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Orizzontale, verticale o trasversale: com’è la tua community e perché è importante saperlo

Sono un nodo in una immensa rete di relazioni. Studio Computer Science a Londra di giorno e scrivo codice di notte. Sono appassionato di grafi e social network analysis e mi piace parlare, tanto che un giorno mi sono ritrovato a parlare sul palco del TEDxMilano. Faccio tante cose, ma una davvero bene, BrunoApp. Ho 19 anni e me li porto benissimo.

Conoscere un linguaggio, vuol dire guardare con occhi diversi ciò che si ha davanti. Ed è sorprendente vedere cose che prima non si erano viste. Un po’ come i sommelier che riescono a sentire aromi e capire stagionatura, anno e luogo.

Sviluppando BrunoApp, strumento per analizzare reti sociali, cercando un criterio per suddividere varie community, sono arrivato alla conclusione che queste possono essere: verticali, orizzontali e trasversali (meta o layer).

Con il tempo ho capito che questo criterio non si applica solo ai social networks, ma può essere applicato per qualsiasi servizio web appartenente all’ecosistema del web. Presentando il criterio in giro, ho scoperto che questo è stato più utile di quanto potessi immaginare. (clicca qui)

## Introduzione

Lo scopo di questo articolo è conoscere i tre tipi tramite esempi per capire i limiti e i pregi di un servizio in rete, e perché no, essere anche un metodo per giudicare o ragionare la propria idea. Sono convinto che qualcuno di voi ha un servizio web verticale, orizzontale o trasversale, senza essersene reso conto.

## Orizzontale: servizio generico

Le prime community che avevamo fra le mani erano Facebook e Twitter. Queste sono piazze, non c’è criterio che accomuna il tipo di contenuto, l’utente scrive quel che vuole, è sul sito per un interesse specifico. Il tipo di relazione tra gli utenti è per interessi diversi.

Se andiamo a generalizzare, è orizzontale qualsiasi servizio che   non limita l’utente ad un interesse o un tipo di azione e che l’utente decide come utilizzare.

Altri esempi di servizi web orizzontali sono: Dropbox, un cloud storage orizzontale nel quale ognuno carica quel che vuole da poter condividere con chi vuole; Kickstarter, piattaforma di crowdfounding per finanziare progetti di qualsiasi tipo. nonchè il marketplace Ebay.

Pro: Scalabilità, controllo sui dati
Contro: Servizi troppo generici rischiano di non essere capiti

## Verticale: servizio di nicchia

Il secondo tipo di community che abbiamo preso in considerazione sono i forum, i blog e i siti tematici. Queste non sono piazze ma piccoli paesi,  non comunicanti tra di loro. La community di Ubuntu non ha nulla a che vedere con un forum sulla moda. Qui, dunque, esiste un criterio che accomuna i contenuti e il tipo di relazione è una connessione per simili interessi.

Se andiamo a generalizzare, è verticale qualsiasi servizio che  limita l’utente ad un interesse o un tipo di azione e vincola l’utente sull’utilizzo.

Altri esempi di servizi web verticali sono: Mangatar, un social game, Spot.us, il crowdfunding verticale sui inchieste di giornalisti; Flickr, un cloud storage verticale solo per foto; Iubenda, un servizio verticale sulle privacy policy, nonchè Cibando, l’app sulla valutazione di ristoranti.

Pro: Focus su un determinato settore o prodotto, controllo sui dati
Contro: nessuna interazione con il resto dell’ecosistema.

## Trasversale: servizio di nicchia in un ambiente orizzontale.

Credendo di aver terminato, ci siamo accorti però che dentro community orizzontali, vi erano delle community verticali. Consideriamo gruppi Facebook come Italia Startup Scene o Indigeni Digitali: si tratta di  una community verticali sul tema startup, ma orizzontali perché si trovano su Facebook. Non rispettano, dunque, né la definizione di “verticale”, in quanto si trovano in un ambiente orizzontale né quella di “orizzontale” considerate la tematica e le relazioni tra utenti per interesse.

Ogni gruppo di relazioni a tematiche specifiche è dunque una community trasversale, anche un hashtag su Twitter, come ad esempio “#olimpiadi” è una community trasversale.

Se andiamo a generalizzare, è trasversale qualsiasi servizio che  limita l’utente ad un interesse o un tipo di azione e vincola l’utente sull’utilizzo, ma viene offerto su (meta) o tramite (layer) servizi orizzontali.

La differenza tra la sottodivisione meta e layer è la seguente: meta è un servizio che vive sulla piattaforma orizzontale (e.g. un gioco su Facebook), layer è un servizio che risiede su un altra piattaforma ma interagisce altamente con piattaforme orizzontali (e.g. un gioco fuori da Facebook ma con accesso tramite Facebook).

Altri esempi di servizi web trasversali sono: Blomming (layer) che consente  vendere tramite i social network, Ebay Shops (meta) ognuno può vendere su eBay e TwitPic (layer) permette di caricare immagini tramite Twitter.

Pro: Easily viral, focus sul prodotto
Contro: Dipendenza da terzi, parziale controllo dei dati

## Conclusione

Se siete arrivati fino a qui vuol dire che siete abbastanza confusi, ma è stato interessante.

In sintesi, non abbiamo scoperto nulla di davvero tanto poi nuovo, abbiamo semplicemente categorizzato questo minestrone di ecosistemi della rete in:  orizzontale (servizi indipendenti e generici), verticale (servizi indipendente ma mirati), trasversale (servizi mirati ma dipendenti da altri).

Oggi abbiamo imparato un metodo, in un certo senso un linguaggio che ci sorprenderà e farà vedere cose che prima non si erano viste.

Londra, 23 Gennaio 2013

NICOLA GRECO

3 risposte a “Orizzontale, verticale o trasversale: com’è la tua community e perché è importante saperlo”

  1. Ceo Source scrive:

    Molto bene. Adesso programma un prossimo pezzo dedicato esclusivamente al binomio meta/layer e su come progettarli: Meta- or Layer-community by Design, potresti intitolarlo. Fremo.

  2. erasmus70 scrive:

    Apprezzo molto l’impegno messo nella redazione dell’articolo, ma direi che questo tema risale agli albori del concetto di portali… vi ricordate quando si parlava di VORTAL?
    O forse siamo arrivati al punto che le nuove generazioni di utilizzatori/sviluppatori di Internet hanno perso la “storia” del mezzo…

  3. Aladec scrive:

    Molto interessante, forse il tema è già stato trattato, ma credo che avere in mente queste differenze divulgandole possa aiutare gli utenti a ri-orientarsi nel minestrone. Inoltre spesso le cose si sanno, ma non si è sempre consapevoli di saperele e di quanto possano essere rilevanti.

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