• http://www.facebook.com/profile.php?id=521297911 Marco Antonio Baldassari

    Grazie Caterina Policaro sei sempre tempestiva e completa, ottima analisi della situazione. Mi sorprende che Profumo non abbia dato disposizioni operative per coordinare il tutto a livello nazionale. Le strutture esistono e credo che sia perfettamente fattibile nei tempi. Diventa urgente una disposizione direttamente dal MIUR.

    • Andrea Spedale

      Grazie Caterina, ottima analisi! Mi avvicino quest’anno alla scuola (il piccolo andrà in prima) e già ho potuto verificare quando lavoro ci sarà da fare. Forse se fosse permesso ai nostri nativi digitali insieme a noi indigeni digitali di collaborare attivamente (ed economicamente), il processo potrebbe essere più rapido, meno traumatico e più ‘in linea’ con la rapida evoluzione del mondo digitale.

    • http://www.catepol.net Caterina Policaro

      Diventa urgente sì, strano che non ci siano ancora disposizioni. Anche perché stiamo tutti adottando il cartaceo a al massimo un mix tra i due (quindi sempre un cartaceo circolerà), dove non si sia già adottato il digitale in passato.

  • http://stop.zona-m.net Marco Fioretti

    attenzione: fra le famiglie ce ne sono anche di quelle che gli strumenti adeguati (culturali, tecnici eccetera…) per interagire online con le scuole dei loro figli li possiedono eccome, ma non POSSONO usarli perchè quelle scuole, per incompetenza e altri motivi, si sono fatte fregare da sistemi come sissiWEB: http://stop.zona-m.net/it/2011/11/sissiweb-il-servizio-scolastico-che-non-funziona-affatto-in-ogni-luogo/

    • http://www.catepol.net Caterina Policaro

      c’è comunque una grande disparità di situazioni e di digital divide più o meno ampi, come si può innovare la scuola?

    • Marco Cibelli

      Non siamo ancora pronti, ma come dici tu non dipende da noi o dalle famiglie degli alunni, ma da amministrazioni incompetenti, si non ci sono altre parole.
      ho letto tutti e due i tuoi post, e sono stato convinto di più dalla soluzione di gestione di schoolAdmin si vede subito che sono più seri e attenti alla situazione in cui si trovano le famiglie italiane (che hanno tre le mani un PC, un ipad, ho un dispositivo Android)

      Ma il problema non è solo il cross-platform, questi software gestionali dovrebbero essere fatti direttamente su scala nazionale, e essere a disposizione di tutti (anche qui c’è ne sono di cose da aggiungere.)

      ciau!-)

  • Francesco Sagredo

    Belle speranze! Quando la spending review diveterà ufficiale con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la scuola sarà iniziata (per non scrivere “è già iniziata”). Gli acquisti dei registri sono stati fatti a maggio e TUTTI rigorosamente cartacei. Il registro elettronico esiste solo in quelle scuole dove un insegnate lo ha creato programmandolo e lo ha messo a disposizione del dirigente e dei colleghi. Ser lei prova a informarsi dai maggiori fornitori di registri (esempio http://www.spaggiari.eu/catalogo/ ) scoprirà che ne esistono di noleggiabili a 600euro l’anno oppure che lo stesso fornitore fornisce versioni light, di facciata,  dei registri elettronici a fronte dell’acquisto del formato cartaceo; cosa che puntualmente avviene

    • Marco Cibelli

      Sono d’accordo hai evidenziato il problema, se tutti passano al registro elettronico chi li stampa oggi fallirà. 
      Quindi farà di tutto per evitarlo; altro che risparmiare carta per risparmiare tutti.
      Volevo far notare che per avere lo stesso valore legare un documento digitale deve essere signed con firma digitale. (Ma bisognerebbe spiegarlo i un post a parte)

  • S_divertito

    ciao, sono Stefania Divertito, giornalista di Metro. Mi sono permetta di citare il tuo blog in un pezzo che uscirà domani (www.metronews.it). ciao e complimenti

  • Pingback: Una scuola senza carta? Per ora solo quella igienica « dei libri passati presenti e futuri

  • Andrea

    Il problema “hardware” potrebbe essere risolto come succede in altri paesi europei con l’adozione di pc ricondizionati. Il costo si abbassa fino al 70-80% ed il riuso di apparecchiature ne abbassa l’impatto ambientale allungando il ciclo di vita.
    Anche in italia ci sono realtà in grado di sostenere questo mercato.

  • Gerardo Arlotta

    Mi chiamo Gerardo Arlotta, sono docente di Spagnolo, uso un registro elettronico da qualche anno ma fatto per non vedenti in quanto sono non vedente. Tuttavia, dico che mi sento pronto, il problema è che spesso questi strumenti, (libri digitali compresi) non sono accessibili per le persone non vedenti. Essi dovrebbero ridurre lo svantaggio rispetto a chi non ha difficoltà fisiche o sensoriali, invece, è spesso il contrario. Quel che è peggio, quando qualcuno di noi pone la questione, la risposta è: non sappiamo, ma come usate il computer se non vedete o se lei non vede? Usa il riconoscimento vocale? Il non vedente che non ha problemi, usa tranquillamente il pc di tutti, ma c’è un software che vocalizza ciò che si scrive tramite tastiera. Inoltre, è possibile usare anche l’ipad o l’iphone con il tuchscrean (solo con dispositivi apple almeno per adesso). Questa impresa avrà tanti difetti, ma adotta l’accessibilità universale. I dispositivi (libri digitali compresi), dovrebbero prevedere queste modalità. Purtroppo spesso non è così, salvo dire al non vedente di farsi aiutare da qualcuno. Mi chiedo: le tecnologie    a cosa servono? Gerardo Arlotta Docente di Spagnolo