• markux

    in termini di “sorpresa” per me il migliore è stumbleupon.com , ma è uno di quei casi di webapp con una bell’idea e ben riuscita inizialmente, senza un altrettanto curata evoluzione negli anni

  • F Y

    Se sono news e articoli riguardanti design e aviluppo web io direi Che meglio di Quora non ho trovato.

    Anche se non sono necessariamente articoli editoriali, ma contenuti co-creati da una community. Più un forum intelligente che editoria.

    Dopo 2 mesi e’ successo un miracolo, un giorno mi sveglio e mi vedo ogni singolo contenuto a me proposto dall’algoritmo di Quora al 100% rilevante.

    Ottimo servizio, ottimo algoritmo.

  • http://www.facebook.com/dariorusso85 Dario Russo

    Articolo interessante. Grazie per queste segnalazioni. Le proverò in giornata.

  • http://twitter.com/ale_imbriano alessandro imbriano

    in questo modo mi pare si vada non dal rischio di bolla al rischio di bolla scongiurato, ma dal rischio di bolla alla certezza di bolla.

    • F Y

       lols

    • vincos

      Non capisco, puoi spiegarmi meglio?

      • http://twitter.com/ale_imbriano alessandro imbriano

        di solito chi dice non capisco capisce benissimo ma non è d’accordo. lecito, ovviamente. tuttavia, partendo dalle tue stesse premesse: il rischio di bolla è connesso a ogni personalizzazione dell’informazione, i servizi che hai citato costituiscono un’evoluzione degli strumenti attraverso cui possiamo raffinare la personalizzazione dell’informazione, i servizi che hai citato aumetano invece di diminuire il rischio di bolla. loicamente il migliore dei peggiori non è il men peggio ma il pessimo. solo questo. 

        • vincos

          Secondo me sono servizi che aiutano ad uscire dalla solita bolla, ma è chiaro che se li si usa esclusivamente il rischio di un ulteriore bolla è evidente, come dici tu. In realtà l’unico modo di provare a sfuggire è essere attivi e non pigri, non fermarsi di navigare anche nei meandri più nascosti della rete. Grazie Alessandro.

  • http://www.facebook.com/matteo.mucci Matteo Mucci

    Penso soltanto he la traduzione di “The filter bubble” in “filtri ” sia degna di un video di Maccio Capatonda. So dumb!

  • http://twitter.com/gianpaolodamico Gianpaolo D’Amico

    ciao Vincenzo, complimenti per le due segnalazioni di Prismatic e Trapit che non conoscevo. Io utilizzo altri sistemi per avere informazioni molto settorializzate (primo fra tutti l’ovvio google aleter), ma devo dire che in particolare Trapit ha una ux che aiuta a leggere in un modo veloce gli articoli segnalati.

    Devo dire la verità che poi quando cerchi argomenti specifici questi sistemi alla fine ti fanno vedere sempre la stessa cosa (ovvero quella più popolare) e quindi per qualcuno che vuole essere veramente un passo avanti per la creazione di contenuti alla fine non sono molto utili, però devo dire che modi diversi dai soliti paper.li o altri aggregatori di tweet sono sempre bel accetti in questo campo.

    Il problema alla base è che ci sono alcune sorgenti di dati che non vengono proprio analizzate, sia perchè non sono “girate” sulle piattaforme social, sia perchè hanno dei percorsi veramente complessi, come i forum e alcuni archivi di articoli, penso in particolare a quelli scientifici. Ma penso che questo sia un problema meno sentito in questo momento, in cui a tutti interessa maggiormente fare content filtering e non content creation, che ne dici?

  • http://www.quacos.com Giovanni

    Su iPad c’è Flipboard, sono arrivato a questo articolo proprio grazie a quest’app