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Le 16 tappe fondamentali del caso Stamina e perché così la scienza in Italia muore

24 anni, biotecnologo e blogger con la passione per la fotografia. E’ laureato in Scienze e Tecnologie Biomolecolari e Cellular and Molecular Biotechnology all'Università di Trento. Lavora nel campo della vita artificiale. Insieme ad altri cinque colleghi nel 2012 ha creato un batterio per la pulizia del marmo dai residui dello smog. Ha fondato Open Wet Lab, la prima associazione di biohacker in Italia.

I cervelli italiani sono tra i migliori al mondo. Nonostante le critiche, la nostra istruzione funziona: basta guardare i risultati dei nostri connazionali all’estero. E all’estero ne troviamo tanti, soprattuto nei campi scientifici. Ma il nostro è un Paese strano. Di certo non è un Paese per la scienza.

Abbiamo questo patrimonio intellettuale, che coltiviamo in maniera eccellente, ma poi non ne raccogliamo i frutti. Ve ne ho parlato in parte nel mio articolo sulla sperimentazione animale e sulle iniziative che in Italia hanno séguito. In Italia si protesta —con Stop Vivisection— per fermare chi fa ricerca seria. Ma si protesta anche per dare la possibilità ai santoni e ai ciarlatani di curarci. A cosa mi riferisco? Ne avrete sentito sicuramente parlare, il metodo Stamina è ormai trattato su tutti i media principali. Cerchiamo di scoprire insieme di cosa si tratta. Lo premetto, sarà un lungo articolo, c’è tanto da raccontare.

Il metodo Stamina è una terapia ideata da Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation —una ONLUS che si occupa di curare un vastissimo spettro di malattie neurodegenerative utilizzando cellule staminali. Il prof. Vannoni promette di curare (con recuperi dal 70 al 100%) pazienti affetti da ictus, lesioni spinali, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, scleorosi laterale amiotrofica, morbo di Parkinson (mi fermo qui ma la lista potrebbe continuare).

Tutte malattie per cui al momento la medicina moderna non ha ancora sviluppato una cura. La terapia, a partire dal 2011, veniva offerta sotto forma gratuita presso gli Spedali Civili di Brescia. A quanto sembra dalle testimonianze di alcuni pazienti, i trattamenti venivano in realtà pagati sotto forma di donazioni da depositare prima del trattamento, con somme che andavano dai 20 ai 30 mila euro.

Qual è il problema? Sebbene le terapie a base cellule staminali siano tra le più promettenti per il futuro, in questo momento non siamo ancora in grado di portarle sul piano clinico. Esistono numerose sperimentazioni in corso, ma con risultati non ancora soddisfacenti sull’uomo. La terapia proposta da Vannoni, dunque, sarebbe molto più avanti rispetto a quelli che l’intera comunità scientifica sta cercando di sviluppare.

CHI E’ DAVIDE VANNONI?

Vannoni è sì dottore, ma non in medicina, o campi affini. E’ infatti laureato in Lettere e Filosofia (è docente di “psicologia della comunicazione” presso l’Università di Udine). Qualche domanda, quindi, comincia a sorgere.

Come ha fatto una persona completamente estranea al mondo della medicina e delle staminali a scoprire questo incredibile metodo così rivoluzionario? Leggendo “psicologia della comunicazione” nel curriculum di Vannoni, qualche allarme dovrebbe scattare.

Permettetemi di fare un passo indietro: per comprendere al meglio tutto quello che segue, apriamo una parentesi sulle staminali, queste potenti cellule presenti all’interno del nostro corpo.

Qualche nozione base sulle cellule “normali”. Quando lo spermatozoo feconda l’ovulo, si forma lo zigote: una singola cellula da cui si svilupperà un intero organismo. Un mammifero contiene miliardi e miliardi di cellule, in più di 200 diversi tipi cellulari —tutti derivanti da quella singola cellula iniziale. Se ci pensate, è incredibile. Sino ad un certo stadio dello sviluppo embionale le cellule mantengono la capacità di generare tutti i diversi tipi di cellule.

E su quelle “staminali”. A differenza delle cellule “normali”, poi, sono in grado di replicarsi in maniera illimitata: queste due sono caratteristiche che rendono una cellula “staminale”. Le cellule dell’individuo adulto perdono queste incredibili capacità, ma alcune —non sappiamo come— le mantengono, almeno in parte: sono le cosiddette staminali adulte.

Non riescono però a generare tutto lo spettro di cellule, ma solo quello del tessuto a cui appartengono (una staminale del cervello non genererà cellule del cuore, per capirci). Ne viene che possiamo ricavare le cellule staminali da un embrione —con qualche difficoltà sul piano etico— o prelevandolo da un individuo adulto —con procedure non così semplici ed ottenendo poche cellule.

Da qualche anno abbiamo scoperto come invertire il processo: riusciamo a far tornare una cellula “matura” (differenziata) indietro nello sviluppo, ad uno stato staminale.

Sono chiamate cellule staminali indotte, e sono quasi analoghe alle staminali embrionali —anche se stiamo scoprendo che non è esattamente così: mantengono una sorta di “memoria” della loro storia passata. La scoperta delle staminali indotte significa che possiamo ottenerle semplicemente da una biopsia cutanea, un “piccolo dettaglio” che ha dato la spinta decisiva al campo.

Davide Vannoni

Davide Vannoni

COSA POSSONO FARE LE STAMINALI? 

Se una cellula staminale, durante lo sviluppo, riesce in qualche modo a dare origine a tutti quei tipi di cellule, forse possiamo riuscire a farglielo fare anche noi, no? Potremmo dare una direzione allo sviluppo verso il tipo di cellula che vogliamo, magari per sopperire alla mancanza di cellule dovuta ad una malattia. O, perchè no, per sostituire cellule invecchiate.

Possiamo immaginare di modificarle geneticamente per correggere le malattie genetiche. Le possibilità sono incredibili. Come spesso succede con la scienza, è più facile a dirsi che a farsi —ma stiamo facendo passi da gigante. Riusciamo a generare svariati tipi di cellule mature a partire dalle staminali, e molte sperimentazioni su modelli animali di malattie stanno avendo ottimi risultati. Possiamo usare anche le staminali di individui malati come modello in vitro per studiare le malattie (differenziandole magari nei diversi tipi cellulari), come strumento per testare gli effetti dei farmaci su singoli tipi cellulari (riducendo il numero di animali utilizzati e ottenendo indicazioni precise sull’uomo).

Nella fase clinica stiamo ancora testando la sicurezza delle staminali sull’uomo: ci sono svariate complicanze. Dobbiamo essere sicuri che le cellule siano differenziate correttamente, altrimenti il rischio è di generare ammassi di cellule assimilabili a tumori (detti teratomi).
Per lo stesso motivo, non possiamo rischiare che le staminali finiscano in “posti sbagliati”.

C’è poi il rischio di rigetto, anche se questo sembra essere superato grazie alle staminali indotte (che proverrebbero dal paziente stesso). Il problema alla base è che al momento conosciamo ancora poco della biologia delle staminali: non capiamo ancora bene come funzionano. Le staminali sono una grandissima promessa per il futuro prossimo, ma siamo ancora ai primi passi.

(Se vi interessa l’argomento vi consiglio questo articolo. Se siete anche ferrati in biologia, George Daley ci propone una eccellente review sul campo.Sono entrambi articoli a pagamento.)

Sui media le staminali sembrano la panacea universale: sono state forse esagerate le promesse. La ricerca forse ha omesso di chiarire al grande pubblico la situazione attuale.

IN COSA CONSISTE IL METODO STAMINA? 

Veniamo dunque metodo Stamina. In cosa consiste? Si comincia con una visita neurologica. Viene poi estratto del midollo osseo dal paziente —al cui interno sono presenti cellule staminali “mesenchimali” —un tipo di staminali adulte che sembra molto potente, ma non ne abbiamo la certezza, visto che le ricerche in merito hanno ottenuto risultati a dir poco contrastanti.

Queste staminali vengono messe in coltura secondo il fantomatico e misterioso metodo Stamina, in modo da ottenere dei neuroni (almeno secondo Vannoni), che poi vengono reinfusi nel paziente tramite iniezione lombare. Vorrei sottolineare i termini “fantomatico” e “misterioso”.

Non esistono studi pre-clinici o clinici che applicano il suo metodo.

Non esistono dati riguardo ai risultati dei suoi trattamenti.

Se andiamo a frugare un po’ in rete riusciamo a trovare la domanda di brevetto —rifiutata— che Vannoni ha presentato negli US. La domanda di brevetto non è stata accetata in quanto le procedure descritte sarebbero approssimative. In alcuni casi è errata. Propone come nuove procedure ormai comuni nel campo delle staminali.

Se andiamo ancora più nel dettaglio della procedura, vediamo come venga usato acido retinoico per far diventare le cellule prelevate in cellule del sistema nervoso, che poi saranno iniettate nel paziente. L’acido retinoico ha sì questa capacità, ma viene utilizzato in concentrazioni così basse da rasentare l’omeopatia.

Viene utilizzato etanolo nella preparazione, questa volta in concentrazioni elevate e potenzialmente dannose per le cellule. Ma il punto che solleva più dubbi è il tempo con cui Vannoni ritiene di riuscire ad ottenere dei neuroni maturi: due ore. Con i protocolli utilizzati ora in ricerca, ci vogliono come minimo giorni.

Staminali Embrionali

Staminali Embrionali

I DUBBI DELLA SCIENZA

Quindi abbiamo un metodo non propriamente sviluppatoe mal documentato, senza prove della sua efficacia, non supportato da altri lavori che lavorano con lo stesso tipo di cellule. Un metodo ideato da un individuo con un background non scientifico, evidentemente così geniale da poter, da solo, intuire ciò che tutta la comunità scientifica non è riuscita ad intuire —o meglio, a differenza di Vannoni, a scoprire.

Ammettiamo anche che Vannoni sia il più grande genio della scienza moderna, che il suo metodo sia efficace, la panacea universale: non è impossibile, e non sta a noi giudicarlo. Vannoni avrebbe in mano una terapia che curebbe milioni di persone. Perché il suo metodo rimane segreto? Perchè non abbiamo i dati disponibili che dimostrano il suo funzionamento? Queste sono domande più che lecite. Il Nobel sarebbe il minimo: sarebbe lo scienziato più importante della storia della medicina.

E giunti fino a qui, forse, ci viene da chiederci: come è possibile che nonostante tutto questo —il metodo dubbioso, le persone coinvolte, gli allarmi evidenti— il metodo Stamina venisse praticato in una struttura pubblica come gli Spedali di Brescia?

Il metodo Stamina veniva applicato come “cura compassionevole”. Un concetto che consente “a pazienti senza altre opportunità terapeutiche valide l’uso di farmaci o terapie che, se pur non hanno ancora completato la sperimentazione clinica, potrebbero apportare dei benefici ai pazienti, fermo restando il rapporto rischio/beneficio ovviamente favorevole al paziente”.

Serve almeno qualcosa che dimostri una evidenza di efficacia preliminare che non contraddica i principi della biologia. In caso di malattie per cui la ricerca sta procedendo in maniera promettente, ma non è ancora arrivata alla clinica di routine, sono uno strumento molto importante: non tutti i pazienti hanno il tempo di aspettare la ricerca.

Ma con il metodo Stamina nessuno di questi criteri viene rispettato. Come possiamo inserirlo all’interno delle “cure compassionevoli”? Nemmeno il rapporto rischio/beneficio sembrerebbe essere rispettato, visto quanto poco conosciamo delle staminali, e visti i loro possibili rischi.

1. Ottobre 2011. Stamina opera a Brescia, grazie ad una convenzione con la Regione Lombardia. Guarda caso, il primo paziente è il direttore dell’assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Nel 2012, qualcuno si accorge di queste incongruenze. Scatta dunque un’indagine della magistratura.

Le conclusioni sono agghiaccianti. Esiste un “un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente confondibili”.

Vengono riscontrati inquinanti. Prodotti di origine animale vietati per uso clinico. Effetti biologicamente irrilevanti.

Si sottolinea il rischio che i pazienti siano oggetto di false illusioni o addirittura di truffe vere e proprie che fanno leva sulla disperazione e su promesse non validate scientificamente.

Si tratta di evitare di scivolare in una china pericolosa di fronte a patologie drammatiche finora non trattabili in modo soddisfacente”. Il ministero della salute, inolte, ci fa sapere che già alcuni mesi fa aveva proposto di “aggregare i più riconosciuti esperti a livello nazionale e, qualora necessario, internazionale, per offrire le migliori cure scientificamente validate”.

2. Viene decretato che Stamina non può più operare. La conclusione del magistrato è che Vannoni sarebbe “animat[o] dall’intento di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza”. Ad oggi, Vannoni non ha ancora risposto a queste accuse. I dodici trattamenti attualmente in corso, tra cui quattro su bambini, devono essere interrotti. Una situazione gestita in maniera eccellente dalle autorità italiane. Sembrerebbe quasi che il nostro Paese funzioni.

Immaginate se questo fosse accaduto con un farmaco in commercio. Mi viene in mente la vicenda dei vaccini della Novartis dell’anno scorso, per esempio. In televisione avremmo sentito urlare allo scandalo.

Proteste stamina

LE DISTORSIONI DEI MEDIA

3. Purtoppo, non è così. Il blocco ai trattamenti porta il “caso Stamina” in televisione. Ma con risultati diametralmente opposti. Il 17 Febbraio 2013 il programma televisivo Le Iene comincia una vera e propria crociata a favore di Stamina, con Giulio Golia in prima linea.

Ogni settimana vengono trasmessi servizi strappalacrime, e non potrebbe essere altrimenti. Genitori che vedono scivolare via la cura che era stata promessa ai loro figli. Bambini e adulti che non possono accedere al metodo Stamina, che curerebbe le loro malattie inguaribili.

I servizi si concentrano ovviamente sui bambini più piccoli, per il massimo impatto. Da come ce la raccontano, Vannoni è presidente di una fondazione che segue le regole della scienza.

4. Lo Stato italiano, impersonato dal ministro della salute Balduzzi, non vuole garantire le cure ai pazienti. Il motivo? Un complotto da parte delle industrie farmaceutiche, che Vannoni —ormai diventato una star mediatica— di settimana in settimana ci illustra. Sui social network è una vera e propria rivolta. Tutti sono a favore di Stamina, tutti supportano la piccola Sofia, una dei pazienti e la principale protagonista dei servizi.

Con un po’ di spirito critico, possiamo immaginare come la situazione sia un classico “win-win” per Stamina e Le Iene: Stamina diventa famosa, i suoi sostenitori si moltiplicano in maniera esponenziale; per Le Iene è boom di ascolti e di attività sui social network. Se seguiamo con attenzione i servizi ci accorgiamo però che non c’è assolutamente niente di scientifico alla base. Vediamo il dito della bambina che si muove, sentiamo le opinioni dei genitori: dicono che i loro figli migliorano. Ma nessun dato scientifico, nessuna informazione sull’efficacia, sulla sicurezza, nessun parere medico oggettivo.

