccia visto che “ti chiedi come possa essere permesso parlare di temi cruciali per la salute della cittadinanza, così, senza il minimo scrupolo.”

    Intanto credo che la cittadinanza abbia tutto il diritto di essere informata sull’esistenza di possibili cure alternative. E ognuno poi ha il diritto di scegliere come curarsi.
    Io non sono un biotecnologo come te, quindi mi perdonerai per la povertà dei miei contenuti in materia, ma credo molto nell’osservazione.
    Osservazione come strumento di misura.
    Nella mia vita ho conosciuto tante persone che sono morte di tumore. Queste persone hanno seguito tutte le cure tradizionali, quelle cioè riconosciute dalla comunità scientifica.
    Essendo vegano, per scelta puramente etica e non salutistica, sono venuto a contatto con altre realtà.
    Ho scoperto varie cure alternative e soprattutto ho conosciuto persone che hanno abbandonato le cure tradizionali e hanno abbracciato quelle alternative.
    Ora dalle mie osservazioni, nella mia piccola e inutile vita da vegano (che a quanto pare disturba molto chi non lo è, anche se non ho ancora capito perché), per ora, la dieta vegana mi è sembrata molto più efficace di qualunque altra terapia.

    Comunque, già mi sono dilungato molto più di quanto avrei voluto.
    La mia critica principale a questo tuo articolo è un’altra.
    Hai scritto un articolo totalmente di parte, non sei stato assolutamente obiettivo.
    Sei stato anche molto poco rispettoso nei confronti di chi ha fatto una scelta diversa dalla tua.
    Una scelta che rispetta la vita altrui, fatta per evitare ad altri esseri sofferenze non necessarie.

    Ciao
    “Tizio Veg Caio” (in arte Sempronio)

  14. Elio scrive:

    Ciao,

    è la terza volta che posto il commento, spero che questa volta funzioni…

    io sono “Tizio Veg Caio”. Quello che “di questi tempi basta voltare lo sguardo” e te lo trovi davanti.

    Ti chiedo scusa se la mia esistenza ti disturba.

    Ti chiedo scusa anche se ora dico qualcosa sull’argomento visto che mi pare ti disturbi il fatto che la gente lo faccia dato che “ti chiedi come possa essere permesso parlare di temi cruciali per la salute della cittadinanza, così, senza il minimo scrupolo.”

    Intanto credo che la cittadinanza abbia tutto il diritto di essere informata sull’esistenza di possibili cure alternative. E ognuno poi ha il diritto di scegliere come curarsi.
    Io non sono un biotecnologo come te, quindi mi perdonerai per la povertà dei miei contenuti in materia, ma credo molto nell’osservazione.
    Osservazione come strumento di misura.
    Nella mia vita ho conosciuto tante persone che sono morte di tumore. Queste persone hanno seguito tutte le cure tradizionali, quelle cioè riconosciute dalla comunità scientifica.
    Essendo vegano, per scelta puramente etica e non salutistica, sono venuto a contatto con altre realtà.
    Ho scoperto varie cure alternative e soprattutto ho conosciuto persone che hanno abbandonato le cure tradizionali e hanno abbracciato quelle alternative.
    Ora dalle mie osservazioni, nella mia piccola e inutile vita da vegano (che a quanto pare disturba molto chi non lo è, anche se non ho ancora capito perché), per ora, la dieta vegana mi è sembrata molto più efficace di qualunque altra terapia.

    Comunque, già mi sono dilungato molto più di quanto avrei voluto.
    La mia critica principale a questo tuo articolo è un’altra.
    Hai scritto un articolo totalmente di parte, non sei stato assolutamente obiettivo.
    Sei stato anche molto poco rispettoso nei confronti di chi ha fatto una scelta diversa dalla tua.
    Una scelta che rispetta la vita altrui, fatta per evitare ad altri esseri sofferenze non necessarie.

    Ciao
    “Tizio Veg Caio” (in arte Sempronio)

  15. Alessandra Giannini scrive:

    Non entro nel merito dell’articolo che ovviamente non mi piace, ma volevo fare solo una precisazione. Il Ph che si controlla è quello delle urine e non del sangue. Sarebbe deleterio avere un Ph del sangue a 5! I succhi gastrici non distruggono i cibi alcalini. Il Ph dell’urina, misurato prima e dopo aver bevuto, per esempio, un estratto di frutta e verdura (senza arance e pompelmi), varia tantissimo nel giro di pochi minuti. Banalmente anche bere acqua tiepida e mezzo limone al mattino (il limone pur essendo acido diventa alcalino all’interno del corpo) mezz’ora prima della colazione, rende più alcalini e si capisce che fa bene (anche senza test del Ph) perché in 3 giorni la pelle del viso si leviga, diventa molto più liscia, oltre a tutta una serie di vantaggi per l’intestino. Evitando inutili polemiche consiglio la lettura di The China Study, il più grande studio al mondo condotto su persone. Cordialità.

