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Perché con un curriculum in formato europeo non troverete mai lavoro (e come scriverne bene uno)

Direttore del programma di accelerazione di LVenture/LUISSENLABS, è uno degli ideatori di InnovAction Lab, di cui è presidente. Ha fatto parte del team dei fondatori di due start-up internazionali, chiudendo accordi con clienti, partner ed investitori in tre continenti. Oltre che essere uno dei fondatori di Roma Startup e co-chair della Governance di BAIA Italia, Augusto è advisor e board member di diverse startup innovative, mentor del Founder’s Institute, speaker sui temi dell’innovazione e del rapporto tra start-up e Venture Capital e contributor di CheFuturo. Laureato in ingegneria, nel tempo libero ama stare in famiglia, i piaceri conviviali, la conversazione brillante e le lunghe passeggiate.

Una delle cose che maggiormente mi infastidiscono quando devo leggere dei curriculum è il cosiddetto formato europeo e le sue varianti. Il fastidio che provo nel ricevere dei curriculum in tale formato è così grande da aver invitato tutti a non inviarlo mai di propria volontà, ma di ricorrerci solamente obtorto collo laddove venga esplicitamente richiesto e si è nella spiacevole condizione di dover necessariamente trovare un lavoro, accettando anche la produzione di siffatto curriculum come onesto compromesso per ottenerlo.

In quest’ultimo caso, comunque, consiglio sempre di guardare con sospetto chi richieda tale formato e, laddove si venga assunti, cercare di capire se la richiesta nasce da un responsabile delle risorse umane incapace, e a quel punto il tempo che verrà impiegato per licenziarlo sarà una buona misura dell’efficienza dei processi dell’azienda nella quale si è entrati, oppure è una vera e propria perversione dell’azienda stessa, e in questo caso si potrà iniziare immediatamente la ricerca di un nuovo posto di lavoro con la tranquillità però di chi non è così disperato da produrre un CV europeo per ottenerlo.

Ma quali sono i motivi di tale repulsione?

Nel mondo nel quale sono cresciuto tanti anni fa, un buon curriculum vitae aveva due caratteristiche:

  1. dava le informazioni fondamentali sul candidato (ad esempio: età? Stato civile? Ha figli? Ha fatto il servizio militare? Dove abita?);
  2. doveva far capire quali fossero le competenze e le esperienze del candidato (ad esempio: ha titoli di studio superiori? Quale università ha frequentato? Con quale voto ha ottenuto la laurea? Cosa ha fatto dopo gli studi? Dove ha lavorato? Quando? Con quali mansioni e quali risultati?).

Ma oggi quel mondo è finito per via della competizione. Quel modo di fare un CV, infatti, aveva senso quando, per fare un esempio, per un posto di lavoro si ricevevano 100 candidature di cui solo 10 erano di persone con i requisiti realmente aderenti alla posizione offerta. Lo scopo del selezionatore era dunque quello di individuare questi 10 candidati, chiamarli per un colloquio e poi effettuare la selezione. Erano i tempi in cui, per fare un esempio, un laureato in ingegneria era raro; se poi sapeva pure progettare qualcosa era un plus non trascurabile; se per caso sapeva anche parlare un inglese sufficiente aveva un vantaggio competitivo mostruoso sulla concorrenza.

Ma oggi?

Qualche tempo fa mi sono trovato a ricevere, in pochi giorni, 400 candidature per un posto di analista nel fondo per il quale lavoro. Dei 400 curriculum ricevuti, almeno la metà erano sulla carta perfettamente qualificati per la posizione offerta: età giusta, laurea giusta con votazione lusinghiera, inglese perfetto, seconda lingua piuttosto buona, esperienza pregressa interessante. Cosa fare, allora, passare a fare i colloqui a 200 candidati?

In realtà ne ho chiamati solo una dozzina: perché?

Perché in un contesto come quello attuale è di capitale importanza la capacità di far capire, dal semplice CV, non solamente chi siamo e cosa sappiamo fare, ma anche che tipo di persona siamo: siamo attenti ai dettagli, o no? Quando suona la campanella, stacchiamo dal lavoro oppure non molliamo la presa sino a quando non lo abbiamo portato a termine? Abbiamo una mentalità imprenditoriale o permettiamo alla nostra job description di essere un ostacolo tra noi e ciò che andrebbe fatto? Sappiamo intergrarci con i colleghi? Cosa ci aspettiamo dal lavoro per il quale stiamo candidandoci: ci interessa realmente, o è solo un mezzo onesto per pagare le spese?

Queste sono solo alcune delle domande a cui un curriculum scritto con chiarezza, formattato e strutturato con il nostro stile, riesce a rispondere agli occhi di chi lo sa leggere. Ognuno di noi ha un suo stile di comunicazione e ognuno è libero di decidere cosa comunicare, come e quando: come può un qualsiasi standard, uguale per tutti e deciso in qualche ufficio lontano, riesca a cogliere le infinite sfumature del nostro carattere, delle nostre ambizioni e speranze?

Quello che potrà cogliere sarà, nel migliore dei casi, solamente chi siamo e cosa sappiamo fare. E’ il formato perfetto per chi effettua selezioni del personale con criteri burocratici, criteri per i quali la selezione è effettuata dando dei pesi ad ogni voce del formato europeo (e questo spiega anche l’incredibile prolissità che viene indotta dal formato stesso), per poi selezionare il candidato che ha più punti, senza prendersi il rischio di scegliere e selezionare il candidato migliore per quel lavoro o per quella specifica necessità.

E’ l’approccio originato dalla utopia dell’iper-oggettivismo che nasce dalla ipertrofia burocratica che sta uccidendo il nostro paese. Ma forse questo è un altro discorso.

Roma 19 marzo 2013
Augusto Coppola

  • Ettore Del Negro

    “dava le informazioni fondamentali sul candidato (ad esempio: età? Stato civile? Ha figli? Ha fatto il servizio militare? Dove abita?)”
    Tali informazioni mi risulta siano persino illegali negli USA, e ad ogni modo dovrebbero essere omesse per motivi di discriminazione.

    • Paolo Samuel Gazzola

      Dici se sei sposato, single, divorziato o asessuato pure nella settimana enigmistica, e te mi vieni a dire che età, stato civile e indirizzo son informazioni illegali? 😀

      • AlbertoF

        Non è che siano illegali, ma nei paesi seri sono informazioni che non vengono mai messe nei resume perché potenzialmente discriminatorie. O meglio non si vuole dare l’impressione che si scarti un candidato per questioni anagrafiche o di genere

        • Jessica

          In America è proprio illegale invece

    • Maurizio Cerrato

      stavo per scrivere la stessa cosa.

    • Maddalena Barlotti

      concordo…se queste sono informazioni “fondamentali” siamo messi bene…!

      e cmq non capisco come possa un cv far capire se la persona si integrerà bene con i colleghi o se alle 6 gli cadrà la penna…?

    • LuigiRosa

      Sono consulente IT e ho fatto selezione di personale IT negli USA (in Florida) per conto di un cliente. L’HR locale mi ha spiegato bene cosa dovevo chiedere e cosa no.

      E’ illegale CHIEDERE quelle informazioni durante il colloquio, ma non e’ illegale FORNIRE le informazioni nel CV.

      In quelli che ho elaborato (circa 100 per un helpdesk 1st level, chiamati 10, arrivati via Monster) tutti avevano data di nascita e luogo di residenza. Lo stato civile e i figli erano per me irrilevanti, ma non credo che avrei potuto chiederli.

      Amici che fanno i dirigenti negli USA mi avevano avvisato che ci sono delle persone che fanno interviste “per lavoro” per cercare di beccare in fallo l’esaminatore e denunciarlo. Gente cosi’ la butterei nel tritadocumenti.

      Di fatto negli USA si possono fare domande solo relative al lavoro. Poi ci sono aziende con 200 dipendenti in una sola sede 195 dei quali bianchi piu’ bianchi che non si puo’ (nemmeno ispanici), ma quello per loro non conta.

      Concordo al 100% sulla schifezza del CV europeo.

    • Cristian Consonni

      Età [desumibile dalla data di nascita], nazionalità e sesso però sono presenti anche nel modello del CV in formato europeo: http://europass.cedefop.europa.eu/it/documents/curriculum-vitae/templates-instructions/instructions/pdf.pdf

    • giulia_b

      Esatto. Peraltro non si capisce cosa direbbero tutte queste informazioni rispetto alla capacità di svolgere o meno un lavoro. Ma mettiamoci pure il genere, se è ancora fertile, se è fidanzata e si vuole sposare, se ha comprato casa, se la suocera la stressa, se a calcetto fa il portiere. Per carità, abbondiamo.

  • Le domande a cui il CV dovrebbe rispondere, tra l’altro, sottointendono delle risposte che non ovunque nel mondo sono apprezzate. Per esempio in Inghilterra è sì apprezzato chi lavora un’ora in più per finire quello che ha da fare, ma non è svalutato chi invece decide che il suo orario di lavoro 9-17 va rispettato.

    Circa la mentalità, la sottile linea tra l’intraprendenza del fare un passo in più del dovuto e l’arrivismo a scapito di qualsiasi cosa è un altro sottointeso che mi spaventa un po’. Per molti un lavoro è veramente solo un modo onesto per pagare le bollette e vivere la propria vita al di fuori dell’ufficio.

    Leggendo il commento, passo da pigro e fannullone, peccato che in Inghilterra io faccia il ricercatore in Università, non esattamente un lavoro 9-17 che si può smettere uscendo dall’ufficio. Eppure…

  • Mario Govoni

    Credo che il cv europeo sia nato per mettere le informazioni in un certo ordine e agevolare il compito di chi lo deve leggere.
    Ma se lei preferisce usare l’espressione “E’ l’approccio originato dalla utopia dell’iper-oggettivismo che nasce
    dalla ipertrofia burocratica che sta uccidendo il nostro paese” la metta pure in questo modo … da un punto di vista semantico credo che la frase sia ridondante e che lei usi parole come “iper-oggettivismo” (francamente orribile) per nascondere la pochezza del contenuto.

    • rokzombie

      Posizione per la quale si concorre: estimatore di Mario Govoni.

      Ultime esperienze professionali: malcapitato lettore di baggianate ultra-liberal.

      Commenti: CLAP CLAP CLAP!

      • bove

        Maf…… vedo che tutti..o quasi… sono in accordo con te…….. Beh… da quarant’enne laureato dipende da 20 anni la mia esperienza mi dice che pensarla come te NON PORTA DA NESSUNA PARTE!!!!!!! Anzi fate la figura dei LAVATIVI agli occhi dell’imprenditore.
        Io laureato malissimo e con minori competenze rispetto a tanti altri MI VENGONO A SUONARE IL CAMPANELLO A CASA!!!!!! PROPRIO PERCHÉ NON MOLLO LA PRESA E NON VADO A CASA QUANDO SUONA LA CAMPANELLA!!!!!
        Non dico di calarsi le braghe e mettersi a 90…. altrimenti diventi la “PUTTANA”del titolare. Ma per me il dipendente DEVE lavorare con mentalità imprenditoriale per RISOLVERE PROBLEMI in azienda. Non fare il compitino e aspettare fine mese…. altrimenti faccia concorsi statali se conosce qualche paraculo!!!!

