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I 10 passi per capire se ti sei ammalato di complottismo (e una cura per guarire presto)

Sono laureato in filosofia della scienza e mi piace errare per saperi differenti con un approccio interdisciplinare. Da qualche anno seguo lo sviluppo del movimento dei maker, animo il gruppo Fabber in Italia e l’associazione Make in Italy. Ora sto allargando i miei interessi a policies di open innovation e alle conseguenze socio-economiche della sharing economy. Attualmente lavoro per la Banca d’Italia, occupandomi di tutela del cliente.

Qualche iniziativa interessante a sostegno della diffusione di argomentazioni logicamente corrette contro il dilagare del complottismo, comparsa sul web di recente, è un primo passo valido per insegnare a ragionare alle persone, ma la strada da percorrere è più complessa e non si limita a una collezione di fallacie logiche. La pratica di commenti a uno dei blog su cui intervengo mi ha mostrato che il discorso è ampio e articolato: nel dibattere con una sostenitrice antivivisezione mi sono scontrato con un uso strumentale e scorretto delle evidenze scientifiche.

Il suo argomento si può sintetizzare così: “esistono diverse evidenze contro l’uso degli animali per la sperimentazione, quindi la sperimentazione animale è inutile”. Peccato che, di per sé, la collezione di evidenze non costituisca un valido argomento. Si tratta di un principio fondamentale, soprattutto oggi che i motori di ricerca ci riempiono di supposte evidenze. In rete, purtroppo, capita sempre più spesso di leggere aspri dibattiti, in ambito scientifico ed economico, in cui si argomenta cercando dati a favore della propria tesi: il problema è che questi dati non vengono capiti, contestualizzati, verificati.

L’attuale cortocircuito, favorito e alimentato da Internet, si riassume così:

1) leggo un pezzo sulla bacheca di facebook di un mio amico contro le scie chimiche;

2) non ho pregiudizi favorevoli nei confronti dei militari che le producono e non ho competenze in materia;

3) cerco “scie chimiche” su google;

4) il primo risultato è Wikipedia: non mi fido, non so chi l’ha scritto (non so come funzioni Wikipedia…);

5) il secondo è il sito www.sciechimiche.org ;

6) lo leggo approfonditamente: è pieno di dati e spiegazioni, svela verità scomode; condivido i profondi valori che animano gli autori;

7) i militari ci stanno fregando: pubblico su Facebook la mia scoperta e partecipo alla Rivoluzione.

Prima di andare avanti, sperimentate la sostituzione di scie chimiche con signoraggio, terremoti indotti, vaccini e autismo: i risultati sono sempre gli stessi (cambiano i nemici, ovvio).

La disponibilità di informazioni non ha migliorato la nostra comprensione media dei fenomeni: per ogni persona che si informa correttamente ce ne sono 2 che sostengono una qualche teoria complottista (e 5 che se ne fregano). Google tendenzialmente ci dà risultati in base al traffico generato dai siti: è più probabile che si tratti di sciocchezze che attirano un gran numero di incompetenti, creando un circolo vizioso. I media digitali amplificano tendenze umane: un gran numero di condivisioni su Facebook, o di retweet, aumenta la credibilità di ciò che viene condiviso, un po’ come la speculazione in economia (più compro un titolo, più aumenta il suo valore).

E Google sembra funzionare come uno schema Ponzi: attiro degli ingenui col mio blog, il traffico che generano ne porterà altri.

All’origine di questa amplificazione sta il fatto che chi legge questi blog si fida di ragionamenti che non capisce o di cui non sa valutare la validità argomentativa; percepisce solo un’apparente coerenza con alcune nozioni raffazzonate. Si aggiunga che, a un lettore non esperto, la pagina sulle scie chimiche non sembra piena di errori marchiani: non tutti hanno studiato meteorologia. Chi è dietro a questi blog “cartesiani” (costruiti per instillare il dubbio) in molti casi scrive i propri contenuti cercando di soddisfare i nostri pregiudizi e assecondare le dicerie più diffuse.

Vediamo come continua la storia:

8) un altro amico risponde sulla mia bacheca, dicendomi che sono tutte sciocchezze;

9) gli tiro fuori dati e spiegazioni di altri (non so come siano stati generati, ma suonano bene);

10) mi risponde che i primi sono sbagliati e le seconde confuse. Ma come fa a dire che sono sbagliati? Da dove prende i suoi? Dall’ARPA, dal Ministero dell’Ambiente? Sono tutte realtà colluse – non mi fido. Le mie spiegazioni sono confuse? Le sue non mi sembrano migliori.