  16. antomas scrive:

    Non sono un tecnico della materia, chiedo scusa. Sono vegano. Non per scelte etiche né “salutistiche”; solo per netta “evidenza”. Da tre anni, in famiglia, abbiamo eliminato “tutto” il cibo in questione. Da allora abbiamo risolto (finora in maniera apparentemente definitiva): allergia a graminacee e parietaria (dopo 40 anni vissuti da “allergico”), dermatite seborroica, mal di schiena, sovrappeso, alito cattivo a sudori maleodoranti e, soprattutto, se mi permettete, asma bronchiale in bambio di poco più di due anni. Naturalmente dopo aver sperimentato vaccini antiallergici, antistaminici, spray nasali, cortisonici e tutto quanto previsto da Big Pharma (come amano definirla queste “piaghe” di vegani). Ora, in tutta sincerità, che voi “addetti ai lavori” vogliate trovare la verità assoluta su nesso di causalità e semplice correlazione ben venga. Nel frattempo, però, sarebbe auspicabile una informazione reale e non basata su interpretazioni (non voglio definirli interessi) delle varie “fazioni” in campo. Sarebbe anche bello se, ogni tanto, i signori medici, ci proponessero delle “alternative” alimentari ai tanto amati farmaci. Così, giusto per non lasciare niente di intentato. Sicuramente tre anni non fanno storia ma, vi assicuro, che se domani la dieta vegana dovesse trasformarsi in un danno per la salute mia e dei miei familiari, state pur erti che con la stessa serenità ed umiltà con cui ci siamo avvicinati alla scelta vegana, non avremo nessun tentennamento a tornare all’alimentazione onnivora o a sperimentare altri tipi di stile alimentare. Consentiteci, però, di sperimentare la cosa direttamente sul campo. Grazie per il sereno ed umile confronto.

  17. antomas scrive:

    Ci riprovo, chissà che mi pubblichino.
    Premetto che non sono un tecnico addetto ai lavori. Purtroppo sono vegano. Non per questioni etiche né salutistiche; solo per chiara enetta evidenza. Da tre anni in famiglia tutti vegani. Abbiamo risolto allergia a graminacee e parietaria (dopo 40 di vita da “allergico”), dermatite seborroica, sovrappeso, mal di schiena, alitosi, sudori maleodoranri, calli e, soprattutto, asma bronchiale in bimbo di poco più di due anni. Naturalmente proveniamo da dieta onnivora e farmaci “standard”: cortisonici, antistaminici, vaccini antiallergici, spray nasali e tutto quanto richiesto dai vari malanni. Finora funziona! Niente più medicine. Vi ringraziamo perl’attenzione e l’impegno che profondete nella ricerca di sempre maggiore chiarezza circa i meccanismi della natura ma, nel frattempo, si potrebbe auspicare maggiore correttezza di informazione? Basta con le interpretazioni (per interesse?) di parte. Perché non proporre qualcosa di alternativo ai soliti farmaci in sede di consultorio medico? Così, giusto per non lasciare nulla di intentato. Allo stato, poco ci interessa se la caseina necessita anche dell’aflatossina per essere definita cancerogena se, poi, basta togliere latte e formaggi per non correre più al pronto soccorso pediatrico nottetempo per far tornare la saturazione di tuo figlio (di poco più di due anni) a livelli accettabili! Almeno proviamoci, o no? Ragazzi, mentre cerchiamo la prova scientificamente inconfutabile, proviamo a migliorare la qualità della vita facendo prevenzione, a partire da quello che ingurgitiamo. Nessun problema, vi assicuro, a tornare onnivori o a sperimentare nuove strade se,domani, dovessi tornare a soffrire di allergia o dermatite. Garantito. Sono vegano, mica scemo!
    Grzie per il sereno, umile e costruttivo confronto. Avanti così.

  18. antomas scrive:

