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Report | Stoccolma | La scuola svedese, innovativa e multilingue, a caccia di insegnanti

Giornalista per passione, maestro per caso e con amore, scrittore. La mia università sono state le strade del mondo: i vicoli di Palermo, le vie polverose del Mozambico, del Senegal, della Siria, della Giordania; le baraccopoli di Nairobi; i grattacieli di Shanghai e le lezioni di resistenza degli zapatisti nella Selva Lacandona. Ho operato per dieci anni in carcere fondando il giornale “Uomini Liberi”. Scrivo per “Il Fatto Quotidiano” dove tengo anche un blog e “Altreconomia”. Curo inoltre la rubrica “L’Intervallo” su Radio Popolare. In classe cerco di far lezione con innovazione che è anche rivoluzione per la scuola italiana.

Cercansi insegnanti. Se siete sconfortati dal concorsone, dalle liste delle graduatorie, non vi resta che prendere un aereo e partire per la Svezia. Nel Paese delle renne i maestri non si trovano. Nessuno vuole salire in cattedra. Questione di prestigio ma anche di stipendio. Eppure il sistema scolastico svedese è uno dei migliori in Europa.

Foto Svezia

Basta prendere un treno per capire che l’innovazione tecnologica, la burocrazia, i fogli di carta non esistono perché a scuola qualcuno ha insegnato a usare internet fin da bambini.  «Io non ho mai visto un ufficio postale e una banca. Qui si fa tutto online e tutti sanno usare internet», mi racconta Henry, giovane medico specializzando all’ospedale  Karolinska, a Stoccolma.

Tutti sanno l’inglese, dal venditore di aringhe Nystekt Stromming in piazza Slussen al controllore del treno che da Kiruna attraversa tutta la Lapponia fino alla capitale in 18 ore. Se entri in una skola ti è subito chiaro che l’innovazione non è “qualcosa in più”, come in Italia, ma fa parte dell’insegnamento. Non ci sono laboratori informatici, ma una lavagna multimediale per ogni sezione.

A scoprire una classe mi accompagna Kristina Bjorkegren Linder, operations strategist del settore education della Municipalità di Stoccolma. Non ci sono bambini perché sono ancora in vacanza. Appena entro provo con il mio iPhone a cercare la rete wifi: «Qui abbiamo la banda larga in ogni scuola – mi anticipa Kristina – e tutti i dirigenti scolastici possono fare richiesta della Lim. Sta a loro e al corpo docente poi decidere se usarla o meno, ma da parte delle istituzioni vi è stato un grande impegno nella formazione dei docenti in merito».

L’uso delle innovazioni tecnologiche è realtà quotidiana: secondo i numeri della banca dati Ocse, già nel 2009 l’utilizzo dei personal computer da parte degli studenti quindicenni durante le lezioni di lingua svedese e lingue straniere era tra i più alti in Europa. Dopo Danimarca e Norvegia, la Svezia è terza in classifica.

L’idea del ministero dell’istruzione è di passare nei prossimi anni da una didattica che usa i personal computer ai tablet, che sono già una realtà persino sui banchi degli asili. Noto appesi alle pareti dei cartelloni scritti in altre lingue: «Nel nostro sistema d’istruzione se vi sono almeno cinque ragazzi figli di migranti che chiedono di avere lezioni anche nella loro lingua, hanno diritto ad avere un’insegnante madrelingua», mi spiega la dirigente del Comune di Stoccolma. Mi accorgo di essere su un altro pianeta rispetto all’Italia, dove ci sono ancora politici che insultano un ministro di colore.

Un mondo dove ogni bambino ha diritto all’istruzione fin dalla tenera età: l’offerta di educazione prescolare comprende la scuola preprimaria (Förskola), la cura pedagogica (Familjedaghem) e la scuola preprimaria aperta (Oöppen foörskola). Alle municipalità è richiesto di offrire una scuola preprimaria per tutti i bambini da uno a 5 anni di età che abbiano genitori che lavorano o studiano. I bambini di genitori disoccupati o in congedo parentale hanno diritto a un posto per almeno 3 ore al giorno o per 15 ore a settimana. Ciò che è definito “cura pedagogica” consiste nell’accoglienza da parte di educatori che ricevono e si prendono cura nel proprio domicilio di bambini in età prescolare.