Il dialogo con chi è caduto nella trappola diventa molto difficile: non sa valutare se le spiegazioni reggano o meno. Non che sia un’attività agevole: servono logica e dimestichezza con la chimica, la fisica, la meteorologia. Ma, sopra ogni altra cosa, occorre un po’ di epistemologia, quell’area della filosofia che si occupa di discutere e problematizzare il modo in cui acquisiamo conoscenza della realtà.

La prima lezione di ogni epistemologo che si rispetti è che i dati, da soli, non esistono: sono inseriti in modelli teorici, strutture coerenti della conoscenza fatte di assiomi, concetti, equazioni, previsioni. Rimanendo su un livello divulgativo, intuitivamente un modello è una mappa che aiuta a orientarci nella realtà: se seguo un protocollo sperimentale (strada) raggiungo un risultato prevedibile (piazza) composto da una collezione di dati per descriverlo. Gli assiomi e i concetti sono le convenzioni grafiche usate per tratteggiare la mappa. Ecco allora la difficoltà di confrontare i dati senza conoscere il modello che li ha generati: come posso sovrapporre le mappe di Milano e Roma e trovare piazza Duomo a partire da via Labicana, o il Colosseo da Via Torino?

In secondo luogo, dobbiamo mettere in discussione le stesse strade (sono sensi unici? Sono chiuse al traffico?) e capire se le piazze che abbiamo raggiunto sono quelle indicate sulla cartina o se ci siamo persi. In sostanza, uscendo dalla metafora, dobbiamo capire come funzionano e come sono costruiti gli strumenti di misura. Nessuna misura è neutrale, ma dipende da assunti teorici: l’elettroencefalogramma raccoglie variazioni di deboli campi elettromagnetici che attraversano il cranio e la cute e vanno ricostruiti, una risonanza magnetica funzionale correla metabolismo cellulare e attività neurale, un microscopio elettronico a scansione ricostruisce le immagini a partire dalle interazioni del fascio di elettroni con il campione e il rivelatore.

In secondo luogo, per evitare di perderci, dobbiamo domandarci da dove sono presi i dati, con quale metodo sono stati elaborati, quanto è ampio il campione sperimentale. È buona prassi, se è citato uno studio pubblicato su una rivista internazionale, andare a cercarlo per rispondere a queste e altre domande: quale università l’ha ospitato, ci sono conflitti di interesse? Escluderei, quindi, studi non sottoposti a peer review, con campioni troppo piccoli, o mai riprodotti da altre equipe.

Attività che richiedono molto tempo, troppo per rispondere alle diatribe in bacheca o se paragonato ai centesimi impiegati da Google per restituirci i suoi risultati.

Conclusioni

Provando a fare un cocktail di epistemologia e pratica dei social network, ecco alcune proposte di buon senso:

1) prima di appassionarvi di un campo a voi ignoto, cercate degli esperti che vi possano dare una mano nel formarvi, senza prendere cantonate su Google; chiedete innanzitutto ad amici e conoscenti che hanno studiato la materia;

2) evitate di rilanciare affermazioni di cui non sapete verificare la validità: altrimenti alimentate la fuffa, e contribuite a rendere peggiore l’opinione pubblica, a far perdere tempo ai vostri amici, ad aumentare la conflittualità sociale su basi errate; non sono cose da poco, chi legge i vostri link lo fa perché si fida di voi;

3) prendetevi almeno 2 anni prima di esprimervi su una nuova materia – e il tempo di studiarla, se davvero vi interessa;

4) non utilizzate i dati per concludere le vostre discussioni senza averli contestualizzati, e inquadrati; cominciate a ragionare sui principi teorici fondamentali (ergo tornate al punto 3). Per la maggior parte dei dibattiti è possibile infatti reperire dati pro o contro. La strada giusta è fatta da una struttura che chiarisce in primo luogo la cornice teorica, poi propone dei dati collegati agli esperimenti/statistiche utilizzati per produrli, poi compara grandezze tra loro omogenee;

5) non pontificate su tutto, se non volete essere insultati per buona parte del vostro tempo. Utilizzate espressioni come: “a mio avviso”, “IMHO”, “sottopongo dati interessanti che non so come interpretare”, “attendo commenti da parte di esperti”.