Perchè dico questo? I bambini stanno meglio, cosa vogliamo di più? C’è un motivo se i trial clinici vengono eseguiti in “doppio cieco” —nè il medico nè i pazienti sanno chi tra i pazienti riceve il trattamento e chi riceve il placebo. Siamo psicologicamente portati a vedere quello che non c’è, pur di ottenere il risultato che speriamo; una situazione conosciuta come effetto aspettativa.

L’informazione de Le Iene è assolutamente di parte. Viene chiesta l’opinione a Telethon, che insieme alle associazioni dei malati aveva criticato duramente i servizi. I servizi vengono montati in maniera scandalosa: Telethon sembra non voler collaborare, quando in realtà è il contrario (la risposta di Telethon non si è fatta attedendere). Nessuno si spiega perchè il metodo, che farebbe migliorare malati senza speranza, non venga reso pubblico per essere applicato su larga scala.

5. I tumulti sui social network e nelle piazze continuano. Nasce il Movimento Pro-Stamina. Il caso mediatico si allarga: Celentano, Fiorello, Pieraccioni prendono posizione a favore di Stamina. Si comincia a parlarne anche in Parlamento e in Senato. Il caso mediatico ha portato alla ribalta il metodo, e le liste di attesa per ricevere i trattamenti sarebbero infinite. Vannoni vuole poter praticare liberamente—anche se ancora non ci viene stato spiegato come tutti quei pazienti sarebbero trattati con i soli due biologi dipendenti di Stamina.

STAMINA IN PARLAMENTO (E IN TRIBUNALE)

6. Il 25 Marzo 2013, succede l’incredibile. Il Senato emana un decreto che autorizza la continuazione dei trattamenti per i pazienti che li avevano cominciati. Vengono stanziati 3 milioni di euro per avviare la sperimentazione clinica del metodo Stamina —a scapito di altre ricerche molto più valide. L’AIFA dovrà supervisionare; il tutto dovrà stabilirsi in un Ospedale adeguato (il Maggiore di Milano) e seguire le norme di igiene e buona preparazione necessarie. Stamina dovrà offrire i protocolli del suo metodo, ed il tutto sarà vagliato da una commissione ministeriale che sarà appositamente istituita. Ma neanche a dirlo, nemmeno ora Vannoni è contento, e continua a gridare allo scandalo: il suo metodo non può essere modificato. Ovviamente non vuole fornire i protocolli. La decisione di sperimentare il metodo Stamina non mi trovava d’accordo, ma almeno sarebbe stato fatto seguendo le procedure della scienza: una prova del nove. Vannoni intanto definisce i suoi oppositori dei “polli starnazzanti”: quei bambini moriranno, non c’è tempo di aspettare la sperimentazione. Se ci sarà la sperimentazione, inoltre, il tutto cadrà sotto gli interessi di BigPharma, Vannoni non ci sta.

Da questo se ne deduce che, in pratica — per usare l’ottima descrizione di Salvo Di Grazia—è facile ottenere dei soldi. Basta essere un laureato qualsiasi, tipo un letterato, che si è inventato una cura per malattie inguaribili. Mica una, mica due. Tutte. Una cura che nessuno, nemmeno i premi Nobel, sia riuscito a notare.

7. E’ questo il momento in cui la comunità scientifica, finora solo indignata, insorge. Paolo Bianco, Elena Cattaneo, Michele De Luca e altri 10 scienziati italiani prendono parola su EMBO Journal, una rivista del gruppo Nature, una delle tre riviste scientifiche più autorevoli al mondo. Raccontano alla comunità scientifica internazionale cosa sta succedendo in Italia. Si invita la comunità scientifica a riflettere: serve una regolamentazione che regoli precisamente le staminali.

L’ITALIA ZIMBELLO DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA

8. La risposta della comunità scientifica internazionale non si fa attendere. Sempre su Nature, troviamo editoriali che criticano duramente le decisioni italiane. Lo stesso Yamanaka, premio Nobel per aver derivato le cellule staminali indotte e presidente della Società internazionale per la ricerca sulle staminali, non ci risparmia il suo dissenso. Gli scienziati cominciano a pressare Vannoni, facendogli notare tutte le incoerenze di cui parlavamo. Viene messa in discussione la persona di Vannoni, il suo background, le cause (di cui non abbiamo parlato) che gli erano state rivolte in passato per le sue pratiche: alcuni pazienti erano usciti distrutti dalle terapie.

Cosa fa Vannoni per rispondere alle critiche? Niente. Continua imperterrito a comparire su Le Iene, parlando di complotto, di lobby farmaceutiche e sminuendo scienziati di fama internazionale.

9. Nel frattempo dall’altra parte dell’oceano, la rivista Nature è particolarmente interessata all’argomento: parte un’inchiesta. Viene fuori che le immagini usate da Vannoni nella sua domanda di brevetto (che ricordiamo era stata rifiutata dagli US), non rappresentavano le cellule neuronali soggette del suo metodo: è frode scientifica.

Vannoni ribatte su Facebook. Ciliegina sulla torta, scopriamo dalla pagina Facebook di Vannoni che per accedere ai trattamenti è ora necessario contattare Medestea, multinazionale farmaceutica. Ma non erano le case farmaceutiche il nemico di Vannoni? Medestea dichiara di avere pronto un modello di business per il 2013 sulle cellule staminali. Sarà inoltre il progetto con il potenziale di business più grande. Nella versione italiana del sito non c’è traccia di queste affermazioni.

10. Lo scontro continua. Alcuni giornalisti scientifici italiani si scagliano poi contro Le Iene: pongono dieci interrogativi a Giulio Golia, ancora autore dei servizi settimanali. Ad oggi, Dicembre 2013, Giulio Golia non ha ancora risposto a queste domande.

Giulio Golia

Giulio Golia

11. Il 1 luglio 2013 sarebbe dovuta cominciare la sperimentazione commissionata dal Parlamento.
12. Il 25 giugno si svolge una riunione per discutere su come sarà portata avanti la sperimentazione. Servono i protocolli del metodo Stamina. Vannoni si rifiuta di consegnare i protocolli: la sperimentazione non parte. Per passare l’esame della commissione ministeriale, i protocolli dovranno essere stilati in maniera precisa e scientifica. Ma metodo di Vannoni non rispettava nemmeno gli standard minimi di igiene e sicurezza dei pazienti. Non c’è da stupirsi quindi che Vannoni abbia bisogno di tempo per redarli.
13. Li consegna il primo agostoIl 10 ottobre arriva il “no” secco al metodo Stamina: non c’è alcuna base scientifica, e non ci sarà nessuna sperimentazione.

La vicenda sembra conclusa. La comunità scientifica ha bocciato il metodo.

Un lieto fine, se guardiamo alla situazione nel complesso, ma non di certo per i pazienti. Pazienti e familiari sono da considerare solo vittime di qualcosa più grande loro. Di certo non li giudico: non mi sono mai trovato in una situazione simile, e non posso minimamente capire come ci si senta. Il cercare l’unica speranza che ci viene offerta, nella disperazione, è più che comprensibile.

A me, sinceramente, la prima campanella d’allarme è suonata nel momento in cui ho scoperto quale fosse la formazione di Vannoni: è un docente di psicologia della comunicazione. Sa quindi alla perfezione come fare arrivare il suo messaggio, come manipolare la realtà a suo vantaggio. Non a caso nel proporre il suo metodo, qualcosa di scientifico ce lo infila, anche se scorretto. L’ascoltatore inesperto non troverà motivo di non crederci. In situazione disperate, vorrà anche crederci. E non a caso ha avuto tanto seguito, grazie anche al connubio perfetto di disinformazione con le Iene.

Per quale motivo Vannoni dovrebbe voler ingannare la gente? Non dimentichiamoci —e questo è il punto focale del discorso— che la prima cosa fatta da Vannoni è stato richiedere un brevetto per il suo metodo. Un brevetto si chiede per avere esclusività sui guadagni derivanti dal suo soggetto. Non dimentichiamoci nemmeno le ingenti donazioni richieste da Stamina per i trattamenti, di cui abbiamo numerose testimonianze. Queste ovviamente sono solo supposizioni. Ci si giunge però semplicemente analizzando i fatti.

14. Nonostante questo, il metodo Stamina è stato autorizzato. Non dalle autorità competenti, ma dai tribunali e dalla politica. Capisco che la situazione sia degenerata a causa del caso mediatico, che i giudici fossero sotto la pressione dei protestanti e dell’urgenza richiesta i provvedimenti, ma non è così che andava gestita la questione: perché non sono stati interpellati gli scienziati o chi era competente e informato in materia? E soprattutto, perché in sedi diverse il giudizio è stato diverso? La legge non è uguale per tutti?

C’è un principio chiamato “libertà di cura”. Possiamo decidere come curarsi, e se curarci. Possiamo usare l’omeopatia se vogliamo —se siamo abbastanza disinformati per farlo— ma ce la paghiamo. Possiamo andare dal mago di turno e farci curare con le pietre, ma lo Stato italiano non lo include nel servizio sanitario nazionale. I contribuenti non spendono un euro. In questo caso invece, è proprio lo Stato italiano che ha autorizzato una pratica che esso stesso ha valutato non conforme agli standard di salute e di pratica —ricordiamoci le ispezioni precedenti. Basta una campagna mediatica strumentalizzata per far cambiare completamente il verdetto? Questa è vera e propria negligenza. Il cittadino ha anche il diritto di essere a conoscenza della cura alla quale si sta sottoponendo. Il medico ha il dovere di fornire delle risposte ai pazienti, o in questo caso a chi lo esamina. Dove sono le risposte di Vannoni?

ALCUNE CONSIDERAZIONI

Vorrei proporre alcune considerazioni. Non mi sento di addentrarmi troppo nelle questioni etiche e morali del caso —non sarei competente in materia. In questo articolo ho cercato più che altro di analizzare —a freddo— la situazione. Rimane la questione forse più importante: i pazienti, in questi casi, muoiono. E non abbiamo una cura. C’è sì la ricerca, con tutta la speranza che offre, ma i suoi tempi sono spesso troppo lunghi. Magari Vannoni ha ragione, e magari curerà i bambini, nonostante tutti gli allarmi che abbiamo evidenziato. Chi lo può sapere, se non si prova? Chi può negargli il diritto di arrivare alla fine con un minimo di speranza, anche se vana? Mi piacerebbe sentire alcune vostre opinioni in merito nei commenti. Credo che lo Stato debba garantire la sicurezza dei propri malati, e soprattutto di quelli più deboli.

Non possiamo permettere a chiunque di curarci, senza uno straccio di prova. C’è da notare che la bocciatura della comunità scientifica al metodo Stamina ha ragioni esclusivamente scientifiche e mediche. Ma accanto a queste c’è tutto quanto abbiamo descritto: incoerenze, contraddizioni, cattivo giornalismo, populismo e scarso giudizio, di cui non dobbiamo dimenticarci: per questi motivi il metodo Stamina puzza di truffa mascherata da scienza (TED, uno dei più grandi format di conferenze al mondo, viene in nostro aiuto con una lettera indirizzata agli organizzatori dei TEDx, eventi TED “in franchising”, in cui ci aiuta a smascherare le pseudoscienze —vi consiglio di darci un occhio).

Non per questo non ci si pone qualche domanda. Bisognerebbe fermarsi un attimo e valutare qual è il limite. Dove fermarsi, dove la speranza è troppo poca, dove ogni cosa è lecita. Ci ho riflettuto molto. Credo che la soluzione sia comunque nella ricerca. Nonostante la sua lentezza, la ricerca “come si deve” —in cui si dimostrano i risultati, si giustificano le proprie scelte, si è aperti con il resto della comunità— arriverà sicuramente più avanti, e lo farà prima di tutte le pseudoscienze del mondo. Ci sono indubbiamente sperimentazioni meglio organizzate e più ragionevoli di Stamina, che nemmeno vorrebbe sperimentare il proprio metodo. Sperimentazioni che hanno base scientifica e sono state approvate da scienziati, da gente che sa di cosa parla, non da giudici e Iene. Nessuno fa mai notare che “cure compassionevoli” che si fondano su sperimentazioni attualmente in atto basate sulle staminali —ne troviamo anche in Italia— possono essere richieste.

Il problema non lo risolveremo seguendo persone come Vannoni, lo risolveremo investendo sulla ricerca —ma in Italia la ricerca si taglia solo.

Leggendo le notizie in questi giorni avrete notato come, ahimè, il capitolo Stamina non sia ancora chiuso.
15. Il 4 Dicembre il TAR del Lazio ha infatti accolto la richiesta di Vannoni
di sospendere il giudizio della commissione ministeriale sul suo metodo: i suoi membri, avendo già preso una posizione precedentemente al giudizio, non sarebbero imparziali; si chiede inoltre l’opinione di esponenti internazionali. Si riapre quindi la questione, e personalmente non ho parole. Le proprie competenze non possono permettere ad uno scienziato la sua opinione scientifica? Nessuno scienziato è rimasto sorpreso dal risultato dell’esame della commissione ministeriale sul metodo Stamina, e non poteva essere altrimenti, visti i presupposti. Tutte le critiche arrivate da fior fior di scienziati internazionali non contavano niente?

15. L’attuale ministro della salute Lorenzin ci assicura che sarà nominata una nuova commissione al più presto. Dal canto suo, Vannoni l’anno prossimo, porterà il suo metodo negli US, dove Camillo Ricordi si è offerto di testarlo in laboratorio per cancellare ogni dubbio e mettere, forse, la parola fine a questa storia tristemente “all’italiana”.

Viene da chiedersi quali siano le cause di tutto ciò. Forse la disinformazione. Più probabilmente, la mancanza di buon senso. Chiudo citando Elena Cattaneo, senatrice a vita, in una lettera al Premier Letta e al Presidente Napolitano.

“Con queste leggi, il Paese non solo umilia la scienza e la cultura, ma umilia i nostri figli, suggerendo loro che il loro impegno e i loro studi a questo Paese non servono. Queste “non scelte” politiche lasciano frastornati i colleghi all’estero, abituati a lavorare con scienziati italiani internazionalmente stimati e competitivi. Ci chiedono: ma come è possibile che versi in condizioni così pietose il Paese dove lavorano Luigi Naldini, che a Milano ha messo a punto un’avanzatissima terapia genica che utilizza alcuni virus modificati, o Michele De Luca che con il suo Centro di Medicina Rigenerativa a Modena, insieme al San Raffaele, ha sviluppato trattamenti straordinari con staminali per due condizioni di malattia, oppure Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato che alla soglia della pensione ha sbaragliato la ferrea competizione dello European Research Council e che tutto il mondo ci invidia per la spettacolare scoperta dei neuroni specchio (usando scimmie) e che ora punta a capire l’autismo. Potrei andare avanti a lungo. Forse non tutti si rendono conto di quanto arido sia il nostro deserto.”

Gli stranieri che ci offrono opportunità lontano da qui si chiedono perché continuiamo a restare. E si prendono i nostri giovani. Ma noi, meno giovani, continuiamo a sentire il dovere di restare e lottare, anche in nome di una Costituzione che prevede il diritto di fare ricerca. Avendo conosciuto, anche sulla mia pelle, lo sfacelo di leggi antiscientifiche, mi chiedo come l’Italia riesca ancora a dare alla luce a scoperte e scienziati così unici al mondo. Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Repubblica, non so dirvi per quanto resisteremo. Bisogna far qualcosa.

