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Facebook non sarà più lo stesso: i 4 criteri alla base del nuovo algoritmo di Zuckerberg

Sono social media strategist e responsabile della sede romana di BlogMeter. Prima in Microsoft Italia e Digital PR. Su Vincos.it ospito i miei studi sui social network, il primo Osservatorio su Facebook in Italia, e le mie analisi dei fenomeni della rete. In libreria con "Social Media ROI" (Apogeo, 2012) e "La società dei dati" (40K, 2012).

Nel 2006, due anni dopo la sua nascita, Facebook introdusse il News Feed, il rullo di notizie che ogni utente vede in homepage. La novità inizalmente non venne compresa dagli utenti, che non erano abituati a veder emergere con tale facilità la quotidianità raccontata dai propri amici, senza andare a sbirciare ogni singolo profilo. Pian piano gli utenti impararono a capire come proteggere la propria privacy e a godere degli effetti positivi della feature.

Ma il meccanismo di funzionamento del News Feed è sempre rimasto oscuro. Almeno fino a qualche mese fa quando Facebook ha iniziato a rilasciare qualche informazione in più dopo il roll out della nuova versione.

L’algoritmo che usa la creatura di Zuckerberg per decidere cosa mostrarci è necessario perché altrimenti saremmo esposti ad ogni accesso a circa 1.500 contenuti provenienti da amici e pagine. Dunque è semplicemente un modo per aiutarci a porre attenzione alle storie più rilevanti, non in generale, ma per ogni singolo utente. Capite bene che proporre contenuti personalizzati per un miliardo e duecento mila utenti non è cosa da poco. E, infatti, la formula è lontana dall’essere perfetta. Tuttavia può essere utile assimilare alcuni dei criteri noti sui quali si basa.

1. Affinity: riguarda il legame con chi ha scritto il post. Quanto più mostriamo di avere un rapporto stretto con un utente/pagina, tanto più vedremo le cose che scrive. L’affinità viene determinata essenzialmente da tre elementi:

– dalla lista nella quale decidiamo di mettere un amico (es. famiglia o conoscente)
– dall’attivazione del tasto “follow” (visibile sulla cover di ogni utente)
– dall’attenzione mostrata verso le notizie dei contatti, in termini di interazioni effettuate.

Secondo il nuovo meccanismo detto “Last Actor“: sarà dato peso alle 50 interazioni più recenti in modo da privilegiare successivamente i contenuti provenienti dagli “attori” (amici o pagine) con i quali si è interagito più frequentemente nel recente passato.

Ma per aiutare il sistema a capire chi v’interessa seguire, basta accedere al tool ufficiale “Organizza Amici“, poco conosciuto, ma molto utile.

2. Weight: è il peso che Facebook attribuisce ad ogni post pubblicato dagli iscritti. Quindi uno status update che riceve tanti like, commenti, condivisioni, che non è stato nascosto o segnalato come spam da tanti, ha più possibilità di comparire nella timeline. Si tratta di un criterio particolarmente importante per le aziende che gestiscono una pagina ufficiale.

3. Time Decay: dopo l’ultimo aggiornamento ha assunto minore rilevanza la freschezza del contenuto. Ciò vuol dire che le storie più vecchie, che l’utente avrebbe perduto se non fosse stato online all’atto della pubblicazione, risulteranno visibili se continuano a ricevere interazioni. Questo meccanismo detto “Story Bumping“, secondo Facebook, permetterà di vedere il 70% delle storie pubblicate (prima era solo il 57%) e si tradurrà in un aumento di like, commenti e condivisioni del 5% per i contenuti degli amici e del 8% per quelli delle pagine.

L’ultima funzione annunciata è detta “Chronological Ordering”. Consentirà di veder disposti in ordine cronologico gli status update frequenti e successivi scritti dai nostri contatti più stretti (ad esempio nel caso di numerosi commenti live ad un evento o ad una trasmissione televisiva).

4. Post Type: anche la tipologia di post scritto sembra avere una sua importanza. Facebook attribuisce un peso minore agli status update meramente testuali, mentre privilegia quelli con foto, video e link contenenti metadati. Ciò vuol dire che vengono penalizzati gli short URL; quindi conviene incollare il link intero di una notizia e aspettare che il sistema raccolga i dati contenuti nella pagina di destinazione (ve ne accorgete dal caricamento dell’immagine e del testo associati).

Una cosa fondamentale da sapere è che Facebook ha dichiarato guerra ai meme in favore dei contenuti di qualità. Uno studio su 460 milioni di “aggiornamenti di stato” ha permesso ai data scientist di Menlo Park di individuare le locuzioni più ricorrenti associate a questi messaggi ad elevata circolazione. Da “copia e incolla questo messaggio” a “usa questo messaggio come status”, passando per tutte le formule di incoraggiamento annesse come “fai like se…”. Inoltre verranno penalizzati i link a foto provenienti da siti che ospitano meme come Imgur, livememe, e makeameme.

Verranno, invece, privilegiati i contenuti provenienti da fonti autorevoli come gli editori, anche allo scopo di incoraggiarli ad usare il social network come piattaforma di breaking news.

In sintesi il consiglio alle aziende è di sforzarsi di produrre contenuti pensati per Facebook e non di usarlo come semplice discarica di link. A tutti gli altri il suggerimento di inizare a curare maggiormente la propria rete sociale al fine di estrarre più valore dalla piattaforma. Inutile prendersela con l’algoritmo se si decide di accettare l’amicizia di qualunque persona e di diventa fan di qualsiasi pagina.

