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3 stelle, 2 problemi, 9 consigli: collaudo in diretta del nuovo portale del ministro Barca

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Ieri il Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca ha presentato OpenCoesione, un portale di dati sui progetti di coesione territoriale finanziati dallo Stato e dalle Regioni dal 2007 al 2011. I dati sono pubblicati in formato aperto: non solo consultabili dal Web, ma scaricabili e riutilizzabili in modo facile e legale. Il senso dell’operazione è fare trasparenza. Come si legge in home page:

 I dati sono pubblicati perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace.

I numeri coinvolti sono importanti: quasi mezzo milione di progetti per un totale di trentatrè miliardi di euro, pagati a trentacinquemila soggetti. Ma il sito funziona davvero? La trasparenza è reale o solo sbandierata?

Mentre a Roma si svolgeva la conferenza stampa di presentazione, molti esponenti della piccola ma agguerrita comunità italiana dei dati aperti si sono sbizzarriti a collaudare OpenCoesione in tempo reale. Ne è nata una bella discussione su Spaghetti Open Data, la mailing list di cui ho già avuto occasione di parlare su Chefuturo. In poche ore sono stati postati oltre settanta messaggi da una ventina di autori diversi, e vari aspetti di OpenCoesione sono stati testati in tempo reale. Se siete appassionati di dati aperti, vale la pena di leggersi tutta la discussione: la trovate qui. Tento un piccolo riassunto non tecnico:

  • voto decisamente buono: bei dati, bell’operazione, profilo alto.
  • buona l’infrastruttura tecnologica, che lascia le porte aperte al mobile e sopratutto all’interoperabilità.
  • apprezzabile la esplicita menzione di tutto lo stack software usato e il fatto che sia stato usato software open source (nelle FAQ).
  • i cittadini che hanno informazioni su quei progetti (perché insistono sul loro territorio, magari) possono scriverle sul sito, in modo che siano associati dati qualitativi a quelli quantitativi. Complimenti, questo è veramente wikicratico: uno degli aspetti più innovativi di tutta l’operazione.

Alcuni problemi da risolvere subito

  • I dati sono open e scaricabili, ma solo in “blocco”; visto lo sforzo per il sistema di browsing sarebbe stato bello abilitare il download del singolo insieme di dati o del risultato di una ricerca.
  • I dati sono pubblicati con una licenza Creative Commons (bene!), ma di tipo “condividi allo stesso modo”, cioè eventuali modifiche e miglioramenti o meshup realizzati con questi dati vanno ricondivisi con la stessa licenza. Meglio una licenza senza questo vincolo, facendo attenzione a permettere l’interoperabilità con i dati di qualche altro paese dell’UE che volesse fare la stessa operazione.
  • dall’elenco delle regioni manca il Veneto.

Alcuni miglioramenti che si potrebbero fare

  • aggiungere ai dati una Application Programming Interface (API) pubblica! Permetterebbe di elaborarli in modo molto granulare e dinamico, e farebbe svoltare tutta l’operazione.
  • per finanziamenti a gruppi di partner, si vede il finanziamento globale e non quello per partner; pazienza di per sè, peccato che l’intero ammontare sia “associato” a ciascuno dei partner nel computo dei finanziamenti totali di un soggetto.
  • per proteggere la riservatezza dei soggetti svantaggiati, il nome di tutti questi soggetti  è stato cambiato in “individuo”. Questo fa perdere tutta l’informazione su quanti siano questi soggetti, dove siano, quanti finanziamenti ricevano e per cosa. Meglio una procedura di anonimizzazione che mantenga distinti i singoli soggetti – tanto più che alcuni di questi hanno percepito finanziamenti molto consistenti.
  • i filtri non funzionano benissimo (togliere uno dei filtri su “range” fa sparire il filtro territoriale).
  • c’è un problema di encoding delle stringhe per tutti i caratteri accentati.
  • alcuni progetti non sono stati inseriti correttamente perchè il server restituisce un errore 500.
  • nella vista elenco progetti non si capisce il criterio di sorting e sarebbe auspicabile la possibilita’ di sortare sulle colonne per esempio per importo finanziamento o nel caso di filtro su ruolo per numero di progetti.
  • nella stessa vista il bottone progetti nella toolbar non funziona.
  • ci sono nelle faqs un paio di link non funzionanti sulle sorgenti dati.

Conclusione: OpenCoesione merita tre stelline secondo la classificazione proposta da Sir Tim Berners-Lee.

Dal punto di vista del coinvolgimento della cittadinanza, merita tre stelline (un po’ scarse) secondo la classificazione proposta da Tim Davies e altri. Per arrivare alle tre piene, si potrebbe fornire qualche strumento di sostegno a una conversazione strutturata intorno ai dati (per esempio, come fa il portale del Comune di Firenze aggregando i tweet che riguardano i suoi dati). Aggiungendo tutorial, e magari promuovendo qualche hackathon, si potrebbe arrivare anche alle quattro.

Grazie alle/i “spaghettare/i” che hanno contribuito: Alessio (@dottorblaster), Andrea (@nelsonmau), un altro Andrea, Domenico, Francesca (@FraSen) Irene (@iricelino), Luigi (@luigireggi), Matteo (@dagoneye), Michele (@micheledalena), Morena (@morenaragone), Napo (@napo), Paola, Paolo (@paolomainardi), Paolo “Il Mistra”, Piero, Silvio, Roldano, Simone (@simonecortesi).

Strasburgo, 18 luglio 2012
ALBERTO COTTICA 

4 risposte a “3 stelle, 2 problemi, 9 consigli: collaudo in diretta del nuovo portale del ministro Barca”

  1. luca corsato scrive:

    bravo Alberto e grandissima idea quella di usare il gruppo di SOD… potrebbe diventare un modello di discussione/validazione in progress

  2.  #opencoesione è una operazione per la trasparenza ma per comunicare con i cittadini esperti, vale a dire addetti ai lavori e chi sa comprendere&interpretare (e speriamo riusare) i dati per produrre PSI.
    Fare comunicazione pubblica per il “cittadino” è un passo successivo da fare. Certo, il medium seleziona il suo pubblico e questo portale seleziona – giustamente – il suo pubblico di esperti. Senza citare i dati sull’alfabetizzazione linguistica e digitale di noi italiani (e nuovi italiani), secondo me, collettivamente bisogna riflettere su come fare per passare dalla trasparenza alla reale accessibilità di questa conoscenza al cittadino comune. 

  3. Luigi Reggi scrive:

    @twitter-151106698:disqus , molto interessante la tua osservazione.  Credo che OpenCoesione non sia una vera e propria operazione di comunicazione, almeno per ora, ma “semplicemente” di apertura e trasparenza delle fonti su cui la comunicazione può eventualmente costruirsi.
    Ciò non toglie che anche il semplice cittadino possa già cimentarsi in parecche operazioni, come ad esempio verificare se il progetto che conosce del proprio comune sta mantenendo le promesse.  Non so, mia mamma ieri c’è riuscita! 🙂

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