“Il Paese muore.”

156 risposte a “Le 16 tappe fondamentali del caso Stamina e perché così la scienza in Italia muore”

  1. Ales Sandro scrive:

    Articolo eccellente. Grazie

  2. Andrea Mencaroni scrive:

    Jason, il tuo articolo è molto ben scritto e di facile lettura.
    Condivido in pieno le tue critiche sia al metodo Stamina sia al modo in cui la politica ha scelto di non gestire questa brutta situazione.
    Sono un lettore di Wired italia e sulla rivista (soprattutto On line) ci sono state diverse domande fatte a Vannoni e a Le Iene ma non ci sono mai state risposte.
    E’ assurdo che in un paese civile (?) come l’Italia non si affronti il dolore dei cittadini con la giusta cautela e che i nostri scienziati vengano ridicolizzati da presunti santoni e da giornalisti che non fanno altro che cavalcare l’onda del dolore. Speriamo in un’impennata di rigore scientifico che possa, in un momento buio per la nostra società, risollevarci.

    • Alessandro Tortorelli scrive:

      Articolo serio e corretto ma la pressione delle industrie farmaceutiche è una realtà che consentitemi neanche quest articolo prende in considerazione. Un esempio? Circa due anni fa la mia mamma fu operata per un tumore al retto e fu operata dal prof Montemurro che è anche brevettatore di un presidio sanitario che evita la stomia al paziente. È il solo in Italia ad usarlo ed il dubbio è proprio questo …….. Chi danneggia il metodo del prof Montemurro?

      • RiccardoFreccia scrive:

        Sì, ma ti ricordo che dietro Stamina c’è Medestea, cioé una casa farmaceutica.

        • Vincent scrive:

          ok. Ma lo Stato non approva e quindi non supporta. Le cure non vanno pagate altrimenti è sfruttamento della disperazione. Avranno pure dei costi queste ricerche e queste cure? Allora dovranno pur appoggiarsi a case farmaceutiche. No?

          • RiccardoFreccia scrive:

            Le cure per Stamina si pagano. 40mila euro. Non per niente Vannoni ha svariate denunce a carico per truffa per aver fatto pagare una cura che non funziona. Quindi il discorso dovrebbe essere già chiuso: Vannoni si è fatto GIA’ pagare per sfruttamento della disperazione. Inoltre, se vengono fornite dagli ospedali, il costo (piuttosto alto in verità) ricade sulla sanità pubblica. Quindi ancora una volta, la cura viene pagata eccome.
            Lo Stato supporta la ricerca, quella vera, non quella basata su assenza di qualsiasi fondamento scientifico, come in questo caso.
            Se ci si affida ad una casa farmaceutica è piuttosto stupido, come fa Vannoni, affermare che 1) c’è un complotto delle case farmaceutiche per bloccarli visto che anzi c’è una casa farmaceutica che detiene i diritti di questa cura che sta cercando di far passare una sperimentazione mettendola a carico della collettività, prendendone tutti i guadagni, 2) che il metodo vuole essere gratuito e a beneficio della collettività quando palesemente non è vero.

  3. #OnceI Was RaffaeleF# scrive:

    Clap, clap, clap.

  4. Alessio Milani scrive:

    Eccellente articolo, davvero esaustivo e chiarificatore anche per chi come il sottoscritto non ha alcuna formazione scientifica. Rimango esterrefatto ogni volta che mi capita di cozzare, virtualmente o nella realtà (anche famigliare) contro persone che sostengono Vannoni guazzabugliando a proprio sostengo tesi figlie di un mix di dietrologia, complottismo e populismo.

    Sempre più sento che tra le tante cose di cui questo sfortunato paese abbisogna c’è anche una massiccia dose di corretta informazione scientifica che sia alla portata della comprensione della gente comune così da ridurre questi tristi fenomeni di wannamarchismo estremo.

  5. Riccardo Ghignoni scrive:

    Grazie per questo articolo di informazione chiaro e completo.

  6. Arianna scrive:

    Sei stato chiarissimo, condivido a pieno ogni parola detta. Con tutto il rispetto per le famiglie dei pazienti affetti da queste gravissime malattie degenerative, spero con tutto il cuore che leggendo la tua dettagliata trattazione gli italiani (o almeno buona parte) capiscano che c’è troppa superficialità in questo metodo e nel modo in cui è stato proposto/affrontato.. grazie!

  7. Ciro Zinisciuno scrive:

    molto bello. Avevo seguito sporadicamente tramite l’associazione Luca coscioni, ma qui c’è la vista d’insieme…. una cosa: “redarli” dovrebbe essere “redigerli”….

  8. Paolo Mazzinghi scrive:

    Questo resoconto è molto completo e ben fatto , anche nei dubbi che pone e il focus sui media e le relative campagne di informazione e disinformazione. Forse manca un accenno più approfondito su un aspetto che è anche una delle risposte al perché questo possa succedere, quello delle lobby scientifiche e farmaicetiche. Questo aspetto è uno dei motivi dello scettiticismo della gente e del loro “rivolgersi altrove” (parimenti alla tendenza molto italiana di rivolgersi a maghi e fattucchiere…): potremmo citare Di Bella (che però perlomeno era un medico) prima osteggiato dalla comunità scientifica e trattato come un santone imbonitore e poi riabilitato.
    Io tengo tutti i dubbi a partire dalla condivisione delle riflessioni che fai e o quesiti che poni. Su un aspetto non ho dubbi; che la ricerca scientifica in Italia sia pressoché impossibile e l’inadeguatezza della classe politica.

    • jasonfweb scrive:

      Le AZIENDE farmaceutiche sono aziende, su questo non c’è dubbio. Cercano di focalizzarsi dove vedono più guadagno, e questo è chiaro. Purtroppo quasi solo loro sono in grado di sostenere i costi dello sviluppo di nuovi farmaci e terapie.
      Magari ne parlerò in un prossimo articolo, è certamente un tema interessante.

      Non credo che qui c’entrino più di tanto nel discorso, sinceramente. Il tema dei “complotti delle case farmaceutiche” è un tema che è caro (spesso troppo, a mio parere) a molte persone, e non a caso è stato tirato in ballo.

    • Matteo Seppi scrive:

      Non mi risulta che il buon Di Bella sia mai stato “riabilitato” dalla comunità scientifica.

      • Francesca Brescia scrive:

        Basta che cerchi su google “metodo di bella funziona” e trovi tutto. E il fatto che il metodo Di Bella sia stato considerato valido dopo anni di lite non vuol dire che valga anche per questo. Ma da’ il sentore di come vanno le cose se chi c’è dietro al “consolidato” si vede in pericolo e a rischio il business.

  9. M.Z. scrive:

    L’unica informazione che non hai dato è che le persone che si sono sottoposte al metodo STAMINA, STANNO MEGLIO !!!

    E non mi venire a dire che dei bambini che prima non si muovevano e che non respiravano in modo autonomo sarebbero migliorati anche con un placebo.

    Smettetela di aiutare le lobby farmaceutiche .

    BASTA AVETE ROTTO !!!

    • Federico Nicci scrive:

      Ma secondo te Vannoni da chi ha preso la “ricetta” magica?
      Lo sai che dietro Vannoni c’è Medestea?
      Visita il loro sito http://www.medestea.it , e fatti un idea.
      Questa è una multinazionale, che opera in campo cosmetico, biotecnologico ed agricolo. secondo voi gente sveglia1!!111 dovrebbe essere una lobby, o sbaglio?
      Le persone malate, che Vannoni tenta di curare, assumono molteplici farmaci, non hanno ancora definito se è stata la sua cura a far migliorare lievemente la loro situazione oppure altri farmaci.
      Pure io ho diverse patologie, non gravi, ma prima di buttare giù un medicinale vorrei essere sicuro di cosa c’è dentro e di quali sono gli effetti.
      Vannoni vende fumo, sulla disperazione delle persone che hanno a che fare con malattie terribili, questo è da condannare.
      Inoltre Vannoni, al soldo di una multinazionale, sta chiedendo soldi allo stato italiano, senza presentare una documentazione di quello che sta facendo.
      Ma tu, dico tu, ti fideresti di qualcuno che ti vuole somministrare una cura magica senza sapere cosa ti sta proponendo?
      Farsi scudo con i malati è la cosa più deplorevole che una persona possa fare, fatevi un esame di coscienza.

      • M.Z. scrive:

        L’unica replica che attendevo non c’e’ !!!

        Per tutti gli altri non ho parole !!!!

        Risparmiate il tempo se dovete perderlo scrivendo cazzate !!!

    • Roberto Molino scrive:

      Stanno meglio tutti? In che modo stanno meglio? I pazienti sono stati tutti visitati da un medico? Questo “stare meglio” significa che dopo una accurata visita con esami vari, il quadro clinico è migliorato e la malattia è in remissione? La malattia è stata sconfitta? Perché una volta avevo mal di pancia, e mia madre mi disse di bere acqua con limone. In un primo momento stetti meglio, poi scoprii che la mia era ulcera intestinale. Il medico con i farmaci mi guarì e attestò che la mia malattia era GUARITA. Prima di aprire la bocca, informati bene.

      • Daniele Castellazzi scrive:

        1 La tua malattia era curabile con l’ausilio di medicina tradizionale; 2 “Stare meglio” non significa guarire la malattia in quei casi, ma semplicemente migliorare gli ultimi giorni di quelle persone che morirebbero comunque; 3 Se per te riaquistare la vista, riuscire a fare piccoli movimenti, smettere di vomitare, riuscire a mangiare con la propria bocca e respirare con i propri polmoni non sono miglioramenti… 4 Se un giorno potremo dire che “ve lo avevamo detto”, come è successo per molte cure non tradizionali screditate da semplici scettici, sarebbe comunque troppo tardi. Se chi sostiene il metodo Vannoni non ha prove scientifiche, la controparte comunità scientifica ha fatto l’errore di non negare miglioramenti più volte inizialmente, perché non c’è stata una previa organizzazione atta a scongiurare il metodo

        • Jacopazzo99 scrive:

          premetto che sono quasi ingegnere quindi sicuramente non esperto di medicina…. ma credo di poter dire con sicurezza di aver capito come funziona la cosa. e qui il problema non è che la gente a cui la cura è stata somministrata stia o non stia meglio. il problema è che lo stare meglio o no dei pazienti deve essere certificato e relazionato in maniera scientifica (ripetibilità, sperimentazione, ecc), quindi su un certo numero di individui diversi, eccetera.

          non è che se inietti qualcosa a una bambina e questa sta “un pochino meglio” (a detta dei genitori) allora quello che le hai iniettato è una cura

          • Daniele Castellazzi scrive:

            Anche io sono quasi ingegnere, ma c’è una cosa che capisco molto bene: se tu fossi un malato terminale e stessi soffrendo davvero tanto non chiederesti altro che tregua dal dolore. Nessuno ha mai detto che stamina sia una cura definitiva, è solo stato deto che forse un giorno potrebbe diventarla. Se una cosa fa soffrire meno le persone penso che sia un nostro dovere dargliela e un loro diritto assumerla, che sia provato scientificamente o meno. Stare bene non significa per forza guarire, ma anche soffrire meno

          • jasonfweb scrive:

            Il problema è che non li fa soffrire meno, nemmeno questo è dimostrato.

            Poi possiamo discutere se sia meglio finire combattendo o rassegnati, ma lo si può fare in altre maniere più serie e meno dannose per la società e la cultura di un paese, e siamo stanchi di ripeterlo ormai..

          • Daniele Castellazzi scrive:

            Invece è così! Il padre del mio migliore amico ha la sla e dopo le infusioni è riuscito a muovere le mani e a parlare per un breve periodo… Ma il risultato più grande è stato veder sorridere un condannato a morte ancora… Non basta la morfina per ridare la felicità ad uno che sta morendo… Ma se per voi certe cose non hanno valore solo perché non si possono dimostrare scientificamente non capisco perché dobbiate decidere per altre persone imponendo loro il vostro punto di vista.

      • Vincent scrive:

        ne basterebbe anche solo uno di bambino migliorato per accendere la luce della speranza e provare ad agire in buona fede verso chi cerca di fare del bene. Voi altri siete troppo attaccati alle etichette e ai nobel per essere obiettivi. Conosco plurilaureati perfetti incompetenti e indegni…apriamo anche questo di capitolo, forza, un po’ di coraggio.

        • Daniele Castellazzi scrive:

          Idem. Conosco ingegneri laureati, pluripremiati, che hanno scritto libri per l’insegnamento scolastico che dopo aver calcolato balconi crollano una settimana dopo che sono finiti… Non sto scherzando

    • Antonio Oi scrive:

      e dov’e’ la prova che stiano meglio?

    • iamalfaandomega scrive:

      Mah, 2 bambini su 5 trattati sono morti, che io sappia. Francamente non mi sembra un gran risultato.

    • FlyingDragoness scrive:

      Attenzione al ruolo delle aspettative indotte dall’esterno: se un genitore sa che suo figlio non può camminare difficilmente proverà a stimolarlo in questo senso, mentre se sa che può farlo, gli darà diversi stimoli, a cui il bambino risponderà – come può. Quindi non mi levo dalla testa che i bambini che ora muovono braccia e gambe in realtà potevano farlo anche prima, ma a nessuno era mai venuto in mente di provare. La cosa che fa male è che nessuno di loro muove la schiena, quando invece Vannoni ha sempre promesso a tutti guarigioni totali dal 70% al 100%, ma come cz lo quantifichi quel 100%?

      • Eva scrive:

        Un genitore non è attendibile?!?! ma stiamo scherzando? Ci sono genitori che conoscono il loro figlio come nessun altro al mondo e che devono lottare e farsi valere in alcuni ospedali per essere ascoltati ed ottenere qualcosa. Vi ricorda niente il sig. Odone?

        • Giulia Spezi scrive:

          un genitore non è attendibile. Un genitore è l’ultima persona attendibile al mondo per quanto riguarda il suo stesso figlio.
          Chiedilo a un insegnate!
          Ci sono genitori che descrivono come “giocosi, angelici e innocenti” delle scimmie urlatrici maleducate e violente, e come “cattivoni” tutti gli altri (comprese le maestre a cui il bambino sputa addosso).
          Dopo aver visto una madre considerare un genio suo figlio perché, in prima media, riesce a leggere col dito un libro da 3° elementare, ho capito quanto è vero il detto che “ogni scarraffone è bello a mamma sua”

        • FlyingDragoness scrive:

          Sono vere entrambe le cose Eva: il malato si conosce meglio di chiunque altro ed è il miglior medico di se stesso, allo stesso tempo in medicina è ben noto l’effetto placebo, che coinvolge anche il medico che dà la cura: gli studi a doppio cieco sono fatti in modo che nemmeno il medico sappia a chi ha dato il placebo e a chi la vera medicina, perché è provato che perfino chi somministra una cura vuole “crederci” e leggerà il progresso con una lente ottimista. Credo che in psicologia si chiami effetto Rosental.

    • RiccardoFreccia scrive:

      1. Palesemente non hai letto l’articolo, te lo scrivo in grande così lo capisci: DIETRO STAMINA C’E’ UNA MULTINAZIONALE FARMACEUTICA CHE GESTISCE LE LISTE DI ATTESA E CHE SI PRENDE LAUTI GUADAGNI.