Se inizieremo tutti a fare attenzione alle nostre lacune, qualcosa dovrebbe migliorare. Allo stesso tempo, dobbiamo prepararci a tempi peggiori. Tecnologie estremamente potenti offrono servizi dagli esiti imprevedibili e, talvolta, nefasti. Quando sulle nostre bacheche comparirà un post su una cura per il cancro a base di bicarbonato di sodio (contro le multinazionali del farmaco che ci costringono a usare la chemioterapia…), quali saranno le conseguenze per la salute pubblica? Niente di paranoico, con Stamina e i vaccini “volontari” ci siamo già avvicinati a un elevato livello di rischio.

Se la democrazia viene interpretata dall’uomo della strada come “decisione della maggioranza” i pericoli sono tangibili. Oggi siamo letteralmente bombardati da informazioni che non sappiamo interpretare (approfondisco qui) e, invece di gestirle con una dieta, anche per rispetto dei nostri pari, ci sentiamo in dovere di abbuffarci. Siamo tutti portatori sani di un’epidemia che potrebbe esplodere superata una soglia critica.

Se è vero che Google e Facebook sono veicoli di trasmissione del morbo molto efficaci, mi attendo che la tecnologia sia anche in grado di riparare alle proprie esternalità negative. Se la libertà di espressione ci impedisce di chiudere siti di complottismo, tocca fare selezione. Idea banale? Un filtro in Google: “cerca solo siti autorevoli” (una sorta di “safe search” contro il porno intellettuale); spetterebbe poi al mondo della ricerca trovare un modo, trasparente e collaborativo, per selezionare contenuti di qualità, magari basandosi sui tanti elenchi delle migliori università.

Per il benessere della democrazia, dobbiamo pretendere che l’innovazione tecnologica contribuisca attivamente ad aumentare la qualità della cultura dei cittadini, migliorandone l’accesso.

37 risposte a “I 10 passi per capire se ti sei ammalato di complottismo (e una cura per guarire presto)”

  1. Sandro Pascucci scrive:

    vedo che non hai studiato il signoraggio, andando CONTRO i tuoi stessi “suggerimenti”. non ti sei preso due anni per studiarlo ma lo hai subito messo con le scie chimiche (che non hai studiato due anni) e altri “supposti” complottismi (che NON hai studiato due anni).

    come so tutto questo? perché o stai studiando TUTTO questo da 36 anni (i tuoi 18 argomenti-bufala x 2 anni, minimo, l’uno) e allora mi scuso pubblicamente con te o sei un CAZZONE, come tutti gli altri filoIGB.

    amen.

    • Andrea scrive:

      Buongiorno Sandro, mi aiuta gentilmente a trovare i 18 argomenti anti-bufala?

      Ho scritto:

      “Prima di andare avanti, sperimentate la sostituzione di scie chimiche con signoraggio, terremoti indotti, vaccini e autismo: i risultati sono sempre gli stessi (cambiano i nemici, ovvio).”

      Sono 3 argomenti.

      E poi:

      “Quando sulle nostre bacheche comparirà un post su una cura per il cancro a base di bicarbonato di sodio
      (contro le multinazionali del farmaco che ci costringono a usare la chemioterapia…), quali saranno le conseguenze per la salute pubblica? Niente di paranoico, con Stamina e i vaccini “volontari” […]”
      Al massimo ancora 2 argomenti (cancro, Stamina).

      Osservo che vaccini, cancro, Stamina rientrano in competenze biologiche. E quindi non rispettano in pieno il consiglio dei due anni: le basi sono comuni.

      Insomma, io non vedo i 36 anni che vede lei. Vedo una decina d’anni che, avendo 32 anni, posso giustificare senza troppe difficoltà.

      • Sandro Pascucci scrive:

        >> Ho scritto: “Prima di andare avanti, sperimentate la sostituzione di scie chimiche con signoraggio, terremoti indotti, vaccini e autismo: i risultati sono sempre gli stessi (cambiano i nemici, ovvio).” Sono 3 argomenti.

        1 scie chimiche + 1 signoraggio + 1 terremoti indotti + 1 vaccini + 1 autismo = 5. e NON 3. domanda: non sai contare nemmeno?

        5 + 1 cancro + 1 stamina = 7.. dai.. vuoi fare il finto tonto?

        hai 32 anni e hai studiato 14 anni questi 7 argomenti, quindi? e ti sei laureato in filosofia, nel frattempo? e lavori, surprise, in Banka di Italia, sede di Milano?

