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Quei “contadini digitali” che coltivano la terra e navigano la Rete

Sono uno storyteller digitale, appassionato di nuove professioni e comunità in rete. Ho co-fondato l’osservatorio sull’enterprise generated content dell’Università Bocconi e la community Wwworkers.it. Scrivo per Repubblica, Nòva24, Metro, Millionaire. Ho lavorato prima in Vodafone e poi in Technogym. Per Sole24Ore ho pubblicato “TV fai-da-web” (2010), “Wwworkers” (2011), “Vendere con le community” (2012, 2014) e “Social TV” (2012).

Una cosa l’ho capita. Amano la terra in tutte le sue espressioni, oserei dire in tutti i suoi frutti. Peperoni, cavolfiori, arance e addirittura il fagiolo di Venezia. E i suoi composti, tutti rigorosamente naturali, dal vino al miele. E poi amano la rete e tutti noi che la navighiamo, la consultiamo, la viviamo quotidianamente. Perchè in fondo il loro lavoro è certamente ancorato alla terra, ma si lega di fatto alle nuove tecnologie e alle community che popolano la rete e con le quali intessono vere e proprie conversazioni (oltre che vendere prodotti).

Eccoli allora i nuovi “contadini digitali”, termine che oso scrivere ma mettendolo necessariamente tra virgolette. Sono una nuova generazione di artigiani della terra e della rete. Li ho conosciuti grazie alla community dei lavoratori wwworkers, e molti di loro arriveranno a Bologna da ogni parte d’Italia mercoledì 8 e giovedì 9 maggio per partecipare al Wwworkers Camp, raccontando la loro storia.

Per mangiare non dipendere dal cielo, ma dal carico che portano le tue mani”. Questo antichissmo adagio cinese racconta al meglio la filosofia di questi lavoratori digitali che hanno il “green factor” nelle vene: quasi tutti hanno mollato il vecchio e stressante lavoro fatto di cartellini da timbrare per abbracciare quello durissimo del coltivare la terra e vendere i suoi frutti. Il bio è la loro religione, ma è un credo che professano insieme a migliaia di utenti consumatori finali, raggiunti con molta più facilità oggi grazie a Internet.

Queste le mie emozioni a caldo. Poi ci sono i numeri, che sono tutt’altro che trascurabili. Secondo i dati Istat in Italia le imprese agricole informatizzate sono poco più di 60mila, ovvero solo il 3.8% delle realtà censite, ma il doppio di dieci anni fa. Boom dei siti, ma sono stati compiuti passi in avanti anche nella gestione aziendale digitalizzata e nella vendita dei prodotti. Il primato della produzione biologica va al Mezzogiorno, dove si trova il 63% delle aziende impegnato in questo tipo di attività, ma anche la forte presenza di imprenditrici, con un dato che si attesta al 30%. Certo, i numeri sono ancora in chiaroscuro: troppo poche le aziende che usano la rete e i programmi informatici per la gestione delle coltivazioni o degli allevamenti. Siamo lontani da quanto accade Oltralpe. Secondo una ricerca realizzata dal Ministero dell’agricoltura francese, in Francia già nel 2005 ben 105mila aziende agricole su 346mila (ossia il 30%) erano connesse ad Internet per uso professionale, con le imprese cerealicole e viticole maggiori utilizzatrici della rete (rispettivamente il 38% e il 35%).

Comunque indipendentemente dai numeri restano le straordinarie storie dei contadini digitali “made in Italy”. Ve ne propongo 7 tra le tante che ci sono in Italia. Ogni storia è anticipata da un scheda identificativa e poi c’è una mia piccola e personale descrizione. Impegno, amore per la terra, dialogo costante con la community di consumatori finali, una filiera che si accorcia grazie alle nuove tecnologie e che trova una nuova primavera. Già, la primavera. Quando li ho contattati per intervistarli non l’hanno nascosto. Sono lì tutti in attesa che arrivi. Perchè porterà i suo frutti. E allora, come cantava Jovanotti, “tu che fai, golosamente aspetti…”

Le verdure del mio orto

Nome: Paolo Ferraris
Età anagrafica:
33
Città
: Vercelli
Lavoro precedente:
designer presso studi milanesi
Attuale lavoro:
lavoro e vendo prodotti della terra, dando la possibilità a chi abita in città di assaporare con un dito la campagna.
Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete:
dalogare con un pubblico veramente ampio
Lo slogan:
mangia cinque porzioni di frutta e verdura al giorno!
Il consiglio:
credere nelle proprie idee e portarle avanti con tutte le proprie forze. Essere consapevoli del fatto che la rete può essere un grande trampolino di lancio.