      2. Perfetto, SE è vero che c’è gente che sta meglio, Vannoni non ha altro da fare che presentare UNA cartella clinica che lo dimostri. Cosa che ha promesso di fare innumerevoli volte ma che non ha MAI fatto. MAI. MAI. MAI.
      Sai cos’ha fatto? HA MOSTRATO I FOGLI DI DIMISSIONE DALL’OSPEDALE. Ha truffato milioni di telespettatori mostrando un documento che non era quello che diceva. E sai cosa diceva per giunta quel documento? CHE NON C’ERANO MIGLIORAMENTI.

      L’unico che fa lobbying per una casa farmaceutica sei tu, si chiama Medestea, e sta tentando di truffare migliaia di disperati. Grazie ad ignoranti come te.

    • Roberto Di Donato scrive:

      Gentile MZ, il problema è che i risultati riportati e riferiti, spesso da chi ha interesse a che siano come erano attesi (leggi Vannoni and company) o da chi è parte in causa con il carico di ansia, dolore e sofferenza (genitori, nonni ed amici dei bambini e non in oggetto) non possono (davvero non si può) essere considerati attendibili…è come se chiedessi alla vittima di un crimine di essere il giudice del suo (presunto fino a prova contraria) carnefice…è chiaro che per voglia di giustizia sarebbe propenso a condannarlo (con il rischio di punire un innocente) o con il rischio di di assegnare una pena troppo dura senza considerare delle attenuanti (per questo c’è un giudice che è sopra le parti) e per questo in una sperimentazione si usano i doppi ceci (farmaco in oggetto vs placebo senza possibilità da parte del medico e del paziente di sapere se non fino a fine sperimentazione cosa ho preso). E poi perdonami, ma a parte guarigioni miracolose (che non mi risultano) parlare di successo terapeutico in riferimento ad una persona per esempio tetraplegica (non muove nessun arto) ma che muove improvvisamente un dito, (non si sa per quanto tempo e se solo per merito del metodo stamina o di altre terapie intercorrenti), ha una cosidetta “magnitudo d’effetto” marginale…se mi passi l’esempio è come essere sotto la pioggia senza ombrello e completamente bagnato e dire “Però ho il calzino del piede destro asciutto!” Io non mi sono rotto di ascoltare e di cercare di fare della divulgazione scientifica in riferimento a quanto conosco il campo, però è tuo dovere esimerti dagli assolutismi…purtroppo il campo è complesso e fidati non ci sono mai risposte semplici, ma solo risposte che aprono il campo a nuove domande, diffida dai portatori di verità rapide ed esaustive (quelle lasciamolo a Dio per chi ci crede o ad entità superiori a noi!). Grazie

    • jasonfweb scrive:

      Sull’effetto aspettativa ho già detto la mia.

      Se i bambini stanno meglio, dove sono i dati?

      Vediamo dei dati oggettivi e riparliamone, altrimenti stiamo parlando di aria fritta.

      Perchè questo ostruzionismo? Basterebbe un po’ di trasparenza ed etica professionale per mettere tutti d’accordo.

    • Carlo Elmi scrive:

      Tra tante persone equilibrate, uno squilibrato ci può anche stare, M.Z.

    • Dalila Derin scrive:

      Stanno meglio? Scusa che prove hai per dire che stanno meglio? Le Iene che ti dicono “ora muove un dito?”
      Nel caso dei bambini “curati” con cellule Staminali al Burlo Garofolo di Trieste (che è dove si è appigliato Vannoni prima di andare a Brescia) sono morti 2 su 5 per complicanze respiratorie.. e occhio che i malati di sma vanno incontro alla morte nella maggior parte dei casi proprio per questo motivo entro il secondo anno di vita!
      In tutti e 5 poi non si sono riscontrati miglioramenti rispetto al normale decorso della patologia… e non è che te lo dico io ma te lo dice un comitato formato ad hoc per studiare il caso. Ora direi che sarebbe meglio informarsi prima di ripetere come un pappagallo quello che ti dicono le iene!

  10. Vanessa Aceto scrive:

    Ho riflettuto molto grazie a questo articolo. Purtroppo noi giovani siamo attratti dal meglio e il meglio, proprio come afferma La Cattaneo, ahimè per ora è all’estero. Il meglio è da inquadrarsi come la possibilità che ci viene offerta per tentare di superare le transenne alla nostra conoscenza. L’Italia, il Bel Paese deve recuperare i suoi fantastici appellativi iniziando ad impiegare più raziocinio; iniziando a pensare un po’ meno ai guadagni e più alla salute di chi “vive”, o ci prova, sul nostro suolo. SVEGLIA

  11. Edoardo Corradetti scrive:

    “Quindi abbiamo un metodo non propriamente sviluppato e mal documentato, senza prove della sua efficacia, non supportato da altri lavori che lavorano con lo stesso tipo di cellule. Un metodo ideato da un individuo con un background non scientifico, evidentemente così geniale da poter, da solo, intuire ciò che tutta la comunità scientifica non è riuscita ad intuire —o meglio, a differenza di Vannoni, a scoprire.”
    Basterebbero solo queste poche righe per descrivere la situazione paradossale e far smettere alle persone di credere a questo “santone” del ventunesimo secolo.

  12. Roberto Molino scrive:

    Aggiungo. Vannoni è un docente di Psicologia della Comunicazione senza alcun titolo per esserlo.Il signore in questione è laureato in Lettere, e per essere docenti di psicologia è necessario essere laureati in psicologia, dato che la stessa è una materia scientifica e non umanistica. Perciò, spero che l’ordine degli psicologi prenda provvedimenti!

  13. gianni travaglia scrive:

    E se questa arringa facesse la stessa fine di quella lanciata contro Galileo Galilei? La ricerca non è una scienza esatta, non può esserla, per definizione! Per il bene di tutti, ricerca ufficiale e metodo Vannoni dovrebbero incontrarsi non scontrarsi.

    • Davide Alessi scrive:

      Galilei ha provato ciò che ha scoperto, e chi l’ha giudicato ha volutamente ignorato le conferme sperimentali.
      Vannoni non ha provato niente, e chi lo critica lo fa proprio sulla base di questo. L’ “incontro” è Vannoni a evitarlo, non la ricerca ufficiale, che anzi lo insegue da anni (e il motivo è facile intuirlo: Vannoni sa che il suo metodo non reggerebbe la prova sperimentale).

      • gianni travaglia scrive:

        Galileo Galilei ha presentato tutte le prove, ma il tribunale ha sentenziato che le prove erano eretiche, alla fine è stato costretto ad abiurare. Cioè ha ammesso di essersi sbagliato per non finire “arrostito”.

        • Egidio scrive:

          Ma tu lo sai quale tipo di tribunale ha condannato Galileo? Perché fa una bella diffeenza…

          • gianni travaglia scrive:

            Autorevolissimo per il tempo. Bisogna anche saper contestualizzare gli avvenimenti. Quello che per noi oggi appare evidente, per il tempo era eresia. Scusate, questa è storia!

          • Annalisa scrive:

            Autorevolissimo di certo, ma le loro convinzioni erano basate sull’ “ipse dixit” e sulle convinzioni del tempo, non su prove sperimentali o osservazioni, anzi contraddicevano proprio le osservazioni. Qui è il contrario.

    • RiccardoFreccia scrive:

      E’ facile, che Vannoni pubblichi un risultato, un report case, una cartella clinica, mostri il protocollo, una qualsiasi cosa. Non basta molto. Curioso che invece chieda solo soldi allo Stato, no?

    • Roberto Di Donato scrive:

      Sono allo stesso tempo in disaccordo ed accordo con te, mi spiego. Proprio perchè Galileo era uno scienzato e ci ha dotato del metodo scientifico (osservazione, formulazione dell’ipotesi e verifica della teoria), proprio lui dissentirebbe da Vannoni perchè nel suo modo di agire non c’è alcun metodo…c’è solo un ipotesi ed un osservazione di fenomeni in alcuni casi slegati fra loro, che non passa attraversa una Verifica, ma che diviene direttamente Legge o più precisamente Prodotto da somministrare! I più seri avversatori di Vannoni contestano il merito del suo metodo e l’assenza di studi antecedenti a quello che lui vorrebbe si facesse ora (più o meno l’equivalente di una fase III in gergo tecnico scientifico, senza la fase di studio in vitro, la fase I e la fase II).

    • jasonfweb scrive:

      Ma guarda che la ricerca ufficiale ha fatto di tutto per incontrare Vannoni, il problema è che non c’è stata la volontà da parte sua..

    • Giulia Spezi scrive:

      Galileo aveva prove, valide e solide.
      Vannoni ha un protocollo ipreciso, che si è rifiutato di mostrare, una domanda di brevetto con dati inesatti e foto rubate, e innumerevoli pazienti adulti morti.
      Come dire,. c’è una lieve differenza…

      • gianni travaglia scrive:

        Contestualizzare. Possibile, non avete un minimo di immaginazione? Contestualizzare vuol dire che le prove che oggi riteniamo valide al tempo non venivano considerate tali, anzi, le consideravano blasfeme. Solo il tempo ha dato ragione a Galileo.

        • Leonardo scrive:

          No, non è stato il TEMPO a dare ragione a Galileo. Questa è una balla gigantesca.
          E’ stato il METODO SCIENTIFICO a dare ragione a Galileo (Le consiglierei di dare un occhio a wikipedia, può tornare utile nella vita). Infatti è proprio il METODO SCIENTIFICO che dà torto a Vannoni.

          Se comunque le piace rimanere in tema fantasy:

          il METODO SCIENTIFICO ci ha permesso anche di scoprire particelle invisibili con il solo ausilio della logica e della sperimentazione (si veda il Bosone di Higgs, sempre su wikipedia).
          Che ci creda o no grazie a Newton & co. al giorno d’oggi possiamo davvero capire con certezza se le “prove che oggi riteniamo blasfeme domani saranno valide”

      • Sara scrive:

        Probabilmente Giulia abbiamo informazioni diverse.
        Non mi risultano pazienti morti per somministrazione di cellule lavorate con metodo stamina.
        Il protocollo è stato mostrato, sia alla commissione ministeriale che lo ha richiesto, che al tar del lazio e di brescia.
        Un conto è avere una opinione, ma un conto è scrivere cose false riportate per sentito dire.
        Non ho le competenze per giudicare se il protocollo era impreciso, forse nemmeno lei Giulia, visto che il protocollo non è stato reso pubblico.

  14. martahk scrive:

    uno dei migliori articoli su stamina che ho letto quest’anno 🙂 complimenti.

  15. Marco Romano scrive:

    Una della argomentazioni del fronte pro-Stamina può essere ben riassunta nel commento di un utente di Facebook:

    “se avessi un bambino così malato e destinato a morte sicura (e di questo i genitori ne sono tutti consapevoli) e mi dicessero che un bicchiere d’acqua lo farebbe star meglio glielo darei. E impazzirei se qualcuno mi impedisse di darglielo…”.

    Infatti il problema non è nel genitore. Anzi: è del tutto scorretto biasimare il genitore. Inoltre, cercare di far capire al genitore qual è la cosa più giusta è sia inutile, perché è naturale che un genitore si appigli a qualunque speranza, sia da insensibili.
    Il compito di un governo, ovvero governare, sta proprio nel prendere decisioni che salvaguardino l’interesse del popolo e della nazione, a prescindere dai voleri individuali, che possono essere corrotti da emozioni ed istinti capaci di vincere del tutto la ragione.
    Non bisogna quindi rivolgersi ai genitori, ma agli enti ed alle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la ricerca e la sanità in Italia (e nel mondo). Se si permette di far passare come cura compassionevole ciò che invece è una mera truffa, ci si comincia a dirigere verso l’oblio. Salvaguardare i cittadini dai truffatori, dai ladri e dai venditori di falsa speranza è sempre stato e sempre sarà un dovere politico. Su questo siamo tutti d’accordo, no?
    Quindi l’atteggiamento corretto di tutti noi, non è quello di chiedersi “se fossi il genitore di un bambino malato, cosa farei?”. La risposta a questa domanda la conosciamo tutti, e, ahimè, la conosce anche Vannoni. Tutti gli uomini dotati di cuore capiscono il dolore del genitore, tutti sappiamo entrare in empatia con il genitore, e, ahimè, Vannoni sa anche questo. Il dovere etico, morale ed anche razionale di noi “fortunati”, di noi che non stiamo vivendo la tragedia, è quello di non dare adito alla truffa Stamina, di lasciar progredire la vera scienza e la vera medicina, nella speranza non vana di poter vincere sulla terribile malattia in questione.

  16. michele brancati scrive:

    Rimango esterefatto quando leggo questo genere di articoli…
    Sono state omesse tante parti che andrebbero a favore del metodo stamina, ma è normale quando chi scrive gli articoli è nettamente di parte…
    Hai omesso, ad esempio, che tanti pazienti, prima delle infusioni, utilizzavano il sondino naso-gastrico per alimentarsi, e dopo le infusioni gli stessi pazienti si alimentano autonomamente…
    Hai detto che un piccolo movimento di una mano o di un piede nei pazienti affetti da SMA1 è una cosa di poco conto, tralasciando di dire che i soggetti affetti da questo tipo di malattia perdono progressivamente tutte le capacità motorie e fino alle infusioni delle staminali non c’è mai stata la ripresa di alcun movimento, anche piccolo e che per te è insignificante…
    Hai omesso di dire che un paziente affetto da SMA 1 ha una prognosi infausta e nel migliore dei casi la sopravvivenza è ad 1 anno, mentre con l’infusione delle staminali la sopravvivenza aumenta…
    Hai omesso di dire che il maggior esperto italiano in tema di patologie neurodegenerative (un medico specialista, non un biologo, un filosofo o un imbianchino) ha visitato alcuni pazienti trattati riscontrando miglioramenti che fino ad allora non si erano mai riscontrati…
    Hai omesso di dire che le terapie palliative (vuoi che ti spiego cosa significa palliativa?) sono le uniche certificate fino ad oggi ed accompagnano “dolcemente” alla morte questi pazienti…
    Hai parlato di Ricordi, uno dei più grandi scienziati mondiali, dicendo che “valuterà” il metodo stamina, ma omettendo che anche lui ha riscontrato personalmente i miglioramenti mai visti e certificati…
    E potrei continuare ancora per molto, ma mi fermo qui, perchè altrimenti non basterebbe una giornata intera per replicare a tutte le inesattezze che hai scritto…

    • RiccardoFreccia scrive:

      Ma senti chi parla di inesattezze!!!

      Rispondi a questo:

      1. Perché Vannoni ha escluso proprio la SMA1 dalle sperimentazioni?

      2. Perché Vannoni non ha MAI mostrato una cartella clinica?

      3. Ricordi non ha MAI riscontrato personalmente alcunché, anzi, sai cosa ha detto a proposito?

      “In passato abbiamo visto che quando proponiamo questo tipo di verifica, se ci sono venditori di fumo di solito scompaiono.”

      Vediamo proprio SE Vannoni porterà il suo metodo negli USA, dove ti ricordi verrà fatto solo un controllo in vitro, quindi nessun trial clinico su pazienti.

