• http://twitter.com/alangio alessioangiolillo

    Buongiorno, deduco che la sua esperienza con il Comune di Firenze le abbia fatto toccare con mano la “questio” che descrive nel suo post. Va bene, ma sento troppo parlare di agende, di responsabili, di deleghe ecc., ma non riesco – ed è molto probabile che non sia stato raggiunto dalla giusta comunicazione, a vedere fatti concreti;  quale è una proposta sull’egov o su un esempio virtuoso di nuovo rapporto PA cittadini e/o aziende…

  • http://twitter.com/alangio alessioangiolillo

    ok da dove partiamo? organizzazione e formazione, nuovi applicativi, interfaccie, pc, comunicazione,  mandiamo a casa gli impiegati PA e ne assumiamo di nuovi!?  Vedo molto parlare di agenda, di deleghe, di nomi, ma non riesco a vedere concretezza…sa indicarmi esempi virtuosi di nuovi rapporti PA cittadini/aziende?

    • http://twitter.com/giovannimenduni Giovanni Menduni

      La PA non può produrre facilmente trasparenza, e-gov, apertura, se i processi produttivi risalgono, più o meno a 20 anni fa (se siamo fortunati) e sono concepiti su tutt’altre basi, molto lontane da questi canoni. Quindi, per parlare un attimo in gergo industriale, vanno analizzati e re-ingegnerizzati i processi in modo da ottenere prodotti di per sé aperti e trasparenti.

      E’ come pretendere di ottenere un servizio web da una applicazione “client”. Si può rattoppare, interventire, correggere, ma non avremo mai piena efficienza. 

      Di esempi virtuosi ce ne è tanti, basta citare il possente sviluppo dell’on line in diversi comuni italiani. Però bisogna, come si è detto, agire alla radice e fornire gli strumenti perché l’e-gov emerga intrinsecamente dalla natura del processo produttivo.

      Un documento, per citare un esempio, dal momento in cui viene pensato, scritto, approvato, pubblicato e archiviato, deve seguire una filiera organica coerente con la missione dell’Amministrazione e con i canoni attuali dell’innovazione. Quindi, in sintesi, va cambiato il modo di lavorare operando intanto affinché le cose funzionino il meglio possibile durante la transizione.

      Da un punto di vista tecnico, ho accennato qualcosa nel post. A Firenze contiamo, entro il 2013, di completare una prima fase importante di cambiamento delle lavorazioni. Racconterò via via su Che futuro!