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La Consob ha varato il regolamento sul crowdfunding: Un nuovo sprint per l’economia italiana?

Musicista, surfer e venture capital. Nel 1999 fondo Vitaminic, il primo distributore discografico digitale in Europa. Ho vissuto in prima persona l'evoluzione dell'industria della musica dall'analogico al digitale. Nel 2006 lancio dPixel, la società di venture capital per le internet startup. Oggi sono anche board member del progetto Sardex, il circuito di moneta virtuale nato in Sardegna.

Venerdì scorso la Consob ha rilasciato  il regolamento definitivo per la raccolta di capitali tramite portali Internet (‘equity crowdfunding’) pubblicandolo sulla Gazzetta Ufficiale. Da 3 giorni, quind, le startup Italiane hanno a disposizione (prime al mondo) uno strumento regolamentato per entrare veramente sul mercato e realizzare i propri progetti, finanziandosi online.

Nei prossimi mesi verranno lanciati in Italia diversi nuovi portali in grado di offrire questa nuova possibilità e verrà consentito ad una ‘startup innovativa’ di presentare il proprio business plan e conti online, affinchè il pubblico possa finanziarlo sottoscrivendo una piccola quota di capitale. Il provvedimento vale anche per le quote di una srl, una novità assoluta che ormai praticamente equipara quote con azioni.

L’Italia è il primo paese al mondo che dispone di un quadro regolatorio per l’equity crowdfunding, dopo averne riconosciuto l’importanza inserendolo nella legge Sviluppo del precedente governo Monti. Penso che di questo dovremmo andarne fieri.

Questo è un traguardo da ricordare, perché ora possono cominciare a cambiare molte cose nelle prospettive dell’economia Italiana. Alcuni hanno obiettato che in molti paesi (Australia, UK, Olanda ad esempio) il crowdfunding esiste e funziona senza alcuna regolamentazione. Verissimo, ma è fondamentale averne una se si vuole che il mercato si sviluppi veramente. Infatti, avendo oggi un quadro certo di come funziona questo business molti operatori che non si sarebbero avvicinati al settore sono ora in grado di investire ed entrare sul mercato.

La regolamentazione inoltre mira ad offrire strumenti di tutela ai risparmiatori che investiranno in questo settore: è quindi un elemento essenziale perché il mercato possa funzionare.

La regolamentazione consente ad operatori autorizzati ed iscritti ad un apposito registro Consob di offrire al pubblico la sottoscrizione di strumenti (esclusivamente) di equity  emessi da startup innovative tramite il proprio portale.

Questi gestori hanno il compito, innanzitutto, di assicurarsi che le informazioni e la documentazione presentate dalle startup siano chiare, trasparenti e complete. Non possono fornire in alcun modo servizi di ‘consulenza sugli investimenti’ ai sottoscrittori e devono assicurarsi che gli stessi abbiano compreso che stanno comprando strumenti finanziari ad elevato rischio, emessi da società di recente costituzione particolarmente rischiose, completando un questionario online.

Il portale deve poi raccogliere gli ordini di acquisto e trasmetterli prontamente agli intermediari autorizzati, che hanno una procedura semplificata per la loro gestione, al di sotto di una soglia di rilevanza stabilita in 500 euro per singolo ordine e 1000 euro su base annua.

Una delle principali novità della legge è che oltre ad alcuni gestori che sono automaticamente autorizzati al crowdfunding (SIM e banche) si potranno qualificare come gestori anche società in cui i manager abbiano altre provenienze non classiche (cioè quelle di tipo finanziario), e laddove soddisfino determinati requisiti di professionalità ed esperienza.

L’importante è che i gestori siano la maggioranza dei manager della società e che svolgano in modo esclusivo questo tipo di attività su un solo portale.

Le startup che faranno offerte dovranno quindi fornire le informazioni ai gestori di portali per le sottoscrizioni online, e sono soggette alcune regole:

1) dovranno fornire un quadro chiaro, completo e trasparente rispetto alle informazioni contenute nel proprio business plan;

2) gli investitori avranno facoltà di recedere dalla sottoscrizione senza alcuna giustificazione fino a sette giorni dalla trasmissione dell’ordine;

3) inoltre, i sottoscrittori avranno diritto di recesso nel caso di un successivo evento di ‘change of control’, ovvero laddove si verificasse un cambio nella compagine societaria rispetto al controllo della società.

Perché l’offerta si possa concludere, la startup dovrà assicurarsi che almeno il 5% della stessa sia sottoscritta da un investitore professionale, secondo quanto definito dalla legge stessa. Si tratta di una precisazione importante da parte di Consob che chiarisce uno dei principali dubbi emersi nel dibattito delle ultime settimane.

Qualunque startup innovativa potrà effettuare una raccolta in crowdfunding; non sarà necessario avere l’investitore professionale al momento dell’emissione, ma sarà essenziale averlo per poter concludere la campagna.