        MA UN PO’ DI ONESTA’, no?!

        senza contare che non indichi il PERCHE’ il signoraggio sia una bufala..

        quindi? che famo? dai.. sei indifendibile. e con te tutti i SACCENTI che pullulano nel web di oggi e de noandri.

        a te.

        • godzillante scrive:

          veramente vaccini + autismo fanno 1 perché è 1 argomento, non 2.

          EPIC FAIL.

          • Sandro Pascucci scrive:

            sei sicuro?! tutti i vaccini provocano l’autismo, quindi? tutti TUTTI?! (o nessuno-NESSUNO) ?? l’accendiamo? pensaci..

      • Sandro Pascucci scrive:

        >> Osservo che vaccini, cancro, Stamina rientrano in competenze biologiche. E quindi non rispettano in pieno il consiglio dei due anni: le basi sono comuni.

        PATETICO! 😀 😀 😀 pensa che stronzi quelli che si specializzano in ognuna delle COMUNI materie (che in realtà si suddividono in decine di sottospecializzazioni IMPOSSIBILI da seguirne in coppia, figuariamoci TUTTE)

        dai..

        DAI!!

        😀 😀 😀

        • Andrea scrive:

          Sandro un conto è specializzarsi per fare ricerca in un campo: lì occorrono ben più di due anni (studi di psicologia sostengono che ne servano dieci per raggiungere un buon livello di expertise); un conto è raggiungere quelle competenze di base che consentono di costruirsi una specializzazione. Possiamo avere visioni diverse della conoscenza scientifica. Nella mia conta la coerenza interna di una teoria. Se in un sito complottista leggo delle pseudoargomentazioni incoerenti con alcuni principi basilari di biologia, tutto il castello crolla, e non ho bisogno di impiegare dieci anni per capire che i vaccini non provocano l’autismo.

          • Sandro Pascucci scrive:

            quindi se un argomento serio viene (da te) trovato su un sito di cazzoni l’argomento serio crolla?!

            momamma!!

            ora inizio a parlare di MAFIA e LICANTROPI.. Riina mi ringrazierà per aver distolto l’attenzione: giusto?

  2. anna murano scrive:

    Buongiorno Andrea,
    se ti può interessare, ti segnalo il link a un articolo uscito in Italia nel 2010 sulla rivista Internazionale che mi pare ancora attuale
    http://www.newscientist.com/article/mg20627606.100-living-in-denial-why-sensible-people-reject-the-truth.html
    Come forse leggerai in un’altra sezione, è la prima volta che scrivo un commento, ma sono arrivata a leggere il tuo articolo in un modo così particolare che vorrei contribuire alla conversazione.
    Sto scrivendo un racconto su un’industria tecnologica che paga un’agenzia di comunicazione per disinformare e “instillare il dubbio” sugli effetti negativi di un suo prodotto, “appoggiandosi” su quelle persone che sono sensibili alle “teorie del complotto” (cosa che è davvero successa, come è riportato nell’articolo che ti ho citato).
    Stavo cercando una possibile tecnologia di cui parlare, ho fatto una ricerca su Google e sono arrivata all’articolo di Marco Massarotto del 2012 sulle 5 tecnologie giapponesi (pubblicato su questo sito), e da lì al tuo interessante articolo.
    Ciao e a presto,
    Anna

    • Sandro Pascucci scrive:

      se ti piace fallo ‘sto racconto ma, come diceva qualcuno, ci sono più cose in cielo E IN TERRA..

      in soldoni: SONO STATI SMASCHERATI DA TEMPO DEI FAKEs DI GRANDI INDUSTRIE CHE MANIPOLAVANO FORUM SUL WEB INERENTI UN DATO ARGOMENTO (di interesse economico/politico dei MANDANTI dei fake).

      amen.

    • Andrea scrive:

      Anna grazie degli spunti e scusi per il ritardo nella risposta.
      Ho approfondito il tema della confusione creata ad arte parlando di democrazia partecipativa in questo articolo:http://rivoluzioneaperta.net/2013/12/03/vantaggi-e-svantaggi-delluomo-qualunque-in-parlamento/
      Lo scenario del suo racconto è piuttosto reale e pericoloso per la nostra democrazia. Ben Goldrake ne “La cattiva scienza” cita un lobbista dell’industria del tabacco che chiarisce l’importanza del dubbio per combattere i razionali e precisi argomenti contro il fumo. Se non ha letto il testo, mi permetto di consigliarlo.

