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Dianora, la professoressa che tutti avremmo voluto, e i suoi ragazzi digitali

Sono un "Technology evangelist" e non smetto mai di raccontare al mondo perché le aziende e le persone devono credere nella forza della Rete. Dopo un passato da surfer mi sono dedicato alle ICT, lavorando spalla a spalla con I.NET, il primo internet service provider italiano. Oggi sono Chief Innovation Officer presso NTT DATA ITALIA. Se Internet ha preso piede in Italia è anche un po' colpa mia.
Poco più di un anno ho avuto l’onore di essere tra i fondatori del Centro Studi Impara Digitale, un’associazione nata per promuovere lo sviluppo di una modalità didattica innovativa, che permetta alla scuola italiana ed europea di beneficiare significativamente del potenziale offerto dall’introduzione della tecnologia digitale.

Impara Digitale ha come obiettivo lo sviluppo di una metodologia didattica per competenze per una scuola moderna, capace di usare con profitto le tecnologie esistenti e di avvantaggiarsi della diffusione del cloud computing. L’associazione ricerca, sperimenta, condivide e insegna quanto imparato dalla reciproca collaborazione, sviluppando una rete di riferimento a livello nazionale.

L’attività principale, in questo momento, è provvedere alla formazione degli insegnanti, istruendoli sulla metodologia sviluppata grazie al lavoro di Dianora Bardi, che negli ultimi quindici anni ha messo la sua passione e la sua determinazione al servizio degli studenti, per traghettarli in un mondo dove la tecnologia non è soltanto bella e divertente ma soprattutto uno strumento fondamentale per l’evoluzione dell’apprendimento.

Dianora è la professoressa che tutti avremmo voluto, mi ricorda moltissimo la mia insegnante di fisica al liceo che, per spiegarci il pendolo, frugava nella sua capace borsa dalla quale estraeva un gomitolo di lana ed un mazzo di chiavi e saliva in piedi sulla cattedra per darci una dimostrazione.

Dianora è coraggiosa, affettuosa, appassionata e determinata; tutto il lavoro e la grandissima energia sono alimentate da una grande passione e da una immensa fiducia nel potenziale dei ragazzi. La invidio, perchè lei ha la capacità di vedere il futuro tramite gli occhi dei suoi studenti.

dianorabardi

La nostra associazione ha riscosso ampi consensi e, soprattutto, una larga adesione da parte di molte scuole di tutta Italia. Proprio per questo abbiamo coraggiosamente deciso di organizzare un momento di incontro nel quale la voce parlante fosse quella degli studenti.

Una volta stabilita la data del 5 aprile, parte una attività frenetica , i tempi sono strettissimi, il lavoro è moltissimo e le nostre forze decisamente modeste. Abbiamo immediatamente una quantità di adesioni che supera le nostre più rosee aspettative; i ragazzi mandano una grande quantità di domande alle quali risponderanno degli esperti. Ci affidiamo ai ragazzi anche per definire il nome dell’ evento ed il suo logo.

Arriva il grande giorno, mi alzo di buon mattino, raccolgo per strada degli amici e ci avviamo verso il Centro Congressi di Bergamo che ospiterà la sessione plenaria della mattina, mentre per i workshop del pomeriggio ci trasferiremo al Liceo Lussana di Bergamo.

Arriviamo al Centro Congressi e veniamo immediatamente travolti dal flusso di ragazzi che sta riempiendo la sala; Damiano Airoldi, che lavora con i suoi collaboratori per approntare lo streaming dell’ evento ha avuto la bellissima idea di portare con sè i suoi figli, per renderli parte di questa straordinaria giornata. Dianora, segnata dalle fatiche di questi giorni, si aggira instancabile verificando, coordinando ed accogliendo gli ospiti.

tabletschool

Per garantire il successo della giornata ci sono molti amici giornalisti tra i quali Luca De Biase, Massimo Sideri, Pierangelo Soldavini, Guido Romeo e Susanna Pesenti che faranno da mediatori tra le domande dei ragazzi e le risposte degli esperti.

Cominciamo con i saluti di Stefano Quintarelli, ex-presidente di Impara Digitale, che ,dopo una breve introduzione, premia gli ideatori del nome e del logo dell’evento ed  accoglie sul palco cinque studenti che relazionano brevemente, ma con grande lucidità e con una presenza che molti oratori professionisti stentano ad avere, sulle loro esperienza vissuta di scuola digitale.

Dopo queste appassionanti testimonianze il palco si riempie dei ragazzi che nelle scorse settimane hanno inviato le  loro domande per gli esperti che gli risponderanno in diretta. Gli amici giornalisti li coordinano, aiutandoli a vincere la timidezza di alzarsi in piedi su un palco di fronte ad una platea affollatissima. Le domande spaziano dalla salute, alla tecnologia, agli sviluppi futuri, al punto di vista degli editori.

A questo indirizzo trovate il video dell’ evento che vi consiglio decisamente di seguire.

C’ è una grandissima energia in sala, i ragazzi sono attenti e partecipi, gli esperti sono accurati e precisi nelle risposte, io mi emoziono sinceramente per tutto quello che vedo accadere e, ancora una volta, sono felice di essere parte di questa storia.

Dopo una breve pausa pranzo ci trasferiamo al Liceo Lussana e ci rendiamo conto che cambiare si può per davvero. I corridoi della scuola sono affollati di ragazzi, ognuno con il suo tablet; nelle aule del pianterreno le diverse aziende che con il loro supporto hanno reso possibile l’ evento di oggi dimostrano le loro soluzioni, mentre in due sale strapiene conduciamo dei workshop di approfondimento.

Si è fatto tardi, per me è ora di rientrare a Milano perchè domani sarò a Bologna per parlare del rapporto con la tecnologia agli studenti dell’ ITIS Aldini Valeriani, ed i formatori di Impara Digitale domani terranno una giornata di formazione per oltre sessanta insegnanti.

Sono stanco, sono consapevole di essere solo all’ inizio di un percorso lungo e difficile ma ancora una volta faccio mio il motto che Riccardo Luna ha stampato sulla copertina del suo libro : Perchè quelli che vogliono cambiare il mondo non aspettano.Lo fanno.

Milano, 12 aprile 2013

MARCO ZAMPERINI

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1300775134 Alessandra Colaci

    Bellissimo progetto!

  • ELVIO PETRECCA

    Condividuo pienamente e non aspetto, poichè penso che le nuove tecnologie didattiche hanno tutte le potenzialità per
    creare ambienti d’apprendimento in cui poter interagire e seguire con
    più “attenzione”, nella loro integralità, gli alunni con cui bisogna
    sempre di più “parlare con i loro linguaggi, trovare e offrire, spazi e
    tempi per rapporti d’apprendimento “significativi” e garantire una
    formazione adeguata che promuove lo sviluppo delle potenzialità di
    ognuno.

    Per lei, e per tutti quelli come noi che pensano di non aspettare, ma vogliono cambiare, i miei Blog didattici

    http://beppepblog.blogspot.it/

    http://ausilblog.blogspot.it/

    http://elviopetrecca.blogspot.it/

    http://limcasacalenda.blogspot.it/

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