• mattiavalloni

    La sera in cui la mia ragazza mi ha fatto vedere coursera (lunedì della settimana scorsa) ho fatto una gran fatica ad addormentarmi, tanto era l’entusiasmo per ciò che avevo visto.

    E’ una cosa fantastica, meravigliosa. L’Intera istruzione accademica (e  il mondo del lavoro che ne seguirà) andrà ripensata in futuro, rimodellando tutte le università del mondo.

    A chi dice che l’esperienza in classe, e bla bla bla rispondo:

    1) Non è necessariamente vero. I corsi online potrebbero essere migliori di un’esperienza “dal vivo”. Più mirati, costruiti su noi stessi, teoria e pratica, prove per imparare, aiuto e assistenza nello studio, e l’illusione di avere un professore universitario solo per noi.

    2) Non è necessariamente vero che il primo punto escluda l’idea che ci si possa ritrovare tutti insieme “in una classe” o in un “meetup” universitario.   

    La Vecchia università farà una resistenza enorme al cambiamento ma il cammino, poste queste premesse, è già avviato. Solo una questione di tempo e le Università di tutto il mondo (e quelle italiane!!) non saranno più le stesse.

    Oh che bene ! : )

    Ps  Guardate che meraviglia! https://www.coursera.org/

  • http://www.facebook.com/claudio.erba Claudio Erba

    La parte “pessimista” dall’articolo sono discosi che sento da 10 anni a questa parte quando si parla di e-learning. Quella parte dal mio punto di vista “sa di vecchio e non evidenzia nulla che non sia già stato detto e ripetuto fino allo sfinimento”.
    Per il resto saranno le iniziative tecnologiche a fare da elemento di rottura, invito a leggere quanto ha scritto Ray Kurzweil il mese scorso su come le iniziative di formazione del mondo startup stiano distruggendo i vecchi modelli didattici delle università http://www.kurzweilai.net/decentralizing-education-how-startups-are-dismantling-the-university

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000438684474 Giulia Shannon Iacovelli

    Ho 15 anni e forse mi si potrà dire che sono troppo giovane per avere voce in capitolo sull’argomento.. Ma io non parlo in qualità di studentessa di liceo, ma da studentessa di Coursera. Il mio viaggio è cominciato ormai un anno e mezzo fa, come un’esperienza che doveva avvicinarmi alla carriera universitaria dei miei sogni. Di certo, mai avrei potuto immaginare quanto questa esperienza mi avrebbe cambiata e quanto le mie aspettative sarebbero state superate. Ho partecipato al corso di Intelligenza Artificiale (uno dei primi di Coursera) che contava circa 160000 studenti. Nelle nostre classi di liceo abbiamo una media di 30 studenti e molto spesso i professori si concentrano su coloro che hanno più bisogno di aiuto, dimenticandosi di curare quelle menti che corrono, che vanno oltre. Su Coursera, invece, non mi sono mai sentita trascurata. Il mio lavoro era costantemente monitorato e i miei progressi venivano spesso riconosciuti. Non si bara, o meglio non ci si guadagna nulla a copiare. Anche nei discussion forums, si ragiona insieme sui compiti della settimana, senza mai divulgare le risposte. Si impara l’uno dall’altro, poiché gli stessi docenti ci invitano a fare lavoro di gruppo. “Introduction to AI” non è stato il mio unico corso, ne ho fatti altri e tanti ancora ne farò. L’online education è qualcosa che non stanca mai, che attirerà sempre studenti. Nella mia esperienza, io non seguo corsi solo su un determinato argomento. Coursera ha fatto diventare così insaziabile la mia sete di sapere che vorrei avere il tempo di seguire tutti i corsi che propongono. Perché è questo l’obiettivo: il sapere esce dalle mura delle università migliori del pianeta per raggiungere persino una ragazzina di 14 anni. Ogni giorno, quando mi siedo alla scrivania per cominciare una nuova lezione sento che sto realizzando il mio sogno, perché chi non vorrebbe avere un’opportunità del genere? La cosa più meravigliosa è che non mi sono mai sentita sola. Se ho voglia di parlare con qualcuno di questa esperienza e non solo, comincio a chattare con i tanti amici che ho conosciuto e che sono e resteranno sempre una ricchezza. Molti mi chiedono: “ma cosa serve per riproporre questo nel nostro paese?”. Prima di tutto c’è chi si occupa di online education anche qui. Basti pensare a quanti italiano mettono in comune il loro sapere tramite blog o video. Ciò che manca è un’esperienza centralizzata. Credo che dovremmo rivalutare il significato di scuola e di sapere, a mio parere sin troppo legato all’istituzione scolastica, dove, come ho detto in precedenza, non tutti hanno la possibilità di esprimersi a pieno. La scuola diventa un arricchimento personale ad ampio raggio che, nel momento in cui è praticata da più individui, diventa un arricchimento della collettività. È una sfida. Forse la più grande sfida mai lanciata nel campo dell’istruzione. Ma che cos’è il progresso se non una sfida? Il punto è quanti sono pronti a coglierla. Io ci sono, e voi?