    Ci riprovo per la terza volta, chissà che mi pubblichino.
    Premetto che non sono un tecnico addetto ai lavori. Purtroppo sono vegano. Non per questioni etiche né salutistiche; solo per chiara e netta evidenza. Da tre anni in famiglia tutti vegani. Abbiamo risolto allergia a graminacee e parietaria (dopo 40 di vita da “allergico”), dermatite seborroica, sovrappeso, mal di schiena, alitosi, sudori maleodoranti, calli e, soprattutto, asma bronchiale in bimbo di poco più di due anni. Naturalmente proveniamo da dieta onnivora e farmaci “standard”: cortisonici, antistaminici, vaccini antiallergici, spray nasali e tutto quanto richiesto dai vari malanni. Finora funziona! Niente più medicine. Vi ringraziamo per l’attenzione e l’impegno che profondete nella ricerca di sempre maggiore chiarezza circa i meccanismi della natura ma, nel frattempo, si potrebbe auspicare maggiore correttezza di informazione? Basta con le interpretazioni (per interesse?) di parte. Perché non proporre qualcosa di alternativo ai soliti farmaci in sede di consultorio medico? Così, giusto per non lasciare nulla di intentato. Allo stato, poco ci interessa se la caseina necessita anche dell’aflatossina per essere definita cancerogena se, poi, basta togliere latte e formaggi per non correre più al pronto soccorso pediatrico nottetempo per far tornare la saturazione di tuo figlio (di poco più di due anni) a livelli accettabili! Almeno proviamoci, o no? Ragazzi, mentre cerchiamo la prova scientificamente inconfutabile, proviamo a migliorare la qualità della vita facendo prevenzione, a partire da quello che ingurgitiamo. Nessun problema, vi assicuro, a tornare onnivori o a sperimentare nuove strade se, domani, dovessi tornare a soffrire di allergia o dermatite. Garantito. Sono vegano, mica scemo!
    Grazie per il sereno, umile e costruttivo confronto. Avanti così.

  19. antomas scrive:

    chiedo scusa a tutti per il ripetuto invio. Alla fine, però, ce l’ho fatta 🙂

  20. Mike Lazy scrive:

    questo articolo, come tanti altri, rappresenta proprio l’opposto di quello che va affermando, ossia l’estremismo anti-vegano. un miscuglio di informazioni, messe in bocca ad una persona fittizia, per far passare i vegani come pazzi ignoranti. io ho visto qualche vegano che parla senza cognizione di causa, ma ho visto sicuramente molti più onnivori dare addosso ai vegani, e questo è INDISCUTIBILE. la faziosità dell’articolo traspare da ogni singola frase, da ogni singola parola. il tono saccente, l’accurata selezione degli argomenti (che tralascia volutamente quelli più scomodi a favore del veganesimo), ricorda nella maniera più assoluta il modo di fare giornalismo tipico degli ultimi anni. poi che il tutto sia scritto bene è un altro discorso. prima che mi diate addosso come dei forsennati IO SONO CARNIVORO (per ora), ma io rispetto le scelte degli altri. non rispetto però i fascisti che vogliono imporre a me le loro scelte.

    • antomas scrive:

      Per quello che puo’ servire,da ex carnivoro convinto,permettimi di manifestarti tutta la mia condivisione per quanto rappresentato. Ovvio che a “sostenere scientificamente” le loro posizioni (?) sono impareggiabili. Alla platea,di conseguenza, si rimanda la capacita’ di discernimento (supportata,possibilmente,da un minimo do conoscenze sull’argomento).

    • jasonfweb scrive:

      Non tutti i vegani parlano così, mi pare di essere stato chiaro nel riferirmi a quelli estremi quando sono andato pesante.
      Io parlo della mia esperienza, e non è ho incontrato uno solo. Poi per ognuno pieno di follia ce ne saranno 10 di ragionevoli, o vegetariani spero. Infatti del vegetarianesimo ho parlato più che bene mi spero.

      Vorrei poi parlare della faziosità, delle fonti. Lo dico spesso, tutti hanno diritto alla loro opinione, ma non tutte hanno lo stesso valore.
      Lo stesso vale per le fonti. Ovviamente quando scrivo un articolo SELEZIONO solo le fonti attendibili e verificabili, con un po’ di buon senso. Bisogna imparare a riconoscerle, ed è una cosa che impari in un corso di studio come il mio, per esempio

      • antomas scrive:

        Tanto di cappello per il tuo altisonante corso di studi;nessuno ha mai messo in dubbio il tuo bagaglio culturale e le tue specifiche conoscenze. Ci mancherebbe. Ciononostante,fatti alla mano,sebbene non supportati da prove scientifiche,alcune teorie del mondo accademico non trovano riscontro nella quotidianita’. Scusami se mi ripeto,ma se non avessi tolto latte e formaggi dalla dieta di mio figlio adesso saremmo ancora schiavi di cortisonici e vasodilatatori di ogni ordine e grado. Sei assolutamente sicuro che la dieta vegana non sia all’altezza di quella vegetariana? Da dove prendono la B12 i capi allevati nelle attuali strutture se non hanno mai visto un prato? Che gliele somministrino con la stessa forma con cui gli iniettanoantibiotici ed ormoni? Sei assolutamente certo che il ferro non eme non sortisca i medesimi effetti del ferro eme? Io non ho risposte scientifiche da fornirti ma di casi vissuti direttamente sulla mia pelle e della mia famiglia ne ho almeno una dozzina. Perche’ non proviamo ad invertire le cose? Ovvero,perche’ non cominciare a provare scientificamente che cibi raffinati e di origine animale non fanno scientificamente male alla salute e poi,semmai, sulla scorta di cio’, provarne gli effetti deleteri sulla salute?

