• adrianop

    Concordo,tranne in un punto.Sono un modesto autodidatta ma il divertimento maggiore è stato programmare in linguaggio macchina sul C64.Allora si trovavano manuali che insegnavano tutto sul 6502.Sui processori di oggi no ,anche se potrei sbagliare avendo perso la spinta propulsiva.E’ fondamentale conoscere software e hardware e chi dice il contrario,a mio avviso,non sa di cosa parla.Attenzione però.Bisogna conoscere tutto ed è sbagliato abolire la “scrittura a mano obbligatoria”.Come diceva un mio professore,la matematica non è come la storia in cui si può sapere cosa è successo a Napoleone senza sapere cosa è successo a Giulio Cesare.Altrimenti si finisce come gli uomini del futuro di un racconto di fantascienza che non sapevano riparare le macchine da cui dipendevano perchè avevano dimenticato come erano fatte.

    • Alessandro Vetere

      Parli di un racconto di un certo Asimov? Se sì ti stimo, sennò sono curioso di sapere di che racconto si tratti! :)

    • adrianop

      Sì,credo che si tratti di Asimov ma è passato molto tempo e potrei confondere l’autore di Foundation con qualcun altro per eccesso di stima.

    • happycactus

      Piccole note a margine:
      - i manuali delle CPU si trovano ed è molto più semplice di una volta, ora sono gratuiti. Solo che è diventato tremendamente complicato programmare una CPU moderna (almeno di classe desktop) ma c’è arduino e mille altre declinazioni simili. Oggi è diventato molto più semplice imparare, ma forse manca lo stupore che ci animava 30 anni fa.

      - Il racconto dovrebbe essere di Asimov (uno dei tanti del ciclo dei robot) ma allo stesso modo potrebbe trattarsi di Philip K. Dick.

  • Giulio Michelon

    Quando penso a quanti soldi sprechiamo per l’insegnamento della religione mi viene da urlare di rabbia

  • Mirko De Dominicis

    Grazie, bell’articolo che rispecchia purtroppo in pieno la situazione italiana.

  • Stefano D’Alessi

    Esempi di ciò che si può realizzare ci sono: Digital Accademia ha attivato una formazione K-12 con collaborazioni davvero interessanti come il Guggenheim di Venezia e Timbuktu Lab (Magazine digitale per bambini).
    Io e mia figlia abbiamo partecipato ad eventi organizzati da loro con grande soddisfazione. Secondo me sono un buon riferimento per creare una struttura formativa che attualmente è demandata alla buona volontà di insegnanti, collaboratori scolastici e genitori.
    Sono fiducioso che ci sarà modo, attraverso la collaborazione di tutti i soggetti, di migliorare la scuola tenendo sempre conto delle risorse disponibili.

    Le persone e la volontà non mancano.

  • Giorgio Sironi

    Due cose che non centrano niente: Obama che spinge ad imparare a *programmare*, noi che ci preoccupiamo di sapere dove sono le impostazioni di privacy e di aggiungere siti ai preferiti…

  • alex ninja giordano

    Pazzesco. Basterebbe gia introdurre un orto scolastisco o alcuni corsi di piccolo artigianato… almeno, come sottolinea Obama, i ragazzi potrebbero cominciare a capire che non sono solo “consumatori”. Speriamo bene…

  • Elena Rapisardi

    stesso discorso vale per la scienza, la letteratura…. che tristezza….

  • Armando Pagliara

    Sono un “professore d’informatica senza cattedra”, abilitato con l’ultimo TFA. So benissimo quanto sia dilagante l’ignoranza digitale tra gli studenti, ho avuto modo di “sbatterci” direttamente contro.
    Ovviamente quella dei loro docenti è nettamente superiore; di sicuro un ottimo sistema sarebbe quello di “svecchiare” la popolazione degli insegnanti.
    Ma siamo in Italia… il paese dei vecchi… dove a 70 anni devi lavorare e a 30 sei a casa…