Un sistema basato su scuole pubbliche e scuole private che non sono finanziate dallo Stato, ma sulle quali vi sono gli interessi di privati alla loro gestione. «Tutti i bambini, svedesi o meno, nati qui o all’estero, hanno diritto ad un finanziamento per studiare erogato alle famiglie in base al loro reddito, alla loro situazione abitativa e familiare. Sono i genitori a scegliere in quale scuola mandare il proprio figlio, che non deve necessariamente andare in quella del quartiere».

Un modello che crea concorrenza. Il vero problema è trovare i maestri. Negli scorsi anni è stata fatta (ed è di nuovo in previsione) la campagna “Un incentivo per gli insegnanti”, che prevedeva l’aumento del salario e una formazione in itinere con la possibilità, per chi non ha il titolo universitario, di laurearsi mentre lavora. Per un attimo penso a quanto sarebbe necessaria anche in Italia una promozione della figura del docente, così come un reclutamento fatto dalle municipalità o dalle singole scuole, abolendo l’assurdo sistema di concorsi e graduatorie. Ma siamo su un altro pianeta. Tanti saluti alla povera patria Italia dalla Svezia.

Stoccolma, agosto 2013

ALEX CORLAZZOLI

13 risposte a “Report | Stoccolma | La scuola svedese, innovativa e multilingue, a caccia di insegnanti”

  1. Costantino Oreste Massimo scrive:

    beh, l’articolo si commenta da solo! Dove vogliamo andare noi italiani?

  2. Costantino Oreste Massimo scrive:

    beh, l’articolo si commenta da solo! Dove vogliamo andare noi italiani?

  3. annachiara scrive:

    >>>Per un attimo penso a quanto sarebbe necessaria anche in Italia una promozione della figura del docente, così come un reclutamento fatto dalle municipalità o dalle singole scuole, abolendo l’assurdo sistema di concorsi e graduatorie. >>
    non ci bastano le scuole paritarie e private per questo???? un sistema dove il merito (che teoricamente il concorso dovrebbe preservare) è messo da parte a favore di…favori a parenti e conoscenti. No grazie! i criteri di assegnazione dei posti docenti nella scuola pubblica sono sbagliati solo perché c’è cmq corruzione e sbagliatissimo è il sistema universitario, ma è un discorso diverso.

  4. Fraswed scrive:

    Ciao, mi potresti dare qualche consiglio per potermi proporre lì come insegnante? Io sono laureata in lingue (inglese e svedese) e voglio proseguire la specialistica con (tedesco e svedese).
    Non riesco a capire come debba propormi per diventare docente di lingue (possibilmente di tedesco), o se ci sono degli esami di didattica da fare. Ho provato a mandare il cv nelle scuole per fare la modersmål lärare i italienska ma non mi hanno preso. (forse il mio titolo di laurea non è sufficiente).

  5. Luciana Puddu scrive:

    “Nessuno vuole salire in cattedra. Questione di prestigio ma anche di stipendio.” Cambierà l’organizzazione, cambieranno la qualità e la quantità delle risorse a disposizione, ma anche in Svezia la figura professionale dell’insegnante è poco apprezzata, socialmente ed economicamente. Sarebbe questo il primo nodo da sciogliere, ovunque.