  3. Enrico Pacassoni scrive:

    Sandro Pascucci hai vinto 🙂
    Nonostante il taglio oggettivista dell’articolo si legge chiaramente la posizione aprioristicamente contro ogni teoria (o pseudoteoria) del complotto. Io non ne sono un fervente sostenitore, ma credo che alla base di qualsiasi teoria cospirazionista ci sia più che un fondo di verità. In realtà ciò che mi fa più paura è la cieca fedeltà nelle istituzioni e nello status quo che dimostrano tutti i detrattori.

    Come possono pretendere di conoscere quali siano TUTTE le forze che fanno girare il mondo basandosi solamente su dati, informazioni ed esperienze non comprovate in prima persona? Tempo fa, una persona molto più avanti di noi tutti messi insieme disse che l’unico metodo di indagine possibile è quello che parte dall’assunzione “io so di non sapere”.

  4. Andrea scrive:

    Enrico dove legge “chiaramente la posizione aprioristicamente contro ogni teoria (o pseudoteoria) del complotto”? Potrebbe argomentare?
    In secondo luogo, essere un detrattore delle teorie complottiste non implica logicamente essere ciecamente fedele alle istituzioni: lo scopo della conoscenza scientifica non è appoggiare o meno le istituzioni. La critica alle teorie complottiste è un invito ad adottare un metodo più corretto di avvicinare la conoscenza.

    Enrico lei equivoca perfettamente il mio atteggiamento: combattere per migliorare la conoscenza che abbiamo della realtà è funzionale a cambiarla con efficacia. Utilizzare descrizioni improprie è il modo migliore per giustificare i propri fallimenti – qualora si provasse a cambiare qualcosa. Non conosco rivoluzioni nate dai complottisti, per sintetizzare.

    Sorvolo sulla citazione di Socrate, davvero mal contestualizzata.

    • Pietro Ruggiero scrive:

      Non conosco rivoluzioni nate dai complottisti, per sintetizzare.

      io si,GERMANIA ANNI 20

    • Lorenzo Paruscio scrive:

      Andrea, dopo l’articolo e i commenti vari che ha scritto, seppure un anno fa, mi permetto e mi prometto di seguirla prossimamente. Passare dalla gazzetta dello sport al suo articolo è stato un meraviglioso trauma! 🙂

      • Andrea scrive:

        paru grazie del commento. Considerando che scrivo nei ritagli del poco tempo libero, che vivo in uno stato di stanchezza sostanzialmente continuo, ogni tanto vedere che il mio lavoro serve mi dà grandi soddisfazioni. Ci vediamo qui!

  5. Francè scrive:

    Articolo di buon senso, la parte a mio avviso mancante è quella psicologica, molte volte tendiamo a credere a quello che ci fa comodo credere, qualsiasi fonte, anche se attendibile, viene, per molti, vista come un’ostacolo creato da qualche lobby che vuole distorcere la nostra verità ormai consolidata. Penso che il complottismo non si sconfigge solo
    da un uso razionale dei motori di ricerca, ma da un percorso mentale ben più profondo. ll complottismo risiede nella nostra mente, la rete non fa altro che rafforzare le nostre finte credenze.

    • Andrea scrive:

      Condivido la sua analisi: certamente nel complottismo ci sono cause psicologiche. Credo che in rete si trovino già molti contributi di qualità in merito, ho provato ad aggiungere uno spunto diverso mostrando un’altra leva su cui potremmo intervenire (mentre sulla psicologia è un po’ più difficile).

  6. ME scrive:

    La cosa piu’ comica di questo articolo e’ che usa i mezzi che attribuisce ai complottisti. Una serie di asserzioni gratuite e non specificate su un individuo qualunque come se chiunque porta avanti battaglie, o idee, di tipo “complottista” sia quel genere di personaggio.

    Manca pero’ una categorizzazione delle tematiche complottiste. Insomma ne hai nominate solo alcune ma potresti fare un bell’elenco in modo che ogni persona possa fare un check per assicurarsi una posizione tra gli “informati” o i folli creduloni “complottisti”.

    Non arrivo a chiedere di trattare ogni argomento in maniera approfondita perche’ e’ ovvio che si verrebbe a creare solo un altro attivissimo o roba simile.. uno alla “a questo non rispondo perche’ non sono un tecnico”, salvo poi ignorare i “tecnici” quando dicono qualcosa che non va nella stessa direzione.