        • paolo

          sono pienamente d’ accordo con Bove, sembra che sia assodato che i vecchietti come me ,si siano trovati la strada aperta a 360°, non è una sciocchezza dire che la gavetta è un espediente. l’ hanno fatta tutti, e una volta era ancora più difficile trovare da lavorare. scusatemi sigg laureati , voi prendereste uno come Voi a lavorare con stipendio uguale a uno che ha 15 anni di gavetta sulle spalle? anche se solo diplomato? Ci vuole umiltà e voglia di sacrificio, e forse verso i 35 anni comincerai a vedere i risultati, del resto è successo a tutti prima di voi.NB -quando negli anni 80 è cambiata la legge , che un direttore doveva essere laureato, il vecchio direttore solo diplomato ha dovuto fare un passo indietro, e insegnare agli sbarbatelli ing inesperti i vari trucchi del mestiere, e accettare di vedere i loro stipendi sup al suo. e solo qlc ha avuto l’ umiltà di dire quando c’ erano dei problemi seri, ” aspettiamo il parere del perito di me non mi fido” che è tutto dire. morale siate modesti e accettate di fare la gavetta anche sottopagati, anche all’ estero non regala niente nessuno

    • Giadascript

      Anche io voglio concorrere per la posizione “estimatore di Mario Govoni”!

  • Emanuele Gruosso

    Condivido in pieno e se mi posso permettere, basandomi sulla mia vita, aggiungo che oltre ai criteri di valutazione è cambiata l’estrema flessibilità richiesta di questi tempi che ci mette perennemente sotto esame ogni volta che inizia un nuovo progetto. L’aspetto positivo (per chi vede il bicchiere mezzo pieno) è che possiamo rinnovarci e crescere continuamente in nuove “avventure” lavorative/imprenditoriali!

  • Pur condividendo il senso generale dell’articolo io credo che sia davvero difficile ottenere le informazioni di cui si parla da un curriculum perchè la realtà dei fatti è spesso diversa da quello che si scrive.
    Nel mio piccolo ho avuto modo di esaminare qualche migliaio di CV e di assumere oltre un centinaio di persone.
    Ho letto presentazioni di ogni genere dai classici e noiosi formati europei ed assimilabili a infografiche ricche e divertenti.
    Ritengo che la cosa che manca di più nella stesura di un CV è la capacità di storitelling che veramente poche persone padroneggiano.
    Per molti raccontare se stessi è la cosa più difficile, si da peso alla quantità tralasciando totalemente la qualità del proprio operato.
    Ma come si fa ad insegnare a persone in cerca di lavoro come sviluppare correttamente il proprio CV? Cosa è giusto?
    Ci vuole poco a scrivere sono un hard worker che ama gli ambienti collaborativi e stimolanti; questo basta per classificare un candidato come migliore?
    No, io credo di no.
    Se posso suggerire un prossimo post varrebbe la pena offrire un vademecum che aiuti chi è meno esperto in comunicazione a costruire un documento di presentazione più efficace.
    Non è la griglia del CV europeo ad essere sbagliata in se ma come la si riempie, come si permette all’headhunter di turno di percepire quelle sfumature che si possono solo cogliere e non leggere specialmente se chi fa la selezione non è un “burocrate” ma magari il CEO di una azienda che cerca persone con una indole affine alla propria.
    Il CV è un importantissimo strumento e oggi creare la giusta user experience per l’utente finale, l’headhunter, non è affatto banale…

  • Fabrizio D’Amore

    la realtà è che da un CV non si evince proprio nulla. è il colloquio ad essere fondamentale, dove entrano in gioco la capacità di “vendersi” del candidato e la l’esperienza di chi esamina per capire se il candidato è buono per quel lavoro

  • Andrea Paladin

    La richiesta di CV in formati standard è derivata proprio dall’illusione dei selezionatori di poter “misurare” in modo oggettivo le abilità di una persona tramite una strutturazione rigida del CV che, per sua natura, nasconde il suo contenuto informativo più indicativo proprio nella molteplicità della forma. Come tutte le scorciatoie, anche questa ha fallito…

  • Augusto, ma tipo… un CV come questo potrebbe andare?
    http://fabioarceri.altervista.org/MyScriptsPack/getfile.php?mode=repo&id=28

    😉

    Saluti.

    • Ah, avevo dimenticato di dire che tutto il mio sito è un intero curriculum on-line di posizionamento professionale. Ho costruito appositamente un piccolo ecosistema diffusivo fatto da blog, sito personale, social mediae e altri “web-landmarks”.

      Qui spiego le mie “fatiche” relative alla progettazione e alla materiale realizzazione di tutto, insieme ai risultati ottenuti: http://fabioarceri.blogspot.it/2014/03/im-now-ready-for-deep-reboot-of-myself.html

      Qui trovate il mio sito-curriculum: http://www.fabioarceri.altervista.org

      Spero qualcuno possa prendere spunto dalle mie idee, eventualmente migliorandole.

      Salutissimi e buona ricerca/invenzione del lavoro 😀

    • Mirach

      Il lavoro in italia è morto. Lo ha detto chiaramente il signore che è passato dall’altra parte della barricata. Tra un candidato tecnicamente preparato e un leccaculo che si fa sfruttare scelgo il secondo. Se volete trovare lavoro dovete far emergere questo in soldoni dal vostro curriculum. Siete disposti a farvelo mettere nello stoppino e fare finta di niente? Questa è la mentalità imprenditoriale richiesta al dipendente. E’ questo che vogliono, che facciate i loro interessi hahahaha. Il lavoro è morto ripeto. Le aziende con tanti dipendenti scompariranno. Berlusconi aveva ragione diventeremo tutti imprenditori di noi stessi 😀 volenti o nolenti è così. Gli altri rimarranno a farsi inchiapettare.

  • Francesco

    Chiedere l’età ad un candidato è discriminante e cosa diffusa solo in Italia…In Europa è proibito perchè considerato discriminatorio, come chiedere il colore della tua pelle e discriminarti per questo. In Italia, a causa di leggi fatte ad hoc da qualche parlamentare con apprendistati farlocchi, è cosa diffusa discriminare candidati per l’età senza considerare le eperienze acquisite e la potenzialità del candidato…

    • JeanLafitte

      ma che se sul CV formato europeo c’è pure la foto?

      • Licia Vitali

        Non sei obbligato a metterla…

        • JeanLafitte

          certo, ma dico se c’è la foto si vede pure se hai la pelle nera o bianca.

  • Adriano Santato

    infatti, chi dice che si deve fare in formato europeo, chi dice che si deve fare personalizzato, se posso dire la mia, secondo mia esperienza, non serve a niente se non si ha raccomandazione. avrò spedito u migliaio di curriculum circa, la maggior parte non mi hanno proprio calcolato, qualcuno ha addirittura cancellato la mail senza leggerla (mi occupo di assistenza informatica quindi me ne accorgo), e solo qualcuno mi ha chiamato per fare un colloquio ma mai messo alla prova, in sostanza dal 1997 anni del diploma solo due anni ho lavorato, perché non ho mai cercato raccomandazioni

  • Andrea Chiechi

    Secondo me hai scritto solo un mucchio di sciocchezze! Sono capaci tutti a scrivere tutte quelle belle paroline che dici te su un curriculum, se vuoi posso scriverti l’intera storia della mia vita su un foglio, ma tu chi sei per giudicare quello che io scrivo? Come fai a dire che tutto quello che ho scritto è pura realtà? Cos’hai una sorta di sesto senso? Complimenti, non è dote di tutti…

    Il curriculum europeo per quanto mi riguarda è uno specchietto nel quale chi si candida esprime sinteticamente le sue doti e attitudini a ciò che viene richiesto in una offerta di lavoro, il resto lo fa un procedimento che si chiama face-to-face.
    Se hai la presunzione di capire e conoscere una persona solo da quanto scrive, nell’ambito delle risorse umane poi, dove oggi pur di accaparrarsi uno straccio di lavoro tutti sanno fare tutto, sei proprio fuori strada, se non hai voglia si sentire perchè quella persona si sente adatta a quel posto e preferisci leggere un mucchio di carta: CAMBIA LAVORO!

    • Roberto Intravaia

      grande!!!!!

  • Carlo Denaro

    Staccare quando suona la campanella!? Nella mia piu che decennale
    esperienza di lavoro come freelancer, quando tu dai qualcosa in piu (una
    volta mi sono sparato 14 ore non stop di programmazione per salvare il
    progetto) inteso come sforzo.. in italia ricevi pacche sulle spalle.
    Chiaramente il discorso cambia quando hai a che fare con clienti seri (ad esempio tedeschi o statunitensi). E’ facile fare gli sbruffoni dicendo quella frase quando in “italia” non ho visto MAI una azienda premiare il dipendente. Nel mio caso in piu di 10 anni è avvenuto solo 1 volta con un intelligente imprenditore toscano. Il resto è fuffa per fare i fighi.

    • Alessandra Paulis

      come ti capisco…ho lavorato per 35 anni dando l’anima per le aziende per cui ho lavorato. Nell’ultima azienda seguivo la gestione a 360°, sostituendo il titolare (che sta investendo in America…) anche nelle pubbliche relazioni, affrontando debitori – banche e risolvendo problemi di ogni tipo. Informandomi su problematiche che “sulla carta” non mi competevano perchè ” semplice amministrativa “, ma che, per senso di responsabilità e per evitare costi ulteriori con professionisti esterni, ho cercato di risolvere. E cosa ho ottenuto? Mai un minimo appagamento, sia dal punto di vista professionale che economico ….niente di niente.

      • Maf

        quante ne ho viste, di “segretarie amministrative”, che mandavano avanti l’azienda… AS400/SAP, rapporti coi dipendenti, rapporti coi fornitori, rapporti con le banche, vero e reale polso della contabilità, della liquidità, della situazione debitoria, creditoria, le scadenze, e 3000 euro al mese di differenza tra lei e il capo, quello con Jaguar fuori la porta. Gente che non si è MAI resa conta del potere reale che hanno, che solo lo spettro della disoccupazione non li porta ad osare di imporre un aut aut al capo, che l’azienda senza di loro non ha e non può avere più di un anno, anno e mezzo da campare.

  • Adso da Melk

    Cambia il font dei post che si fa fatica a leggere
    sarà taaaaannnttto carrrrrino da vedere eh.. ma leggere, ecco no

    (oddio magari su mac sì, vai a vedere…)

    • Giacomo Coronelli

      Confermo, su Mac funziona bene 🙂

  • Maf

    E cari neolaureati alla ricerca di primo impiego, questo è una tipologia di capo che incontrerete piuttosto spesso, grande narcisismo, grandissime pretese, e poca comprensione.