“Per noi la rete è fondamentale, è la base per la nostra idea progettuale”. Ecco cosa mi racconta Paolo, che dopo un diploma di industrial design ha deciso di cambiare lavoro per mettersi in proprio ed uscire dagli schemi cittadini. Ha creato così un sito che permette a chiunque di poter mangiare frutta e verdura di stagione completamente biologica e di prima qualità semplicemente con un clic. “Vogliamo dare al cliente una maggiore consapevolezza di ciò che mangia, rendendolo artefice delle semine, consegnandogli i prodotti la cui tracciabilità è assoluta. Così i clienti possono anche crearsi un orto virtuale (scegliendo la grandezza e la tipologia della verdura) che verrà riprodotto in azienda.

Tunia

Nome: Chiara Innocenti
Età anagrafica:
36
Città:
Arezzo
Lavoro precedente:
controller in un’azienda di credito
Attuale lavoro:
produco e vendo vini, olii e distillati
Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete:
poter raggiungere un elevatissimo numero di persone. Nel nostro lavoro non ci sono altri strumenti altrettanto efficaci per contattare il consumatore finale

Lo slogan: fare le cose fatte bene

Il consiglio: essere vicini al cliente, dialogare costantemente, fornire risposte tempestive

Da impiegata in banca a operatore vitivinicolo. Chiara, con i suoi due soci, ha deciso di seguire la sua passione: ha aperto così un’azienda che produce vini, olii e distillati. Le splendide campagne toscane e il web hanno fatto il resto. “Tunia è la trascrizione latina di una divinità etrusca, abbiamo utilizzato questo nome per rendere omaggio al territorio in cui lavoriamo”. Per Chiara il commercio in rete va bene per quanto riguarda la vendita al consumatore. “Al momento abbiamo una strategia pubblicitaria ibrida: abbiamo creato le etichette delle bottiglie staccabili con i nostri estremi del sito, il cliente può quindi andare al ristorante e poi cercarci da casa”.

Piccolovegsforpots.com

Nome: Soira Bazzo

Età anagrafica: 31

Città: Conegliano (Treviso)

Lavoro precedente: assistente di volo

Attuale lavoro: commercializzo semi per l’orto in vaso

Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: capacità di scambiarsi consigli e pareri, e un feedback su come è andata

Lo slogan: per vedere più terrazzi coltivati e meno balconi vuoti

Il consiglio: offrire competenze specifiche in un particolare settore, specializzarsi e dare risposte mirate a community molto verticali

Soira vende semi, anche se si tratta di semi particolari. “Vendiamo uno strumento per fare l’orto in casa, offriamo delle varietà di ortaggi che funzionano nell’orto in vaso. Cerchiamo di fornire una giusta ricetta, insegnando alle persone come fare”, racconta Soira. Il nome è la filosofia del progetto. Piccolo sta per piccolo, come gli ortaggi che vende Soira, Vegs for Pots sta per vegetali per vaso, ovvero tutto quello che è usato per l’orticoltura in terrazzo. “Io e il mio ragazzo facevamo l’orto sul balcone di casa nostra e abbiamo iniziato a cercare dei semi all’estero. Abbiamo trovato tante persone che si interessavano a pomodori e peperoni adatti a quello che all’estero chiamano container gardening. Così ora vogliamo diventare il punto di riferimento in Italia per chi vuole iniziare un orto in vaso”. Tra i prodotti suggeriti il peperone francese petit marseillas o la meraviglia di Venezia, un fagiolo del litorale veneziano.

Ortoegusto.it

Nome: Michaela Bollazzi

Età anagrafica: 31

Città: Milano

Lavoro precedente: account in un agenzia di comunicazione

Attuale lavoro: vendo online prodotti biologici

Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: ottimo strumento per dialogare e vendere verso nuovi pubblici

Lo slogan: alla fine tutto andrà bene e se non va bene vuol dire che non è la fine

Il consiglio: essere testardi, non mollare, andare fino in fondo

Il progetto nasce dall’amore per il cibo, quello buono e sano. “Tutto è iniziato pensando al classico pacco della mamma colmo di deliziosi sughi, frutta e verdura fresca, cibi naturali introvabili in città”, racconta Michaela Bollazzi. Così nel 2009 accende la piattaforma, che oggi conta una quindicina di fornitori di prodotti freschi e conservati. Sono quasi tutti distribuiti geograficamente in Lombardia. “Ma poi abbiamo contatti diretti con la Sicilia, perchè una delle nostre aziende agricole biologiche consorziate è siciliana. E poi abbiamo i carciofi dalla Liguria”. L’obiettvo è consorziare piùproduttori, prima soltanto online e da un anno anche con un punto fisico che funziona da “pick-and-pay”, ovvero “ordina online e ritira in negozio”.