    Insomma non mi sorprende, in questo cimitero di neuroni, leggere tanta saccenza basata su una scarsa quantita’ di fuffa. Io in realta’ non leggo neanche un argomentazione qui dentro.

    Sarebbe stato piu’ appropriato iniziare con “conoscevo uno che una volta ha letto la bacheca di un altro e come un credulone …”

    A seguito un articolo dello stesso valore e contenuto visto dall’altra parte:

    “I troll sono persone che non si documentano su niente ed a priori bocciano qualsiasi argomento possa intaccare la loro idilliaca visione della realta’. Un po’ come lo schiavo in catene che difende il suo padrone da chi lotta per liberarlo”

    Non mi ritengo un complottista (non come viene inteso qui) ma, per esempio, prima di dare del complottista a chi parla del signoraggio bancario dovresti leggerti lo statuto della banca d’italia. E’ online. Gratis. Basta un po’ di pazienza.

    Non c’e’ nessun complotto, e’ tutto scritto chiaramente. Ma ci sono idioti che non si informano, che non leggono, e che danno giudizi.

    Saluti

    • godzillante scrive:

      Scusa, ma tu hai trovato un tecnico che ha risposto da tecnico a quest’articolo ed è stato poi ignorato o preso in giro?

      P.S.: prima di pensare di AVER CAPITO cos’è il signoraggio e PERCHÉ non è un complotto dovreste accendere tutto il cervello e non solo la parte grillina. fareste una figura migliore.

      • Andrea scrive:

        Godzillante grazie di esistere. ME credo che basti un libro di macroeconomia, nel capitolo “la creazione di moneta” per smontare le bufalette sul signoraggio. Grazie dell’idiota 🙂

        • Sandro Pascucci scrive:

          la parte del libro che parla di macroeconomia, nel capitolo “la creazione di moneta” è FALSA. e lo dice, OGGI, la Banca di Inghilterra.

          la moneta è ENDOGENA e viene creata dal nulla SENZA vincoli (stringenti), dalle banche commerciali.

          AGGIORNATEVI, SAPUTONI!! siete rimasti alla riserva frazionaria di bepp€ grill0!!

          che ridere!!

          😀 😀 😀

        • ME scrive:

          Credi male. Basta molto meno. Basta leggersi lo statuto della Banca d’Italia. E, ripeto, non c’e’ nessun complotto, e’ spiegato tutto chiaramente. Se non mi sbaglio sei laureato in filosofia. Immagino conosci Socrate… ti consiglio di rivedertelo un po’.. potrebbe spingerti ad approfondire (da solo e direttamente alla fonte) una serie di argomenti che ti farebbero cancellare quest’articolo all’istante.

          Quello che trovo offensivo, verso qualsiasi cervello indipendente, e’ il fatto che si diano giudizi e si generalizzi in maniera miope, come al solito adattando la realta’, e selezionando le fonti, per sostenere il proprio credo piuttosto che per cercare la verita’.

          Ma siamo in un mondo in cui si puo’ credere ad un’organizzazione malavitosa che per profitto e potere domina da anni sulla Sicilia ed a tratti a livello nazionale, ma poi se sostieni che una certa multinazionale stia facendo cose simili, sempre per profitto e potere, sei un complottista. In pratica ci sono mafie sdoganate e mafie impossibili.. per assurda e arbitraria decisione dell;individuo.

          Deridevate i “complottisti” (termine tra l’altro male utilizzato) per i chip sottocutanei.. ora sono una realta’ usata, come previsto, a fini di sicurezza.. Deridevate i complottisti per la guerra in Iraq, poi in Afganistan.. eppure centinaia di migliaia di morti avrebbero un paio di domande da farvi.

          Era complottista chi diceva che ad Ustica non tutto era andato come ci veniva raccontato, era complottista Giordano Bruno, Copernico e mille altri.

          Siete cosi’ accecati che non vi rendete conto che, nella storia che avete studiato (si spera) fareste la parte degli imbecilli che non credono alle rivelazioni dell’innovatore, quelli che lo mettono al rogo, quelli che per non insidiare il panteon prestabilito rifiutano il cibo che gli viene offerto e muoiono di fame.

          Ci sono tante cose che non capisco ma la piu’ importante, quando leggo robacce del genere, e’ perche’ vi da tanto fastidio chi cerca, non si fida, esplora?