  21. domenico scrive:

    questo articolo denota o ignoranza pura oppure mistificazione mettetela come vi pare.la realtà accertata è che le proteine animali non sono cibo e neanche nutrimento per l’uomo che è ne carnivoro e ne onnivoro ma fruttariano,al massimo si adatta nel senso negativo del termine fin quando il nostro corpo resiste,dopo di che scatta la malattia a furia di trattare il nostro corpo come una discarica.quindi se volete chiamarlo cibo e non spazzatura si tratta di cibo antifisiologico per l’uomo.non mi dilungo e ci sarebbe tanto da dire,ma riguardo agli aminoacidi piu completi o a largo spettro delle proteine animali è vero in teoria ma in pratica è una bufala è il caso proprio di dirlo,mi spiego:le proteine per essere assimilate devono essere scisse in aminoacidi e fi qui ci siamo,ma l’uomo è completamente sprovvisto di enzima uricasi e il nostro stomaco è ipocloridrico e ciò implica che non possiamo rompere il guscio proteico di origine animale perchè solo i carnivori possono farlo essendo attrezzati di un patrimonio enzimatico adatto.quindi non possiamo assorbire gli aminoacidi perche non possiamo digerirne le proteine se non con un tremendo sforzo del sistema immunitario reni e fegato.usare il sistema immunitario per la digestione è la cosa piu dannosa che si possa fare ma è quello che la maggioranza delle persone fa piu volte al giorno vittima di questo sistema di falsa scienza che trae enormi profitti dalla nostra malattia,saluti

    • antomas scrive:

      aggiungi pure che la belva da quando termina il pasto a quando lo espelle impiega un lasso temporale compreso tra le due e le quattro ore. Noi, in media, cinquanta ore. Ma non fa testo. Come la leucocitosi, del resto.

  22. Sonia scrive:

    Scusa mi devo finire di leggere l’articolo, l’ho stampato perchè sul computer non mi piace leggere cose troppo lunghe, solo una domanda, mi spieghi perchè un vegano dovrebbe essere estremista? Ti dico io perchè: alla tua età la pensavo nella stessa maniera, e dicevo che i vegani erano dei pazzi assatanati, altezzosi, arroganti ed estremisti. Il punto è che serve TEMPO! All’inizio ti hanno insegnato delle cose, poi ti informi e fai le tue scelte. Io 5 anni dopo, molta informazione dopo, e dopo un processo di cambiamento durato un anno e mezzo (nn dall’oggi al domani) sono vegana e nn melo sarei mai aspettato. Quello che tu chiami ‘estremismo’ è semplicemente guardare una cosa da troppo lontano, ti sembra estrema e irraggiungibile ma per chi ci è arrivato piano piano dandosi il tempo di adattarsi al cambiamento non è così, semplicemente gli sembra di vivere in maniera perfettamente adatta ai suoi bisogni nutrizionali, equilibrata e consapevole, e sopratutto…. mio dio…. non si mangiano solo verdurine daaaai! Per i dati scientifici che riporti non li ho commentati perchè mi interessava solo difendere il mio diritto di mangiare quello che ritengo più giusto senza rompere le palle a nessuno e senza essere chiamata estemista. Grazie

  23. Ruggero Martina S scrive:

    Umberto Veronesi , Vegetariano , oncologo di fama mondiale , afferma un’insorgenza maggiore di neoplasie , nei soggetti che mangiano Carne. A mio modesto parere , l’inquinamento è la base mutogena del Cancro.Nell’era dell’inquinamento , trovare un nutrimento Sicuro è Raro.Quindi : Vegetariano , Vegano , Carnivoro , il vero dilemma è: Quali sostanze e inquinati mangiamo giornalmente?

  24. francesco_manciocchi scrive:

    Ottimo articolo sebbene un po’ ostico e da addetti ai lavori. Personalmente consumo pochissima carne (una volta a settimana o giù di lì) ma quando sento dire che la dieta vegetale è la migliore possibile sorgono i primi dubbi non foss’altre perché – come ampiamente spiegato – non può sopperire efficacemente a tutte le proteine di origine animale. Quando poi qualcuno tira fuori la parola “fruttariani” riferita a noi umani mi viene da sorridere (ma chi l’ha coniata sta parola?). Noi umani siamo onnivori dalla notte dei tempi ed è stata solo la nostra razionalità a renderci vegetariani o vegani. Il nostro organismo non si pone problemi etici in condizioni normali. Ecco perché se finissimo come quei superstiti sull’aereo schiantatosi sulle Ande, finiremmo per divorare i corpi dei passeggeri deceduti.

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