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Neelie Kroes: “Sono queste le grandi visioni scientifiche che cambieranno l’Europa”

CheFuturo! invita a bordo le persone che hanno grandi storie da raccontare. Qui trovate i contributi di uomini e donne che stanno cambiando il mondo con la forza delle idee.

Dove è diretta la scienza del futuro? In Europa una risposta del genere potrebbero darla le FET Flagship, i grandi progetti di ricerca comunitari che verranno lanciati nel 2013. Cosa significano per noi ce lo spiega nel suo discorso ufficiale il vice presidente della Commissione europea Neelie Kroes.

Oggi in Europa dobbiamo investire sulla crescita futura. E questo significa che dobbiamo guardare avanti. E avere il coraggio di investire, oggi, nelle idee che potrebbero dare forza al nostro mondo di domani. Oggi consideriamo la tecnologia quasi come scontata. Ma immaginate dove saremmo adesso senza gli sforzi di tutti coloro che sono venuti prima di noi. Pensate dove saremmo senza l’automobile, o il microchip. Senza le tecnologie, le trasformazioni e le sorprendenti nuove possibilità che esse hanno portato con sé, le nostre vite sarebbero molto differenti.

E ricordatevi che ci sono volute molte persone – tutte dotate della visione di pensare diversaente e la pazienza di lavorare in modo indefesso – prima che queste idee potessero divenire realtà. Ecco perché abbiamo bisogno di credere nel futuro e nelle nuove tecnologie. Non sapremo mai con certezza dove questo tipo di ricerca ci porterà,e né conosceremo i cambiamenti che potrebbe portare. Ma sappiamo che forse, dico forse, potrebbero rivelarsi come la chiave per le nostre vite future.

Oggi segnamo la fine della fase preparatoria delle FET Flagship. È un momento propizio per guardare indietro e in avanti. Negli ultimi due anni circa, prestigiosi scienziati hanno messo insieme grazie ad idee visionarie un progetto concreto. Si tratta di idee nuove ed efficaci, idee che potrebber cambiare l’intero panorama dell’innovazione europea. Pensate solamente a cosa potrebbero regalarci.

Medicina personalizzata, terapie e prevenzione di malattie, o trattamenti migliori per malattie come la demenza. Tutto grazie al fatto di aver capito come funziona il nostro cervello. Immaginate anche il management di sistemi interattivi a livello globale a portata di mano. Circuiti elettronici costruiti su basi totalmente nuove, smart device autonomi in grado di aiutarci nella vita di tutti i giorni, o macchine in grado di interagire in modo naturale con gli esseri umani.

Queste sono il tipo di visioni coraggiose e lungimiranti che sono state sviluppate negli ultimi due anni. Gli Stati membri ci hanno chiesto dapprima di impostare questi Flagship al 2009. Subito dalle prime battute ci è apparso chiaro che questi termini avrebbero richiesto una collaborazione tra programmi europei e nazionali mai vista prima d’ora. Così come mai prima d’ora avevamo fatto ricorso ad una scala di ambizione e ad un piano di supporto lungo 10 anni che portassero ad un traguardo unificante e visionario. E ad un solido focus sulle grandi sfide scientifiche sociali per identificare le aree ad alto rischio ma con grandi livelli di rendimento.

 Cooperazione, assunzione del rischio e sfida nei confronti dei grandi temi. Sono queste le cose di cui abbiamo bisogno oggi in Europa. Sono questi i fatti che voi, scienziati e governi nazionali, ci state mostrando.

Voglio che tutto ciò continui. Voglio che siamo noi a creare un collegamento tra la ricerca di base, l’innovazione e la messa in opera: perché mettendo insieme i migliori cervelli in circolazione possiamo costruire massa critica, raggiungere traguardi dall’impatto enormemente più grande del solito e ottenere un ritorno di investimemto molto interessante. Un ritorno che paga anche nel breve periodo.