18 febbraio 2014
Vincenzo Cosenza

22 risposte a “Facebook non sarà più lo stesso: i 4 criteri alla base del nuovo algoritmo di Zuckerberg”

  1. Dukkokun scrive:

    Mh, e un servizio come bit.ly che mi visualizza comunque i contenuti pur mantenendo una vanity url verrà penalizzato?

    • vincos scrive:

      Se i meta dati vengono processati correttamente non ci dovrebbero essere penalizzazioni. Ma su questo Facebook ancora non è stata molto chiara.

  2. Matteo Fabbri scrive:

    Dalla merda alla merda squacchera

  3. a.tremigliozzi scrive:

    A me sembra che per quanto sofisticati gli algoritmi di fb siano tutti impostati sul paradigma della “profezia che si autoavvera”. Se tutti i parametri sulla base della quale viene calcolato il criterio di esposizione delle informazioni si basano sulla “frequenza”, va da sè che autoalimento la frequenza di esposizione e magari cose che mi potrebbero interessare me le perdo perchè la “frequenza” risulta bassa.

  4. Dario Caregnato scrive:

    Bell’articolo Vincenzo. Ma il punto 4 non lo capisco affatto, così com’è esposto. A parte che Facebook privilegia praticamente da sempre i post type “non testuali”, il punto che mi risulta più ostico è quello relativo agli url shortener. Affermi che:

    “vengono penalizzati gli short URL; quindi conviene incollare il link intero di una notizia e aspettare che il sistema raccolga i dati contenuti nella pagina di destinazione (ve ne accorgete dal caricamento dell’immagine e del testo associati).”

    Ho due domande in merito:
    1) si tratta di una tua deduzione in base a studi personali o è documentato?
    2) gli short-url fanno un redirect 301 che il crawler di Facebook segue correttamente ed infatti anche usando uno shortener i metadati (immagini e testo del link) vengono raccolti correttamente. In base a cosa dovrebbero essere penalizzati?

    Grazie mille, a presto!

    • vincos scrive:

      E’ un’informazione data da Facebook. Se i meta dati vengono processati correttamente non ci dovrebbero essere penalizzazioni

  5. Marco Barsotti scrive:

    Molto interessante, grazie.

  6. Valentina Turchetti scrive:

    Ciao Vincenzo, grazie per queste informazioni. Facebook è sempre in evoluzione… Soffermarsi a leggere un psot come questo p di sicuro interesse.

  7. ararar2 scrive:

    pf non usare il giustificato, è un pugno in un occhio

  8. Dr Jesu Kaba scrive:

    Grazie, articolo molto utile!

  9. Stefano Sabbatucci scrive:

    Davvero interessante ma su un punto proprio non concordo. Gestisco
    molte pagine fan e in tutte ho potuto riscontrate che i contenuti con
    più visualizzazioni sono quelli meramente testuali, con foto, o con
    short URL senza preview.

  10. Fendisoul scrive:

    Ciao e complimenti per l’articolo, gestendo molte pagine fb e facendo vari test mi risulta (purtroppo) che i post di solo testo ottengano più visualizzazioni di quelli con foto e testo (post di testo con un contenuto praticamente identico a quello inserito in post con testo e foto alla medesima ora).

  11. Angelo Worldfilia scrive:

    Ciao a tutti! Gestisco molte pagine, e a quanto mi ruslta c’è stato una semplice diminuizione del reach dei post dalle pagine. La stessa pagina ieri faceva un tot di portata per post dopo l’aggiornamento ha diminuito la portata in modo vertiginoso, mi chiedo è possibile che dall’oggi al domani i miei fan hanno smesso di interessarsi ai miei post? Ovviamento il calo di portata porta un effetto a catena che sarebbeor meno click meno like e commenti con conseguente caduta libera continua della visibilità della pagina…Altra cosa, chiunque vede la newsfeed come me saprà bene che aggiornandola si vedono sempre le stesse cose ripetute centinaia di volte, a volte mi escono post (con cui non ho interagito per niente) anche a distanza di giorni. Una domanda: se quel post l’ho già visto e non ci ho interagito, perchè FB me lo fa vedere e rivedere? Iniziassero a togliere i post che uno ha già visto e vedessero come si libera posto per molte altre notizie nella news feed…

  12. Vito Salerno scrive:

    Chiaro e utile il tuo articolo, come sempre direi. Grazie

  13. Raffaella Brandoli scrive:

    Ciao Vincenzo
    non so quanto hai scritto è ancora valido ora (nel senso che nel frattempo Facebook abbia o meno cambiato qualcosa) ma riguardo al punto 4 io, nella mia pagina fan, ho il problema contrario, ovvero: se scrivo un post solo testuale raggiungo + persone e ottengo mi piace e commenti; se faccio la stessa cosa (stesso argomento) allegando la foto, ne ottengo notevolmente meno; parlo, per quanto riguarda le “persone raggiunte”, di una media di 1000 contro 60. Mi sapresti dire perchè?
    Oltre al fatto che in generale, come tanti, abbiamo notato un drastico calo della frequentazione della nostra pagina, pur aggiornandola spesso con argomenti, interazioni, immagini ecc..questo sembra però succedere meno ad altre pagine fan, e quindi mi chiedo se sbagliamo noi, o se ci sono delle impostazioni da cambiare, o se si tratta semplicemente di pagare…
    grazie

  14. Gina scrive:

    ciao! volevo sapere se tra le “interazioni effettuate” da cui dipende l’Affinity rientrano anche le visite ad un profilo o solo i commenti,i mi piace e le condivisioni!

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