Agricola Vignudelli

Nome: Adriano Vignudelli

Età anagrafica: 54

Città: Isola D’Elba

Lavoro precedente: consulente industriale e creatore di una ventina di brevetti industriali

Attuale lavoro: apicoltore

Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: Internet mi ha dato tanto, è un sistema che va seguito e monitorato

Lo slogan: se ti vuoi sporcare le mani lavora con noi

Il consiglio: svegliamoci, giovani e anziani. Riappropriamoci della terra

“Frutto di stagione raccolto il giorno prima e pagamento alla consegna, questi due aspetti sono le chiavi vincenti del nostro servizio”. Eccolo Adriano, entusiasmo ed energia allo stato puro. E poi anche tanta competenza. “Per chi vuole iniziare fornisco analisi del terreno per il miglior prodotto da piantare”. Adriano un bel giorno ha smesso di viaggiare e si è fermato in quello che afferma essere il posto più bello al mondo, l’Isola d’Elba. “Qui ho le mie arnie, e ci sono querce da sughero da quindici metri”.

Il miele che produce è specialissimo, perchè Adriano lascia le arnie nello stesso punto e di conseguenza a seconda delle fioriture ha un prodottocon diverse gradazioni di profumo e intensità. In rete Adriano insegna ad altre persone – e sono soprattutto giovanissimi disoccupati – ad avviare un’impresa agricola.

Contadini per Passione

Nome: Paolo e Marco Barbera, Francesco Corsentino

Età anagrafica: 31, 29, 27

Città: Ribera (Agrigento)

Attuale lavoro: coltiviamo gli aranceti e vendono online

Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: abbattimento dei limiti temporali/geografici, flessibilità degli orari, possibilità di raggiungere più clienti

Lo slogan: costruire un business può essere divertente ed efficace, ma solo se si lavora con le persone giuste

Il consiglio: essere sempre all’ascolto del cliente

Contadini per Passione nasce dieci anni fa, quando Paolo e Marco Barbera ereditano dai nonni un aranceto. E allora i due fratelli si sono chiesti: “Che facciamo adesso?”. La risposta è stata: “Coltiviamolo noi”. Poi è arrivata l’idea di integrare i social network e l’e-commerce con l’aiuto di Francesco Corsentino. E così è cominciata l’avventura.

Kiko, Paolo e Marco sono gli artefici di una piattaforma di e-commerce legata al loro aranceto nella loro terra di Ribera, nella provincia agrigentina baciata dal sole. La vendita delle arance è incentrata sulla filiera corta.

Jenuinō

Nome: Giacomo Bracci Helsen

Età anagrafica: 32

Città: Londra

Attuale lavoro: contadino digitale, co-fondatore di Jenuinō.com, un facilitatore fra piccole fattorie orientate alla qualità e consumatori consapevoli

Lo slogan: mangiare é un atto agricolo che trasforma la natura in cultura

Il consiglio: fare sistema prodotto, perche un buon prodotto senza un buon servizio, é niente

L’idea è nata a Londra, ammirando i farmer market. Ci siamo chiesti: “come bypassare i supermercati con le loro spese di marketing e packaging offrendo un’alternativa?” Così è nato Jenuino, un social commerce che aiuta gli utenti ad interagire fra loro per scambiarsi ricette e prodotti e incontrarsi nella dimensione reale. Jenuino connette produttori e consumatori che possono visitare la fattoria, fa entrare i consumatori nel dietro le quinte del prodotto. La caratteristica imprescindibile è quella capacità di abbattere le barriere del digitale e riportare le persone ad incontrarsi nuovamente nella dimensione reale.

Bologna, 18 aprile 2013

GIAMPAOLO COLLETTI

  • Luciano Sansone

    Buon giorno,

    Mi interessa tutto ciò che riguarda l’agricoltura, in particolare quella a sviluppo verticale. E’ per questo che ho brevettato un meccanismo..:

    Riguarda una struttura meccanica azionata dalla forza di gravità, soggetta
    a rotazione, con esposizione temporale delle colture alla luce del sole.
    Triplica la superficie coltivabile perché sfrutta lo spazio aereo; riduce
    dell’80% il consumo d’acqua perché quella in eccesso viene recuperata e
    riciclata; consente di lavorare da fermi, evitando stancanti camminate ed
    inutili piegamenti. Ideale per vivaisti. Ci si coltiva ogni tipo di verdura
    biologica, fiori, piante aromatiche, fragole,ecc.- Le dimensioni del meccanismo
    sono di mt 5 di larghezza, profondità e altezza (fuori dal terreno) ma, se
    realizzato in scala ridotta può collocarsi in piccoli spazi come terrazzi e
    balconi, dando libero sfogo ai “contadini della domenica”. Cerco un’azienda
    cui dare in licenza o cedere il mio
    brevetto nr 1372755. Lucio – Tel.: 3887983413

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Giampaolo Colletti
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