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Partecipare ad una startup competition: una opportunità o una perdita di tempo?

Salernitano. Informatico. Mi divido al 50% tra il software e il business. Mi piace definirmi un imprenditore pragmatico. Nel tempo libero - cioè di notte - scrivo di startup, videogiochi e programmazione.

Qualche giorno fa rispondevo alle domande di un’intervista e per l’ennesima volta mi veniva chiesto un parere sulle startup competition. La “scena” italiana è sempre stata abbastanza spaccata sull’argomento.

Basta leggere le discussioni che periodicamente nascono nei gruppi facebook di Italian Startup Scene e Indigeni Digitali per osservare da un lato gli accaniti sostenitori, che raccomandano la partecipazione a questi eventi, e dall’altro i detrattori, che invece li bollano come inutile perdita di tempo.

Il panorama italiano delle startup competition si è allargato sempre di più negli ultimi anni con l’aumentare dell’hype e in questo momento ce ne sono davvero tantissime.

Alcune sono ben note e parte del “sistema” da ben prima che la parola startup fosse sulla bocca di tutti, altre sono spuntate dal nulla e sembrano cloni venuti male delle prime.

Quindi, competition sì o competition no?

Avendo partecipato, con mangatar, a diverse competizioni di questo tipo mi permetto di dire che, secondo me, non è così facile dare una risposta netta, assoluta. Bisognerebbe analizzare caso per caso e valutare tutta una serie di aspetti.

Ecco dieci domande, in ordine sparso, che io e il resto del team ci facciamo quando ci arriva una proposta di partecipazione ad una di queste competizioni.

1.Chi la organizza?

2. E’ alla prima edizione o è “ben nota”?

3. Che tipologia di startup vi partecipano di solito?

4. Chi sono stati i vincitori delle passate edizioni?

5. Che tipo di vantaggi può portare alla mia startup un’eventuale partecipazione?

6. Che tipo di vantaggi può portare alla mia startup un’eventuale vittoria?

7. Ci sono premi in denaro?

8. Che sforzo mi richiede partecipare?

9. Posso permettermi di dedicarci tempo e risorse, in questo momento?

10. Che visibilità ne otterrà la mia startup?

Ovviamente metodi di valutazione di questo tipo sono pieni di limiti e non danno la risposta assoluta. Noi però cerchiamo di rispondere ogni volta a queste domande e arrivare, banalmente, ad una lista di pro e contro per valutare la partecipazione o meno.

E’ ovvio che ci siano aspetti fondamentali che vanno valutati prima di ogni altra cosa: un’eventuale risposta negativa alle domande 8 e 9 significa, molto probabilmente, che è meglio lasciar perdere la partecipazione in questo momento.

Le prime quattro domande, invece, sono più per capire se la competizione è di tipo “trasversale” o settorizzata. Avrebbe ben poco senso per una startup ICT infilarsi in un contest di Green Tech!

Poi ci sono da valutare le conseguenze che la partecipazione alla competizione porterà alla propria startup, e da qui le domande 5, 6, 7 e 10.

In alcuni casi (soprattutto per startup all’inizio o vicine al lancio di un nuovo prodotto) può essere importante ricevere una copertura mediatica proprio attraverso la partecipazione a competizioni di questo tipo.

Come dicevo prima, con Mangatar abbiamo partecipato a numerosi eventi di questo tipo. Alcuni si sono rivelati una totale perdita di tempo; altri ,invece,  sono stati invece fondamentali per il nostro percorso, soprattutto nella fase iniziale.

E’, infatti, proprio in questi momenti che ci si può confrontare con ragazzi che stanno facendo esperienze simili alle proprie; si possono ricevere preziosi feedback da persone molto in gamba (i cosiddetti mentor); si beccano le prime critiche aspre sul proprio progetto che, molto spesso, aprono gli occhi ai founder stessi.

Quest’ultimo punto è, forse, il più importante. Mangatar stesso non sarebbe quello che è oggi se non fossimo passati su diversi palchi a farci tartassare di domande. E’ in situazioni di questo tipo che ci siamo guardati in faccia e abbiamo compreso che c’erano cose che non andavano e bisognava fare dei cambi di rotta.

