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Dream and Achieve: fare una startup (e un talent show) in Afghanistan

Imprenditrice sociale, ho lanciato la mia prima startup, Youth Action for Change, a 22 anni con soli 150 Euro. Passo poi a Forgotten Diaries, piattaforma di citizen journalism per notizie dai conflitti dimenticati. Dopo sei mesi in Afghanistan lancio Plain Ink e i suoi fumetti educativi. Già consulente ONU, sono anche Young Global Leader al World Economic Forum. Faccio parte del consiglio direttivo della Fondazione per l'Innovazione del Terzo Settore (Banca Prossima) e della Task Force sulle Startup Innovative del Ministro Passera.

Una campagna nazionale per la ricerca dei migliori imprenditori e startupper del Paese, che si ritrovano a fare un pitch di fronte ad un pannello di giudici superselezionato. L’ingresso in un talent show, dove i partecipanti iniziano a lavorare a ritmo serrato sui loro deck, prototipi e prodotti di vario genere per garantirsi finanziamenti, servizi pro-bono e accesso a risorse varie già durante la serie. E dove vengono eliminati di settimana in settimana, dai giudici o dagli spettatori tramite SMS, fino alla proclamazione del vincitore.

Non siamo in America o in UK, e questo non è Dragons’ Den, Silicon Valley o Startup Island. Siamo in Afghanistan, e questo è Dream and Achieve.

Parte talent-show e parte reality – con tutti i crismi del caso, compresi i piccoli drammi tra i partecipanti – Dream and Achieve è il primo prodotto televisivo di Bamyan Media, compagnia fondata da Anna Elliott nel 2008 con l’idea di dare alle nuove generazioni un’opportunità in più per mettersi in proprio e crearsi il lavoro ideale.

Dream and Achieve ha realizzato 13 episodi durante la prima serie delle show e catalizzato l’attenzione di 7 millioni di spettatori, circa un terzo degli abitanti del Paese. Sui tre finalisti, due sono donne. A spuntarla, però, è Faizulhaq Moshkani, imprenditore nel settore plastico di Kandahar, che userà il premio per espandere e ammodernare il suo impianto, facendo in modo che possa operare grazie all’energia idroelettrica.

Fondamentali, in un’operazione del genere, gli sponsor. Da Roshan – la principale compagnia telefonica – a Banke Millie, che ha trasformato i suoi istituti bancari in punti informativi e di training. Importante anche l’aiuto dato dalla Export Agency of Afghanistan, a supporto dell’idea imprenditoriale con il miglior potenziale per l’esportazione. Dopo l’esperienza afgana, Bamyan Media sta esportando il suo concetto in Egitto e Sud America.

Italia, a quando?

Kabul, 15 aprile 2013

SELENE BIFFI

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