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Caro Gramellini, dire “abbasso gli algoritmi” è la foto dell’Italia che affonda

Fisico e Informatico. Insegno e faccio ricerca negli Stati Uniti e in Italia. Nei miei laboratori ci interessiamo di reti e sistemi complessi. Esploratore dell' epidemiologia digitale e le scienze sociali computazionali. In America sono a Boston, ma nel cuore rimango un Hoosier. Dal mio accento si capisce che sono romano, ma in Italia mi trovate a Torino.

Il 6 Novembre Massimo Gramellini ha pubblicato su La Stampa un breve articolo dal titolo “abbasso gli algoritmi” che  inconsapevolmente è il miglior manifesto di alcuni dei motivi alla base del declino Italiano.

Gramellini infatti si diverte a dileggiare un lavoro di Jon Kleinberg nel quale attraverso l’analisi di dati dei social network si propongono degli algoritmi per l’identificazione dei legami di natura sentimentale.

Definisce Kleinberg e gli scienziati come lui “manichini del sapere moderno” che si “illudono di domare le loro insicurezze con una serie di algide formulette…”.
Purtroppo chi sembra domare le proprie insicurezze attraverso l’arroganza del giudizio è proprio Gramellini che cade nella trappola di commentare un articolo scientifico senza aver letto il manoscritto originale e conoscere il contesto delle attività scientifiche all’interno di cui il lavoro si colloca.

Kleinberg è uno  dei più brillanti computer scientist al momento. Il lavoro è serio ed estremamente tecnico. Un ricercatore in gamba impiega almeno una settimana di lavoro a capire le implicazioni e gli algoritmi contenuti nel manoscritto. Soprattutto, al di la della pubblicistica banalizzante che ha tratto in inganno Gramellini, questo è un lavoro serio che indica come è possibile identificare relazioni sociali specifiche all’interno dei complessi database dei network sociali.

Il lavoro è parte  dell’area delle scienze sociali computazionali che sta definendo nuove teorie e strumenti algoritmici che permettono di aprire le porte alla comprensione di fenomeni come la predizione della diffusione delle epidemie e la definizione di nuove tecnologie per le ICT sociali. Inoltre apre scenari molto seri sulla privacy e l’etica dell’uso dei dati, argomenti di grande attualità che occupano quotidianamente la prima pagina dei giornali.

Nonostante tutta la stima che nutro per lui, Gramellini sembra dimentico di tutto questo e si lancia una arguta invettiva che sbeffeggia  la categoria degli scienziati come Kleinberg definendoli “per lo più maschi intellettuali con il cuore a forma di granchio e gli occhi a forma di dollaro” implicitamente contrapponendoli ad altri intellettuali con il cuore pieno di passione e gli occhi puntati a tirare calci agli algoritmi.

 Questo argomentare è il più chiaro esempio di quella arrogante cultura antiscientifica che affligge l’Italia dai tempi di Benedetto Croce e che sta affondando il nostro Paese.

Perché tirare calci agli algoritmi e avere l’arroganza di criticare senza capire è quello che ha creato una classe dirigente che non riesce a comprendere il mondo moderno. E ha trasformato l’Italia in un paese dove il pensiero scientifico, la forza della tecnologia e l’amore per l’innovazione sono considerati valori minori, da dileggiare con superiorità. Come nel pezzo di Gramellini.

Un vero peccato. Questa anticultura sta relegando l’Italia ad un decadimento profondo, ad un dibattito ombelicale e stantio mentre il mondo intorno si muove per generare e sfruttare nuovo sapere. Grazie anche agli algoritmi di Kleinberg.

8 risposte a “Caro Gramellini, dire “abbasso gli algoritmi” è la foto dell’Italia che affonda”

  1. matteo scrive:

    Ho visto il Nostro solo una volta in un salotto televisivo e ho spento per noia. Come dice un mio amico “uno dei motivi per cui la sinistra non vincerà mai”. Uno dei tanti – troppi – intellettuali so-tutto-io.

  2. Vincenzo Maltese scrive:

    Intellettuali e scienziati dovrebbero parlarsi di più.

    Sono entrambe due persone che stimo. Gramellini è una persona di una
    grandissima umanità, uno che non si rassegna alla fredda superficialità
    dell’uomo medio. Alex Vespignani è un ricercatore tra i top in Italia che
    ho anche incontrato di persona per lavoro.

    La verità come al solito per me stà nel mezzo. Nella visione poetica di
    Gremellini che vorrebbe un mondo animato dalla passione e non facilmente
    racchiudibile in schemi algoritmici; ma anche nella visione scientifica
    che sempre di più sta dimostrando che purtroppo gli umani sono fin troppo
    prevedibili tanto che un algoritmo può facilmente raccontarci cosa e
    quando faremo una certa cosa (e qui la pubblicità ed il mondo del business
    ci va a nozze).

    I social network possono raccontare tutto di noi (tendenze politiche,
    sessuali, religiose, gusti di ogni tipo) e le aziende li stanno già
    sfruttando tantissimo perchè la tecnologia per farlo già c’è.

    Ci sarà bisogno quanto prima da un lato di un’adeguata tecnologia a difesa
    della nostra privacy e dall’altro una rinascita culturale nostra che ci
    renda più consapevoli e più profondi nel nostro modo di agire, pensare e
    sognare un mondo migliore.

  3. Alberto Donofrio scrive:

    Grandissimo AV: l’antiscientismo di Croce ha fatto danni irreparabili nella cultura italiana ad ogni livello! La cosa triste è che Gramellini è nato sei anni dopo la morte di Croce. Per la serie: epidemie con lunghissimo transitorio di estinzione…

  4. RBendo scrive:

    Bah, l’italia è piena di gente così, invidiosa delle capacità altrui, sono come bimbi capricciosi, che voglio tutti i gadget tecnologici, ma disprezzano chi si intende di tecnologia, perché mette in evidenza la loro inettitudine.

  5. Alessandro Santini scrive:

    Alessandro, per quanto possa essere d’accordo sul fatto che l’articolo e’ davvero superficiale e male informato, credo che le cause del declino italiano siano N (con N grande a piacere) e questa sia quasi trascurabile.

    Di persone saccenti ed ignoranti ne e’ pieno il mondo, persino gli USA e gli UK, ma questo non ha impedito lo sviluppo.

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