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Aziende Impossibili 1. Il nuovo smartphone è il nostro corpo grazie a +Mind

Siamo Oriana e Salvatore: a cavallo fra arte, ricerca, interaction design e comunicazione. Lavorano insieme dal 2006 sotto il marchio di AOS (Art is Open Source) dando vita a opere e performance di interesse globale. Abbiamo partecipato a festival ed eventi internazionali, esponendo in musei e gallerie. Contribuiamo regolarmente alla comunità scientifica attraverso l'insegnamento accademico in diverse università, istituti e master. Il nostro è un "stato di workshop permanente".

A ottobre una pillola nanotecnologica permetterà di registrare e condividere ciò che vediamo senza bisogno di usare alcun dispositivo.

A chi non è mai capitato, trovandosi di fronte a un meraviglioso paesaggio, di pensare «come vorrei che i miei occhi potessero scattare fotografie»? E vi siete mai trovati a desiderare, in un momento speciale, che la vostra vita avesse la colonna sonora come in un film? Questo è ciò che promette +Mind, l’ultimo e il più strabiliante prodotto realizzato dalla compagnia Australiana CFT: Creating Future Technologies.

Ai limiti della fantascienza, +Mind si serve della nanotecnologia per portare le caratteristiche di uno smartphone direttamente dentro la vostra testa. Quella che appare come una normalissima pillola sferica vi permetterà di registrare in tempo reale ciò che vedete con i vostri occhi e udite con le orecchie, rivederlo e condividerlo via wireless con i vostri amici senza bisogno di passare attraverso un cellulare o un computer.

+Mind

I tecnici della CFT si riferiscono ai file ottenuti tramite +Mind chiamandoli ‟Esperienze”. «Un’Esperienza,» spiega il portavoce dell’azienda, «altro non è che una riproduzione fedelissima di ciò che avete visto e sentito nel momento in cui avete deciso di premere virtualmente il tasto play del vostro dispositivo. Con un prodotto così innovativo è necessario ripensare tutta la terminologia di gesti come cliccare o digitare perché, semplicemente, l’hardware non esiste più.»

Terrificante? Alcuni sembrano pensarla in questo modo. Una pillola di +Mind, inscatolata singolarmente, i cui effetti durano soltanto ventiquattr’ore, è accompagnata da un foglietto illustrativo che, se letto con attenzione, può far riflettere anche i più fiduciosi. Fra le varie raccomandazioni si leggono frasi come «può causare disturbi dissociativi della personalità» e «può dare dipendenza», ma l’azienda si dice perfettamente tranquilla rispetto a possibili incidenti o disagi.

«+Mind si assume per via orale e interagisce con l’organismo,» spiega il portavoce con un sorriso rassicurante, «ed è quindi perfettamente normale che abbia delle controindicazioni. Bisogna tuttavia ricordare che esse si sono verificate in rarissimi casi, e gli effetti del prodotto durano soltanto una giornata; dopodiché le nanomacchine vengono assorbite dal corpo in modo del tutto naturale senza creare alcun fastidio all’utente».

E, riguardo al funzionamento, assicurano la massima semplicità nell’interfaccia. «E’ veramente un prodotto dall’utilizzo elementare. Al momento della prima assunzione una semplice procedura illustra le modalità d’impiego, e può essere vista nuovamente tutte le volte che lo si desidera. Registrare e condividere non è mai stato così facile e immediato».

+Mind sembra dunque essere il futuro del wearable computing e, in risposta all’imminente uscita di Google Glass, la CFT pare aver lanciato una sfida sensazionale. In attesa che il prodotto venga finalmente messo a disposizione delle masse, ci auguriamo che lo smartphone in pillole, come lo chiamano alcuni, si riveli sensazionale come appare da queste prime indiscrezioni,

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di Francesca Cangioli e Tommaso Cappelletti

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