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Dede

Come un cane sulla terra | Favole dal Terremoto

Appassionato di cose nuove da fare e di belle storie da raccogliere. Sono stato preceduto da generazioni di viaggiatori per lavoro dai quali, fin da piccolo, ho sentito parlare di Africa e quando sono diventato grande abbastanza ci sono andato. E ci sono tornato per coltivare insieme a Tulime onlus. Mi occupo della comunicazione dei volontari delle pubbliche assistenze Anpas. E racconto le loro storie, storie di SUV: Sono Un Volontario. Ho trovato l’innovazione nelle mani di una contadina della Tanzania, in quelle di una famiglia di apicoltori nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nella mano destra di mio nonno che chatta con me quando sono lontano.

C’è chi dice che gli animali lo sentono prima degli umani. Cani, gatti, tortore, fagiani. E c’è chi dice che sono talmente previdenti che avvertono noi umani quando c’è un terremoto: chi abbaia, chi starnazza, chi arruffa il pelo. E poi c’è Dede, che quando c’è stato il terremoto a Mirandola nella casa di Vittorio non ha abbaiato. Dede che forse non ha abbaiato nemmeno tre anni e mezzo fa, quando era appena nato e si era ritrovato in mezzo ad una strada a L’Aquila, subito dopo il terremoto. Rimasto solo fu adottato a distanza da Vittorio. Poi il canile a L’Aquila non ce l’ha più fatta ed è arrivato a Mirandola a casa di Vittorio e dei suoi tre figli.

Quando c’è stato il terremoto a Mirandola è rimasto un giorno e mezzo da solo al sesto piano. Si rifiutava pure di fare le scale. Non si fidava nemmeno dei vigili. È stato Vittorio ad andarlo a prendere e a portarlo giù in braccio. Ora Dede vive al campo di Mirandola e dorme ai piedi del letto del primo dei tre figli di Vittorio. Dede per loro fa anche da mamma. Dede, dopo quasi quattro mesi, difende la tenda come fosse la sua casa. Anche se è legato alla branda e Vittorio o uno dei bambini esce, è capace di portarsi via le brande.  Ogni volta che c’è una scossa Dede non abbaia. Si blocca, ma ogni volta che qualcuno esce dalla sua tenda nel campo, anche se è legato, rivolta tutte le brandine e va fuori.

La parola disastro viene dal latino dis (“senza”) e aster (“stella”) e Dede è sopravvissuto a due disastri. E non abbaia, ma non è di un altro pianeta: è un cane terrestre, attaccato alla terra come fosse un osso. Riempie i vuoti, Dede. In silenzio. Passa sotto i tavoli e le panche del parco giochi della tendopoli. Una volta si è rotto un’unghia per andare incontro a Vittorio e ai bambini: si è buttato dal secondo piano quando erano in montagna. Ultimamente gli sono spuntate po’ di macchie beige. E non è la polvere dei calcinacci della sua vecchia casa di Mirandola o dell’Aquila. E non è neanche colpa del campo dove vive. Vittorio dice che ha fatto la muta. Forse è solo la polvere di una stella buona.

(Questa è una delle tante storie che arrivano dall’Emilia. Voi ne conoscete altre? Potete raccontarcele qui).

ANDREA CARDONI

3 risposte a “Come un cane sulla terra | Favole dal Terremoto”

  1. Concetta mattia scrive:

    …ma quanto bravo sei?…ad majora caro!

  2. Info scrive:

    devi scrivere ragazzo…..

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