    “Perché in un contesto come quello attuale è di capitale importanza la capacità di far capire, dal semplice CV, non solamente chi siamo e cosa sappiamo fare, ma anche che tipo di persona siamo: siamo attenti ai dettagli, o no? C Cosa ci aspettiamo dal lavoro per il quale stiamo candidandoci: ci interessa realmente, o è solo un mezzo onesto per pagare le spese?”

    E tutte queste cosette le si deduce da un CV? MI sembra un ottimo match tra il re dei paraculi che vuole essere assunto e il principe dei più furbi e narcisisti che crede di sapere più di quello che appare. Nella migliore delle ipotesi a questa gara vince chi sa scrivere meglio i CV secondo le regole personali di chi li leggerà, che cambieranno da Hr a Hr, un po’ come certe persone che hanno la pretesa di essere lette nel pensiero e ci si offendono pure se non ci si riesce. Il CV è un documento che richiede determinate competenze (linguistiche sopratutto), competenze che potrebbero o non potrebbero essere coincidenti con quelle del profilo ricercato. Se ci sono 400 profili adatti sceglierne una dozzina a seconda di quelli che solleticano meglio la propria vanità non è un metodo migliore di farli pescare a caso da una bambina di 8 anni bendata.

    E poi vogliamo dire due parole su quel “Quando suona la campanella, stacchiamo dal lavoro oppure non molliamo la presa sino a quando non lo abbiamo portato a termine? Abbiamo una mentalità imprenditoriale[…]?”
    Uno che pretende di avere più di quel che paga (addirittura la pretesa di un “imprenditore dipendente”) si qualifica già come un pessimo capo, che cerca un cretino di dipendente, uno che non sa fare i propri interessi e pretende che faccia quelli dell’azienda -interessi di cui non percepisce nessun guadagno incrementale e nè dovrebbe averne, visto che l’azienda non è sua e non ha rischio imprenditoriale in gioco. Se voleva fare l’imprenditore non si metteva a lavorare sotto padrone, no? Bastano poche centinaia di euro per aprire una partita IVA. Se il lavoro non è fatto quando la campanella suona o il dipendente non è capace di portarlo a termine entro i tempi previsti o il capo non sa dosare il carico di lavoro. Se non si è in grado di rispettare i rapporti con i propri dipendenti non ci si deve meravigliare se poi non lo fanno neppure i clienti.

    E questo lo dico da imprenditore, che son 15 anni che non lavoro più sotto padrone.

    • si ciao

      Concordo in toto. Io ti offro le mie competenze nelle prestazioni richieste, con l’esperienza avuta nel formato più chiaro possibile. Tutto il resto è un inutile contorno estetico, buono solo per quelle aziende milanesi piene di gente ottima nelle chiacchiere… e basta. Non vedo perchè per presentarti i miei lavori da programmatore, dovrei reinventarmi editor e/o grafico per compiacere il narcisismo del HR. Ma in fondo, se le premesse sono queste, meglio stare alla larga.

    • Marco Martorana

      Applausi per l’intervento.
      Diciamo che aggiungerei solo che dipende molto dal tipo di lavoro ricercato, e’ chiaro che se cercassi un grafico, pretenderei che alcune competenze venissero fuori gia’ dall’impaginazione e dallo stile del CV. Se cercassi un programmatore, più preciso è il CV meglio è.

      • Baroon Barry

        La verità è che chi fa selezioni del personale ha un serio problema di EGO ipertrofico, soprattutto se lo fanno per lavoro. Io con quella gente manco ci perderei tempo. Preferisco i colloqui che si basano su domande precise inerenti al lavoro, più che quelli che cercano di tracciare un profilo psicologico del candidato manco fossimo all’FBI alla caccia di un serial killer

    • Ila

      Concordo con te Maf. E da “quasi” neolaureata alla ricerca di un primo impiego mi domando: ma cosa ci devo mettere allora in questo curriculum europeo, non europeo, scritto come volete voi per non sentirmi dire che sono brava, competente e bla bla e vedermi offrire poi un posto assolutamente indecente dietro l’alibi della gavetta e con fumose promesse di una sfavillante carriera alla soglia dei 30 anni?? Io lavorerei alla fame per imparare e farmi esperienza, ma per reali opportunità di crescita. Tutte queste pretese dell’articolo in realtà sono uno scudo, lo scudo della disoccupazione giovanile dietro cui uomini adulti si nascondono e sfruttano ragazzi che potrebbero essere i loro figli, prendendoli in giro sulle reali prospettive.

    • Cristina

      Io ho un CV estremamente d’impatto: grafica, colori, una linea temporale che indica il mio percorso ecc., un “visual resume”.
      Mi ero convinta che avrei fatto colpo, che mi avrebbero richiamato quasi tutti per scoprire chi ci fosse dietro quel cv insolito. Poi lavoro nel campo della comunicazione, della creatività, ero sicura.
      L’unica telefonata che ho avuto dopo l’invio del cv era fuffa, come il lavoro proposto.
      Per il resto sono completamente d’accordo con te, Maf. Recentemente mi hanno chiesto d’innamorarmi dell’azienda per 8+ ore al giorno a 100 euro. Proprio innamorarmi, hanno detto.

      • zakmck

        WOW! Che io mi ricordi, è la prima volta che i commenti sono molto migliori e molto più istruttivi dell’articolo 🙂

    • E invece ha tutta la ragione…

    • Pag

      La prima volta nella mia vita che sono d’accordo con un imprenditore. Bravo.

    • Alex

      volevo sollevare qualche perplessita’ a proposito del post pubblicato dal coppola ma leggendo il tuo reply, non saprei cos’altro aggiungere .
      La tua analisi e’ … chiara e , oserei dire, completa. ^_^

    • Paolo Gelli

      MAF mi sei piaciuto!!!

  • Cristian Consonni

    My2cents: ho sempre pensato che, se si conoscono le caratteristiche di un curriculum ben scritto, allora si dovrebbe personalizzare il proprio.
    Il fatto è che, con quest’operazione, si rischia di produrre qualcosa di * davvero brutto* (a livello di contenuti, di stile, di grafica); mentre con il CV europeo, lasciandosi guidare dai suoi binari molto ben definiti, il rischio è molto più basso: un risultato forse insipido e nella media, ma prioprio per questo sicuramente né troppo bello, nè troppo brutto (possiamo discutere sul fatto che questo sia il modo migliore di approcciare un’offerta di lavoro).
    In una frase: con un CV personalizzato si può arrivare molto più in alto, ma si rischia anche di cadere molto più in basso, quindi… a ciascuno la libertà di valutare la soluzione che preferisce.

  • Roberto Paura

    Scritto da chi non ha alcuna conoscenza del mondo del lavoro in Italia (sì vabbè certo, le startup…)

  • Francesca Bandera

    in realtà il cv in formato europeo non piace neanche alle HR più burocratiche. Serve solo per i bandi e i concorsi o le gare in cui è specificatamente richiesto.

  • Albe

    eh beh. selezionare un analista in base a quanto “originalmente” scrive
    il suo cv mi sembra una mossa davvero astuta. Ammesso che sia la tua
    opinione (quando l’articolo trasuda posa e inconsistenza) una persona la
    valuti conoscendola, vedendola e anche così con un altissimo grado di
    azzardo. La normalizzazione di n cv nei suoi dati essenziali permette
    una scrematura tecnica, la bravura è capire quali sono i veri candidati
    ideali con un minimo di studio (se non fai ai compiti a casa tesoro mio
    forse non sei proprio portato a selezionare personale) e una buona parte
    di istinto. Detto questo, ciao.

  • Filcantieri Amministrazione

    …anche la politica italiana ha capito che il CV EUROPASS è da abolire! Nel link, cercate la frase “no formato EUROPASS” http://italiaeuropea.blogspot.it/p/partito.html

  • Giovanna

    Tralasciando il fatto che anche un CV in formato europeo è personalizzabile ed un buon selezionatore dovrebbe cogliere aspetti rilevanti anche da esso (e dalla lettera motivazionale a cui sarebbe bene affiancarlo), volevo solo far presente che il plurale di “curriculum” è “curricola”.

  • alberto

    Non ho studiato latino (devo aggiungerlo sul curriculum?), ma il plurale e’ curricula.

  • sottoscrivo IN PIENO! Bravo!

  • sentinel

    sono d’accordo. il mondo del lavoro e’cambiato. non tutti se ne stanno rendendo conto ma il lavoro dipendente come siamo abituati a conoscerlo, sta scomparendo. quindi anche le metodologie per trovarlo. non basta piu’elencare titoli di studio, esperienze qua e la’…tutti o quasi siamo laureati, tutti dobbiamo parlare inglese, tutti facciamo stage, progetti, etc. Serve qualcosa in piu’, che faccia anche sorgere solo un po’di curiosita’, per arrivare almeno al colloquio. E non credo che qui qualcuno abbia mai detto: “sono il candidato giusto ma alle 18 mi casca la penna”, o no?

  • Khristian

    Si ma il problema non sono i curriculum, ma tutti questi head hunter tra i piedi… se le aziende facessero selezioni personalmente eliminando questa marmaglia ingiustificata e squalificata di persone intermediarie, ci sarebbe un feeling diretto, rapido, efficacie e risolutivo senza mille diverbi, attese, soluzioni e pagamenti inutili di aziende intermediarie. Imprenditore e dipendente, dipendente e imprenditore… nessun ficcanaso tra i piedi, questa è l’ordine corretto per le ricerche di lavoro.

  • pleone

    Un po’ qualunquista eh? 😀

  • una pagina con ciò che hai studiato e le tue esperienze pregresse è oltremodo sufficiente, il resto lo fa la interview con il candidato, dalla quale deve emergere sommariamente parte umana e professionale (il resto lo fa il tirocinio o i mesi di prova).

  • Francesco Sisca

    semplicemente “lettera di presentazione”…prendi due piccioni con una fava!!!

  • Scirin Sharef

    Da quello che c’è scritto in questo articolo deduco che devo essere estremamente orgogliosa di non essere mai stata chiamata da una di queste aziende, imprese (non so neanche come chiamarle) per cui lavora questo signore che si arroga la presunzione di giudicare da un pezzo di carta le persone. A lui sì che “interessa realmente il suo lavoro”, la selezione delle risorse umane per lui non è “solo un mezzo onesto per pagare le spese”. E quando “suona la campanella” lui non “stacca dal lavoro” no, no! Lui “non molla la presa sino a quando non l’ha portato a termine”. Lui sì che ha una “mentalità imprenditoriale”. Ma sai che dico a te e a quelli come te? Che non siete altro che servi del potere e del padrone! Su un’unica cosa hai ragione forse. Dal mio curriculum si evince facilmente che non sono pronta a farmi piegare. L’aveva già capito la mia insegnante di lettere del liceo che mi disse un giorno “se non ti pieghi io ti spezzo” e forse sì lo capiresti anche tu. Capiresti che sarebbe una perdita di tempo anche solo chiamarmi per un colloquio, perchè per me mettere davanti gli interessi di un’azienda davanti ai miei no, non è una forma onesta di vivere, forse di pagare le spese sì, non è rubare, ma accettare che gli altri rubino a te il tuo tempo, le tue energie. La disonestà intellettuale che questo sottende per me sarebbe insopportabile. Accettare che un datore di lavoro ti richieda di lavorare più del dovuto ed esserne pure orgogliosi è un’offesa contro la tua, contro la vostra intelligenza, ma voi vi siete venduti, a buonmercato, anche quella.