Allo stesso modo, quando si partecipa ad eventi fiacchi e poco costruttivi, si realizza subito di aver perso ore (spesso giornate) utili che potevano essere dedicate al proprio progetto.

Sulla questione fu scritto un post da Marco Magnocavallo nella sua newsletter, circa un anno fa, che suggeriva agli startupper di concentrarsi sullo sviluppo.

La cosa sviluppò un’interessante discussione nella “scena” nostrana e molto interessante e condivisibile trovai la risposta di Fabio Lalli dove veniva, invece, sottolineata l’importanza di fare networking per gli startupper. Networking che spesso consente di ottenere, oltre ai già citati e importanti feedback, anche contatti per il proprio business e la possibilità di avviare collaborazioni con altri startupper.

In conclusione, la mia opinione è sostanzialmente positiva. Mi ritrovo molto nelle parole di Fabio Lalli. La partecipazione alle startup competition ha molti lati positivi e può essere spesso fondamentale per una startup che muove i primi passi.

L’importante è “selezionare il rumore” e valutare bene il tempo dedicato ad eventi di questo tipo per non correre il rischio di passare più tempo a fare pitch che a lavorare!

Salerno, 19 marzo 2013

RAFFAELE GAITO

7 risposte a “Partecipare ad una startup competition: una opportunità o una perdita di tempo?”

  1. Bell’articolo e ottime considerazioni. Sicuramente è impossibile dare una risposta assoluta. Anche noi con AdEspresso ne abbiamo fatti molti di eventi e competition e alla fine della fiera le mie considerazioni sono:

    – Eventi e competition portano via molto tempo. Selezionarne pochi ma buoni e tralasciare i 200 eventi che ci sono ogni settimana

    – Fare followup, pr e via dicendo degli eventi a cui si partecipa per massimizzare la visibilità che la startup ne riceve

    – Se si partecipa si deve partecipare seriamente, per vincere o comunque per fare bene. 

    – In fase iniziale gli eventi sono molto utili per avere i primi feedback diretti sul prodotto

    – Dopo un po’ sarete noti, avrete fatto network e potreste pensare di smetterla di andare (se non per divertimento) a eventi per startupper. Conoscete già tutti e tutti già vi conoscono. Personalmente trovo gli eventi startup molto belli e divertenti ma anche molto autoreferenziali, siamo sempre gli stessi.

    Ho fatto un mischione mettendo dentro anche gli eventi non solo le competition 🙂 

    Alla fine come per tutte le cose “in medio stat virtus” … l’importante è non esagerare e finire in quel presenzialismo di cui parlava Marco Magnocavallo nel suo articolo.

  2. Daniele Radici scrive:

    Secondo alcune domande sono ben poste…altre sono invece poco interessanti:1.Chi la organizza? -> Vero, se chi organizza è una struttura nota e con un certo “trust” è assolutamente un benefit parteciparvi. 2. E’ alla prima edizione o è “ben nota”? -> Vero, mi garantisce più visibilità. 3. Che tipologia di startup vi partecipano di solito? -> questo è poco chiaro. Early Stage? Settore? 4. Chi sono stati i vincitori delle passate edizioni? -> ininfluente, o meglio. Piuttosto è interessante che percorso hanno avuto, in seguito, i vincitori. 5. Che tipo di vantaggi può portare alla mia startup un’eventuale partecipazione? -> unico e quello che genera maggiore valore: NETWORK e VISIBILITA’. 6. Che tipo di vantaggi può portare alla mia startup un’eventuale vittoria? -> vedi sopra7. Ci sono premi in denaro? -> unica che da premi in denaro degni di nota credo sia Premio Marzotto (100k) e PNI (Se confermato). Le altre si aggirano attorno a cifre che non rappresentano un delta differenziale per la startup…e vale di più un premio in “servizio” come un viaggio in Silicon Valley ad incontrare investitori8. Che sforzo mi richiede partecipare? -> Se uno startupper si fa questa domanda, deve anche pensare se ha voglia o meno di fare impresa -.-9. Posso permettermi di dedicarci tempo e risorse, in questo momento? -> vero, ma il tutto dipende dallo stato di evoluzione della startup. Quando non si ha un network è fondamentale parteciparvi, soprattutto se il contest è corredato da un buon corso di formazione10. Che visibilità ne otterrà la mia startup? -> questa è la domanda fondamentale