    • Roberto Di Donato scrive:

      Purtroppo è difficile contestarti, non perchè condivido, ma perchè parli come di dati verificati e certificati che uno fa finta di non leggere….non è così, se solo sapessi quante revisioni e controlli di qualità si fanno in uno studio clinico, capiresti perchè riferire cose in questo modo, anedottico è il termine giusto, sia del tutto inutile ed ulteriormente dannoso nei confronti del metodo che uno vuole aiutare!

    • jasonfweb scrive:

      Tutto quello che dici sarà pur vero (e lo spero), ma non si trova niente di dimostrato a riguardo. Io ho trovato questo, su cui ti invito a commentare.
      http://medbunker.blogspot.it/2013/11/stamina-e-guarigioni-la-salute-ai-tempi.html

      Il punto è solo uno: perchè tutti questi miglioramenti non sono stati documentati ufficialmente e resi pubblici?

      Se il mondo della scienza avesse un minimo di dimostrazione della bontà del metodo, sarebbe più che felice di approvarlo! Come hai ben detto, le terapie palliative sono importantissime.

      Se il metodo funziona, mostratecelo! Saremmo tutti più felici!

      • michele brancati scrive:

        rispondo a te ma è come se lo facessi per tutti…

        Prima di tutto le cartelle cliniche sono state fornite (e non lo dico io, ma il Ministro Lorenzin, che le ha fatte esaminare da esperti nominati direttamente da lei); questo per rispondere a chi dice che non sono state mai fornite…

        Passiamo all’articolo di medbunker: innanzitutto fa un preambolo insignificante e patetico… (poi dice alle Iene che buttano fumo negli occhi…)

        1) parla di pazienti “GUARITI”: altra “inesattezza”, perchè mai nessuno ha parlato di guarigione ma di piccoli e progressivi miglioramenti…

        2) sempre lo stesso articolo recita: “hanno delle cartelle cliniche che per l’ospedale di Brescia non hanno dimostrato nessun miglioramento”: altra corbelleria: nel video delle iene c’è l’intervista al Direttore Sanitario degli Spedali Civili che parla di miglioramenti di alcuni pazienti…

        3) sottolinea delle presunte reazioni che però non si capisce se derivino dalle staminali o da altre cause, perchè non si legge bene tutto il discorso… Ora come tu ben saprai, anche una semplice aspirina o un qualsiasi farmaco, possono determinare delle reazioni avverse, che possono dare quel quadro di sintomi… quindi possono essere una conseguenza della terapia con staminali, come possono essere conseguenza di altri farmaci… come può essere che in fase di trattamento il bimbo abbia avuto un rigurgito di materiale gastrico nelle vie respiratorie (perchè il bimbo si alimentava con il sondino, e ciò aumenta il rischio di rigurgiti, con conseguenze che possono andare dalla desaturazione fino all’ab ingestis), come può essere che siano delle reazioni ricorrenti causate dalla patologia di base (ricordati che si tratta di malattie che interessano tutti muscoli compresi quelli respiratori)….

        4) è vero anche che Golia parla di cartelle cliniche, quando invece si tratta di “lettere di dimissioni”… Ma scusa: Una lettera di dimissione non ha valenza medica? La lettera di dimissione è un sunto del decorso clinico del paziente che quindi riporta le conclusioni di maggiore rilevanza, certificata e firmata da un medico.

        5) l’articolo non fa riferimento al Dott. Villanova (è lui uno dei principali esperti italiani in tema di patologie neurodegenerative – questo per rispondere a chi voleva che dicessi il nome-) il quale ha seguito e segue alcuni pazienti in cura con le staminali: chi meglio di lui può giudicarne i benefici o l’inefficacia?

        6) infine l’articolo ha ben spiegato quali siano : a) le patologie che potrebbero essere trattate con stamina, b) segni e sintomi, c) prognosi e sopravvivenza media, d) terapia attuale… già da questo si capisce quanto possa essere attendibile…

      • michele brancati scrive:

        ma perchè non viene postata la mia replica a questo tuo messaggio?

    • Nicolò Pirotta scrive:

      Dire “tanti pazienti, prima delle infusioni, utilizzavano il sondino naso-gastrico per alimentarsi, e dopo le infusioni gli stessi pazienti si alimentano autonomamente” non è rilevante dal punto di vista scientifico. È necessario giustificare questo ipotetico miglioramento. Perché c’è stato? Come ha agito la cura? È un miglioramento sempre ripetibile o occasionale? Perché si riscontra solo su alcuni pazienti? Ci sono anche tanti pazienti che in seguito alle infusioni hanno avuto attacchi epilettici, crisi respiratorie, sono anche state sporte diverse denunce. Lo stesso ragionamento deve essere fatto per gli altri miglioramenti riscontrati. Il punto è che nessuno fornisce la benché minima spiegazione di come la terapia funzioni, sia in casi di riscontri positivi, ma soprattutto in caso di riscontri negativi. Inoltre lo studio clinico (ovvero lo studio su esseri umani) di un farmaco/terapia è l’ultima fase della sua sperimentazione, che segue l’eventuale sperimentazione animale ma soprattutto quella di laboratorio, della quale in questo caso la documentazione è assolutamente inesistente.

      Gli stessi medici che hanno visitato per esempio i bambini dei servizi di Giulio Golia hanno ammesso di nutrire fortissimi dubbi riguardo la “cura” stamina. Ovvio se gli si chiede visitare un paziente non possono che riportare ciò che vedono, ma anche loro, sapendo benissimo come vengono realmente sviluppate le terapie e i farmaci, non possono che unirsi al resto della comunità scientifica nell’esprimere fortissimi dubbi sul metodo.

      Il punto è sempre quello: nessuno ha idea di cosa sia o come venga effettuata questa terapia, e la pochissima documentazione disponibile non è assolutamente d’aiuto (solo il fatto che siano state presentate delle parti copia incollate da wikipedia è ridicolo). Lo stato fornendo una cura si attribuisce il ruolo di garante per la cura stessa. Se domani lo stato somministra queste “cure” a questi malati deve poi erogarle a chiunque lo richieda. Per molte di queste persone non fa alcuna differenza, purtroppo, se la cura avrà effetto o meno, se staranno meglio o peggio, visto che, come spesso dicono ai telegiornali, “peggio di così non possiamo stare”. E se domani invece arriva un padre di famiglia paralitico convinto di potersi curare con il metodo stamina? cosa fa lo stato? è obbligato a fornirgli la cura, visto che l’ha fatto con quegli altri. Insomma gli spariamo nella spina dorsale una roba che per quanto ne sappiamo potrebbe essere detersivo per i piatti. Non è così che si fa ricerca, non è così che si tutela la salute delle persone.

      • Jonh scrive:

        “È necessario giustificare questo ipotetico miglioramento. Perché c’è
        stato? Come ha agito la cura? È un miglioramento sempre ripetibile o
        occasionale? Perché si riscontra solo su alcuni pazienti?”

        Ti rendi conto che nel mentre che uno prova a spiegarsi queste cose chi è malato oggi è già dietro una lapide da decenni? Se il tempo non c’è ci si ferma alle evidenze sperimentali e si accetta il rischio di incorrere in effetti collaterali sconosciuti, tanto muori comunque. E se l’evidenza sperimentale c’è, giusto o sbagliato che fosse anche solo provare, se uno muore comunque nel giro di pochi mesi e vuole offrirsi per sperimentare la cura non ci vedo niente di male. Forse la speranza, se anche la terapia si rivela inutile, sarà utile a mogliorarne un pò la qualità della vita.

        Fermo restando che il comportamento di Vannoni lascia parecchi dubbi pure a me.

        • Nicolò Pirotta scrive:

          Il tuo ragionamento non è condivisibile per le cose che ho scritto sotto, e mi autocito

          “Lo stato fornendo una cura si attribuisce il ruolo di garante per la cura stessa. Se domani lo stato somministra queste “cure” a questi malati deve poi erogarle a chiunque lo richieda. Per molte di queste persone non fa alcuna differenza, purtroppo, se la cura avrà effetto o meno, se staranno meglio o peggio, visto che, come spesso dicono ai telegiornali, “peggio di così non possiamo stare”. E se domani invece arriva un padre di famiglia paralitico convinto di potersi curare con il metodo stamina? cosa fa lo stato? è obbligato a fornirgli la cura, visto che l’ha fatto con quegli altri. Insomma gli spariamo nella spina dorsale una roba che per quanto ne sappiamo potrebbe essere detersivo per i piatti.”

          Il fatto che la medicina non sia in grado di curare certe malattie e che le persone che ne soffrono siano, purtroppo, disperate non vuol dire che lo stato debba fornire qualsiasi panacea, truffa o fantasia disponibile. Ripeto: lo stato non può assumere questa decisione prima di tutto perchè le leggi non lo permettono (esiste un protocollo per la validazione delle terapie mediche e farmacologiche) , e perchè non può mettere “il proprio timbro” su una cura inconsistente dal punto di vista scientifico.
          Ognuno è libero di curarsi come vuole, anche con il veleno di cobra se lo ritieni opportuno, ma non puoi pretendere che ti venga fornito in ospedale.

          • Jonh scrive:

            Infatti ho parlato di evidenze sperimentali, che comunque ci devono essere. Bisognerebbe valutare in maniera oggettiva eventuali miglioramenti delle persone che sono già state trattate col metodo di Vannoni (tutte, accuratamente e da più esperti e adesso – e non dico che qui Vannoni non abbia colpe nel non aver fornito dati oggettivi). Se ci sono, indipendentemente da qualsiasi altra cosa, la sperimentazione deve partire. Poi per spiegare come funziona la terapia c’è tutto il tempo.

          • Nicolò Pirotta scrive:

            Che la sperimentazione debba partire sono d’accordo, ma di ceto non su dei pazienti. Va prodotta prima di tutto documentazione di laboratorio, che risponderebbe appunto alle domande sopra citate se il metodo risultasse consistente. A questo punto se venisse consolidata questa fase di sperimentazione e venisse riconosciuta da rinomate riviste e enti specialistici internazionali potrebbe di diritto entrare nelle famose “cure compassionevoli” come espresso dal decreto Turco (al momento non risponde neppure lontanamente a questi requisiti). In seguito si passerebbe all’eventuale sperimentazione animale e solo in ultimo stadio si avvierebbero studi clinici su esseri umani. Superati tutti questi step con successo la cura potrebbe essere adottata dal ministero e dallo stato. Questo è il protocollo che si è sempre usato e che si userà sempre per la produzione di terapie e farmaci, non è possibile cambiarlo a piacere o saltare fasi, e non è un capriccio burocratico, si fa così perchè funziona e perchè garantisce la massima sicurezza possibile per i pazienti. Il tutto ovviamente presuppone che il caro Vannoni fornisca uno straccio di documentazione riguardo il suo “metodo”, sempre che ne esista, altrimenti su cosa si sperimenta, da dove si comincia? Il rispondere alle domande non è una cosa opzionale, da fare in seguito, è la primissima cosa.

          • Jonh scrive:

            Ci sono già risultati sperimentali sugli umani, è questo il punto. Non stiamo parlando di uno che tira fuori un’ipotesi e pretende venga sperimentata sull’uomo, qui sono già presenti dei risultati di cui si deve tener conto. Che fosse giusto o meno procedere, ormai è fatto e non si può andare avanti facendo finta di nulla. Che si dovrebbe fare, partire con mesi/anni di sperimentazioni su animali? Da qui che si segua l’iter burocratico di cui parli, che in questo caso puramente eccezionale non è detto si debba applicare come per qualsiasi altra ipotesi per la quale NON sono già presenti risultati e evidenze sperimentali per giunta su esseri umani, i malati di oggi sono già morti e sepolti. Sul fatto che Vannoni non stia gestendo la cosa nel migliore dei modi sono anche d’accordo.

          • Nicolò Pirotta scrive:

            I risultati sperimentali di cui parli non hanno alcuna validità, perchè non sono risultati sperimentali, non seguono alcun metodo, sono solo osservazioni riportate da medici sulle condizioni generali dei pazienti in cartelle di dismissione (neppure cartelle cliniche come sostenuto da Giulio Golia). Inoltre sono stati volutamente evidenziati solo gli aspetti positivi, tralasciando i numerosi episodi negativi presenti. Ti consiglio questo articolo, http://medbunker.blogspot.it/2013/11/stamina-e-guarigioni-la-salute-ai-tempi.html che spiega come sia facile forviare nel pensare che la cura procuri miglioramenti, e questo video http://video.corriere.it/come-funziona-studio-clinico/a18963ec-61a7-11e3-9835-2b4fbcb116d9 che mostra come sono realmente fatti test clinici.

          • Jonh scrive:

            Non so, mi piacerebbe che qualcuno si prendesse la briga di farci delle statistiche oggettive su effetti positivi e negativi sulla base dei dati esistenti. Chiamali dati o risultati sperimentali, ma esistono e lo conferma il fatto che parli di un mancato evidenziamento degli effetti negativi a favore di quelli positivi, quindi qualcosa di documentato c’è. A me sembra che quelle cartelle di dismissione valgano quanto carta igienica per la comunità scientifica e mi pare uno spreco.

          • Nicolò Pirotta scrive:

            Non si può fare delle statistiche oggettive sui dati che si hanno, perchè non seguono nessun metodo e quindi non sono consistenti dal punto di vista statistico. Sono osservazioni generali su pazienti con malattie, problemi, età, grado di avanzamento più disparati, valutati in condizioni diverse, da medici diversi, su delle risposte difficilmente misurabili direttamente (come fai ad analizzare statisticamente se una bambino flette un polso o meno e di quanto?). Il campione statistico sarebbe poi molto ristretto (poche decine di individui). Per produrre dati utili bisognerebbe procedere come ho descritto prima. Le cartelle di dismissione hanno validità medica limitatamente al paziente a cui sono riferite.

    • jasonfweb scrive:

      Aggiungo.

      Facciamo una rapida ricerca su Google miglioramenti stamina

      (chiaro che non è così che si fa, ma consentitemi l’esempio)
      Io vedo solo “Vannoni dice che..” e nient’altro negli articoli che parlano di miglioramenti.. (sarà che Google ha i miei dati e mi mostra solo quello che voglio vedere)

    • Mattia Spadoni scrive:

      Che prove hai? Dove hai sentito queste cose?

    • kain82 scrive:

      Scusa, ma stai avanzando delle tesi importanti e pesanti… Sei in grado di riportare dati e fonti SCIENTIFICHE a sostegno di quanto dici? Sarei curioso per esempio di vedere i dati sul miglioramento della sopravvivenza con le staminali.
      Ah, e comunque visto che sei pronto a fare la lezione sulle cure palliative, guarda che cure palliative e cure compassionevoli non sono sinonimi. E se ti illudi che le staminali siano le uniche cure palliative che funzionano beh, prova a vedere un soggetto affetto da SMA, o da altre neuropatie, che magari sta morendo di insufficienza respiratoria… Poi vediamo a cosa gli servono in quel momento le staminali.
      Se vogliamo parlare e discutere va bene. Ma se bisogna fare quelli che scendono in cattedra ad insegnare attento… Probabilmente tra chi ti legge c’è qualcuno un po’ più preparato di te.