    • Cristina

      9 milioni di minuti di applausi.

    • Roberto Gerosa

      Una volta avrei condiviso.
      Mi chiedo però se sei mai stata dall’altra parte della barricata. Ossia, è facile criticare le aziende tirando sempre fuori la solita tiritera dei “servi dei padroni” o roba da lotta operaia. Io ho “vestito” entrambe le parti, sono stato dipendente per tanto tempo e ora ho la mia compagnia e ti posso assicurare che non è tutto rose e fiori come si possa pensare.
      E’ chiaro che cerco dipendenti che abbiano voglia di dare il 200 per cento, anche perchè siamo un piccolo studio di architettura appena aperto (in Kenya tra l’altro…) e abbiamo bisogno di crescere e di crescere insieme, dirigenti e dipendenti e se io devo scegliere tra uno tecnicamente preparato che però mi lascia col culo per terra quando suona la campanella o uno meno bravo ma con voglia di aiutare l’azienda a crescere e che sappia riconoscere quando è il caso di prendere un bel respiro e essere disponibile un po’ di più, beh….non ci penso 2 volte, anzi quando potrò premierò sicuramente chi è stato presente nei momenti necessari.
      Ovviamente quando questo diventa una scusa per fare soldi sulle spalle dei dipendenti allora è un’altra cosa. Ma ripeto, non tutti i datori di lavoro sono bestie inumane e sappiate che dietro la dirigenza di una qualsiasi compagnia (medio-piccola e seria) ci sono prima tanti sacrifici e soldi re-investiti.
      E poi, dico io….ma se non ci fosse chi investe i propri soldi per aprire un’azienda, non ci sarebbero nemmeno posti di lavoro per chi si lamenta tanto….

      O volete provare voi a passare dall’altro lato della barricata?
      E poi Scirin…ma qual è allora una forma onesta di vivere?

      Dacci un esempio, perchè io ho vissuto 2 anni da volontario senza acqua ne luce in un orfanotrofio sul Lago Vittoria per costruire un dormitorio, ho apprezzato la vita senza fronzoli e sprechi e ho passato i 2 anni successivi a cercare una risposta a questo capitalismo dilagante, scontrandomi sempre con molte incongruenze…..tra le quali anche il fatto che siamo qui a commentare su un blog perchè abbiamo internet che è un mezzo creato e dominato dai “padroni” che tu tanto critichi….

      • Scisha

        Una forma onesta di vivere è non sfruttare il tuo prossimo, ma anche non farti sfruttare e non scendere a compromessi con nessuno, tantomeno col tuo datore di lavoro, perchè alla fine sì, il lavoro ti dà da vivere ma prima di “immolarsi” per un’azienda che neanche ti appartiene, nella brevità della vita mi sembra ci siano cose più importanti. Prima di aiutare l’azienda aiuto la mia famiglia, un amico, me stessa. Mi dispiace ma no, non ci sto, il lavoro e le persone per me non hanno lo stesso valore. Anche se è il lavoro più bello e appagante del mondo, anche se dopo che suona la campanella (dopo quante ore? 6? 8? 10 ore della mia vita???) io rimango a lavorare e tu, che sei onesto, mi paghi le ore extra. Sono solo soldi, cosa ci faccio coi soldi? Ci compro cose. Più cose. No, grazie. Mi bastano i soldi per pagare le bollette e comprarmi da mangiare. La tua azienda dovrà assumere un altro se c’è bisogno che si facciano ore extra. Mi dispiace, non vi sono stata abbastanza utile.
        Poi ognuno fa le sue scelte. Io a 18 anni avevo ben chiaro che scegliendo di studiare Filosofia non sarei “servita” a nessuno, ma neanche avrei servito. Avevo ben chiaro che in un lavoro futuro non avrei rinunciato a uno dei miei pochi, se non l’unico precetto morale che mi ero data: tratta il tuo prossimo sempre come un FINE e non come un MEZZO. Poi chiaro, mi rendo conto che in questa società per qualcuno può essere utopico se non addiritura ridicolo parlare di morale kantiana…
        Ma visto che mi chiedi un esempio pratico ti dico che penso che insegnando filosofia si possa “nuocere” il meno possibile se non anche, in alcuni casi, dare un contributo per la costruzione di una società migliore.
        Sì, non possiamo essere tutti professori e nemmeno tutti filosofi. Servono anche quelli come te. Però ripeto, ognuno fa le sue scelte e poi se la vede con la propria coscienza, ammesso che ne abbia una…
        Anche per quanto riguarda Internet devo proprio dissentire, certo avere una connessione indubbiamente è un privilegio, ma lo strumento in sé è stato creato dal basso e penso che “i padroni” lo possano controllare sì, ma fino a un certo punto. Difatti è attualissimo il dibattito su Internet come mezzo democratico per eccellenza. La struttura non gerarchica, la difficoltà di applicare filtri e censure, la possibilità per chiunque di informarsi e pubblicare qualsiasi cosa è uguaglianza e libertà di espressione.

        • paolo

          posso anche essere d’ accordo, quando c’è abbondanza di lavoro , è anche giusto assumere uno in più. ma quando un azienda di un 20 di dipendenti tira la cinghia, ed ha bisogno di 2-4 ore la settimana per finire il lavoro, o un extra perché c’è la fiera, o che si fa qlc ora di straordinario o si assume un privato esterno per sbrigare l’ extra, poi finito , ciao e forse arrivederci. Nb che io sono stato dipendente e rappr- ma ho sempre capito che non si puo fare cadere la penna sul tavolo, a fine orario,perchè dopo succede che è il dipendente che sfrutta il datore di lavoro se tu non dai una mano al futuro della ditta . guarda che io ti parlo da pensionato, e ai miei tempi i diritti dei lavoratori erano forti!

  • Marianna Rocco

    Mi sento rincuorata!!! Ormai mi ero convinta che la prima selezione fosse un freddo e insensibile software a farla. Per lo meno non è sempre così…

  • Alex Mem

    Ah… pensavo di essere l’unica a reputare queste righe una gran cagata da pseudomilanesi liberisti.

  • Anna Maria

    scusate ma sapete leggere? lui non dice che ad oggi vanno messe informazioni tipo stato civile o data di nascita….dice : che prima dato che certe competenze erano più rare un cv oggettivo che informava escusivamente dei dati anagrafici e delle proprie competenze era sufficiente a circoscrivere il numero dei candidati da selezionare, ma che ad oggi dato che le persone con le competenze di base richieste sono aumentate e che è impossibile fare un numero eccessivo di colloqui un buon curriculum dovrebbe far emergere la personalità di chi lo redige in modo che chi lo legge venga in un certo qual modo attratto o incuriosito ad avere un approccio diretto (vedi colloquio) con il candidato….
    quello che lui dice è che il candidato viene selezionato non solo e non più in base alle sue competenze, ma anche in base al suo carattere ed alla sua maniera di approcciare il lavoro che non può emergere da un cv redatto in base ad una compilazione su un modello direi “prestampato”….
    ora potete essere daccordo oppure no ….ma se volete fare polemica almeno fatela su quello che ha detto e non su quello che NON ha detto….

    • Licia Vitali

      “quello che lui dice è che il candidato viene selezionato non solo e non
      più in base alle sue competenze, ma anche in base al suo carattere ed
      alla sua maniera di approcciare il lavoro che non può emergere da un cv
      redatto in base ad una compilazione su un modello direi
      “prestampato”…. Così si farebbero solo preferenze e il selezionatore assumerebbe solo quelli con un carattere simile al suo o che, a pelle, gli stanno più simapatici…

      • Anna Maria

        e che cosa c’è di male?selezionare i propri collaboratori anche in base alla simpatia come lei dice….porta come risultato quello di avere un ambiente di lavoro più disteso perchè più propensi ad andare daccordo fra le parti…nel momento in cui più persone hanno le medesime competenze è chiaro che la chiave di selezione deve tener conto anche di altri fattori….
        io sono una libera professionista e necessariamente ogni giorno devo cercare di reinventarmi per comprendere quello che il cliente vuole da me , quello che cerca, e come posso realmente aiutarlo….ritengo che faccia parte del mio lavoro…
        quando si cerca un lavoro non si è forse in quel momento un pò imprenditori di se stessi? capire come vendersi come evidenziare le proprie competenze…come attirare l’attenzione….nel momento in cui si cerca un lavoro occorre necessariamente ragionare in questa direzione a mia opinione….

  • Giacomo Coronelli

    1. Il problema principale del CV europeo a me sembra in realtà il template che si scarica, compilando il quale un ragazzo con poca esperienza lavorativa e corso di studi universitario produce almeno 3 pagine A4 — che sono un enormità di per sé, figuriamoci per una persona tra i 20 e i 30 che si affaccia sul mondo del lavoro. Questa a mio modesto avviso il fraintendimento principale del CV europeo, che in generale è una buona iniziativa (= offrire linee guida per la compilazione del CV: cosa ci metto; in che ordine).
    2. C’è solo da imparare da questo post, se a leggerlo sono aspiranti lavoratori. In generale è giusto che passi un concetto: fare il CV è difficile; fatevi aiutare da un professionista.
    3. Ognuno di noi ha i suoi peculiari punti di forza: il CV deve evidenziarli al massimo. Da qui la necessità di personalizzare e adattare il CV di volta in volta al lavoro cui si aspira. Un CV non deve essere completo (sei un appassionato di cinema e di musica? Hai fatto il cameriere al mare per integrare la paghetta? Chissenefrega!), ma evidenziare le esperienze che ti hanno formato coi tuoi punti di forza, e tutto ciò che ti connette al lavoro cui aspiri.

  • Valerio G.

    alla base di un ottimo curriculum sta anche l’educazione di colui o colei che riceve il curriculum e che dovrebbe essere obbligato a rispondere “si ci interessa” e (per una questione prettamente legata all’educazione) “No, il suo profilo nn ci interessa affatto, grazie.”nel caso contrario. Partendo da questa ottica, allora si può attaccare la forma e anche il contenuto del CV. Questo articolo prende come presupposto, l’educazione del ricevente nel trasmettere l’esito positivo o negativo del CV, quando nn è mai così. Guarda caso dalla Germania e Inghilterra ho sempre ricevuto una risposta, anche e soprattutto negativa. ma c’era. In Italia no. nn è mai così. Quindi caro Sig. Coppola la invito prima a riscoprire le buone maniere e a rispondere si grazie e no grazie e poi a giudicare la validità o meno di un Cv.