          Qui non si sta parlando di una teoria o un’altra, qui si tratta della curiosita’. Del farsi una domanda ogni tanto. Del chiedersi come mai c’e’ un’associazione con migliaia di ingegneri e architetti che contestano la versione ufficiale sull’11 Settembre.. si chiama curiosita’. Poi ognuno puo’ arrivare alla risposta che piu’ gli sembra logica, ma la curiosita’ di approfondire un argomento.

          Detto questo io ho tante domande, non ho certezze. Io mi posso rendere conto di qualcosa che non e’ esattamente come appare ma non ho soluzioni per nessuno, mi basterebbe che le domande se le facessero in molti e la responsabilita’ di dare risposte si trasformerebbe in dovere.

          Ma in questo caso posso presumere, cosa che di solito faccio poco, che gli scudi dell’ignoranza siano troppo grandi per essere aggirati.

          Scusa per l’idiota. .ma vivo in uno stato con una situazione politica ridicola, economica tragica e sono circondato di persone che rivoteranno per l’ennesima volta chi li ha ridotti cosi’. Lo schema mentale e’ lo stesso.. i risultati pesano su tutti. Ed io inizio ad innervosirmi.

          Saluti

      • ME scrive:

        A cosa dovrebbe rispondere un tecnico? Non vedo nessuna confutazione di teorie o di dati..

        Aver capito il signoraggio bancario? Cosa c’e’ esattamente da capire? E’ scritto chiaro e tondo come funziona l’emissione di moneta cosi’ come la geoingegneria.

        Lo stesso articolo, in effetti, si riferisce a cose che dieci anni fa potevano esser ritenuti complotti. Oggi non sono nascosti, non sono illegali, non sono fantasie.

        Mi farebbe piacere capire cosa c’entra grillo e se davvero esiste una parte grillina del cervello.

  7. FrancescoV scrive:

    finalmente anche su CheFuturo è apparso il primo articolo AD CAPOCCHIAM. Meglio così, stavano facendo troppo la parte dei fenomeni.

  8. Maria Dolores Biggio scrive:

    Articolo interessante, grazie per le istruzioni, ma ritengo che non si dovrebbero prendere troppo sul serio i social, infatti ciò che si scrive, non sono dati scientifici, ma un semplice modo per scambiarsi pensieri ed opinioni, è un agorà pubblico, in cui s’incontrano persone con le quali sarebbe impossibile dialogare, perchè magari io sono ad Udine , un altro è a Palermo e l’altro è negli Stati Uniti. E’ stimolante ed intrigante entrare in una realtà diversa dalla tua e nessuno pretende di avere la verità in tasca. E’ vero che il web ci permette di dialogare anche con persone competenti, ma questo è proprio il bello, ognuno può esporre il proprio pensiero che sarà criticato, non sarà valido o forse ridicolo, ma il web ti dà la possibilità di farlo.

  9. godzillante scrive:

    Il problema, parlando di competenza e conoscenza della materia, è che:
    – se non sei esperto, per i complottari “non hai diritto di parola” (chissà perché loro sì e tu no)
    – se invece lo sei, perché magari la materia l’hai studiata all’università, allora fai parte della Ka$ta e sei PAGATO dal solito complotto giudaico-massonico-bilderberg-illuminati-eccetera

    Semplicemente non se ne esce ed è inutile perderci tempo. La madre degli scemi è sempre incinta, fine.

    • Sandro Pascucci scrive:

      veramente hai appena descritto l’imbarazzante figura dell’anti-complottaro: infatti non puoi parlare di banche e moneta se non sei Draghi (che, tra l’altro, confessa apertamente il signoraggio!)

      buon parto.

  10. corto circuito scrive:

    bello questo articolo!!
    però non so dire se sia vero .. e non posso aspettare un paio di anni per condividerlo su facebook , nel frattempo mi sono appassionato, ho già chiesto ad un mio amico, che lo ha studiato, cosa significa epistemologia e mi ha confermato che è proprio quello descritto qui .. allora il mio per il momento lo condivido su facebook .. e vado a vedere se scatena una discussione e cosa ne pensano gli altri! … poi vi informo .. Le teorie del complotto si combattono anche diffondendo articoli che parlano dell’anti-complotto alla stessa maniera di come si sarebbero condivisi i primi 🙂

  11. Gabriele Sacco scrive:

    La domanda vera e propria è…… MA A CHI BISOGNIA DARE RETTA?? secondo me la verità sta nel mezzo. Però bisogna dire che qualche volta il complotto è l’unica spiegazione sensata. Anche perché la realtà supera di molto la più fantasiosa immaginazione.