      • michele brancati scrive:

        “probabilmente tra chi ti legge c’è qualcuno più preparato di te”… Sicuramente non tu…

        • kain82 scrive:

          Scusa, ma penso di aver fatto delle domande più importanti della frase da te riportata… perchè hai citato solo quello? A voler pensare male, sembrerebbe quasi che tu voglia cambiare discorso.
          Comunque, se proprio dobbiamo metterci a fare discorsi così stupidi e inutili, sono un medico, quindi penso di parlare con cognizione di causa di clinica e ricerca.

          Magari tra chi legge e commenta c’è qualcuno ancora più preparato, non voglio entrare nel merito. Ma se su più di 50 commenti solo tu ti sei permesso di correggere con arroganza (mi riferisco al “devo spiegarti cosa vuol dire palliativa”?) l’autore dell’articolo, che è un biotecnologo, quindi una persona esperta di ricerca e sperimentazione, spero che tu sia almeno uno del settore… altrimenti stai parlando a vanvera.

      • michele brancati scrive:

        ti riporto solo due frasi che hai detto: poi rileggile attentamente trova gli errori, le contraddizioni e solo poi Dottore o Dottoressa che tu sia, vieni a farmi lezione…

        • michele brancati scrive:

          le 2 frasi che hai detto sono (dato che non le avevo menzionate): “…e comunque visto che sei pronto a fare la lezione sulle cure palliative, guarda che cure palliative e cure compassionevoli non sono sinonimi. E se ti illudi che le staminali siano le uniche cure palliative che funzionano….”

          • kain82 scrive:

            … e dove sarebbero gli errori e le contraddizioni scusa? Ho riportato e commentato quello che hai scritto tu.

          • michele brancati scrive:

            La bella lezione o meglio il principio di lezione sulle cure palliative e cure compassionevoli l’hai fatta tu (medico) e in modo non corretto dimostrando che o non sei a conoscenza della terminologia o che non hai una minima competenza in termini di terapia…

            Il mio discorso sulle terapie palliative era chiarissimo e sintetico, dicendo solo che non essendoci ancora delle terapie efficaci e certificate contro quelle determinate patologie, si fa ricorso alla palliazione, cioè di farmaci che attenuano (parte e non tutta) la sintomatologia senza però effetti sul problema principale: “accompagnano dolcemente alla morte”…
            La terapia con staminali (detta compassionevole perchè ancora non sperimentata completamente… dovrebbe iniziare la fase III…), agisce proprio all’origine cioè mira al danno iniziale e di conseguenza migliora anche la sintomatologia…
            Quando tu dici che “le staminali siano le uniche cure palliative che funzionano” allora vuol dire che dovresti riprendere i libri e studiare un po di più…

          • kain82 scrive:

            Guarda che il discorso delle staminali come cure palliative l’ho preso da te, e lo stavo confutando… proprio per quello ho tirato in ballo l’esempio del malato che muore di insufficienza respiratoria… Si vede che tanto chiaro il tuo discorso non era, visto che 1) nelle risposte al tuo commento anche altri hanno ripreso quella parte 2) se tu non ti riferivi alle staminali, la tua “lezione” (hai scritto tu “devo insegnarti…”) era assolutamente fuori luogo, visto che nessuno aveva mai messo in dubbio alcunchè sulle cure palliative e sulla loro validità.



            E per favore, non venire a far finta di spiegarmi cose con cui lavoro tutti i giorni… perchè fino a prova contraria ancora non si è capito quale sia la tua professione, e soprattutto non hai mai risposto a tutte le altre domande che ti sono state fatte sul riportare le prove scientifiche di quanto affermi. 



            Ah, se proprio vogliamo metterci a fare i raffinati… le cure compassionevoli di solito si fanno con terapie che abbiano dimostrato efficacia e soprattutto SICUREZZA almeno in studi di fase I e II… qui dove sono? 
E soprattutto, visto che parli di riprendere in mano i libri… vorresti illuminarci e spiegarci come le staminali di Vannoni sarebbero capaci di raggiungere il loro tessuto target, in assenza di un qualsiasi segnale molecolare dal cervello, e soprattutto come farebbero a passare la barriera emato-encefalica, che è giusto vagamente (ma vagamente) selettiva nella sua permeabilità?
 Queste informazioni su Wikipedia o nei servizi delle Iene non le trovi eh…



            Visto che inizi a trattare pure con sufficienza, ora lo faccio pure io… poi vediamo dove arriviamo.

            Allucinante ormai come la gente debba venire a insegnare a chi lavora in questi settori quello che deve fare… io non mi sognerei mai di venire a insegnarti come svolgere il tuo lavoro… qualunque esso sia.

          • michele brancati scrive:

            Mi limito a rispondere solo ad una parte del tuo discorso senza mettere il dito nella piaga, perchè è chiaro che non sei un minimo ferrato in materia, ed aver detto che sei un medico non ti fa di certo onore e ancor di più aver detto che lavori in quel settore…
            Ma cmq…
            Innanzitutto, come tu mi insegni :-), alcune patologie neurodegenerative sono associate a un danno di barriera che di conseguenza diventa maggiormente permeabile lasciando passare anche macromolecole… ma lasciamo perdere queste sciocchezze da 5a elementare e andiamo al sodo…
            Le cellule staminali possono essere somministrate attraverso 2 vie: endovenosa e intratecale (questo nell’uomo)… Ma ti dirò di più: può essere effettuata anche direttamente a livello parenchimale (ma solo nei modelli animali)…
            Detto questo capirai da solo (almeno spero) il mistero della BEE…

            PS: che rimanga tra me e te; la BEE può essere attraversata anche in condizioni di normalità (quindi non danneggiata) da determinate cell (NSC)… ma questo non pretendo che tu lo sappia, perchè è ancora tutto in fase di studio…

    • Matteo Seppi scrive:

      E invece dovevi continuare. Perché nella tua replica non hai messo un solo dato scientifico. Ad esempio: chi è “il maggior esperto italiano in tema di patologie neurodegenerative”? Almeno citare il nome… E come farebbe a dire che ci sono stati miglioramenti? Ha visitato i pazienti prima della “cura”? Se permetti ho qualche dubbio in proposito. La scienza si basa sui fatti. Per dire che ci sono stati miglioramenti servono le cartelle cliniche prima e dopo il trattamento.

    • Giacomo Gori scrive:

      anche se tutte le obiezioni che hai mosso all’autore dell’articolo fossero fondate, e non lo sto negando, non basta che ci siano ‘più voci che cantano la stessa canzone’ perché questa vinca SanRemo. La scienza, fortunatamente, non va avanti col sistema del televoto. Ancora.
      Se ci sono dei trial da seguire, ahimè dirà qualcuno, ma VANNO SEGUITI. Punto. Qualsiasi persona con un minimo di cultura medico-scientifica lo sa e ringrazia il cielo per questo. Ci sarà un motivo?
      Sulle palliative( mi sembra che J. sappia parlare italiano: c’era proprio bisogno della spocchia?) ti ‘tiri la zappa sui piedi’: di per sé il concetto di cura palliativa non prende in considerazione solamente i parametri medici, come i markers e i valori che si ricavano da analisi di laboratorio, ma anche la compliance del paziente e l’indice della sua ‘qualità della vita’. E ti posso garantire che ci sono studi scientifici anche molto promettenti che non possono essere presi come riferimento per la stesura di altri solo perché la qualità della vita non è di univoca interpretazione. E se tu fossi più pratico dell’ambiente medico-scientifico tu sapresti che questo è proprio uno dei requisiti fondamentali per ritenere una terapia VALIDA e perché questa possa essere riprodotta.

  17. kain82 scrive:

    Complimenti, uno dei migliori articoli che abbia letto sulla questione…
    Come hai scritto benissimo anche tu, la cosa più triste è vedere i malati, o i loro cari, credere a tutto quello che i media hanno passato in Tv e su internet, montando un caso di complotto dove proprio non c’è… Loro sono le prime vittime, e la cosa più brutta sarà la delusione che riceveranno quando i risultati di queste procedure (non oso nemmeno chiamarle terapie) verranno a galla… Sempre che poi vengano rese pubbliche, cosa di cui dubito.
    D’altra parte, non c’è molto da stupirsi: il nostro paese ormai è pieno di santoni e di gente sempre pronta a gridare al complotto di Big Pharma. Su internet è pieno di blog e forum del genere, per esempio sulle cure tradizionali antitumorali e sui nuovi metodi prodigiosi di qualche genio emerso dal nulla. E se anche un addetto ai lavori prova a contestare, a discutere, a portare prove, viene etichettato come uno stupido raggirato da Big Pharma, o addirittura un corrotto. In questo modo, è impossibile fermarli, mentre le loro idee attirano inevitabilmente stuoli di persone speranzose.
    Grottesco. Non credo esistano altri termini per descrivere la situazione.

  18. aalberti scrive:

    Vannoni è un truffatore della peggior specie: approfitta della disperazione di chi non ha alternative. SPECULA SULLA SALUTE DI INERMI BAMBINI. In un paese civile un simile mostro andrebbe sbattuto in galera e buttata via la chiave.

  19. Dario Corradini scrive:

    Ottimo articolo. Grazie per averlo proposto.

    Ho solo due piccoli appunti, se mi permetti.

    1) “dall’altra parte dell’oceano, la rivista Nature” -> ti ricordo che Nature è una rivista britannica. Quindi al massimo è dall’altra parte della Manica.

    2) “sulle iniziative che in Italia hanno séguito”. Non sono certo un esperto di grammatica ma questa frase mi suona strana. Avrei utilizzato la forma riflessiva del verbo. Per di più non ho mai visto accentare il participio passato, benché foneticamente sia corretto. Avrei quindi piuttosto detto “sulle iniziative che in Italia ne sono seguite”.

  20. kain82 scrive:

    Io non capisco che bisogno ci sia di urlare e insultare. Jasonfweb ha parlato tranquillamente, penso tu sia in grado di rispondere allo stesso modo, magari argomentando. Così non è che porti un gran contributo alla discussione, sembri solo un invasato.

    • M.Z. scrive:

      Parlare “tranquillamente” sparando cazzate, mi fa INCAZZARE !!!

      jasonfweb ha fatto finta di nulla quando un commentatore su questo post ha scritto sulla vicenda dei bambini morti.

      Il signorino ha risposto al commento senza riportare che le morti dei 2 bambini non centrano nulla con il metodo stamina, ed ha continuato a cavalcare la notizia a suo favore.

      VERGOGNAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!

      jasonfweb cerca con google cerca …….

  21. Vittorio Scardaci scrive:

    ottimo articolo. ho solo 2 osservazioni. quali sono le domande fatte dai giornalisti scientifici italiani a cui golia e le iene non hanno dato risposta? i presunti miglioramenti riportati dai genitori dei bambini sono stati osservati anche da personale medico?

  22. Adele Faralli scrive:

    Interessante! Peccato che da biotecnologo hai tralasciato alcuni particolari! Possiamo star qui a scrivere quanto siamo bravi, informati e dei geni della scienza, ma questi che per noi sono solo nomi e numeri, per le persone malate sono SPERANZE! Spero per te, di non avere vissuto tragedie familiari come quelle che toccano queste famiglie, perchè in tal caso sono sicura che faresti di tutto anche te. Ci sono persone che si rivolgono anche ai Santi perchè disperate e vogliamo togliergli anche questo?! Per favore fatti un bel corso intensivo in bioetica (che tra l´altro è previsto in un normale corso di Biotecnologie!). PS:comunque trovo giusto che ci sia informazione da ambe le parti, quindi continua pure a fare informazione scientifica!

  23. Ele Standpipe scrive:

    Premetto che non ne capisco niente di medicina, ma mi limito a commentare ciò che veso in tv oggettivamente. Un bambino sarebbe dovuto morire in pochi mesi completamente immobilizzato, un anno dopo èancora vivo con leggere movenze. Capisco che i dubbi sorgono visto chi è veramente Vannoni e viste le analisi degli scenziati, ma con tutti i mali che può causare stamina io mi aggrapperei a tutto pur di non far morire mio figlio. D’altra parte capisco anche chi non accetta che per curare una malattia se faccia sorgere un’altra ma fin chec’è vita c’è speranza

  24. Stefano Buono scrive:

    Come fondatore italiano all’estero di una piccola industria farmaceutica di nicchia che opera anche in Italia, ho seguito con orrore questo caso e la derisione che ha generato all’estero. Abbiamo un farmaco in pase III internazionale multicentrica che ha il potenziale di curare in maniera molto efficace una categoria “orfana” di cancri e sarebbe una vergogna utilizzare i pazienti per accelerarne la registrazione, figuriamoci creare quanto è successo per una tecnica purtroppo scientificamente inattendibile come così sapientemente descritta dall’articolo ! Grazie Jason per il suo contributo all’informazione.

  25. Sabrina della Cascina scrive:

    complimenti per l’articolo, grande chiarezza con valutazione al di sopra delle parti, neutralità … grazie !!

  26. Mario Caputo scrive:

    Grazie per l’articolo è stato davvero illuminante. Sono d’accordo quasi su tutto, ed effettivamente la campagna mediatica portata avanti è piuttosto fuorviante. Infatti nelle Iene ( dove in pratica ho seguito tutta la vicenda) non accenna niente riguardo brevetti, la formazione di Vannoni, l’evidente speculazione economica. L’unica cosa che si vede in questi video sono questi poveri bambini che a quanto pare “stanno meglio” grazie al fatto che assumono questo trattamento, tuttavia anche qui la condizione di benessere è molto opinabile, infatti nessuno ci dice se questi “miglioramenti” sono effettivamente dovuti al metodo stamina o come dici giustamente tu da un effetto placebo indotto dalla speranza dei genitori. E comunque anche se ci fosse questo miglioramento questo non è tecnicamente documentato e quindi si brancola nel buio.
    L’unica cosa che effettivamente andrebbe controllata accuratamente è l’evolversi della situazione dei pazienti, anche perchè secondo me è sbagliato preoccuparsi solo della parte “tecnica” e scientifica, (cioè per carità quella è fondamentale) ma anche se c’è un effettivo miglioramento dei malati, e con effettivo intendo grazie a controlli effettuati periodicamente da equipe mediche competenti. Allora in quel caso a prescindere dalla scientificità del metodo, questo andrebbe applicato, perchè credo che sia meglio mettere davanti la salute dei bambini piuttosto che tediosi protocolli di trial medici.
    Volevo concludere ricordando che negli anni 80′ un economista italiano Augusto Odone, riuscì a trovare “empiricamente” una terapia contro l’ADL (adrenoleucodistrofia, una patologia demielinizzante), grazie a una miscela di oli conosciuti come l’olio di lorenzo.. questo per dire come anche in quel caso la comunità scientifica si accanì contro questo padre accusandolo di cialtroneria, quando poi il rimedio da lui proposto risultò realmente efficace. La salute dei bambini davanti a tutto.

    • kain82 scrive:

      L’esempio di Odone mi è piaciuto! Azzeccato. Tanto coraggio e tanta, tanta determinazione, contro tutto e contro tutti.

      Io credo che però ci sia una differenza sostanziale rispetto a Vannoni… Odone aveva contro la comunità scientifica e il disinteresse delle case farmaceutiche, visto che l'”olio di Lorenzo” altro non è che olio appunto, una miscela di grassi insaturi… elementi semplici, poca “scienza” per così dire, che ovviamente ha poco valore economico… e per una malattia molto rara. Il mercato alla fine era scarso.