    • Raffaele Gaito scrive:

       
      3. Mi riferivo al settore, infatti poco più sotto faccio l’esempio di una startup ICT che partecipa ad una competition sul green tech
      4. Invece la ritengo interessante perché si può analizzare se dalla competition ne escono vincitrici startup che poi hanno un seguito AKA ci hanno visto lungo.
      6. Non è detto. Ci sono premi in denaro e in servizio in alcuni casi.
      7. Confermo PNI e aggiungo anche le startcup regionali. Questo per quanto riguarda il web e l’ICT. Poi mi dicono che in altri settori ci sono competition con premi interessanti.
      8. Non è assolutamente vero. Posso volermi concentrare molto sull’execution della mia idea e decidere di non partecipare a nessuna competizione. Le due cose non sono per nulla collegate.

      • Daniele Radici scrive:

        recupero alcune note:
        3. Mi riferivo al settore, infatti poco più sotto faccio l’esempio di una startup ICT che partecipa ad una competition sul green tech – beh si, quello è un tema da considerare…il rischio è che un team partecipi a “caso” a tutte le competition.

        4. Invece la ritengo interessante perché si può analizzare se dalla competition ne escono vincitrici startup che poi hanno un seguito AKA ci hanno visto lungo.

        Ma questo non è legato alla competition!!! Alla competition lego il percorso che fanno i team, l’eventuale formazione, l’assistenza post chiusura e così via.

        6. Non è detto. Ci sono premi in denaro e in servizio in alcuni casi.

        Se i premi in denaro sono 5.000/10.000 euro, lasciami dire che non sono quelli che fanno decollare il progetto. (parlo di un progetto imprenditoriale, non un lancio di un App…)

        7. Confermo PNI e aggiungo anche le startcup regionali. Questo per quanto riguarda il web e l’ICT. Poi mi dicono che in altri settori ci sono competition con premi interessanti.

        (vedi sopra, esempio StartCupMilano Lombardia: 10.000 euro, a memoria. Vale quasi di più aver incontrato (parlo del mio caso) persone come Fabrizio Capobianco, Alfredo Coppola e altri “guru” del settore che possono aprire strade ben più ampie che i 10.000 euro mi possono garantire.

        8. Non è assolutamente vero. Posso volermi concentrare molto sull’execution della mia idea e decidere di non partecipare a nessuna competizione. Le due cose non sono per nulla collegate.

        Lo sforzo di una BusinessPlan Competition consiste nell’avere un buon business plan ed un elevatori pitch. Se voglio realizzare un progetto imprenditoriale (ripeto, non il lancio di un App, che non è “fare impresa”…) sono due attività operative che comunque svolgo. Il partecipare di per sè rappresenta due o tre “impegni” in agenda, se il progetto è già in fase di execution. In caso contrario, l’impegno è quello di dare una forma ad una business idea, approcciandosi, appunto, alla stesura (formalizzazione) di un documento (doc?video?xls?ppt?prezi? non importa) che racconti il mio progetto e come lo voglio sviluppare.

        Queste almeno solo le mie considerazioni 😉

  3. Guest scrive:

    3. Mi riferivo al settore, infatti poco più sotto faccio l’esempio di una startup ICT che partecipa ad una competition sul green tech
    4. Invece la ritengo interessante perché si può analizzare se dalla competition ne escono vincitrici startup che poi hanno un seguito AKA ci hanno visto lungo.
    6. Non è detto. Ci sono premi in denaro e in servizio in alcuni casi.
    7. Confermo PNI e aggiungo anche le startcup regionali. Questo per quanto riguarda il web e l’ICT. Poi mi dicono che in altri settori ci sono competition con premi interessanti.
    8. Non è assolutamente vero. Posso volermi concentrare molto sull’execution della mia idea e decidere di non partecipare a nessuna competizione. Le due cose non sono per nulla collegate.

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