• http://Infoservi.it/ Alberto D’Ottavi

    Very good point. Un po’ non c’è da stupirsi, è la storia del pendolo. Da sempre, in tutte le umane cose, tendiamo a polarizzarci da una parte, rimbalzare, e ripolarizzarci dall’altra. L’inizio dell’industria automobilistica non è stato forse un grande momento di “democratizzazione dei trasporti”? Oggi è invece uno dei grandi problemi planetari con cui ci confrontiamo. That said, però, il richiamo che fai è molto importante. Stavo ragionando anche io in queste settimane su come le premesse del web di oggi, quel Web 2.0 fissato nella storia al 2005, si siano realizzate in maniera tutta storta. Due erano i pilastri: Open Participation e Network Effect. Direi che il secondo ha vinto a man basse sul primo. E non è una bella cosa.

  • paolo cervari

    Sulla prudenza ok. ci mancherebbe, ma a parte le banalità retoriche vorrei fare notare che come diceva già negli anni ’60 Leroi-Gourhan (da seguire: mi piace!) la tecnica espropria da sempre l’uomo di capacità che di seguito si specializzano: non sappiamo più fare i calcoli perchè li fa la calcolatrice, andiamo in palestra perchè non zappiamo, non ci ricordiamo più indirizzi e numeri di telefono perché lo fanno i sistemi…. insomma credo che il punto chiave sia il calcolo costi benefici, cosa si perde e cosa si guadagna. Certo che a non fare più la coda al supermarket ci perdiamo qualche chiacchiera casuale, ma recuperiamo un sacco di tempo che possiamo usare per chiacchierare con chi cerchiamo e troviamo nel web. E io preferisco così: chiacchiero con più profitto con chi mi piace e non mi rompo ad aspettare.

  • roberto

    http://tuttinoiappassionatamente.blogspot.it/ leggi iperconnessioni di una mente pericolosa