  • Che

    Resume/CV in Indesign tutta la vita. Il mio lavoro è grafica/scrittura/video ergo non consegno il resoconto dei miei lavori nel formato carta igienica.

  • Vito Salerno

    Refuso nella prima parola della biografia dell’autore. Per il resto punto di vista interessante.

  • Mik Cuccu

    Dal titolo mi ero aspettato qualcosa di diverso…
    e come scriverne bene uno)
    come? Questa parte manca proprio! Se avesse voluto aiutare un giovane laureato a scrivere un CV, avrebbe potuto essere meno critico e usare piuttosto l’ironia, per aiutarci a capire che cosa uno come lei si aspetta da un buon curriculum. Nel suo modo ha solo generato provocazioni inutili. Non dico che non abbia ragione, dico che secondo me avrebbe potuto scrivere il suo articolo secondo questi esempi:
    http://mashable.com/2014/03/15/editing-resume/
    http://www.lifeclever.com/give-your-resume-a-face-lift/

    http://www.hongkiat.com/blog/creative-designer-resume-curriculum-vitae/

    http://www.hongkiat.com/blog/beautiful-resume-design/

    http://www.boredpanda.com/creative-resumes/


    Se invece voleva fare solo una critica fine a sè stessa, beh, ci è riuscito. Ma il giovane laureato ne sa quanto prima.

    Signor Coppola, è l’ipersaccentismo egocentrico di chi invece dovrebbe condividere la propria esperienza che sta uccidendo il nostro paese.
    Dopo tutta questa sincerità, spero che il mio curriculum non finisca mai nelle sue mani,

  • Mik Cuccu

    Dopo tante critiche fine a se stesse, condivido con voi un po’ di articoli su COME comporre un buon curriculum, e non su come “non infastidire” i poveri reclutatori annoiati dalla normalità della gente.
    Fra questi troverete anche alcuni esempi di curriculum originali e un po’ stravaganti che, in effetti, non si può certo dire che manchino di personalità… ce n’è fin troppa!
    Sono in inglese, ma si dovrebbe capire facilmente anche da chi lo mastica poco, anche perchè ci sono esempi fotografici. =)
    Buona ricerca a tutti noi/voi/loro!
    http://mashable.com/2014/03/15/editing-resume/
    http://mashable.com/2013/10/26/resume-tips-2/

    http://www.lifeclever.com/give-your-resume-a-face-lift/

    http://www.hongkiat.com/blog/creative-designer-resume-curriculum-vitae/

    http://www.hongkiat.com/blog/beautiful-resume-design/

  • Baroon Barry

    Semplicemente sta dicendo al candidato medio per una posizione che con lui manco ci perde tempo… Lui cerca l’eccellenza (a 500 euro al mese). Un mafioso di quelli che vanno a riscuotere il pizzo l’attenzione di uno così la conquista in tre secondi scommetto.

  • Baroon Barry

    Siamo tutti a “The apprentice” solo che Briatore al vincitore da un contratto a sei cifre non a tre

  • ita liany

    Non sono per niente d’accordo con questo articolo.

  • Claudia CLodetta

    La sparata finale se la poteva risparmiare. Ha voluto fare il fenomeno.
    Dopo aver fatto tutta una polemica sulla chiarezza e l’incisività dei curricula.
    Ma mi facci il piacere le direbbe Totò!
    I recruiters, poi, hanno l’assurda pretesa di trovare subito il talentuoso (perchè il tempo è poco) quando molto spesso sarebbe molto più opportuno e proficuo investire su un ragazzo o una ragazza che ha tanta energia e voglia di fare, imparare e specializzarsi in un ambiente lavorativo dove non c’è spazio per tutto questo egocentrismo..
    Ma vabè, ognuno la pensa un pò a modo suo..
    Certo è che in Inghilterra si può trovare lavoro nel giro di una settimana, in Italia, invece, solo se sei fortunato, o raccomandato, o dopo mesi, e forse anche sottopagato, ecc ecc… un paese dove non ti insegnano bene l’inglese, lingua ormai imprescindibile..
    Pare che la colpa sia sempre dei giovani aspiranti lavoratori.

  • Stampo Lampo

    Ottimo articolo Augusto hai ragioni da vendere. Al giorno d’oggi c’è gente che pretende un lavoro e non sa nemmeno parlare, non sa scrivere due parole affilate e non ha un minimo di organizzazione pratica. Stilare un curriculum dovrebbe essere come fare un tema, ci sono infiniti modi per dire delle cose ed ognuno ha il suo metodo che il selezionatore coglie e valuta.
    Il sistema europeo è come il test per la patente: hai 3 risposte e ne scegli almeno una. Ma dove sta più la creatività? Cosa vai ad analizzare la forma della X? Tanto, alla fine, i curricola sono tutti più o meno buoni, ma il selettore cerca sempre quell’elemento che contraddistingue un candidato e gli fa dire “ma sì va’ proviamolo!”
    Tutti i discorsi sulla discriminazione e sulla privacy che vedo sugli altri commenti son vere catsate… quando si assume una persona si corrono dei grandi rischi e giustamente l’azienda che assume pretende il massimo disponibile al momento.

  • Le disquisizioni sui curricula sono banalita’. Quando si arriva a dover giudicare un curriculum sulla base dell’estetica e di quanto accattivante sembri, vuol dire che si e’ in un mercato del lavoro asfittico, dove i datori di lavoro (e per luce riflessa i professionisti dell’HR) acquisiscono troppa importanza perdendo l’obbiettivita’ necessaria. A quel punto l’impiegato delle risorse umane si puo’ permettere di non fare neanche lo sforzo di dare un’opportunita’ ad almeno la meta’ dei candidati qualificati (“100? ma che stai a scherza’? … ne sento 5 o 6 e poi decido…”).
    L’amico Coppola ci rivela cosi’ che gli amici delle risorse umane sono pigri, annoiati, giocano a fare le prime donne, si inventano criteri personalissimi per la scrematura dei CV, ma senza dirlo ai candidati!
    Quante volte avete trovato, a fondo di un annuncio di ricerca del personale, due o tre domande a cui i candidati debbano rispondere in una lettera di presentazione? che cosa vuole veramente sapere il nostro amico HR dal potenziale candidato? quali elementi prendera’ in considerazione durante la sua ricerca e analisi dei profili?
    Le stesse job descriptions sono normalmente generiche, noiose, con la solita lista di competenze richieste (a cui non di meno bisogna rispondere), e non dicono mai: “siate creativi!”. Perche’ il 99% delle volte, all’impiegato delle risorse umane, non frega assolutamente nulla della vostra creativita’, perche’ gli fara’ perdere del tempo nella sua ricerca di dettagli specifici, a meno che non vi stiate presentando per una posizione di “creativo”…
    In quel 99% dei casi, bisogna, almeno sulla carta, rispondere ai criteri di selezione, e basta. Se poi la posizione e’ molto competitiva, non si puo’ far altro che sperare nella serieta’ delle risorse umane che leggano almeno la meta’ dei CV qualificati, e approfondiscano la conoscenza con un buon numero di candidati, prima di usare la scure.

    Quante volte invece vi siete trovati a dover riempire, ancora una volta, l’ennesimo modulo online, sempre con le stesse informazioni, perche’ l’amico delle risorse umane non si accontenta del tuo profilo linkedin, curato nei dettagli, con tutte le informazioni del caso, ma vuole a sua volta fare il creativo, e si inventa l’ennesimo modulo da riempire, invece che qualche domanda a cui rispondere. Perche’ fare domande, come forse capirete, e’ troppo lavoro: poi devi pure leggere le risposte!

  • Giovanni Forte

    in realtà non sono molto
    concorde con l’articolo di Coppola per alcuni motivi: I è stato creato
    per cercare di standardizzare le informazioni in modo che possano essere
    facilmente riconoscibili in un contesto europeo formato, ad oggi, da 28
    diversi Paesi e una ventina di lingue e costumi differenti. II
    conseguentemente favorire la mobilità interna alla UE. III se una
    persona è brava a scrivere il proprio CV, non credo dipenda tanto dal
    modello utilizzato, ma da come lo riempi di contenuti. Mi spiego. Tra le
    capacità organizzative, tecniche e relazionali, vi è esattamente la
    possibilità di poter inserire tutte le informazioni che richiede ad es.
    Coppola. Anzi la sua avversione è pregiudiziale e pertanto foriera di
    possibili svarioni semplicemente perché elimina a priori il CV europeo.

  • Roberto Gerosa

    mmmm si vede da molte delle discussioni che pochi di voi hanno lavorato all’estero…Concordo pienamente con l’inutilità del formato europeo e soprattutto con la seria ironia sulla questione della campanella….

    Il mondo è cambiato, se voi volete rimanere a guardare il treno che passa sognando il posto fisso senza sforzo allora rimate attaccati alle vostre poltrone italiche….
    Essere dipendenti “imprenditori” significa saper approfittare delle dinamiche aziendali, capire che come lavoratore si hanno delle responsabilità grandi per la crescita dell’azienda e di conseguenza di noi stessi.
    E’ facile fare il dipendente quando ti viene detto tutto ciò che devi fare e quando “suona la campanella” stacchi tutto e vai a casa (e ognuno è perfettamente libero di scegliere come gestire la propria vita), ma un valore aggiunto lo si dà quando si propone, si trovano modi nuovi di risolvere dinamiche aziendali obsolete, si riscontrano incongruenze e le si riporta ai vertici o ai propri superiori.
    Ovviamente tutto questo va fatto in maniera strategica e intelligente per evitare che il vostro diretto superiore si prenda il merito dei vostri sforzi….e ovviamente esistono molte compagnie che pur avvantaggiandosi delle vostre intuizioni, non riconoscono il vostro valore, ma ehi……il mondo non è un parco giochi. Se riconoscete l’incapacità dei vostri manager cambiate azienda…..

    • Cagata, caro Roberto: vivo in USA e so per certo che qui i CV si preparano scientificamente: gli specialisti delle risorse umane devono ritrovare esattamente le informazioni che rispondono alla job description, e se perdi in chiarezza, se le parole chiave non ci sono, il tuo CV non salta neanche fuori dalle ricerche nei database.

      Il CV, al contrario, dev’essere rigoroso e coerente con il proprio profilo, non pane e fantasia come si vuole far credere qui. Se sei qualificato, se hai gli elementi che le risorse umane stanno ricercando, ti chiameranno, almeno per una telefonata di approfondimento, e da li’ inizi a giocartela.

      Se anche qualche operatore delle risorse umane o head hunter non ama il formato europeo, in Europa quel formato piace. Per le consulenze e le posizioni finanziate dall’UE, e’ d’obbligo, e io ne ho dovuto farne uno, come parecchi altri immagino.