      Per Stamina cercano di far passare la stessa idea, ma la situazione è diametralmente opposta.
      Le case farmaceutiche sono attente al campo delle staminali da anni, e se il metodo Vannoni fosse davvero efficace sarebbe una miniera d’oro. Ma non per la SMA, che è rara, proprio come l’adrenoleucodistrofia. Il mercato sarebbe per tutte le altre malattie che Vannoni dice di poter curare, come Alzheimer, Parkinson, SLA e sclerosi multipla. Le case farebbero a gara per avere il brevetto o le concessioni per lo sfruttamento, e sarebbero disposte a coprire d’oro Vannoni e tutti gli altri membri di Stamina. Invece, a parte Medestea, con cui ancora i rapporti non sono proprio chiari, nessun’altra casa si è interessata in via ufficiale…

      Forse fa pensare. E soprattutto secondo me da un’idea di come le tesi del complotto di Big Pharma siano poco credibili.

  27. Gianluca Marasca scrive:

    Ovviamente quel che è detto è detto da un osservatore.
    Immagina stamina come il punto di vista di vannoni e questo articolo il tuo….in mezzo ci sono i metalivelli inattesi.
    Mi spiace pungolarti su alcuni aspetti come la vivisezione, l’omeopatia che tu ritieni “bazzecole” in confronto alla scienza portatrice di luce, ragione e focus.
    Vorrei citarti uno solo dei milioni di studi scientifici come li chiami tu che rispettano i trail clinici, cluster, il doppio cieco eccetera ,,,,
    “La preghiera a distanza aiuta e migliora la guarigione dei pazienti in corsia …”
    Tutto è falsificabile come la tua “impronta” culturale o la mia…ma fare una battaglia per questa inezia e non far nulla in medicina preventiva o nell’ecologia dell’ambiente (in estetica ed etica) o migliorare l’accesso alla cultura …bhè “pigghiate na pastija de giulio golia” che passerà tutto.

  28. Sara scrive:

    quello che mi lascia perplessa, è

    1) Tutti i medici che seguono direttamente i pazienti, affermano con forza la volontà di indagare perchè, secondo loro stamina ha apportato effettivi benefici ai pazienti (che non vuol dire guariti, ma questo nessuno lo ha mai detto , nemmeno le famiglie che voi dichiarate disperate). E anche loro fanno parte della comunità scientifica.

    2)Contestate la mancanza di dati certi. Sicuramente sarebbe stato opportuno che STAMINA avesse organizzato un proprio studio, ma non è stato fatto almeno in modo adeguato. Tutto ciò non rende, tuttavia, i dati emersi dai pazienti di minore significato o di scarso interesse per approdare ad una sperimentazione che chiarisca una volte per tutte l’efficacia o inefficacia di questa.

    3) Vorrei sapere cosa si intende per cartella clinica se il certificato di dimissioni dell’ospedale non ne fa parte.
    A me lo hanno richiesto quando mi hanno detto di portare la mia cartella clinica.

    2) Non si può adesso chiudere gli occhi e accantonare con un nulla di fatto, i due anni e mezzo di terapia già effettuata.
    Vi cambierebbe qualcosa se vi linkassi alcuni dei certificati medici che attribuiscono i miglioramenti? immagino di no
    Vi cambierebbe qualcosa se vi rimandassi alla valutazione oggettiva di alcuni pazienti? (fatta su scale internazionalmente riconosciute), immagino di no
    Vi cambierebbe qualcosa se vi rimandassi alla presentazione di alcuni case report? Immagino di no

    perchè avete già etichettato il metodo stamina come truffa, cialtroneria, ed i parenti dei malati come visionari da difendere.

    Grazie, vorrei provare a difendermi da sola e sotto la mia responsabilità. Anche a spese mie se ce ne fosse la possibilità, credetemi lo farei.

    • Emanuele Caprarelli scrive:

      scusatemi se intervengo, lavoro in un azienda che opera ricerca farmaceutica…non è una big pharma ma anzi un’azienda che le big e meno big contattano per gestire i loro studi clinici.

      lei dice che una terapia debba procedere anche senza uno studio clinico? ma scherziamo…che crede che i protocolli, le GCP (good clinical practise), e mille altre procedure (autorizzazioni comitati etici, autorizzazioni nazionali, regionali, provinciali, ecc ecc )siano solo un mucchio di documenti e di burocrazia? senz’altro ci sono mille documenti e tanta troppa burocrcazia, ma rispettano gli standard internazionali per la salvaguardia della salute del paziente….allora io ora produco un marchingegno per sostituire una valvola cardiaca….la impianto a caso in una persona..questa non muore e dice che si sente bene e allora sono autorizzato a produrre questo marchingegno su vasta scala? ma scherziamo…..per commercializzare una stupidissima molecola, o device per la somministrazione di 3 milligrammi di salbutamolo in più contro l’asma ci vogliono anni..decadi di ricerca di 1° – 2° – 3° e 4° grado….la 1° ricerca è da laboratorio…la 2° sugli animali…la 3° su uomini, e poi cìà la commercializzazione (in cui comunque un prodotto può essere ritirato se si notano problemi)…insomma…una trafila fatta per i pazienti..per tutelarli….mica prendi e salti tutta la trafila….allora facciamo una cosa…abboliamo le revisoni per le auto…le assicurazioni gli alcol test e i controlli della polizia….intanto..che ce frega…gli incidenti ci saranno sempre e in fondo questi sono solo perdite di tempo e denaro a favore del sistema…..giusto? e lo dice uno che pur lavorando (come amministrativo, non certo nella ricerca) nel settore, se può evitare una pillola lo fa volentieri….ma andiamoci cauti…ci sono certe malattie che non possono essere trattate come se stessimo parlando di un mal di testa… o uno strappo muscolare….

      • Sara scrive:

        Emanuele, lei sarà sicuramente più competente di me dal lato scientifico, ma io non sto dicendo che la terapia debba procedere senza uno studio clinico, forse mi sono espressa male.
        Nessuno lo sta dicendo , nemmeno i pro stamina.

        Però in qualche modo, con l’autorizzazione di AIFA, comitato etico, ISS, sanità lombarda le cure compassionevoli sono state somministrate a Brescia per due anni e mezzo.
        Con, a detta di parte del mondo scientifico, risultati incoraggianti a livello clinico.

        Questi risultati non si possono ignorare e fare finta di niente.

        Lei ci crede quando si dice che le cartelle cliniche non mostrano alcun miglioramento?

        E’ giusto, anzi giustissimo che lo stato ci difenda dai truffatori e dai ciarlatani, perchè ne siamo pieni. Il ruolo dello stato dovrebbe essere quello di avvertirmi e di mettermi in guardia.
        Però poi dovrebbe lasciarmi prendere le mie decisioni sotto la mia responsabilità.
        Nessuno sta sminuendo il lavoro di ricercatori.
        Nessuno vuol fare trovare scorciatoie a nessuno.

        Ma finchè si griderà ‘truffatore’ da un lato e ‘assassini’ dall’altro ,non si riuscirà mai ad instaurare quel dialogo necessario per dipanare una vicenda in cui ci rimette solo chi ci stava già rimettendo di suo, i malati.

    • Vincent scrive:

      te lo dico io perchè. Perchè sono stati tutti bravi a lambire il discorso sugli interessi economici della case farmaceutiche, ma ancora nessuno ha effettivamente respinto questa ipotesi che pare essere determinante. Inutile negarlo: il monopolio della cura è una fonte immortale di guadagno. Si parte da questo dato e poi facciamo tutti i discorsi che vogliamo.

      • Annalisa scrive:

        Scusa, ma se al momento non c’è uno straccio di cura per queste malattie, cosa ci perderebbero le case farmaceutiche dal metodo Vannoni? Al massimo tenterebbero di comprarlo, non certo di farlo fallire.

  29. Fabio Pallini scrive:

    Complimenti, chi ti ha pagato?
    Difficile brevettare metodi che escludono a priori farmaci brevettati e o brevettabili.
    Impossibile invece, dovrebbe essere il poter glissare sugli evidenti benefici ottenuti nei confronti di malattie neuro degenerative, come affermato da luminari interrogati nei servizi che tu stesso riporti).
    L ideale sarebbe trovare il giusto compromesso profitto/salute (oggi..), e soprattutto, tra le leggi della natura con la possibilità di sovvertirle…
    Ma credo che un domani, il secondo garantirà un ottimo spread al primo.

    (Per cortesia non rispondere usando le ultime e sconcertanti rivelazioni sul metodo stamina).

  30. Luca scrive:

    Mi pare chiaro che Vannoni sia un ciarlatano che vuole guadagnare sulle sofferenze e la disperazione dei malati. Altrimenti oggi il suo metodo sarebbe accessibile a tutti e non tenuto segreto dallo stesso.

  31. Simone Lorenzoni scrive:

    Bravo Jason, concordo in toto. E mi fa anche ridere, per modo di dire, questo starnazzare contro le case farmaceutiche da parte di chi, al primo accenno di raffreddore, va dal medico a farsi segnare gli antibiotici.

  32. Massimo Vologni scrive:

    Mi lascia perplesso un errore gravissimo, nell’introduzione dell’articolo, di cui comprendo seppur non condividendo il ragionamento. Ma l’errore sta nel definire le cellule staminali come cellule ‘specializzate’, la natura stessa e la definizione delle cellule staminali sta nella NON SPECIALIZZAZIONE, per cui non esiste una “cellula staminale cerebrale”.
    Detto questo, visto che l’autore dell’articolo si definisce biotecnologo, mi sarei aspettato almeno un approccio formalmente più scientifico…

    • Vincent scrive:

      infatti. Sottolineiamo anche il background di chi ha scritto l’articolo. Un blogger ventitreenne dal curriculum acerbo che strumentalizza il potere diabolico del web grazie alla sua abilità di mettere insieme 4 informazioni temerarie.

      • michele brancati scrive:

        Infatti alla mia replica, individuale e personale, è stato solamente capace di rispondere con articoli presi qua e la nei vari siti…
        Da qui è chiaro quale sia la competenza di questo biotecnologo che ha avuto il suo momento di notorietà…
        Cmq ancora non capisco come mai nessuno ha parlato dei controlli ai laboratori, della scoperta di virus e batteri patogeni con minime quantità di staminali nei terreni di coltura…
        Fatto sta che miracolosamente nessuno dei pazienti ha contratto l’aids o il morbo della mucca pazza… Qui i casi sono 2: o i giornalisti scrivono corbellerie o i NAS o chi ha fatto le prove l’ha sparata grossa…

  33. Daniele Castellazzi scrive:

    Quelle cure non ridanno il sorriso alle persone… Voi state imponendo il vostro punto di vista a persone che hanno giovato da questo trattamento, vi sembra giusto?

    • Annalisa scrive:

      Guarda, c’è gente che va a Lourdes e dice di stare meglio, di aver
      riacquistato la speranza prima della morte e robe di questo genere. Io
      non credo, ma non penso che facciano una cosa sbagliata. Lo penserei se lo Stato usasse i soldi delle tasse per pagare i viaggi a Lourdes e mi arrabbierei molto. Non sempre il comportamento umano è razionale e anche il fatto che uno si senta meglio dal punto di vista psicologico e abbia un ultimo momento di speranza è importante per lui e chi gli sta intorno. Ma qui si parla di spendere tre milioni di euro per dare “una speranza”. Una speranza vana a giudizio di chiunque valuti razionalmente il tutto. Quei soldi si potrebbero impiegare per fare della vera ricerca e per trovare una vera cura (non adesso, ma magari tra qualche anno) ad almeno alcune di queste malattie.

      • Daniele Castellazzi scrive:

        Io sono ateo e non credo alle favole. Se uno mi dice che sta meglio non ci credo neanch’io senza delle prove, ma vederlo in grado di muovere le mani nuovamente e respirare senza respiratore, quando con le cure tradizionali non poteva farlo, mi è bastato. Comunque puoi stare tranquilla che ha pagato di tasca sua, non con i soldi delle tasse. Voi tutti che ne negate l’efficacia non avete visto i malati. Vi basate solo su quello che vi dicono e lo ripetete senza andare a controllare di persona. Vi impuntate sul vostro pensiero e lo prendete come unico valido. Annalisa hai visto di persona dei malati sottoposti a questa cura sperimentale? Sinceramente non credo.

        • Annalisa scrive:

          Se il metodo funzionasse basterebbe che Vannoni si decidesse a far vedere le cartelle cliniche per far ricredere tutti. Perchè diamine non lo fa se ha la coscienza a posto? Perchè presenta domande di brevette con foto non sue? Se il metodo funzionasse gli basterebbe scriverci su un articolo scientifico e pubblicarlo e si assicurerebbe il prossimo premio Nobel per la medicina (oltre che una valangata di soldi e la riconoscenza di tutta l’umanità). Perchè non lo fa?

  34. Stefania scrive:

    Ho un bambino tetraplegico che però non ha, per fortuna, una malattia degenerativa quindi su di lui non utilizzerei mai è poi mai questo metodo ma, se lo vedessi peggiorare di ora in ora sapendo che di lì a poco morirebbe, non mi farei nessun scrupolo.

  35. Rodolfo scrive:

    Più che quella di Lorenzo, questa è dunque la storia di due genitori coraggiosi, intelligenti e caparbi. Lui, Augusto Odone, è un economista della Banca mondiale. Lei, Michaela, è una linguista…….ops nemmeno questi erano medici…..

  36. Fabrizio scrive:

    La mia impressione è che uno dei problemi alla base sia che in Italia la cultura sia considerata con fastidio.

    MI spiego: mi pare sempre più frequente che la media delle persone
    consideri scienziati, professori, studiosi (quelli che una volta si
    chiamavano luminari) con fastidio.

    La reazione più frequente, anche da parte di alcuni giornalisti è nel migliore dei casi, non di ammirazione, ma di derisione.

    Ricordo molti anni fa al Costanzo Show un vecchio Amaldi che spiegava
    alcuni elementi di base della fisica teorica guardato a occhi sgranati
    da Costanzo, che chiuse l’intervento con un lapidario: “beato chi ce
    capisce”. E giù risate.

    E’ lo stesso atteggiamento per cui i professori e i maestri passano
    il tempo a dfiendersi da genitori che prendono le parti di figli somari.

    Nell’era del massimo accesso alle (dis)informazioni stiamo diventando
    una società insofferente a chi ha delle conoscenze specifiche ed
    approfondite; tendiamo a credere a quello che troviamo in dieci minuti
    su google, piuttosto che a chi ha studiato l’argomento per anni e da
    anni ci si dedica con interesse e passione.

  37. Vincent scrive:

    A 23 anni un blogger con un curriculum acerbo dovrebbe farsi le ossa con battaglie meno temerarie. Il potere del web ha nel suo uso diabolico la possibilità di rendere NESSUNO un fenomeno di Like e conivisioni, perchè abile nel mettere insieme 4 informazioni sensibili e coraggiose, capaci di mettere in discussione il credo di molte persone facilmente influenzabili. Andy Warol qualche anno fa diceva: “In futuro, tutti saranno famosi per quindici minuti”…e io aggiungo:”..basta defecare in Piazza San Pietro!”. La Scienza è solo un cumulo di calcoli di fronte all’amore dell’essere umano. I bambini stanno meglio con le cure staminali. Lo dicono i bambini e i genitori hanno ragione di lottare per questo.