Voglio che siamo noi a continuare questo progetto insieme, con i ministri nazionali e gli enti finanziatori. ERA-NET è un grande strumento per coordinare i network di ricerca nazionali e un meccanismo di successo garantito per favorire la collaborazione tra Stati membri. Ora possiamo usarlo per connettere gli sforzi di ricerca nazionali ed europei ad un livello superiore – si tratta di un’opportunità a cui consiglierei di partecipare.

Seguendo questo spirito di collaborazione, sono felice di poter ospitare il professor Francesco Profumo, ministro italiano per la Scuola, Università e Ricerca, la professoressa Maria Elżbieta Orlowska, ministro polacco per la Scienza e l’Educazione superiore, e António Fernando Correia de Campos, distinto rappresentante del Parlamento europeo. Benvenuti a tutti voi.

Voglio lasciarvi con tre brevi pensieri e una riflessione di più ampie vedute. Prima di tutto, congratulazioni agli scienziati delle Flagship Pilot Actions – e alle comunità di ricerca che lavorano con loro – per aver messo in prima linea idee così ispiratrici e significative. Sono certa che queste cattureranno molto l’attrazione dei decision-maker e, spero, del grande pubblico.

Secondo, vorrei che tutti voi, che facciate parte dell’accademia, dell’industria o degli enti finanziatori, ricordaste quanto importante possa essere partecipare a una FET Flagship. Spero che molti di voi ci vedano – come fa la sottoscritta – un’immensa opportunità e un segno di distinzione.

E, terzo, permettetemi di sperare che questo dialogo trasparente e sincero tra istituzioni nazionali ed europee possa continuare. In modo tale da stabilire le FET Flagship in tempo per l’ora di pranzo e creare un solido schema nel contesto di Horizon 2020. Senza dubbio, penso che l’approccio delle FET Flagship sarà una caratteristica rilevante di Horizon 2020 e sparga il proprio successo – con FET-ICT – ad altre parti del programma.

Infine, ecco la mia riflessione più ampia sulle sfide che ci troviamo di fronte. Per tre anni, abbiamo nutrito le iniziative Flagship. Sono cresciute e le abbiamo mandate all’università, dove hanno studiato tanto. Hanno portato a casa un riconoscimento per il loro diploma scientifico! E hanno mostrato di potersi distinguere anche in molte altre materie – come gli studi sociali, la medicina e l’ingegneria. Penso anche l’economia. Ma ora le sei candidate Flagship hanno raggiunto la maturità.

E come mai nessun altro alla loro età, hanno bisogno di trovare il loro posto nel mondo. Dovranno dimostrare che possono stare in piedi sulle proprie gambe. Per i primi due anni e mezzo di ramp-up e dal 2013 in poi, supporteremo le migliori due con 110 milioni di euro. Non sarà facile stringere il campo da sei a due. Sarà una bella sfida quella che ci attende, e di certo non sarà una facile.

Ma, da un punto di vista più ampio, in Europa oggi fronteggiamo sfide ancora più grandi che comportano altrettante decisioni importanti. L’Europa è in una situazione difficile al momento. I fondi pubblici sono scarsi, ma il perseguimento di una crescita a lungo termine è allo stesso tempo più importante che mai. Finora abbiamo compiuto scelte reali su come investire nel nostro futuro. Su come assicurarrci che la ricerca europea rimanga ancora competitiva a livello globale. Su come possiamo assicurarci che i nuovi sviluppi supportino e incrementino ogni settore della nostra economia.

Tutto secondo una decisione molto concreta: mantenere un livello ambizioso per quanto riguarda i finaniamenti verso Horizon 2020, in modo da combinare le nostre risorse nel miglio modo possibile. Per trovare nuove strade che assicurino grandi economie di scala a livello europeo. Per me la risposta è chiara. Per avere successo nel futuro dobbiamo avere il coraggio di investire – con l’innovazione di lavorare insieme – e la volontà di fare le cose in modo differente. Queste lezioni sono state ben recepite nel contesto delle FET Flagship. Spero che ora possano essere applicate in altri ambiti.

Bruxelles, 10 luglio 2012
NEELIE KROES

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