Confesso che l’impresa del Curiosity mi ha messo in crisi. Un anno su Marte dura 687 giorni: quando andremo là a fare i Giochi li organizzeremo ogni due anni o manterremo lo stesso intervallo di oggi? Quello che ci dovrebbe far parlare correttamente di Olimpiade – appunto il tempo tra una edizione e l’altra – piuttosto che di Olimpiadi. Il fatto invece che un giorno duri 24 ore e 40 minuti significa che hanno già adottato il fuso olimpico. In questo tritatutto che sono i Giochi, solo due settimane fa ci lamentavamo che Bolt non fosse più lui, troppe feste. E adesso che abbiamo scoperto che Bolt è sempre lui teniamo conto degli inviti che non rispetta.
Anni luce addietro si era parlato della protesta degli atleti, accaduta in realtà appena una decina di giorni fa. Rivolta contro la Rule 40 del CIO che impedisce ai partecipanti ai Giochi ogni tipo di comunicazione pubblicitaria durante le competizioni. Regola in effetti datata e smascherata dagli stessi interessi che vuole proteggere, perché a Londra in questi giorni Bolt è dappertutto come testimonial Visa.
Ma qualcosa dovrà pur cambiare e, potenza del Web, comincerà dal basso piuttosto che dall’alto. L’anno scorso per il test event del beach volley le giocatrici inglesi si erano stampate un QR code sul costume. Tu fotografavi il lato B delle giocatrici col telefonino ed entravi in un magico mondo. Forse non elegante da dire in questo modo, ma quello era il messaggio. Altrimenti nessuno si sarebbe filato le giocatrici inglesi che, invece, hanno reso un servizio ai propri partner.
Un atleta statunitense si era trovato un’agenzia marketing, evidentemente non informatissima, per mettere in vendita la sua spalla come sede di possibili tatuaggi. È stato fermato prima ancora che dal Cio dal suo comitato olimpico. Un altro sportivo, il britannico James Ellington, perso ogni tipo di finanziamento, ha trovato un’altra soluzione: eBay. E spiega: “ho messo in conto ogni tipo di alternativa. Dal successo alle risate di scherno della gente. L’ipotesi peggiore restava comunque non raccogliere i finanziamenti necessari, tenermi il mio lavoro part-time e cominciare a pensare a un cambio di carriera”.
Come nelle favole, e come succede nella new economy, è andata diversamente. Se solo lo sportivo avesse saputo dell’esistenza di siti come kickstarter! Lì si applicano le regole del gioco di squadra (ovvero della condivisione) a ogni progetto. Comunque sia, su eBay le offerte per adottare la preparazione atletica di James sono arrivate. Il caso è stato ripreso dai giornali e i rilanci si sono fatti più consistenti. Il tutto sempre nel rispetto della Rule 40. Alla fine l’asta si è chiusa a 32500 sterline: la cifra decisiva che ha dato un valore nuovo alla qualificazione olimpica ottenuta sul campo per i 200. James ha potuto permettersi persino un periodo di allenamento negli Stati Uniti.
Ovviamente, bisogna capire come regolamentare la materia, quali diritti tutelare e come registrare il pagamento. Pratiche burocratiche insomma, ma una porta è stata aperta. Nel frattempo Curiosity ha già raccolto dati che ci dicono quali e quante analogie ci siano tra la gravità su Marte e la pesantezza di una vita da atleta senza soldi sulla Terra. Dopo aver ricevuto i soldi che gli servivano via eBay, Ellington deve essersi sentito come un marziano a cui la forza di gravità pesa solo un terzo di quanto pesa a noi.
Londra, 8 agosto 2012
LUCA CORSOLINI