      La mia riflessione semmai va oltre: invece che scaricare con pigrizia la colpa su chi il lavoro lo cerca, io mi chiedo che cosa facciano gli esperti delle risorse umane per rendere il processo piu’ semplice ed efficace per tutti, non solo per chi il lavoro lo offre, ma anche per chi lo cerca. E in questa critica ci metto anche quelli dell’Unione Europea, che impongono l’ennesimo formato, come se fosse meglio di altri, e chiaramente non lo e’. E uno che lavora nelle risorse umane, con un po’ di intelligenza, non si attaccherebbe ai formati, ma cercherebbe di andare al sodo. E se il formato dell’UE non piace, basta scrivere nella job description che si prega di non usarlo, o che l’uso di formati preimpostati e’ sconsigliato, perche’ al contrario di quanto crede Coppola, sfortunatamente quello che dice lui non e’ legge, ma e’ espressione di un’opinione personalissima e condivisa probabilmente da una minoranza di professionisti del settore.

      E quello che rivela, e’ mancanza di etica sul lavoro. Sono sicuro che il Coppola non specifica, nelle sue Job Descriptions, che il candidato deve dimostrare che tipo di persona e’, se attento ai dettagli o meno, lavoratore indefesso (mulo) o vocato all’efficienza (pigro), a meno che non sia una qualita’ necessaria alla posizione in questione (programmatore o trascinatore per una campagna di comunicazione che rivoluzionera’ il mondo?).
      Ed il nodo e’ tutto qua: il professionista delle risorse umane deve impostare la propria job description in modo che riceva le risposte che cerca, perche’ altrimenti e’ tutto un gioco senza senso. Anche tra i nostri cari amici delle risorse umane, ci sara’ sempre quello che ama il curriculum fantasioso, e quello che apprezza la sintesi, quello che lo vuole dettagliato e quello che si entusiasma per i grafici o le cifre.

      Purtroppo, cari amici delle risorse umane, trovare il miglior candidato e’ vostro mestiere, e i criteri non li dovete stabilire in modo soggettivo, ma devono riflettere i valori e la cultura dell’azienda, e quei valori devo trasparire dalle vostre job description, perche’ i candidati, le job description, le leggono e capiscono quello che state cercando, se glielo dite.
      Esistono aziende che non amano sapere che il candidato lavora molte ore al giorno, perche’ potrebbe essere sintomo di inefficienza. Ma se l’azienda predilige la dedizione all’efficienza, beh, forse e’ il caso di scriverlo…

      Quando vedo l’ennesimo sito dell’ennesima compagnia con l’ennesimo formato da riempire, sinceramente, e’ la’ che mi dico: ma questi dove vivono? ma LinkedIn non l’hanno ancora scoperto? possibile che non abbiano ancora imparato a trarne vantaggio?

      Il CV in formato Word e’ ormai equivalente al formato cartaceo: un inutile spreco di bytes e di tempo.

      • Roberto Gerosa

        Scusa Luca….ma hai letto il mio commento?

        Sul tema Curriculum ho speso solamente mezza riga concordando con “l’inutilità del formato Europeo” sotto intendendo che anche secondo me il CV Europeo (che ho tra l’altro dovuto compilare recentemente per un posto come architetto consulente per dei lavori umanitari in Kenya) è un formato troppo rigido.

        Il resto del commento era una critica rivolta a chi ancora oggi, in un mondo lavorativo cosi competitivo, si aspetta di trovare delle condizioni di impiego uguali a quelle dei nostri genitori….ossia del posto fisso con orario da cartellino, ritorno a casa con cena pronta e figli addormentati…..

        • Scusa, estrapolo dal tuo intervento per farti capire dove non mi e’ piaciuto:
          “si vede da molte delle discussioni che pochi di voi hanno lavorato all’estero…
          (…) Il mondo è cambiato, se voi volete rimanere a guardare il treno che passa sognando il posto fisso senza sforzo allora rimate attaccati alle vostre poltrone italiche….
          Essere dipendenti “imprenditori” significa saper approfittare delle dinamiche aziendali, capire che come lavoratore si hanno delle responsabilità grandi per la crescita dell’azienda e di conseguenza di noi stessi.”

          Mi pare che la questione del CV europeo ti abbia portato a conclusioni un po’ fuori argomento.

          La mia domanda, relativa a quello che scrive il Coppola, e’: davvero chi lo usa e’ in errore? o il problema sta in chi, responsabile delle risorse umane, non prende il tempo di guardare al contenuto ma si limita a farsi impressionare dalla grafica? non e’ che i professionisti delle risorse umane, invece che ergersi a giudici universali, debbano semplicemente mettersi al lavoro per trovare il modo piu’ appropriato per selezionare i propri candidati?
          Questo vezzo di sputare sentenze mi sembra nasconda qualche problema di ego.
          I professionisti delle risorse umane sono degli impiegati come tutti gli altri, e non possono permettersi di ignorare un CV per una questione di gusti. Se lo fanno, sono da licenziare. Devono invece fare gli interessi dell’azienda per cui lavorano, far capire che informazioni vogliono avere dai candidati in modo trasparente, e non pensare che la loro visione sia quella universale, perche’ non lo e’, e questo non mi sembra abbia nulla a che vedere con l’evoluzione del mondo del lavoro.

          Detto questo, l’impiegato/imprenditore di se stesso e’ un po’ un’utopia, soprattutto per gli impieghi non qualificati, per cui un formato europeo e’ piu’ che sufficiente per esporre la propria esperienza e non dovrebbe esserci nulla di male nell’utilizzarlo.

          Per gli impieghi di piu’ alto profilo, si puo’ discutere, ma entrando nel merito delle categorie e delle competenze ricercate, non sentenziando sul formato europeo.

          La discussione e’ semplicemente da ribaltare: bisogna discutere del ruolo dei professionisti delle risorse umane e che cosa ci si debba aspettare da loro.

          Ad ogni modo, per concludere, per poter parlare di “impiegati/imprenditori” bisognerebbe discutere delle retribuzioni, perche’ se si e’ pagati 800 Euro al giorno, se ne puo’ discutere, considerati i periodi in cui non si lavora, le tasse, le spese… mentre con 800 Euro al mese (ma pure alla settimana), non esiste che ti possa permettere di investire su te stesso, quindi questa visione da impiegato imprenditore e’ assolutamente surreale.

  • Valeria Del Vecchio

    se ti mando il mio in privato mi potresti dare un’opinione visto che ho sempre cercato di creare cv totalmente diversi dagli standard ma che al contempo potessero accontentare le risorse umane?

  • Io mi sono trovato e mi trovo spesso a dover selezionare consulenti per progetti, finanziati dall’UE o da altri, e indovinate un po’: quello che conta sono gli anni di esperienza inerente al lavoro che si dovra’ svolgere. Con l’UE si e’ obbligati ad usare il formato Europeo: ce ne facciamo tutti una ragione…

    Il vezzo di guardare alla personalita’ del candidato non c’e’ mai venuto, perche’ bisogna avere i candidati sulla carta migliori, punto e basta. E ci si perde del tempo per trovarli.
    Che e’ l’opposto di quello che si vuole sostenere qui. Il consulente e’ di fatto imprenditore di se stesso, e non puo’ permettersi di sprecare linee di CV con informazioni non inerenti collegate al tipo di esperienza richiesta.

    La mia sensazione e’ che qui il Coppola si riferisca ad un problema diverso. Il personale delle risorse umane in realta’ molto spesso non e’ in grado di capire quali qualifiche sta realmente cercando per la posizione in questione, per cui chiaramente, a partire da una conoscenza approssimativa della posizione e del settore, non si puo’ scremare facilmente sul numero dei candidati, se non in modo approssimativo e opinabile. Sono poi i manager dei vari dipartimenti che si occuperanno di fare i colloqui finali, in cui capiranno la reale compatibilita’ dei candidati.

    Ci sono resempi diversi, recruiters (come Allen&York, con cui ho avuto esperienza diretta) che si sono specializzati in settori: gli impiegati non saranno ingegneri, ma sanno che cosa cercano, e ti scovano nei database, se sei la persona giusta.

  • Punfelia

    Quindi se scrivo bene il CV, cioè come dici tu, ti do una mano a scartarmi prima. In pratica, vorresti che ciascuno, redigendo il proprio CV, ti desse una mano per velocizzare la selezione delle varie candidature. Scusa una cosa, ma non vieni pagato per fare questo? Quando sei entrato e qualcuno ti ha assunto, ti saresti permesso di dire che trovavi noioso e difficile intuire PER QUANTO POSSIBILE le competenze e la personalità dei candidati dal loro CV? No. Credo che tu abbia cominciato questo lavoro perché ritenevi di essere capace di fare deduzioni sulle persone, di metterle a fuoco durante i colloqui e verificare se quello che scrivono corrisponde a ciò che dicono o alla realtà. Beh, io non mi permetterei mai di privarti del gusto originario del tuo lavoro, quindi armati di santa pazienza…come ce ne armiamo noi quando ci fate domande idiote ai colloqui.

    • Benissimo, ma allora non lamentiamoci quando, di fronte ad un CV palesemente ingarbugliato e privo di sostanza, si viene scartati senza passare dal via. D’altro canto, anche quello fa parte del lavoro, no?

  • Cristina

    Ma fare colloqui no eh? Troppo pesante vedere almeno 8 persone al giorno (dando a ciascun candidato 45 minuti di tempo e fai pure le pause) e guardarle in faccia.

  • Alessandro Critelli

    La traccia contenuta nel suo discorso è cercate di fare (o mostrare all’interno del c.v.) qualcosa di più rispetto alla media dei curricula ricevuti. Parabola Significat: Inutile che vi scannate se ha scritto o detto qualcosa che può in qualche modo avervi offeso, prendiamo spunto e cerchiamo di farne tesoro, vi chiedo a che serve lamentarsi? Come pensate che si comportino gli HR manager e/o senza esagerare le agenzie di collocamento che ricevono una media di 100/200 curricula al dì per diverse posizioni, Voi al loro posto che cosa fareste? La verità è che siamo Italiani, amiamo lamentarci perché non abbiamo la pappa pronta oppure aspettiamo sempre il salvatore che ci venga ad aiutare, invece di aiutarci da noi (Inutile negarlo è la Ns storia ed è ciò che ci contraddistingue). Per inciso chi scrive non è uno di quelli che la pappa ce l’ha pronta ma la sta cercando; la cosa che però mi fa inca…re è che tutti quelli che contestano nella vita di tutti i giorni non fanno una mazza per cambiare lo status quo (vengo e mi spiego) Per quanto mi riguarda sono nato nel sud Italia, ho studiato in una buona università del nord (Lombardia- Pavia) ho iniziato a lavorare a Milano e sto cercando da circa un anno di fare il libero professionista, i risultati ahimè non sono molto incoraggianti, ed ho iniziato questa strada proprio perché nella mia seppur breve esperienza di lavoro (6 anni in 3 diverse aziende) non ho vissuto esperienze esaltanti, arrivati a questo punto con chi me la dovrei prendere? Con il destino cinico e baro, con le aziende che sono organizzate con il c…o, con me stesso per non aver concluso gli studi con il massimo dei voti o con coloro che accettano di essere sfruttati pur di avere uno stipendio e provocano una lotta tra poveri che nulla a che vedere con la dignità del lavoro.
    Ahh dimenticavo il governo e l’autore dell’articolo.