    • gigi scrive:

      tutti a lourdes

    • Leonardo scrive:

      io dico solo che il “potere del web” ha nel suo uso diabolico dare voce a ignoranti come te.

      “La Scienza è solo un cumulo di calcoli di fronte all’amore dell’essere umano.”

      Ma chi cazzo sei, Papa Francesco? Quante cazzate..leggi tutto l’articolo almeno prima di commentare. Che nessuno vuole uccidere i piccoli innocenti bambini qua.

  38. BarneyP scrive:

    Beh, qualche anno fa andai ad una conferenza sulla fusione fredda. Uno del pubblico intervenne dicendo piu’ o meno: “Se verra’ provato che Rossi e’ un imbroglione, io cerchero’ qualcun altro in cui credere, perche’ io ho bisogno di credere in qualcuno!”

    E’ la stessa cosa: le gGente in questo paese di ingoranti scientifici ha bisogno di qualcuno che gli promette il miracolo…

  39. maddalena scrive:

    io non credo che i genitori siano dei cretini e non credo che un bambino di pochi anni possa subire un effetto placebo,se uno è completamente paralizzato sarebbe veramente un miracolo da investigare se si mette a muovere una gamba o le dita di una mano grazie alle speranze di un placebo,sarebbe da fare un trials anche su questo,cioè la disperazione dei genitori e il loro desiderio di sperare fa si che un bimbo paralizzato muova una gamba e muova una mano. vorrei segnalare che molte sperimentazioni iniziano senza evidenze scientifiche solo per favorire qualcuno , e poi esistono sperimentazioni con evidenze scientifiche sulla carta super valide che poi arrivate sull’uomo si sono sgonfiate,ma nessuno te lo viene più a raccontare,inoltre Vannoni non ha mai detto che si guarisce ma solo che si hanno dei piccoli miglioramenti ,questo è un trattamento non una terapia,le terapie cercano di eliminare la causa i trattamenti cercano di ridurre i sintomi.altro piccolo appunto i teratomi sono tumori dovuti alle staminali embrionali,le staminali mesenchimali adulte usate da anni in ematologia ortopedia ed estetica hanno la stessa potenzialità di diventare tumori di qualsiasi cellulastaminale presente in tutti i tessuti del nostro organismo. In questo caso non c’è stata chiarezza e bisogna che il ministro della salute la faccia,altrimenti non se ne viene fuori.

  40. Agostino Del Vecchio scrive:

    L’articolo sostiene di voler analizzare ” freddo” la situazione sul metodo Stamina. Falso. E’ dichiaramente di parte ed ha il solo scopo di stroncare il metodo. Senza se e senza ma. Consideriamo qualche stralcio. “Il prof. Vannoni promette di curare (con recuperi dal
    70 al 100%) pazienti affetti da ictus, lesioni spinali, paralisi
    cerebrale, sclerosi multipla, scleorosi laterale amiotrofica, morbo di
    Parkinson (mi fermo qui ma la lista potrebbe continuare)”. Falso. Ero presente ad una sua conferenza. Ha detto che il metodo Stamina NON CURA quelle patologie, perchè di quelle patologie NON ESISTE al momento una cura. Per alcuni casi ci sono stati miglioramenti delle capacità motorie e/o respiratorie. La cosa è stata evidenziata da alcuni genitori presenti, contenti di aver avuto situazioni di (temporaneo o no) miglioramento, mentre altri medici avevano consigliato loro di portare i figli a Milano dove si sarebbe praticata una sorta di eutanasia. Altro aspetto dell’articolo: l’associazione tra lo scarso contributo dato ai “veri scienziati” paragonato alla abnorme attenzione verso il metodo Stamina. Cosa centra? Abbiamo una tradizione di Paese oscurantista, quasi di tipo teocratico, dove i ricercatori devono fuggire perchè siamo peggio del Mali come fondi alla ricerca. Sembra quasi suggerire che Vannoni tolga i soldi che potrebbero essere usati per altro. Falso. La vostra frustrazione rivolgetela ai politici che votate, a chi ha posta Beatrice Lorenzin, che vanta un solo diploma di maturità classica, ministro della Sanità. Tra le sue “ammirevoli opere” c’è stata quella di distruggere il mercato della sigaretta elettonica per favorire la lobby del tabacco.

    • secretum scrive:

      evidentemente tu sei un supporter recente di Vanoni, altrimenti sapresti che prometteva il 70-100% di GUARIGIONE, previo lauto compenso.

      cerca:

      Stamina, ex-paziente Vannoni: “Truffato e spinto a ritrattatare mie dichiarazioni”

  41. michele brancati scrive:

    ma come posso continuare a discutere di medicina e in questo caso di staminali con un “medico” che non è nemmeno a conoscenza di come venga effettuata una terapia…
    Finiamola qui che hai raggiunto il bonus di cattive figure…

    • kain82 scrive:

      Guarda che la figura dell’ignorante arrogante la stai facendo te… prendi notizie a caso da internet, quando uno ti risponde e smonta le tue affermazioni cambi argomento, non rispondi alle domande… Devo andare avanti?
      Su una cosa però devo darti ragione… finiamola qui. Sei ridicolo. E come sempre, come tutti i demagoghi che vogliono fare i santoni di turno, quando non hai più da pontificare, tronchi le discussioni.

      • michele brancati scrive:

        Dott. Kain82: “guarda che cure palliative e cure compassionevoli non sono sinonimi. E se ti illudi che le staminali siano le uniche cure palliative che funzionano beh”

        1)Il metodo stamina non è una terapia palliativa.

        Dott. Kain82: “vorresti illuminarci e spiegarci come le staminali di Vannoni sarebbero capaci di raggiungere il loro tessuto target, in assenza di un qualsiasi segnale molecolare dal cervello, e soprattutto come farebbero a passare la barriera emato-encefalica, che è giusto vagamente (ma vagamente) selettiva nella sua permeabilità?
”

        2) Si effettuano infusioni intratecali (e il dottor Kain82 non lo sapeva).

        Dott. Kain82: “Stamina sostiene di usare una infusione endovenosa semplice.”

        3) falso. Stamina utilizza entrambe le vie di somministrazione e ciò è riportato anche nelle cartelle cliniche e lettere di dimissioni.

        Ancora una volta ho riportato tutte le castronerie che hai detto… A me basta solo questo e chi legge potrà capire chi è l’ignorante…

        • kain82 scrive:

          1) Mai detto che Stamina sia palliativa. Ho citato una tua frase, come ho già detto. Se poi vuoi continuare a dire che sia una mia idea, prego.



          2) Cosa c’entra? Primo: fare una intratecale non spiega come funzioni una endovenosa e perchè Stamina la facesse. Secondo: non spiega nemmeno la intratecale stessa, visto che non è sinonimo di intracerebrale: si inietta nel liquor.. e la barriera ancora non l’hai passata. OPS.

          

3) Errore mio. Non sapevo che Stamina facesse intratecali, pensavo solo endovena. A mio parere questo rendere la vicenda Stamina ancora più grave, ma evitiamo le opinioni. In ogni caso rimangono i dubbi del punto 2… 



          Quindi su decine di righe di conversazione io ho sbagliato un fatto di attualità (non di preparazione) e non ho avuto problemi ad ammetterlo.

          Ho smontato ogni volta le tue affermazioni, mentre tu hai solo evitato le domande scomode.

          Magari è ora che inizi a rispondere in modo serio e a motivare tutto, e non semplicemente a rispondere con accuse o cambiando argomento.



          Io mi sono stancato di perdere tempo.

          Magari, ora che siamo nel 2014, vedrò UNA risposta alle mie domande. Sennò eviterò di perdere altro tempo a commentare… tanto vedo che è inutile, non si può fare un ragionamento con gente che si comporta in questo modo.


          Ribadisco: ridicolo.

  42. Sara scrive:

    Jason, ha ragione , l’ho trovato interessante, a tratti incredibile.
    le posso mandare un altro link, ma non andremo da nessuna parte con questo ping pong.
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/28-dicembre-2013/celeste-migliora-le-staminali-video-genitori-mostra-progressi-2223853064065.shtml

    Lei ha esposto, secondo me in maniera eccellente, ed è per questo che ho deciso di intervenire, il suo punto di vista. quello dello scienziato. Io sto cercando di farle vedere il mio, quello della gente comune.

    Ovvero, non si possono ignorare due anni e mezzo di terapia come se niente fosse e dire che bisogna ricominciare da capo seguendo tutti i passi giusti. Questo lo si doveva fare prima, prima che l’allora membro della direzione sanitaria lombardia, dott. Luca Merlino, facesse entrare il metodo stamina a brescia , per curare la SMA5, di cui è affetto.

  43. Massimo Berardi scrive:

    La politica è arrivata ad un punto così basso da agire non in funzione del bene collettivo, ma solo per cercare il consenso, anche su argomenti delicati come questi. La scienza ufficiale avrebbe dovuto comunicare e normare, in tempi rapidissimi, cosa è giusto e cosa è sbagliato sulla base dei dati scientifici disponibili. Purtroppo la scienza in Italia ha perso smalto; la ricerca non esiste quasi più. Spesso entrambi sono in mano a persone motivate dall’interesse particolare, dal raccogliere i fondi pubblici per le loro priorità, e non dall’interesse generale della salute pubblica e del paziente. Come possiamo fermare questa discesa dei valori e della morale nel nostro paese? Come ridare autorevolezza alla politica e alla scienza se i responsabili si comportano in tal modo? Vergogna a speculare sul dolore della gente. La scienza ha le sue colpe perché ha tardato a prendere posizione, lasciando spazio alla bassa politica influenzata da personaggi dello spettacolo e dai media. Oggi i cittadini perbene, scevri da interessi particolari, hanno l’obbligo civile di essere informati e coinvolti. Essi devono reagire a tutto ciò, utilizzando i mezzi che hanno per comunicare civilmente il proprio dissenso a questa confusione di ruoli e di giudizi. Fareimpresadivertendosi.com

  44. gigi scrive:

    Questi commenti sono la prova più evidente di come Barbara Durso e quella cultura che ha poi invaso anche le iene abbiano rovinato questo paese

  45. Maxotto Ottomax scrive:

    mi chiedo in maniera fredda e cinica, ma perchè dopo tanto starnazzare non vengono forniti nomi cognomi e risultati analisi alla mano, di pazienti curati e GUARITI con questo metodo?

  46. Vincenzo Parisella scrive:

    Nel servizio delle Iene, il prof Villanova ed un altro medico americano (di cui non ricordo il nome) evidenziano miglioramenti nei pazienti trattati con il metodo Stamina. Che siano venduti anche loro? Se fossi nei loro panni non metterei a rischio la mia carriera per dar “ragione” ad un ciarlatano. Resta il fatto che in nessun servizio delle Iene si fa riferimento al background culturale del prof. Vannoni (anche io ero convinto che fosse medico o un biologo).

  47. Massimo Enrico scrive:

    1) Supponiamo che Vannoni ( indipendentemente dal suo passato ) abbia avuto una intuizione geniale e sia vero tutto ciò che sostiene ( ripeto supponiamo ) o supponiamo che ognuno di voi che legge sia al suo posto ed abbia avuto una intuizione geniale e sia vero tutto ciò che sostiene.
    Tutto ciò premesso lo scopritore si trova davanti a due strade etico morali: A) Ottenere il massimo beneficio economico a discapito dei pazienti in termini di tempo B) Dare il massimo beneficio ai pazienti in rapporto al tempo a discapito dei benefici economici.

    2) Vannoni dai suoi comportamenti sembra aver scelto la strada A e in modo coerente a come si comporterebbe chiunque avesse fatto quella scelta cerca di nascondere ciò che non è risucito a brevettare.

    Io non credo che un pazzo mitomane sia così folle da voler brevettare qualcosa che non funziona sapendo che sarà matematicamente respinta la domanda , è il principio di base di ogni brevetto, però è coerente quello che accade ( domanda respinta ) se si cerca di brevettare qualcosa in modo confusionario perchè potrebbe essere facilmente bypassato. Se non si cerca di brevettare un raccoglicastagne ben specifico ma un metodo applicativo dagli sviluppi potenziali ancora ignoti è facile cadere nella tentazione di rimanere vaghi sul metodo proprio perchè facilmente migliorabile da terzi.

    3) Le uniche cosa che, sulla base dell’articolo, mi fanno sospettare che potrebbe ( ripeto potrebbe ) esserci qualcosa di vero è proprio questo: perchè cerco di brevettare qualcosa che non esiste se non esiste sapendo che sarà respinto matematicamente? Allora io credo che se è tutto vero ci sia una sola ragione, il tentativo di ottenere un brevetto mantenendo “un quid” di segreto industriale necessario per non vedere le altre multinazionali migliorare il proprio brevetto sulla base di una forza produttiva e di ricerca mostruosamente più grande del team di Vannoni.

    Perciò posso asserire seguendo il mio ragionamento che se fosse tutto vero Vannoni sarebbe coerente.

    Cosa manca però e che non mi convince, sia nell’articolo che nella comunicazione dei media che nel team Vannoni?

    Le testimonianze dei pazienti, a me basterebbe vedere un solo paziente, anche uno solo guarito o migliorato in modo molto evidente ( non un ditino che si muove ) per poter dire che comunque funziona, non si sa come e perchè ma su uno ha funzionato quindi qualcosa esiste, magari perfezionabile senza dubbio ma non è tutta fuffa.

    Sarebbe come con gli alieni, basta che un solo avvistamento sia vero.

    Purtroppo il caso paradossale è che si debba credere o non credere ad una cura medica alla pari degli ufo perchè in ogni caso, a prescindere da come stiano le cose, gli interessi individuali vengono prima di ogni altro interesse collettivo. Questo sì è davvero triste e non cresceremo mai sia come razza che come collettività spirituale con questi presupposti.

    Anche nelle disamine di casi come questi quando leggi devi sempre pensare se chi scrive è pagato da qualcuno per fare informazione deviata, è un segno che viviamo in un Mondo lercio tanto quanto Vannoni anche se fosse tutto vero perchè diventerebbe comunque ricco e famoso divulgando liberamente in open source la sua scoperta.

    Siamo di fronte al mistero della vita, al mistero della creazione molto più grande e potente della nostra stessa comprensione e ogni volta che abbiamo voluto giocare al piccolo chimico con Dio abbiamo creato solo mostri e malattie.

    Peccato, comunque stiano le cose.

  48. sergio scrive:

    non capisco perché l’omeopatia ce la dobbiamo pagare. è scientificamente risolutiva.

  49. soriana blu scrive:

    Un articolo pseudo informativo, scritto da una persona che NON è informata sulla vicenda, quasi zero! Non sa nemmeno che il metodo NON è di vannoni, ma di ricercatori russi, mamma miaa………E certo, che se i suoi lettori sanno ancora meno allora lo leggono felici e contenti! Leggete i documenti, non gli articoli! Dai DOCUMENTI dei medici risulta che i pazienti hanno i miglioramenti, e questo si chiama LE EVIDENZE CLINICHE……….

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