    • http://www.facebook.com/raffaele.petriccione.1 Raffaele Petriccione

      Io ho 43 anni. Laureato, “Masterizzato”, Imprenditore, Consulente, Formatore, ex Manager. Per questo ho sempre bisogno di rimanere aggiornato, studiare, aumentare le competenze, seppure con tempi e modalità non canonizzate. Ho frequentato due corsi su Coursera. La mia opinione è speculare alla tua, è una grande occasione. Avendo due figli, ancora piccoli, comincio ad interrogarmi su quale sia il miglior modo ed il miglior posto per loro per apprendere e formarsi. Coursera mi sembra un ottimo esempio, un’ottima esperienza da analizzare. L’importante è provarci. L’importante è fare. Dietro ci sono delle Università che si confrontano sulle eccellenze e sul “fare”. Attraggono studenti stranieri ma soprattutto insegnanti da tutte le parti del mondo. Qualcuno che ha qualcosa da dire. In Italia, quanti docenti stranieri abbiamo? Quante iniziative così contiamo?

    • http://profile.yahoo.com/TPK4TFWCTW6Z3M5TLNKIB5SXIE GherardoL

      Prova a dare un’occhiata a http://www.academicinsight.it! E’ il tentativo di uno studente universitario di scrivere e raccogliere esperienze di studio con pro e contro (scritte direttamente dagli studenti)! Ho cominciato con le simulazioni di casi legali, di sessioni ONU e G8/G20 e ora sto cercando di espandere  a stage, exchange e primi anni universitari…ho incluso anche interviste a professionisti (ad es. avv., magistrati e imprenditori) e associazioni studentesche! C’è tanto da fare, ma sarebbe interessante parlare anche del tuo primo anno con Coursera! Fammi sapere e a presto! Gherardo

      • http://profile.yahoo.com/TPK4TFWCTW6Z3M5TLNKIB5SXIE GherardoL

        @ Fabio, complimenti per il tuo articolo! Posso pubblicare tra 1-2 settimane su Academic Insight metà di questo articolo con rimando poi a questa pagina? 

      • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000438684474 Giulia Shannon Iacovelli

        Mi piacerebbe molto parlare della mia esperienza. Potresti farmi sapere le modalità con cui avevi intenzione di diffornderla? Grazie e a presto.

  • Danielotto

    Sono giunto su questo blog per puro caso ma oro memorizzo il link perché lo trovo molto interessante.

    Si tutto vero ciò che si legge a favore della didattica on line ma per favore riflettiamo anche rispetto a iniziative tutte italiane quali ad esempio il Consorzio Nettuno che ha raggruppato corsi universitari erogati dai maggiori Atenei italiani e permesso di conseguire lauree a moltissimi studenti impossibilitati a frequentare corsi tradizionali… e prima ancora che Internet si diffondesse capillarmente nel nostro paese tali lezioni universitarie erano trasmesse sui canali Rai e Satellitari.
    Sono un laureato magistrale presso una nota Università di Roma che eroga corsi in modalità teledidattica/tradizionali  offrendo altresì  la presenza di tutor che supportano lo studente nelle difficoltà di comprensione. L’impegno per superare l’esame è il medesimo impegno che richiede un corso tradizionale poiché io stesso ho frequentato la triennale in Università Statale  e ho potuto “assaggiare” la mole di impegno richiesto.
    Nel nostro paese ci sono iniziative di corsi universitari erogati in modalità teledidattica sia da Università  Statali ad esempio Sociologia a Urbino ma anche Ingegneria alla Polimi di Milano  che da Atenei privati che si avvalgano della collaborazione di Professori provenienti da Università blasonate.
    In rete si trovano commenti denigratori rispetto le iniziative di Atenei privati privi di fondamento mentre rispetto ai corsi istituiti da Università pubbliche tutto tace.
    Qualcosa non mi convince.
    Molti grandi Atenei Pubblici parlano di E-learning di risorse On line a disposizione degli studenti  ma di fatto non vi è nulla di importante nei loro portali.
    Il Progetto Federica, invece,  della Università di Napoli è aperto a tutti e le risorse sono distribuite a chiunque voglia imparare.
    Tornerò ancora a scrivere su questo blog.
    Notte a tutti.