    • In realta’ il Coppola scoperchia il vaso di Pandora. Scrive nero su bianco che i professionisti delle Risorse Umane non fanno il lavoro per cui sono pagati, ma si dilettano a guardare la forma invece del contenuto, con assoluta mancanza di trasparenza per i candidati ed in modo totalmente arbitrario (come al Coppola non piace il CV Europeo, ti trovo altri 100 professionisti delle risorse umane che lo ritengono ottimo e chiaro).

      E’ un problema etico, ma maledettamente reale, che danneggia tutti: se mentre cerchi lavoro ti devi anche porre il problema di come si svegliera’ al mattino il “professionista” delle risorse umane che ricevera’ il tuo CV, stiamo tutti freschi.
      Non solo, questo conferma che per trovare lavoro, e’ meglio avere qualche buona amicizia, perche’ se tanto mi da tanto, se i “professionisti” come il Coppola si fanno influenzare dal formato, si faranno influenzare anche dall’amico che gli dice di guardare ad un CV in particolare, e quel CV, tra i 200, arrivera’ sul tavolo di chi deve assumere, grazie a quel “valore aggiunto”, che a quel punto e’ lecito cercare in qualunque modo.

      Non e’ una questione di lamentarsi, ma di trasparenza nei processi di selezione: se sei un professionista delle risorse umane serio, scrivi in dettaglio tutte le caratteristiche che stai cercando nei candidati, incluso un paio di domande per capirne la personalita’, come, banalmente: “dai un esempio di una situazione in cui ti sei dovuto confrontare con un problema spinoso a livello di gestione di un team: che cosa hai fatto per risolverlo, quali sono state le reazioni di colleghi e superiori”.
      Se unisci una domanda del genere alle referenze che poi chiederai, e lo dici chiaramente che le risposte dei candidati verranno verificate, beh… hai ottenuto quello che volevi, ma in modo trasparente, e non arbitrario.

      Quindi io qui porrei il problema di come controllare il lavoro dei “professionisti” del settore, che pare si lascino trasportare un po’ troppo dal proprio ego, perdendo di vista la ragione della propria esistenza professionale e l’etica necessaria per interpretarla correttamente,
      E questa mi pare proprio la differenza che c’e’ tra noi (italiani a cui piace vivere di pane e fantasia) e i nordeuropei, che non praticano alcuna forma di personalismo al lavoro. Ed i risultati si vedono.

  • Licia Vitali

    Fra tutte le boiate scritte nell’articolo solo su una cosa sono d’accordo: anche a me non piace il CV europeo, ma per altri motivi. Lo trovo scomodo da leggere e troppo oggettivo.

  • Augusto, ma vattelo a prendere nel culo, nazista di merda

  • Alessio

    Ma cosa mi tocca leggere…..
    Per fortuna vedo gente con un pó di sale in zucca che risponde!
    Una sola parola, POCHEZZA, ma siamo in italia…bisogna aspettarselo….
    per mia fortuna sono refrattario al fumo negli occhi…..
    Sparare un titolo del genere per farsi pubblicitá pensa che portera acqua al suo mulino? Flipboard che butta questa spazzatura da disistallare assolutamente se queste sono le informazioni che ricevo preferisco rimanere nella mia ignioranza….
    Una citazione evergreen :《capra capra capra capra etc…》

  • Osvaldo Danzi

    Concordo con l’articolo in pieno. Suggerisco questo link a chi vuole leggere molte testimonianze di HR Manager e selezionatori su come preparare un cv coerente. C’è anche il layout per ricrearlo e per renderlo perfetto in un’unica pagina. https://itunes.apple.com/it/app/fiordirisorse/id425667024?mt=8

  • Eugenio

    “Dava le informazioni fondamentali sul candidato (ad esempio: età? Stato civile? Ha figli? Ha fatto il servizio militare? Dove abita?”

    Tra le informazioni fondamentali hai dimenticato il colore della pelle, la religione e l’ideale politico di appartenenza -_-

    Ridicolo. Speri vivamente di non dover mai affrontare un colloquio con persone del genere sedute dall’altra parte della scrivania.

  • sel-fish

    L’autore di quest’articolo mi pare francamente un idiota arrogante. Ovviamente, non conoscendolo, non posso dirlo con certezza, ma dal momento che lui si sente autorizzato a giudicare la qualità professionale di un individuo dal modo in cui redige il suo CV, trovo ugualmente legittimo giudicare le sue (inesistenti) doti comunicative da questo articolo, oggettivamente ridicolo.

  • Ho riscritto il mio CV in formato europeo piùo meno 2 anni fa… in questi 2 anni sono stato chiamato ad 8 colloqui e mi sono state fatte 2 proposte. Tutto questo senza cercare attivamente lavoro, ma rispondendo solo ad annunci “mirati” in linea col mio profilo.
    Fortunatamente svolgo un lavoro tecnico e il mio CV viene valutato più per le mie esperienze e le mie competenze che per il suo aspetto estetico.
    Quindi se volete usare il CV europeo o scriverne uno di vostro pugno è indifferente… se poi vi trovate ad avere di fronte come selezionatore il Dott. Coppola tenete ben presente che “chi non mi vuole,non mi merita”!
    E ricordate che all’estero il CV europeo va benissimo… lì non si fanno seghe mentali con “l’approccio originato dalla utopia dell’iper-oggettivismo che nasce dalla ipertrofia burocratica che sta uccidendo il nostro paese. Ma forse questo è un altro discorso.”

    Saluti a tutti e in bocca il lupo per le vostre ricerche di lavoro

  • CIao, scrissi nel 2011 un articolo più corposo in cui parlavo anche dell’inutilità del curriculum europeo. Ancora oggi me ne passano tra le mani molti, purtroppo. Trovate l’articolo qui: http://www.ilfondodelweb.it/post/Il-curriculum-vitae-come-mezzo-per-il-Personal-Branding.aspx

  • Carmen Altieri

    Dalla Sua breve presentazione in alto a dx, per quanto mi riguarda e nella mia completa ignoranza nel mondo della logica valutativa delle risorse umane, il messaggio che mi arriva è soltanto questo: “Sono…, Ho Fatto…., e ancora…Sono… Ho Fatto”….!!! Complimenti vivissimi Le direi, ottimo il Suo profilo…ma qualche dettaglio in più? Ha questa forte repulsione verso un banale CV europeo, per i motivi summenzionati, e da una semplice e banale presentazione (o non so come chiamarla), non riesce a trasmettere a noi lettori “qualche dettaglio in più”…dal profondo poi della Sua grande, florida e prospera esperienza lavorativa?

    Per quanto mi riguarda, il problema è un altro e legato al mondo del lavoro attuale, alla società corrotta e ai figli di papà… di certo non ai dettagli presenti o meno in un Cv europeo…!!!

  • francesco

    questa articolo fa cagare, scrive tante stronzate, come se lui fosse DIO per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, sa solo criticare, volevo vedere lui che è così bravo a fare certe osservazioni che tipo era quando è uscito dall’università, se sempre è laureato….io ho fatto dei colloqui e sono scioccato, mi vengono chieste solo delle stronzate sulla mia vita privata, che a quando apprendo sono anche ILLEGALI, che mi dessero la possibilità di fare l’ingegnere, di dimostrare se valgo o meno nel mio campo, che mi facessero un colloquio tecnico, è che si facessero i loro cazzi, piuttosto che voler sapere la mia vita privata!!!!!

  • ROMINA

    so solo una cosa ma quale curiculum se non conosci …….stai bene cosi…una volta ti presentavi avanti una fabbrica e ti chiedevano che sai fare?entra vediamo…..oggi e nà palla con sti cv neanche li guardano………….era meglio quando si stava peggio

  • Michael Castle

    secondo me sei un gran pirla. detto questo detto tutto

  • zakmck

    Da 200, ne selezioni 12, basandoti solo sul CV? Ma dai! E’ ovvio che, in queste condizioni, nessun criterio è migliore di pescarne 12 a caso! Con la differenza che, in questo caso, sarai più giusto nei confronti dei candidati, perché la casualità non è influenzata dai pregiudizi (stabilire che uno ha una certa personalità in base a qualche frase nel CV è pregiudizio e basta).

    Per selezionarne 12 con un po’ più di sensatezza, ci sarebbero altri metodi. Tipo, gli chiedi di mandarti anche una lettera di presentazione, oppure gli fai fare un test (di personalità e/o tecnico) a quiz.

    Queste cose risolvono in modo decentemente affidabile i problemi del recruiter. Poi c’è il punto di vista di chi cerca lavoro. Fossi in loro, piuttosto che partecipare alla macelleria sociale in cui uno vince e 399 si fottono, valuterei il fare altro, anche qualcosa di radicale. Scrivere su un blog di grido, fondare un’azienda, organizzare un commercio on line, ma anche fondare una comune, vivere dei frutti della terra…

    Infine, stendiamo un velo pietoso sui commenti che ho letto qui sotto: devi fare il colloquio a tutti! E’ il tuo lavoro! E’ un nostro diritto! Questo paese è rovinato da madri ossessivo-possessive, che preparano la merenda al proprio pargolo fino ai suoi 40 anni e oltre. Col risultato che il loro bimbo-minkia non cresce mai e pretende che tutto il mondo lo tratti come la mammina.

  • Roberto Intravaia

    sei un mito!

  • stucaz

    senti gentio…dato che il CV in formato europeo e’ richiesto da tutte le ditte non riesco proprio a capire questa tua repulsion….forse sei un artista ma se sei un artista dovresti andare in strada a scarabocchiare I muri o I pavimenti e non smarronarci on line con le tue cazz…….e bye bye

  • Alla ario la

    Cari italiati se non trovate nessun posto di lavoro in Italia la colpa non è di come è stato fatto il vostro cv !
    Che il vostro cv sia fatto male – che il vostro cv sia bellissimo -che il vostro cv sia in formato ITALY-USA -UE -CEE-COMECON -MAOMETTO è quel cazzo lo stesso !!!
    In Italia manca completamente il lavoro per questo motivo non trovate nessun posto di lavoro !
    Il vostro CV non ha nessuna colpa !
    Svegliatevi italiani !
    Se non trovate nessun lavoro in Italia la colpa è solo del governo di merda fascista-mafioso e criminale italiano che vi governa anche male !
    Dal 1990 il regime dittatoriale italiano fa entrare in Italia circa 3000 mila immigrati stranieri al giorno tra regolari è clandestini !
    Nel 2014 il regime italiano continua a far entrare immigrati stranieri e le navi da guerra italiane vengono usate per traghettare in Italia 2500 circa di nuovi immigrati stranieri clandestini provenienti da Libia e Tunisia ai nuovi immigrati clandestini il regime italiano gli 30 euro al giorno di paga !
    Questi sono i veri motivi per cui non trovate un lavoro !
    Né lo troverete in futuro !
    Se in Italia manca il lavoro- il regime italiano non fa nulla per creare posti di lavoro in Italia -il regime italiano fa di tutto per aumentare il tasso di disoccupati italiani -nel solo 2014 il regime italiano ha fatto entrare in Italia non meno di 5000 milia nuovi immigrati stranieri clandestini .
    Con queste cifre spaventose ed assurde è impossibile che troviate lavoro !

