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Il TED dietro le quinte/2| Chi finanzia la vera innovazione? Lo Stato

Siamo Oriana e Salvatore: a cavallo fra arte, ricerca, interaction design e comunicazione. Lavorano insieme dal 2006 sotto il marchio di AOS (Art is Open Source) dando vita a opere e performance di interesse globale. Abbiamo partecipato a festival ed eventi internazionali, esponendo in musei e gallerie. Contribuiamo regolarmente alla comunità scientifica attraverso l'insegnamento accademico in diverse università, istituti e master. Il nostro è un "stato di workshop permanente".

Il secondo giorno di TED Global si apre sotto un cielo grigio e una pioggia sottile e fitta, quasi invisibile: l’aria è fresca e piacevole e, dopo una colazione a base di funghi, salmone e tè verde, ci dirigiamo alla EICC.

Il flusso di persone sembra aumentato, un chitchat continuo riempie le diverse sale preparate per ospitare i conferenzieri: luoghi tranquilli dove tavoli, sedie, poltroncine e tanti schermi connessi in tempo reale con il mail stage consentono di lavorare e, allo stesso tempo, seguire il flusso degli interventi

D’ ora in poi il nostro racconto sarà in tempo reale, quindi benvenuti alla sessione mattutina di TED.

Money Talk. Chi rischia nell’innovazione? La risposta fuori dal coro è di Mariana Mazzucato.

Un panel complesso quello scelto per iniziare la giornata che tocca nodi controversi e dibattuti ad ogni livello nella società, e di particolare interesse per una comunità di innovatori come quella che legge e partecipa a CheFuturo!

E fra gli interventi più interessanti, senza un filo di campalinismo, scegliamo quello di Mariana Mazzucato. Docente di economia presso la University of Sussex (UK), Mariana Mazzucato padroneggia perfettamente il palco ed è a suo agio mentre presenta al pubblico di TED il frutto della sua ricerca contenuta nel suo ultimo libro di prossima pubblicazione, “The Entrepreneurial State”.

Siamo abituati a pensare a stati e governi come organismi lenti e obsoleti che costituiscono quasi un ostacolo, un vero e proprio blocco per l’innovazione: al contrario, continua, la narrativa del miracolo Silicon Valley ci abitua a pensare al Venture Capital come il driver dello sviluppo tecnologico.

In una slide incisiva, la Mazzucato mostra un iPhone in cui sono evidenziate componenti strutturali  quali GPS, touch screeen e numerose altre: ognuna di esse è stata finanziata con fondi pubblici. Senza queste tecnologie di base non avremmo nessun iPhone in tasca. Allo stesso modo, è lo stato a configurarsi come il soggetto capace di investire in progetti di ricerca e innovazione particolarmente a rischio che il settore privato difficilmente supporterebbe.

Il primo motivo? Lo stato può permettersi di investire in prospettive di medio e lungo periodo ed è meno legato alla logica del ROI (Return of Investment).

pixel1L’ultima riflessione è forse quella più acuta: se le aziende possono beneficiare di innovazioni strutturali che consentono di immettere sul mercato prodotti come l’iPhone, non si tratta tanto di imporre royalty o ulteriori tassazioni che consentano di “ripagare” l’investimento. In una logica di servizio pubblico, perchè invece non chiedere alle aziende, ad esempio, di applicare politiche ecologiche radicali o altre misure che consentano di restituire al “pubblico” in senso allargato, i benefici a cui si è avuto accesso?

pixel2

Tutti elementi importanti che ci aiutano a tenere sempre presente la “big picture” dei processi di innovazione: quella visione di insieme in cui la complessità del reale emerge.

Listening to Nature… Fra api impollinatrici e scarafaggi-cyborg

La seconda parte delle mattinata è una fresca immersione nell’universo naturale.

Marla Spivak, docente di entomologia presso l’University of Minnesota, studia le api. Le amiamo per il miele, ci ricorda, ma in realtà le api sono i principali vettori dell’impollinazione, consentendo alle piante di riprodursi.

pixel3Scopriamo che, come molte altre specie sul pianeta, anche questi operosi insetti sono a rischio di estinzione. Il loro numero si riduce, le specie scompaiono rapidamente e l’uso di pesticidi, l’agricoltura intensiva, la monocultura le stanno distruggendo letteralemnte. In particolare i pesticidi le avvelenano e la Spivak chiede al pubblico: quanto ci vorrà perchè si arrivi all’uomo?

Il processo inizia dopo la seconda guerra mondiale e la storia delle api è il riflesso di un sistema disfunzionale legato alla produzione/distribuzione del cibo, che ci riguarda tutti.

Intanto, pensando alle api, possiamo piantare fiori e piante bees-friendly e non usare pesticidi. È un inizio.

Completamente diverso l’intervento di Gred Gage, neuroscientist che desidera da sempre creare laboratori alla portata di tutti e, in particolar modo,  dei bambini.

La tecnologia adesso lo pormette e, seguendo il suo ragionamento, se sin da piccoli iniziamo a comprendere i meccanismi che regolano il nostro sistema neurologico, una vera e propria rivoluzione è possibile.

Nasce così il progetto SpikerBox, una piccola grid che consente di manipolare il sistema nervoso di un insetto, controllandone ad esempio i movimenti: ne abbiamo una dimostrazione in diretta grazie ad uno scarafaggio che fa da cavia.

pixel4Ai bambini piace ed imparano, e ci piace l’idea di laboratori (e di una scienza) che decidono di dialogare con il grande pubblico.

Edimburgo, 12 giugno 2013

ORIANA PERSICO e SALVATORE IACONESI

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