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#StartupSchool | Diventare un angelo/2: quanto e come investire

Papà, marito ed investitore. Dopo 5 anni in Silicon Valley, torno a vivere in Italia. A San Francisco, sono stato il primo impiegato in Betable, dove abbiamo raccolto $20 milioni. Poi ho fondato Kickpay, che ha raccolto capitali da Y Combinator, Index Ventures, e altri fondi americani. Investo in startup americane tramite Mission and Market, un fondo di venture capital creato con due amici a San Francisco. Nel frattempo ho fondato Italian Startup Scene, dove siamo in più di 20 mila.

Se diventare un angel investor non è difficile, generare un ritorno economico interessante è tutt’altra cosa.

In un mio articolo di ottobre  abbiamo analizzato le motivazioni principali per diventare angel investors; ora cerchiamo di capire come strutturare il nostro portafoglio e quanto investire.

E’ evidente che l’angel investing sia una delle attività finanziarie più rischiose e meno prevedibili. Come già scritto, le mie motivazioni principali sono attorno al “learning” che si può ottenere e non sul ritorno economico. Questo non vuol dire che si cerchi di sperperare capitale ma semplicemente che si deve investire solamente capitale che si è disposti a perdere e non rivedere più.

La prima domanda che mi viene posta è solitamente: di quanti soldi ho bisogno per investire in startups?

Non c’è una risposta definitiva, ma posso provare a dare un’indicazione basandomi sulle strategie attuate dai migliori angels.

Le principali guidelines per l’allocazione del proprio portafoglio per angels non professionisti sono:

  • Investire al massimo il 10% del proprio patrimonio
  • Investire in almeno 10 startup, meglio se 20.  (Il ritorno medio aumenta del 50% quando il portfolio passa da 5 a 10 società, ed aumenta del 100% quando il portfolio passa da 5 a 20).
  • Investire dai $10,000 ai $50,000 per startup
  • Possibilmente riservare il 100% del capitale investito in ogni startup per fare “double down” in round di investimento successivi.

La regola del 10% è molto importante per riuscire ad investire serenamente e non accumulare troppo stress quando un investimento va a male.

La regola delle 10 startup è sicuramente quella principale da seguire.

Senza una notevole diversificazione di portafoglio, le probabilità di avere un ritorno economico dall’attività sono praticamente nulle.

Con queste guidelines possiamo ora estrapolare un ammontare minimo: supponiamo di investire il minimo consigliato di $10.000 per startup, ed investirlo nelle 10 startup consigliate. Supponiamo anche di partecipare ai round successivi di 5 delle 10 startup, le più promettenti.

$10,000 * 10 + ($10,000 * 5) = $150,000

Quindi per costruire il nostro “minimum viable portfolio” abbiamo bisogno di $150,000. Il che equivale a “dover” avere un patrimonio di $1,500,000.

All’altro estremo avremmo invece

$50,000 * 20 + ($50,000 * 10) = $1,500,000

Queste guidelines, come precedentemente specificato, sono per angels non professionisti ed aiutano a complementare una strategia di “asset allocation”.

Se il nostro scopo fosse invece imparare, entrare in contatto con imprenditori, divertirsi ed aiutare l’ecosistema possiamo adattarle alzando la % del proprio patrimonio al 20%, abbassando il ticket di ingresso e rimuovendo follow on investments.

Riusciamo cosí ad arrivare ad un portafoglio da $50,000, con 10 investimenti da $5,000.

Con questi numeri le possibilità di un ritorno economico si abbassano ma si può iniziare ad entrare nell’ecosistema e provare quella fantastica sensazione di aiutare degli imprenditori nella loro missione di cambiare il mondo.

Nel prossimo articolo cercherò di dare qualche indicazione su come scegliere i settori e le startup su cui investire.

Disclosure: Le informazioni presenti in questo articolo non costituiscono un consiglio di investimento.

L’angel investing è un’attività molto rischiosa nella quale si può perdere l’intero capitale investito; prima di effettuare un investimento si consiglia di valutare i rischi ed i benefici con i propri consulenti fiscali, legali e finanziari.

San Francisco, 29 novembre 2012

Stefano Bernardi

5 risposte a “#StartupSchool | Diventare un angelo/2: quanto e come investire”

  1. mattiavalloni scrive:

    bellissimo articolo, grazie Stefano ! 🙂

  2. mattiavalloni scrive:

    Son ancora io …

    Mi piacerebbe capire anche quale sia la natura dei “costi” (fissi, variabili etc) e le “categorie di spesa” per una Start Up. Ovvero come si struttura una start up “informatica” ?

    Grazie ! Buonagiornata !

  3. Michele Petrone scrive:

    Salve Stefano, articolo interessante, letto con molto piacere.

    Condivido moltissimo l’appoccio ‘learning’ (lavorare in start-up può valere più di un mba).

    Il tema che però ti sottopongo è questo. Investire 10 k in molte start-up (soprattutto quando magari sei un micro-angel) corri il rischio di non essere ‘ne carne ne pesce’. Provo a spiegarmi meglio.

    Dal punto di vista dell’entità dell’investimento (10K), non sono particolarmente significativi da ‘far svoltare’ il team fondatore alle ricerca di capitali. Soprattutto in determinati settori (pensa al bio, nuovi materiali, etc).

    Dal punto di vista della tutorship, avendo investito in tante start-up corri il rischio di non poterle seguirle per bene, come si dovrebbe. Nelle fasi iniziali pre-seed e seed, soprattutto con un team di tecnici, non basta il networking, ma occorre mettere ‘le mani sopra’ il progetto.

    Quindi finiresti per non dare un apporto significativo alla start-up.

    complimenti, ancora.. leggerò con piacere i prossimi post sul tema.
    saluti
    Michele

    • Ciao Michele, grazie per il commento.

      Condivido in pieno, infatti i 10k ovviamente non sono l’entità del round. Io quando investo i miei pochi soldi, faccio parte di un pool di angel e fondi in round tipicamente dai $100 ai $500k.

      Per quanto riguarda la “tutorship” non sono d’accordo. Ci sono angel che hanno portafoglio di centinaia di startup e riescono ad aggiungere il valore a tutte. In media hanno bisogno di 1h del tuo tempo al mese per consigli sul prodotto, fundraising ed intro varie. Rimani sempre un angel e non un impiegato.

      Ne parlerò di più nei prossimi articoli!

  4. Complimenti per la sua chiara esposizione , noi cerchiamo investitori su applicazioni Green Energy e credo che lei abbia reso molto chiaro il fatto che per entrare in una azienda , si ha un grande ritorno mettendo lo start- up  e credere non solo nei freddi numeri..ma condividere …anche un sogno.

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