  • Andrea64

    Non è colpa di come è fatto il vostro CV se non trovate un posto di lavoro in Italia !
    In Italia manca completamente il lavoro !
    In Italia da sempre per trovare un posto di lavoro bisogna avere una raccomandazione oppure parentele e conoscenze o devi avere conoscenze grosse presso chiesa cattolica -partiti politici o associazioni sindacali .
    Se sei un disoccupato senza conoscenze o raccomandazioni già nel lontano 1979 era quasi impossibile trovare un posto lavoro persino stagionale .
    La situazione di trovare un posto di lavoro in Italia è molto peggiorata sempre più anno dopo anno a cominciare dal 1981 . .
    In Italia abbiamo un spaventoso esubero di manodopera in ogni settore !
    Esempio : nel 2014 gli italiani realmente disoccupati sono oltre 15 milioni nel 2014 gli immigrati stranieri clandestini o regolari disoccupati in Italia sono circa 7-9 milioni .
    Come potete pretendere di trovare un lavoro in Italia se ci sono tra italiani è stranieri non meno di 21 milioni di disoccupati ?
    Perché date la colpa al vostro CV ?

  • Andrea64

    Non è colpa di come e fatto il vostro CV se non trovate lavoro !
    In Italia il lavoro manca totalmente !
    Per questo motivo non trovate lavoro !
    P.S.
    Tutte le varie offerte di lavoro che trovate in Italia ovunque nelle agenzie interinali -uffici di collocamento ex statali -giornali-riviste-WEB sono tutte false oppure sono truffe belle è buone .
    Le poche offerte di un lavoro reale che potreste trovare in giro sono le solite vecchie offerte dove si cercano lavoratori schiavi disponibili a lavorare quasi a gratis con orari di lavoro criminali ed ad essere sempre disponibili !
    Svegliatevi !

  • vapeKO

    Sinceramente mi sembri solo pieno di te. Escludere qualcuno solo perché ha usato tale formato indica scarsa professionalità. Tutti vogliono il formato europeo, se non lo vuoi basta che lo specifichi. I candidati non possono sognarsi che il selezionatore è uno snob, che, pur di fare il controcorrente, esclude gente qualificata per un capriccio personale.

  • Alessandro Girotti

    mi è particolarmente piaciuto il concetto “cerca un lavoro per pagare le spese” .. si detto bene giusto per pagare le spese è ci vuole anche fortuna se con la miseria che danno oggi si pagano tutte le spese …MA dimenticavo che ad oggi la moda è lavorare per passione e NON lavorare per portare a casa la pagnotta… la farei io la selezione a questi qua !!!

  • The Q.

    il curriculum vitae è diventato l’unico appiglio per chi offre 1 posti di lavoro e si deve ricevere dai 20 ai 200 candidati, causa fallimento economico dell’italia con malagestione politica ventennale, luogo ove trovare informazioni della vita del candiato per demoralizzarlo e considerarlo inferiore assieme a decine di altri candidati simili al fine di sceglierne uno ed uno solo. Come attesta Unioncamere possibilimente un segnalato da parenti che lavorano in azienda, fornitori, ricchi investitori, ecc…
    Il curriculum vitae ove è presente tutta la propria vita, utilizzato per rigettare il 99,99% dei candidati non è più un segno di meritocrazia, bensì una distruzione di morale di massa. Andrebbe abolito per sola logica e correttezza professionale.

  • AlbertoF

    Vi confermo che se rispondete ad un annuncio di un recruiter in UK, scordatevi il formato europass

  • Marisa Monti

    Però il sig.Coppola,nn ha detto le cose che più interessano, cioè se c’è la possibilità di trovare lavoro anche agli over50, in modo decente,tanto da poter vivere tranquillamente, con moglie e figlio minorenne,ed in seguito,guadagnare meglio.

  • Benedetto Orlandi

    Ma quale curriculum se non c’è domanda di lavoro! E’ il lavoro il concetto oscuro. Possibile che ognuno di noi debba ipocritamente mostrare una voglia e un amore per il lavoro, qualsiasi esso sia, superiore a quello per se stessi? Cazzate, tutte cazzate. Il lavoro serve per vivere e il progresso a farci vivere bene. >Il progresso si attua mediante il lavoro “intelligente” di pochi profanatori. Cazzate, come quella che le macchine ci rubano il lavoro…le macchine ci svolgono il lavoro e non dobbiamo temerle.Keynes o anche Marx ce lo insegnano. Oggi siamo molto piu’ ricchi di 200 anni fa. L’uomo non ha bisogno di lavorare per dover provvedere ai suoi bisogni biologici. Un curriculum serve per poter vivere dignitosamente come ognuno di noi merita. La continua rincorsa ad un idea di miglioramento continuo fatto di lavoro 24 su 24 è una cazzata tremenda, al giorno d’oggi! Basterebbe rivedere tutti i paradigmi macroeconomici su cui si basa la politica monetaria per riveder risorgere la civiltà con il suo benessere “per tutti”, ma proprio tutti.

  • mac

    Io uno che scrive Job description non lo assumerei neanche per pulirmi le scarpe

  • Lisanna

    Il CV è solo una scusa…ne ho 200 versioni in più lingue, ma non ne va mai bene uno… Inoltre, sono stata esclusa da un bando della città di Pisa perché non ho inviato loro il CV formato europeo…semplicemente vergognoso…

  • Marco Gioanola

    E’ già stato menzionato in vari commenti, e, che sia o meno richiesta anche dal CV europeo, il fatto che ci sia ancora chi pensi che esiste un’età “giusta” per fare l’analista mi sembra un altro triste segno dei tempi.

  • mari

    Temo che l’iperburocratizzazione del nostro paese non appartenga solo al nostro paese, purtroppo, ma che abbia a che fare con la diffusione di una mentalità/cultura globale che da decenni (no, di più, millenni) sta favorendo l’espansione delle ideologie delle sinistre con il conseguente stritolamento di ogni libero pensiero/originalità/creatività/individualità per lasciare spazio solo alla consueta ipocrisia e mistificazione della realtà propria di quei sistemi concettuali. D’altra parte il sinonimo sinistra=burocrazia/inefficienza/incompetenza è noto. Come è anche noto che tutto ciò ben si coniuga con quella degenere corrente del pensiero detta transumanesimo, che non si limita ad uccidere la creatività, ma che intende addirittura trasformare l’uomo in una macchina misurabile numericamente e di conseguenza facilmente manovrabile. Il che, a sua volta, è perfettamente in linea con la cultura/religione ebraico/cristiana, che ha fatto dell’esteriorità e della materialità l’unico valore accettato (religione come insieme di norme eteroimposte, prevalenza dell’apparenza e della forma rispetto alla sostanza, esperienza religiosa come esperienza di gruppo, stigmatizzazione dell’introversione come malattia mentale e spudorata preferenza per atteggiamenti e personalità estroverse e “solari”, conformismo, materialismo, rispetto pedissequo delle “leggi” senza considerarne la ratio, ecc ecc). Tutto ciò non è che il realizzarsi di premesse culturali e ideologiche profondamente radicate nella cultura occidentale. E’ inutile combattere questo fenomeno, tanto vale lasciarli fare, sedersi sulla riva del fiume e sghignazzare quando, fra non molto, la corrente trasporterà i loro cadaveri.

  • citosol

    Sì, il lavoro che faccio lo faccio principalmente per pagarmi spese e (hahaha!) pensione.
    Sì, quando suona la campanella preferisco tornare a casa da mio marito e mia figlia piuttosto che stare ancora sul luogo di lavoro.
    Ma mi integro coi colleghi e lavoro con passione.
    E poi gli straordinari non vengono pagati e quando sono pagati son più le tasse a fine anno che altro.
    Non merito di essere assunta?

  • Luca Rizzelli

    “iper-oggettivismo che nasce dalla ipertrofia burocratica”?? augusto ma per dare realmente una mano a tutti i “portatori sani di curriculum sbagliato” non si fa prima ad allegare un format di esempio, tipo del candidato che ti ha colpito di più? …eliminando tutti i dati sensibili si intende…la fantasia e la creatività di ciascuno poi farà il resto….

  • Davide Mele

    Ma perfavore, mi fai venire in mente un impiegato del comune che si
    scoccia di aggiornarsi e di lavorare, hai 200 candidati idonei, lavora e
    non dire baggianate, altrimenti prepara dei test di selezione come già
    fanno molte aziende. Pensi davvero che il curriculum sia un romanzo
    autobiografico o psicologico? Se davvero vuoi alleggerire la burocrazia,
    allora basati sui fatti e non sulle parole. Io da semplice studente,
    non riesco a definire ed a comprendere la pigrizia dei datori di lavoro o chi per loro nel mettere alla prova, incoraggiare ed eventualmente consigliare i giovani che si trovano in un contesto difficile come quello attuale come procedere nella propria carriera lavorativa. Per me, dire di voler
    visionare 12 candidati su 200 possibilmente qualificati è come dire, io
    non voglio lavorare, adesso faccio solo quelli di cui mi piace come
    hanno scritto il curriculum, ma su dai, non dimostri alcuna credibilità.
    Giudichi in base alla capacità di sintesi, come pretesto per avere vita
    facile e le competenze reali dove le trovi nel curriculum se non metti
    alla prova i candidati? Cosa è più importante per te, la forma o
    l’essenza? Per me il curriculum è un dettaglio che dura tanto quanto la
    sua compilazione e se un candidato viene assunto, che se ne fa del
    curriculum ? Non ha fini pratici, se non quello di avere una voce
    in più in esperienze lavorative, dopo essere stati licenziati.

  • Marletto_Cazzone

    chiunque usi la frase “E’ l’approccio originato dalla utopia dell’iper-oggettivismo che nasce
    dalla ipertrofia burocratica che sta uccidendo il nostro paese. Ma forse
    questo è un altro discorso.” va solo preso a calci mentre sta cagando, e niente più

  • stella

    Sono d’accordo con Maf. Sembra che il tizi in questione assuma la gente in base ai suoi pregiudizi

  • Riccardo Roversi

    condivido. Bravo.

  • Oliviero M

    masterpost!

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