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OpenDataDay – International Open Data Hackaton: si svolge in tutto il mondo il raduno di cittadini per la liberazione dei dati

Da piccolo avevo due passioni: l'informatica e la pallavolo. Ma all'università ho studiato sociologia nella mia città, Trento. Nonostante tutto, le due passioni non mi hanno mai abbandonato. Oggi sono diventate due mestieri: l'allenatore di pallavolo professionista (serie A austriaca) e il ricercatore in informatica. Dovendo scegliere tra i due, ho deciso di tenere il primo come una passione (allenando a Trento) e di fare del secondo la mia attuale professione. Sono ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, dove coordino il Digital Commons Lab. Qui ci occupiamo di software libero e open source, beni comuni digitali, open data, reti sociali, OpenStreetMap e collaboriamo con organizzazioni internazionali come Open Knowledge, GovLab e Open Data Institute. Fra le altre cose sono portavoce per l'italia di Open Knowledge, open data trainer dell'Open Data Institute e membro del comitato scientifico dell'agenda digitale dell'Emilia Romagna

OpenDataDayOggi per qualcuno è il giorno in cui festeggiare un compleanno, o un anniversario o riflettere ancora su chi votare domani, ma per la comunità internazionale del movimento open data si tratta di un giorno speciale, un giorno importante, uno di quelli in cui si passa dalle parole ai fatti, è il giorno dell’Open Data Day – hackathon internazionale sui dati aperti.

Una sorta di maratona all’insegna della creazione di prodotti digitali derivati dai dati.
Infatti, il sito ufficiale, alla domanda “Che cos’è?”, risponde

Si tratta di un raduno di cittadini in città di tutto il mondo per scrivere applicazioni , liberare i dati, creare visualizzazioni e pubblicare analisi utilizzando dati pubblici aperti per mostrare il sostegno e incoraggiare le politiche di adozione dei dati aperti da parte dei governi locali, regionali e nazionali del mondo.

L’iniziativa nasce ancora qualche anno fa su idea di David Eaves, uno dei personaggi chiave per quello che è il movimento Open Data in Canada e nel mondo e Rufus Pollock, direttore e fra i fondatori Open Knowledge Foundation.
Energy & Climate Hackday - okfn
L’idea della formula dell’hackathon nasce sulla falsa riga del RHoK – Random Hacks of Kindness, una iniziativa a sua volta di una hackathon federata (gli eventi per l’Italia si sono svolti a Trento) dove i problemi sottoposti da varie organizzazioni cercano di trovare soluzione in quei due giorni.
Detta così sembra essere un evento elitario, a cui solo sviluppatori software possono partecipare, ma ecco che nuovamente, che il sito di Open Data Day incoraggia chiunque a partecipare, e alla domanda “A chi si rivolge?”, risponde:

Se hai un’idea per l’utilizzo dei dati aperti, vuoi trovare un progetto interessante a cui contribuire, imparare a visualizzare o analizzare i dati o semplicemente vuoi vedere cosa sta succedendo, allora sicuramente devi partecipare! Non importa che abilità, interessi o conoscenze possiedi, stiamo incoraggiando gli organizzatori a promuovere opportunità per te per imparare e aiutare la comunità globale Open Data a crescere.

Difficile non farsi prendere dall’entusiasmo e così, da quando a fine 2012 è stata annunciata la data dell’Open Data Day, sul wiki dedicato all’organizzazione dell’evento, sono apparse oltre 100 segnalazioni andando a coprire l’intero globo.
Si va da Honolulu a Tokio, da Paarl (Sud Africa) alla Svezia, ma non mancano poi di stupire luoghi come il Nepal (Kathmandu), Ghana, Uganda, Burkina Faso …
odd
L’idea dell’OpenDataDay però, prima di una hackathon, vuole essere prima di tutto un momento celebrativo del movimento.
Lo stesso Eaves, nelle pagine del wiki scrive.

Potete fare qualsiasi cosa abbia a che vedere con gli open data: una applicazione locale o globale, una visualizzazione, delle proposte per degli standard comuni o dataset d’aprire, estrazione (scraping) di dati da siti istituzionali, o anche organizzare una serie di workshops con funzionari governativi, giornalisti o stakeholders
interessati dagli open data

Questo ha aperto così scenari interessanti, come gesti simbolici di apertura di dati geografici consegnandoli alla comunità di OpenStreetMap (la comunità francese ha deciso di scegliere proprio la data dell’Open Data Day per la loro annuale conferenza State of the Map France).
In Italia non siamo stati di certo a guardare, e nonostante la vicinanza al periodo elettorale, in molti si sono rimboccati le maniche dando vita a ben tredici eventi (Bari, Bologna, Cagliari, Marche, Padova, Palermo, Pisa, Salerno
Torino, Valle del Farma, Venezia, Vigevano) ricchi di momenti di divulgazione e di creatività con i dati.
Buona parte della spinta è stata data dall’associazione Stati Generali dell’Innovazione grazie al suo instancabile presidente Flavia Marzano e all’aiuto di Diego Valerio Camarda di Regesta, che hanno cercato di concentrare l’attenzione della comunità italiana attraverso alcuni incontri, una mailing list e il sito opendataday.it sfociando poi nell’organizzazione di un evento a Roma presso Archivio Centrale dello Stato che si propone anche come “hub” (sono previsti dei collegamenti in streaming) agli altri eventi italiani.

L’incontro all’Archivio Centrale dello Stato si presenta con un ricco programma interventi e proposte da gruppi di lavoro creati in vista dell’iniziativa che potranno essere un lancio per una serie di attività per tutto il 2013 sul tema degli opendata e stimolo a momenti di creatività sui dati. Non mancherà nemmeno la maglietta ricordo dell’evento.

Il 23 febbraio si presenta quindi come una vera giornata di inno agli opendata, con una copertura mondiale a cui, anche l’Italia, darà il suo bel contributo.
Un ultimo dettaglio: quale sarà l’hashtag twitter da seguire? David Eaves propone #ODHD o #ODHD13, altri invece #OpenDataDay, per l’Italia la proposta è invece #OpenDataDayIT
Quello che è importante è invece tenere ben presente che l’open data è un nuovo paradigma che sta cambiando il nostro mondo, e la giornata del 23 vuole solo darci un assaggio di quello che sarà.

Trento, 23 febbraio 2013

MAURIZIO NAPOLITANO

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