  12. Antonio. scrive:

    Il mio caso è diverso.
    Io sono ammalato di anticomplottismo.
    Mi spiego meglio,io seguo da più di 20 anni le elezioni in Italia di ogni tipo
    e so come funzionano le cose.
    Però dal 2006 in gran parte per colpa dell’incompetende giornalista Deaglio è nato ed ha preso campo il complottismo in materia elettorale.
    Secondo Deaglio nel 2006 il CDX aveva imbrogliato le elezioni,e lui portava tutta una serie di presunte prove,come la differenza tra sondaggi e risultati delle elezioni.
    Per i sondaggi il CSX doveva vincere col 52% contro il 47,5% del CDX.
    Invece finì 50 a 50 e per lui questa era già la prova del broglio-complotto.
    Il broglio sarebbe avvenuto con la trasformazione delle schede bianche in voti per Forza Italia.
    Infatti le schede bianche calarono davvero da 1,68 milioni del 2001 a solo 440000 del 2006.
    Peccato però che i democratici di sinistra abbiano co fermato ibvece che le elezioni furono regolari,loro hanno i rappresentanti di lista nei seggi e si sarebbero accorti di una così grande differenza di voti.
    Nel 2006 le schede bianche calarono un po’ per la radicalizzazione dello scontro politico ed un po’ per il,cambio della legge elettorale.
    Tanto è che poi le bianche sono rimaste basse anche nel 2008 e nel 2013,col cdx fuori dal ministero.
    Furono solo 485000 nel 2008 e solo 395000 nel 2013.
    MAi più sono tornate a più di 1,5 milioni.
    Però per alcuni pazzi invece questa sarebbe la prova che pure nel 208 e nel 2013 le elezioni sarebbero state truccate.

  13. Ankh Fate scrive:

    Se ancora qualcuno ha voglia di dibattere su questo argomento, mi presento. Ho 33 anni e nella maggior parte di questi ho studiato diverse materie universitarie (non giungendo ad una laurea per motivi diversi), per il semplice piacere della conoscenza. Mi definirebbero un erudito, ma in realtà sono un riflessivo. Quando mi trovo innanzi ad un argomento ho necessità di informarmi il più possibile per poi trarne delle conclusioni personali. Potrei rientrare nei complottisti, ma a modo mio. Così come ho una fede religiosa a modo mio, ho un idealismo sempre e solo a modo mio. Non amo obbligare la gente a pensarla come me, perchè se lo fa non sta pensando con la propria testa, e quindi non sta pensando a “modo suo”. Perdonate tale ridondanza, credo che però abbia un valore inestimabile. Giungo al tema su cui mi piacerebbe avere le vostre opinioni:
    A mio avviso, le religioni, le fazioni politiche, l’economia, la scienza e quant’altro, non sono in grado e non saranno mai in grado di mettersi a nudo innanzi al popolo. Sempre a mio avviso tutte le istituzioni hanno i propri segreti, i propri complotti e le proprie teorie. E su questo credo che ci sia poco da confutare. Faccio l’esempio più semplice prendendo come capro espiatorio i telegiornali o i notiziari in genere. A mio parere di vero e reale ci sarà sì e no un valore tra il 20 ed il 40%.

    Come questi, tutto ciò che ho nominato in precedenza: religione, politica, medicina, scienza, economia, bla, bla, bla, di vero diranno davvero poco. Sta a noi carpirne quel poco (riflettendo) per crearci il nostro idealismo ed il nostro dogma.

    Quindi, che vogliamo accusarci o proclamarci inquisitori, prima di condannare qualcuno come complottista-ignorante-fuffaiolo o anticomplottista-erudito-corrotto…… beh… iniziamo a riflettere e creare un modo davvero proprio di e per pensare. Non dimentichiamo inoltre che il primo maestro d’arte, non ha avuto un maestro. Il primo scienziato non ha avuto un mentore… e così via…… riflettiamo. Perchè riflettere ci rende diversi e forse anche migliori.

    A voi.

  14. Antonio. scrive:

    Il problema è che i complottisti non sono persone che cercano la verità,hanno deciso che la loro verità è giusta e stop.
    Se sostengono che 2+2 fa 5 diranno male di tutti quelli che gli dicono che invece fa 4 ed elegeranno a fonte attendibile uno che gli dà ragione.

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