Va ricordato che il legislatore ha allargato la definizione di investitore professionale inserendo oltre a quelli privati e pubblici ‘di diritto’ anche le fondazioni bancarie e gli incubatori di startup innovative.

Con il varo della regolamentazione scatterà inoltre un lavoro di grande monitoraggio da parte della Consob, attraverso il tracciamento e l’ analisi di indici ed indicatori, per valutare in futuro probabili revisioni della regolamentazione stessa.

E’ importante ricordare, inoltre, che il Ministro Zanonato ha appena varato una modifica alla legge sulle startup innovative, allargando i parametri di ingresso al regime di agevolazioni (che include appunto l’accesso all’equity crowdfunding). Con i nuovi requisiti appena modificati ad esempio, qualunque startup nel campo ICT e Internet può iscriversi al Registro delle Startup.

Ci sono oggi un migliaio di aziende registrate, l’obiettivo del Ministro è di raddoppiarle entro un anno. Sono convinto si possa fare molto di più.

Con questi ultimi strumenti che partono lo scenario per le startup oggi è cambiato. Fatevi sotto, ragazzi perché questo provvedimento è tutto per voi. E per una volta diamoci tutti una bella pacca sulla spalla.

Siamo oggi l’unico paese in Europa ad avere una norma sull’equity crowdfunding ed primi al mondo ad avere un quadro regolamentare chiaro, introducendo una notevole dose di innovazione nel mondo delle startup. E’ l’inizio di un processo di democratizzazione della finanza e se Consob riuscirà a far sviluppare un mercato ampio e sano, da oggi per le startup in Italia è cambiato tutto.

Milano, 15 luglio 2013

GIANLUCA DETTORI

 

 

 

7 risposte a “La Consob ha varato il regolamento sul crowdfunding: Un nuovo sprint per l’economia italiana?”

  1. Enrico Rivasi scrive:

    Buongiorno Gianluca.
    Sicuramente é un passo importante ma a mio avviso ( e mi considero un realista e non pessimista) ne servono molti molti altri.
    Uno fra tutti. mi permetta di dirlo, deve essere quello del cambio di mentalità. A mio avviso non credo che in Italia molte persone capiscano l’utilità sociale ed economica di poter finanziare una start-up. Insomma siamo un popolo solidale per alcune cose ma quando si tratta di business ognuno guarda il suo orticello (soprattutto in questo momento).
    Mi auguro di sbagliarmi ma al momento io la vedo cosi.
    Buona giornata
    Enrico Rivasi

  2. Luca Carbonelli scrive:

    siamo sempre i primi a complicare i sistemi più semplici al mondo. Le startup vanno a dichiararsi in quanto se non riconosciute non possono usufruire degli eventuali fondi messi a disposizione dal governo (startup innovative), ma di fatto pochissime di queste possono definirsi vere e proprie imprese. Io mi chiedo: ma se proprio c’è bisogno di un’operazione di crowdfunding per portarle avanti, non sarebbe più dignitoso e opportuno non registrarle come imprese, e magari grazie a sistemi presenti da anni (vedi Eppela) riuscire a finanziare un PROGETTO di un privato intraprenditore, che dia la possibilità a questi, solo dopo aver raggiunto il suo obiettivo, di registrare effettivamente la propria impresa presso la camera di commercio e cominciare la propria attività grazie a quei fondi percepiti con l’azione di crowdfunding? ma perchè complichiamo sempre tutto?

  3. Ilenia Giovannini scrive:

    Non credo che sia compatibile un regolamento offline con le procedure online dell’equity crowdfunding. Inoltre non sono d’accordo sull’intermediazione bancaria per l’approvazione dei finanziatori. Ho scritto cosa ne penso in un articolo: http://igsolutions.altervista.org/crowdfunding-in-italia-il-primo-regolamento/ 🙂

  4. michele ficara  scrive:

    pessimo, Gianluca, pessimo davvero siamo riusciti ad ingranare la retromarcia a tutta velocità …

  5. Fabrizio V. scrive:

    Nuovo sprint di cosa??? Mai hai letto quanto ha rilasciato la Consob? C’è da mettersi a piangere, altro che sprint !!!!

  6. Paolo Carlucci scrive:

    A mio avviso si tratta di un pessimo intervento della Consob. Regolamentare il crowdfunding in Italia, che al momento è ancora in fase pre embrionale, non porterà alcun miglioramento nell’ecosistema startup. La soglia minima di una sottoscrizione minima del 5% da parte di un investitore professionale contribuirà, inoltre, a far allontanare le idee migliori e i progetti si svilupperanno altrove. Sicuramente un passo indietro. Ovviamente spero di sbagliarmi.

  7. Gianluca Dettori scrive:

    ho letto un sacco di commenti negativi. Tutto è migliorabile, ma l’ottimo è nemico del buono. Ci sono ancora molti vincoli, ma il fatto di avere un quadro regolamentare consentirà l’afflusso degli operatori sul mercato. Si capiranno meglio eventuali problemi e si potrà migliorare la norma e la regolamentazione.

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