  6. fabrizio sabato scrive:

    Ciao, Mi chiamo Fabrizio, sono Insegnante di Italiano L2/LS per stranieri e la Svezia sarebbe la mia meta preferita, solo che non riesco proprio a trovare un contatto affidabile per candidarmi nelle scuole svedesi. Se hai info potresti farmi sapere? grazie

  7. Anton Giummy scrive:

    insegnare in svezia e´molto complicato.. o conosci lo svedese molto bene, oppure l unica possibilita´e´quella di insegnare in italiano (presuppongo sia la lingua di ognuno di noi qui ) in qualche scuola dove i figli di immigrati hanno diritto al bi o trilinguismo in alcuni casi… cioe´ i figli di italiani che vanno a scuola li, sin dall asilo hanno diritto ad insegnanti di madre lingua della famiglia d origine, se essa lo richiede… quindi come vedete… le possibilita, sono sempre piccolissime… la svezia e+ un posto bellissimo, ma ma ma non e+ tutto oro quello che luccica… saluti

  8. Nicolas scrive:

    Annchiara non capisco la tua obiezione: in che modo il fatto che siano stato e comuni a dire mi servono più insegnanti di questo che di quello oppure a me servono più professori di lingua e meno di scienze o via discorrendo sarebbe raccomandare il parente o conoscente? piuttosto un concorso non tiene conto della predisposizione all’insegnamento ben sì solo della presunta cultura di una persona (che può barare in mille modi); inoltre tiene conto in gran parte dell’anzianità (il sistema graduatoria), non di certo il merito. Spiegami poi cosa ci sarebbe di sbagliato nella promozione della figura del docente. Io credo che sia assolutamente necessario rivalutarne la posizione come membro fondante e portante della comunità; invece si continua ad effettuare tagli (invece che ampliamenti) proprio perché non si considera l’importanza che ha tale professione nella nostra società.

  9. Massimiliano Ria scrive:

    io vivo in svezia da 13 anni, faccio il ricercatore e insegno in univeristà e ho bambini a scuola e mi chiedo sempre perchè non ci si documenta prima di scrivere fesserie! La scuola svedese era ottima 20-30 anni fa ora dopo la riforma inizio anni novanta è scesa sotto UK e US! e ho detto tutto, vedi risuktati PISA dove la svezia si piazza all’ultimo posto come peggioramento nei 34 paesi OCSE! e ci sono tanti motivo seri per cui nessuno vuole insegnare qui, non solo stipendio molto basso, ma soprattutto perche’ gli isneganti sono stati privati di autorità, regna anarchia totale, con studenti che fanno quello che vogliono, denunciano insegnanti ad ogni occasione e per gli insegnanti è molto frustrante e demotivant non poter chiedere attenzione e rispettoe perdere la dignità! cmq se ancora qualcuno avesse voglia di venire deve prima farsi tutti i livelli di svedese per insegnare, il che vuol dire 2 anni full time 8 ore al giorno per poter insegnare in svedese (in inglese è già pieno di madre lingua) piu la certificazione svedese di insegnante, in pratica è quasi impossibile, e cmq come stranieri con capelli neri del sud europa vi manderebbeo nelle periferi e i ghetti di immigrati ad insegnare, ve lo raccomando..

    Ah! e per la tecnologizzazione estrema ora si sono accorti dei danni della mancanza di rapporto con altri essere umani! mentre per le scuole private idea di base ottima ma all’atto pratico ci sarebbe purtroppo da parlare per taaaanto tempo, vedi mio post ad un articolo di Tempi sull’argomento, si trova con Google.

    Prima di scrivere stereotipi sarebbe bastato documentari un pochino no?

    • Camilla Di Battista scrive:

      Mi fa piacere che qualcuno che “conosce la realtá” si sia espresso! Finalmente non solo luoghi comuni! Io non insegno ma molte cose le vedo..sto in Svezia da molti anni.

  10. Massimiliano Ria scrive:

    fuoco!

  11. nilda scrive:

    Sono molto perplessa,il sistema e’ cosi’ perfetto,cosi’ innovativo ,al punto tale che nessuno vuole fare l’insegnante,non si trovano docenti e lo Stato e’ costretto ad incentivare economicamente questa grande professione!! Mah!!!

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